Immagine della settimana

24 febbraio 2014

Le curve del quartiere generale dell’ESO

Prive di colori, in questa impressionante immagine infrarossa, le ampie curve del quartiere generale dell’ESO stonano con la bellezza naturale gelata degli alberi che lo circondano. La curvatura estrema visibile in quest’immagine è dovuta all’uso, da parte del fotografo, di una lente fisheye, che distorce la vista e causa l’impressione che l’edificio circondi il pallido fogliame e il cielo sovrastante. Il fogliame appare brillante perché riflette la luce infrarossa, e il colore bianco pallido è prodotto dall’uso di un bilanciamento del bianco sulle foglie dell’albero da parte del fotografo. 

Le curve precise del cemento, vetro e acciaio fornisco qualche indizio sulla struttura particolare dell’edificio del quartiere generale. In un articolo del 1981 nel Messenger di ESO, si descrive l’edificio di ESO come ''un labirinto del tipo usato per mettere alla prova l’intelligenza dei ratti.'' Fortunatamente per ESO l’autore scrisse subito dopo che ''gli umani sono mediamente più intelligenti che i ratti, e il problema trova presto una soluzione''. 

Quest’immagine è stata ripresa dal computer specialist Dirk Essl. 


10 febbraio 2014

Il fantastico signor Volpe

Arrampicata pericolosamente al confine del mondo abitabile, la vita riesce ad aggrapparsi. Alla periferia del caldissimo e secco deserto di Atacama, questa resistente volpe grigia sudamericana si è appena svegliata e si stira senza fretta. Queste volpi sono generalmente attive durante la notte, approfittando al massimo del calo di temperatura che offre una tregua notturna dal caldo sole cileno. 

Sullo sfondo ci sono altri segni di vita. La cupola bianca ospita il telescopio svizzero Leonhard Euler di 1.2 metri che è protetto dalle rigorose condizioni climatiche dal suo guscio esterno. Mentre il cielo diventa più buio, all'osservatorio di La Silla un’altra famosa specie notturna, gli astronomi, si sveglia e si prepara ad osservare il cielo con rumorose e ronzanti tecnologie. 


03 febbraio 2014

L’aria dell’Antartide visita il Paranal

Questo magnifico panorama dell’osservatorio Paranal di ESO risale al 5 luglio 2012 e segna uno dei giorni più secchi mai registrati al complesso del Very Large Telescope. Paranal appare come un’isola nel mezzo dell’immagine, con nuvole massicce che galleggiano sopra l'Oceano Pacifico in lontananza. 

L’umidità estremamente bassa di Paranal durante questo periodo fu registrata da un radiometro di vapore acqueo, chiamato LHATPRO, che segue l’andamento dell’atmosfera per aiutare le osservazioni compiute all’osservatorio [1]. I meteorologi di due università cilene hanno identificato la causa di queste condizioni inusualmente secche in correnti d'aria dell’Antartide ad alta quota che si muovono verso il nord e scendono verso Paranal. 

Questo fronte freddo è rimasto attorno a Paranal per circa 12 ore, causando un livello bassissimo di umidità dell’aria attorno all’osservatorio [2]. Florian Kerber (ESO) e i suoi colleghi hanno analizzato questo situazione inusuale e hanno pubblicato i risultati nella rivista Monthly Notices of the Royal Astronomical Society del 29 Gennaio 2014, disponibile qui.

Dunque, un deserto secco… che cosa c’è di così speciale? In realtà la siccità di questa magnitudine accade di solito a quote molto più alte, per esempio all’osservatorio di ALMA sull’altipiano di Chajnantor, che si trova a 5000 metri sopra il livello del mare - i 2635 metri, l’altitudine di Paranal, sono circa la meta di questo. Dato che le osservazioni infrarosse possono essere fatte al meglio quando c’è pochissimo vapore acqueo nell’aria, un controllo regolare con il radiometer LHATPRO potrebbe dare agli astronomi l’opportunità di sfruttare futuri momenti di siccità a Paranal per ottenere stupende osservazioni infrarosse dell’universo attorno a noi. 

Questa fotografia è stata ripresa dall'ambasciatore fotografo dell'ESO Gabriel Brammer, che per caso era presente al tramonto appena prima di questo periodo secco. Egli lo trovò straordinariamente chiaro e magnifico. Gabriel lavora come astronomo all’osservatorio La Silla - Paranal dell’ESO. Quando non fornisce un supporto alle osservazioni dell’osservatorio, studia la formazione e l’evoluzione delle galassie distanti usando i telescopi e gli strumenti più sofisticati al mondo, incluso il Very Large Telescope di ESO e l’Hubble Space Telescope. 

Note

[1] Il radiometro Low Humidity and Temperature Profiling (LHATPRO) costruito da  Radiometer Physics GmbH in Germania, usa forte righe spettrali di alcuni elementi chimici per misurare il contenuto in acqua dell’atmosfera. 

[2] L’umidità è misurata nella forma di precipitable water vapour - una misura di contenuto atmosferico d’acqua. È la quantità totale di acqua in una colonna di atmosfera se si trasformarsse tutta in pioggia. In questo caso solo 0.1 mm di precipitable water vapour è stata misurata - molto meno che il solito (già basso) valore di 2 mm a Paranal. 


27 gennaio 2014

Interferometria in piscina

Gli astronomi non nuotano sempre nella piscina della residenzia dell'osservarorio di Paranal, ma quando lo fanno, amano mostrare come funzionano i principi fisici. In questa fotografia l'astronomo francese Jean-Baptiste Le Bouquin sta dimostrando come le onde - non onde luminose, ma onde sull'acqua - possano combinarsi, o interferire, per creare onde più grandi. 

La combinazione di onde luminose è il principio fondamentale che sta dietro l'interferometro VLTI: le onde luminose catturate da ciascun dei quattro telescopi di 8 metri sono combinate usando una rete di canali e specchi. In questo modo la risoluzione spaziale del telescopio viene aumentata in modo significativo e, con un tempo di esposizione abbastanza lungo, le macchine fotografiche e gli strumenti possono arrivare ad un livello di dettaglio simile a quello che potrebbe essere ottenuto com uno specchio di 130 metri di diametro potrebbe, uno strumento molto di più grande di qualsiasi telescopio oggi esistente. 


20 gennaio 2014

La cometa di Rosetta

La sonda spaziale dell’ESA Rosetta si sveglierà oggi, 20 gennaio, dopo 31 mesi di ibernazione nello spazio profondo, per avvicinarsi finalmente alla cometa 67P/Churyumov-Gerasimenko (67P/CG).

Quest’immagine mostra le osservazioni più recenti della cometa di 4 chilometri di diametro, prese il 5 ottobre 2013 dal Very Large Telescope (VLT) di ESO, quando la cometa era distante circa 500 milioni di chilometri, prima che passasse dietro il Sole e fuori dalla nostra prospettiva terrestre. 

Per quest’immagine è stata elaborata una lunga serie di osservazioni  per svelare sia la cometa senza le stelle del sottofondo (a sinistra) sia il campo stellare con la traiettoria della cometa evidenziata (a destra). La cometa era così lontana dal Sole che il suo nucleo di ghiaccio non rilasciava nessun gas o polvere, e appare come un semplice punto nel sottofondo  denso di stelle in direzione del centro  della Via Lattea . Avvicinandosi al Sole, la sua superficie si riscalderà e il suo ghiaccio sublimerà, rilasciando polveri a  formare una coda. 

Questa osservazione segna l’inizio di una stretta collaborazione tra ESA e ESO per seguire la cometa dal suolo durante l’incontro di Rosetta con 67P/CG, che avverrà più tardi quest’anno. Rosetta è stata lanciata nel 2004 e mira ad esplorare la superficie della cometa, rilasciando un lander giù su 67P/CG per studiare l'aspetto della sua superficie  [1].

La cometa segue un’orbita di 6.5 anni di periodo attorno al Sole e si trova attualmente verso l’orbita di Giove. Sarà nel suo punto più vicino al Sole - approssimativamente tra l’orbita di Marte e quella della Terra - nell’agosto 2015. Questa immagine suggerisce che la cometa non è ancora attiva, quindi non vedono l’ora di osservarla di nuovo a febbraio, quando è di nuovo osservabile con il VLT e molto più vicina al Sole. 

Nel fra tempo le osservazioni di ottobre sono state usate per confermare l’orbita della cometa prima del suo appuntamento con Rosetta in maggio, e per allinearla per mettersi in orbita attorno a 67P/CG in agosto. Ulteriori calcoli saranno effettuati una volta che Rosetta abbia la cometa in vista con i suoi strumenti. 

Note

 [1]. Dal momento della partenza Rosetta ha viaggiato attorno al Sole per cinque volte, aumentando la sua velocità  e proseguendo la sua destinazione finale. Durante il tratto più freddo della missione, mentre Rosetta si trovava oltre l’orbite di Giove, la sonda spaziale è stata messa in ibernazione. 67P/CG si trova su un’orbita ragionevolmente stabile e ben conosciuta, il che significa che i calcoli per la traiettoria di Rosetta possono essere fatti molto in anticipo della partenza e si trova abbastanza lontana dal Sole per essere un bersaglio sicuro. 

Link 

- Vista con il VLT della cometa 67P/Churyumov-Gerasimenko in ottobre 2013

- La traiettoria della cometa 67P/Churyumov-Gerasimenko in ottobre 2013 

- Immagine spaziale delle settimana di ESA

- Informazione di ESA su Rosetta

- Appello ai media: il risveglio di Rosetta

- Il Very Large Telescope di ESO


06 gennaio 2014

Le notti di Paranal

Alza lo sguardo al cielo notturno dall’osservatorio di ESO a Paranal nel Cile e sarai accolto da una vista spettacolare come questa. Chiazze  blu, arancioni, rosse; ognuna rappresenta una diversa stella, galassia, o nebulosa, insieme formano un cielo scintillante sopra le nostre teste. Gli astronomi scrutano questo magnifico scenario, cercando di svelare i misteri dell’universo. 

Per farlo usano telescopi come quelli mostrati in quest'immagine, i Telescopi Ausiliari del VLT. Quest’immagine mostra tre delle quattro unità mobili che rifornisco luce al Very Large Telescope Interferometer, lo strumento ottico più avanzato al mondo. I Telescopi Ausiliari interagiscono tra loro formando un telescopio più grande,  più grandi della somma delle singole componenti: l'interferometro mostra dettagli che sarebbero visibili solo utilizzando un telescopio grande come la distanza tra le unità mobili che lo compongono.


16 dicembre 2013

Scie luminose di stelle sopra il VLT a Paranal

Quest’immagine è stata ripresa da Babak A. Tafreshi, uno dei Ambasciatori Fotografi dell'ESO, all’osservatorio Paranal di ESO. Essa mostra tre dei quattro telescopi ausiliari dell’interferometro del Very Large Telescope Interferometer (VLTI). Le lunghe strisce luminose sopra i telescopi sono le scie lasciate delle stelle. Ognuna di esse traccia la traiettoria apparente - dovuta alla rotazione della Terra - di una singola stella attraverso il buio cielo notturno. Questa tecnica fotografica amplifica i colori naturali delle stelle, che forniscono un’indicazione circa la loro temperatura. Essa  è compresa tra  circa 1000 gradi Celsius per le stelle più rosse fino a decine di migliaia di gradi Celsius per le stelle più calde, che appaiono blu. Il cielo, in questo remoto e alto luogo del Cile, è estremamente pulito e privo di inquinamento luminoso, e ci offre questo spettacolo di luci meraviglioso. 


25 novembre 2013

Antiche costellazioni sopra ALMA

Babak Tafreshi, uno degli Ambasciatori Fotografi dell'ESO ha ripreso le antenna dell'Atacama Large Millimeter/submillimeter Array (ALMA) in un'affascinante immagine che combina la bellezza del cielo australe con le dimensioni sorprendenti del più grande progetto astronomico al mondo.

Migliaia di stelle si vedono a occhio nudo nel cieli limpidi sopra l'altipiano di Chajnantor. Il suo cielo notturno secco e trasparente è il motivo per cui ALMA è stato costruito qui. Sorprendentemente brillante nell'angolo in alto a sinistra della fotografia, c'è un gruppo compatto di giovane stelle, l'ammasso delle Pleiadi, che era conosciuto già dalle più antiche civiltà. La costellazione di Orione (il cacciatore) è chiaramente visibile sopra la più vicina delle antenne - la cintura del cacciatore è formata da tre stelle blu appena a sinistra della luce rossa. Secondo la mitologia classica, Orione era un cacciatore che inseguiva le Pleiadi, le bellissime figlie di Atlas. Quando visto attraverso la sottile atmosfera del cielo sopra Atacama, sembra quasi che questa epica caccia sta realmente avvenendo.

L’osservatorio internazionale ALMA è nato dalla partnership tra Europa, Nord America ed Est Asiatico, in cooperazione con la Repubblica Cilena. La costruzione e il funzionamento di ALMA sono gestite da ESO per l’Europa, dalla National Radio Astronomy Observatory (NRAO) per il Nord America, e dal National Astronomical Observatory of Japan (NAOJ) per l’Asia Orientale. Il Joint ALMA Observatory (JAO) detiene la leadership comune e segue la gestione dei lavori di costruzione, progettazione e  funzionamento di ALMA.


18 novembre 2013

Una nuova immagine della cometa ISON

Questa nuova immagine della cometa C/2012 S1 (ISON) è stata presa con il telescopio nazionale TRAPPIST all’osservatorio ESO di La Silla la mattina di venerdì 15 novembre 2013. La cometa ISON è stata vista per la prima volta nei nostri cieli nel settembre 2012 ed effettuerà il suo massimo avvicinamento al Sole verso la fine di novembre 2013.

TRAPPIST ha monitorato la cometa ISON a partire da metà ottobre, usando filtri a banda larga come quelli usati in quest’immagine. Ha anche usato degli speciali filtri a banda stretta che isolano l’emissione di gas vari, permettendo agli astronomi di contare quante molecole di ciascun tipo la cometa rilascia.

La cometa ISON è rimasta abbastanza tranquilla il 1 novembre 2013, quando una prima esplosione ha raddoppiato la quantità di gas emessi dalla cometa. Il 13 novembre, proprio prima che questa foto fosse scattata, un secondo e gigantesco scoppio ha scosso la cometa, aumentando la sua attività di un fattore dieci. Ora è abbastanza luminosa da essere vista con un buono binocolo da un sito oscuro, nel cielo mattutino verso Est. Nelle ultime notti la cometa si è stabilizzata al suo nuovo livello di attività.

Queste esplosioni erano causate dall’intenso calore del Sole che raggiunge il ghiaccio nei piccoli nuclei della cometa mentre si avvicina al Sole, causando così la sublimazione del ghiaccio e gettando enormi quantità di polvere e gas nello spazio. Nel momento in cui ISON si avvicinerà al massimo al Sole il 28 novembre (a solo 1,2 milioni di chilometri dalla sua superficie – poco meno del diametro del Sole!), il calore causerà sublimazione in una quantità ancora maggiore di ghiaccio. Ma potrebbe anche rompere l’intero nucleo in due piccolo frammenti, che evaporerebbero del tutto nel momento in cui la cometa si allontanerebbe dall’intenso calore del Sole. Se ISON sopravvive al passaggio vicino al Sole, potrebbe diventare incredibilmente brillante nel cielo del mattino.

L’immagine è una composizione di 4 diverse esposizioni da 30 secondi attraverso il filtro blu, verde, rosso e quasi-infrarosso. Mentre la cometa si muove davanti alle stelle sullo sfondo, queste appaiono come punti multicolore.

TRAPPIST (TRAnsiting Planets and PlanetesImals Small Telescope) è dedicato allo studio dei sistemi planetari tramite due metodi: l’individuazione e caratterizzazione di pianeti collocati fuori dal sistema solare (esopianeti) e lo studio di comete orbitanti attorno al Sole. Il telescopio nazionale da 60 cm è operato da un centro di controllo a Liegi, in Belgio, a 12 000 km di distanza.

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Crediti:

TRAPPIST/E. Jehin/ESO


11 novembre 2013

Vista panoramica di ALMA con la nebulosa della Carena

L'ambasciatore fotografo dell'ESO (ESO Photo Ambassador) Babak Tafreshi ha ripreso questa vista panoramica delle antenne dell'Atacama Large Millimeter/submillimeter Array (ALMA) sotto il cielo limpido dell'altopiano di Chajnantor, nelle Ande cilene. 

La macchia rosa visibile a sinistra dell'immagine è la nebulosa della Carena. Essa si trova nella costellazione di Carena (la chiglia), a circa 7500 anni-luce dalla Terra. Questa nube di gas luminescente e di polveri è una delle più brillanti nebulose nel cielo e contiene molte delle stelle più luminose e massive stelle conosciute nella Via Lattea, come Eta Carinae, per esempio. Per altre magnifiche immagini della nebulosa della Carena provenienti da ESO, si vedano  eso1208, eso1145, e eso1031.

ALMA, un osservatorio astronomico internazionale, è frutto di una collaborazione fra l'Europa, il Nord America e l'Asia Orientale, in cooperazione con la Repubblica del Cile. La costruzione e la gestione di ALMA sono condotte dall'ESO per conto dell'Europa, dall'Osservatorio Nazionale di Radio Astronomia (NRAO) per conto del Nord America e dall'Osservatorio Astronomico Nazionale del Giappone (NAOJ) per conto dell'Asia Orientale. L'osservatorio congiunto di ALMA (JAO: Joint ALMA Observatory) provvede alla direzione unitaria e alla gestione della costruzione, della messa in servizio e delle operazioni di ALMA.


04 novembre 2013

Visitatori equini

Durante una scura notte di settembre all'osservatorio La Silla dell'ESO, dopo aver trascorso la notte al telescopio, l'astronomo Klaas Wiersema stava tornando al ristorante. La maggior parte del lavoro in un osservatorio ha luogo durante la notte, quindi è raro che gli scienziati e i tecnici si trovino a passeggiare nel buio. 

Questa volta, qualche cosa di inaspettato accadde. All'improvviso Klaas sentì un rumoroso grugnito dietro di lui e il suono di piedi pesanti che lo rincorrevano. Era convinto che qualche animale inferocito fosse uscito dalla sua tana e stesse dandogli la caccia, quindi fuggì veloce come il vento. Non poteva immaginare quale tipo di animale gli stesse dando la caccia in questo posto desolato del deserto dell'Atacama, a 2400 metri di altitudine sul livello del mare, quindi passò il resto della notte a cercare di risolvere il mistero. 

Quando la luce tornò, il giorno dopo, Klaas partì in esplorazione e scoprì che la notte precedente era passato troppo vicino a una mandria di cavalli selvatici che si trovava nei pressi dell'osservatorio. Lo stallone stava probabilmente cercando di difendere le sue cavalle. Klaas scattò questa fotografia per avere una prova del suo incontro ravvicinato della notte precedente. 

Klaas ha inviato questa foto al gruppo Flickr di ESO. Questo gruppo è regolarmente recensito e le migliore foto sono selezionate per apparire nella nostra popolare serie Foto della settimana o nella nostra galleria. 

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21 ottobre 2013

Due galassie visibili ad occhio nudo sopra il VLT

Questa stupenda immagine del limpido cielo cileno è punteggiata di stelle brillanti e distanti galassie, tutte al di sopra di uno dei quattro telescopi del Very Large Telescope (VLT). Questo è il quarto e si chiama Yepun (Venere).

Due oggetti visibili in questa foto sono più famosi dei loro vicini. A sinistra dell'immagine è visibile una galassia molto luminosa, che forma quasi una macchia di forma allungata nel cielo - si tratta di Messier 31, conosciuto anche come galassia di Andromeda. In alto a destra di questa galassia c'è una stella brillante, che punta verso l'alto verso una galassia che si trova approssimativamente sulla stessa linea. Questa stella si chiama Beta Andromeda - anche conosciuta come Mirach - e la seconda galassia è Messier 33 (in alto nell'immagine). Si pensa che in passato queste due galassie abbiano avuto un'interazione, dando luogo ad un ponte di idrogeno gassoso che separa lo spazio tra di loro.

Questa fotografia è stata ripresa dall'Ambasciatore Fotografo dell'ESO Babak Tafreshi.

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14 ottobre 2013

Nube sorpresa attorno ad una grandissima stella

Questa nuova immagine, ottenuta usando il Telescopio per Survey del VLT (VST) all'osservatorio del Paranal di ESO, mostra il notevole super ammasso di stelle Westerlund 1 (eso1034). Quest'ammasso eccezionalmente brillante si trova a 16'000 anni-luce dalla Terra, nella costellazione di Ara (L'altare), nell'emisfero sud. Esso contiene centinaia di stelle molto massicce e brillanti, tutte dell'età di solamente qualche milione di anni - delle neonate per gli standard stellari. La nostra visione di quest'ammasso è però ostacolata dal gas e dalla polvere che impedisce alla maggior parte della luce visibile proveniente dalle stelle dell'ammasso di arrivare sulla Terra. 

Attualmente, gli astronomi che studiano le immagini di Westerlund 1 provenienti da una nuova survey del cielo australe [1] hanno notato qualche cosa di inaspettato in quest'ammasso. Attorno ad una di queste stelle - nota come W26, una supergigante rossa e possibilmente la più grande stella conosciuta - hanno scoperto delle nubi luminescenti di idrogeno gassoso, mostrate in verde in quest'immagine.

Tali nubi luminescenti attorno a stelle massiccio sono molto rare, e ancora di più lo sono attorno a supergiganti rosse - questo è il primo caso di nebulosa ionizzata scoperta attorno una tale stella. W26 stessa sarebbe troppo fredda per fare risplendere il gas; gli astronomi ipotizzano che la sorgente della radiazione ionizzante possa essere costituita o da stelle blu calde situate in qualche altra parte dell'ammasso, o, in alternativa, da una compagna di W26, più debole ma molto più calda.

W26 esploderà alla fine come una supernova. La nebulosa che la circonda è molto simile alla nebulosa attorno a SN1987A, i resti di una stella che divenne una supernova nel 1987 [2]. SN 1987A  è la supernova più vicina alla Terra mai osservata dal 1604 e, in quanto tale, ha dato la possibilità agli astronomi di esplorare le proprietà di queste esplosioni. Lo studio di oggetti simili a questa nuova nebulosa attorno a W26 aiuterà gli astronomi a capire i processi di perdita di massa attorno alle stelle massicce, processi che portano alla loro esplosione finale.

Note 

[1] Questa fotografia costituisce una parte di una dettagliata survey pubblica di una grande frazione della Via Lattea chiamata VPHAS+. Questa survey usa la potenza del VST per cercare nuovi oggetti come giovani stelle e nebulose planetarie. Una recente fotografia spettacolare della nebulosa del gambero è stata fatta usando osservazioni provenienti dalla stessa survey.

[2] Si pensa che questa nebulosa circondasse la stella progenitrice di SN1987A prima dell'esplosione.

 

Link

Pubblicazione scientifica

Fotografie del telescope VST per survey

Altre immagini dal VST


07 ottobre 2013

Un' oasi o un covo segreto ?

Quest'immagine mostra il celo cileno riempito di spettacolari scie luminose di stelle - causate dalla rotazione terrestre durante il lungo tempo di esposizione della fotografia. Sotto queste strie impressionanti si trova la residenza di Paranal, un'oasi per gli impiegati e i visitatori del Very Large Telescope dell'ESO, situato in cima a Cerro Paranal, nel deserto cileno.

La costruzione della residenza è iniziata nel 1998 ed  è stata completata nel 2002. Da allora, essa offre agli scienziati e agli ingegneri che lavorano all'osservatorio di Paranal una pausa benvenuta dal clima secco e difficile del deserto.

L'edificio a quattro piani ha la maggior parte della sua struttura interrata. Questo complesso è stato disegnato dagli architetti tedeschi Auer+Weber per fare da complemento all'ambiente circostante. Da alcune angolazioni, questa architettura hi-tech, utilitaria e poco appariscente, quasi mimetica, ricorda il covo segreto del cattivo di un film. Forse non è sorprendente che la residenza sia stata selezionata come set della battaglia finale nel film di James Bond del 2008 Quantum of Solace.

L'utente di Flickr John Colosimo ha sottomesso questa fotografia al Your ESO Pictures Flickr group. Questo gruppo è regolarmente recensito e le migliori foto sono selezionate per apparire nella nostra popolare serie Foto della Settimana o nella nostra galleria. 

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30 settembre 2013

Svelare stelle e galassie lontane

Questa fotografia, densa di galassie e stelle lontane, è un'immagine profonda ottenuta con il Wide Field Imager (WFI), una telecamera montata sul telescopio MPG/ESO da 2,2 metri che si trova presso l'Osservatorio di La Silla in Cile.

È stata scattata come parte dello studio COMBO-17 (Classifying Objects by Medium-Band Observations in 17 filters), un progetto che ritraeva cinque piccoli scorci di cielo con 17 diversi filtri ottici colorati. La superficie complessiva di cielo esplorata in ciascuno dei campi dei COMBO-17 equivale circa a quella della Luna piena e ha rivelato un numero enorme di oggetti distanti, dimostrando così quanto c’è ancora da scoprire nel nostro cielo.

L’immagine mostra una regione che era stata esplorata anche come parte del FORS Deep Field (FDF), un progetto che esaminava diverse aree del cielo in grande dettaglio e con grande profondità, usando lo spettografo FORS2, al momento installato sul Very Large Telescope di ESO presso l’Osservatorio di Paranal in Cile. Tuttavia queste immagini col WFI usano molti più filtri delle precedenti osservazioni con FDF e coprono aree di cielo più grandi, producendo immagini come quella sopra.

Questi piccoli scorci di universo hanno svelato decine di migliaia di stelle, galassie e quasar lontani, che erano in precedenza nascosti alla nostra vista e sono stati usati per investigare lenti gravitazionali e la distribuzione di material oscura in galassie e ammassi di galassie. 

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16 settembre 2013

Toconao vista dall’alto

Il piccolo villaggio di Toconao è l’insediamento più vicino al più grande progetto astronomico esistente, ALMA (Atacama Large Millimeter/submillimeter Array). Toconao ha meno di 800 abitanti e si trova a 2457 metri sul livello del mare in un’oasi naturale alimentata da un piccolo fiume di montagna alla periferia di uno dei deserti più secchi del mondo, quello di Atacama. Il fiume non scorre tutto l’anno, ma gli agricoltori locali hanno saggiamente costruito una rete di dighe e canali per regolare il flusso d’acqua, in modo da avere raccolti tutto l’anno.

Guardando quest’immagine da vicino, si possono vedere alcuni edifici costruiti con materiali come i mattoni o la roccia vulcanica, come la torre e le campane della chiesa di San Lucas sulla parte sinistra in basso della foto.

In parallelo al loro lavoro scientifico, lo staff di ALMA ha lavorato con gli anziani di Atacameño a Toconao ed altre zone per recuperare la loro visione culturale dell’universo, con lo scopo di preservare questa eredità culturale e scientifica per le generazioni successive.

ALMA supporta dal 2008 un programma di miglioramento culturale per la Scuola E-21, una scuola pubblica rurale a Toconao. Questo programma, approvato dalla comunità, si concentra sul miglioramento dell’istruzione in scienze ed inglese.

Questa immagine aerea è stata presa da due membri dell’equipaggio del ORA Wings for Science project (ORA Ali per la Scienza), Clémentine Bacri e Adrien Normier, i quali guidano un aereo speciale ecologico ultraleggero [2] per un viaggio di un anno intorno al mondo, con lo scopo di aiutare gli scienziati con le loro capacità aeree, dal campionamento dell’aria, all’archeologia, all’osservazione della biodiversità e alla modellazione del terreno in 3D.

ESO mantiene una collaborazione con questa organizzazione no profit. Cortometraggi e stupende fotografie prodotti durante i voli verranno usati per scopi didattici e per la promozione della ricerca a livello locale. La circumnavigazione è iniziata nel giugno 2012 e finirà nel giugno 2013 con un atterraggio al Paris Air Show.

Note

ALMA (Atacama Large Millimeter/submillimeter Array ), una struttura astronomica internazionale, è una associazione tra Europa, Nord America e Asia Orientale in cooperazione con la Repubblica del Cile. ALMA è finanziata in Europa dall’ESO, in Nord America dall’US National Science Foundation (NSF) in cooperazione con il National Research Council of Canada (NRC) e il National Science Council of Taiwan (NSC) e in Asia dell’Est dal National Institutes of Natural Sciences (NINS) giapponese in cooperazione con Academia Sinica (AS) a Taiwan. La costruzione e la gestione di ALMA sono condotte per l’Europa dall’ESO, per il Nord America dal National Radio Astronomy Observatory (NRAO), gestito da Associated Universities, Inc. (AUI) e per l’Asia dell’Est dal National Astronomical Observatory of Japan (NAOJ). Il Joint ALMA Observatory (JAO) dirige e conduce in maniera unificata la costruzione, commissione e le operazioni di ALMA.

[2] Il velivolo ultraleggero Pipistrel Virus SW 80 ha vinto un premio dalla NASA e usa solo 7 litri di carburante per 100 chilometri – meno di molte macchine.


09 settembre 2013

Vista d'aquila su Armazones

Questa scatto aereo spettacolare di Cerro Armazones, ripreso dall'ambasciatore fotografo di ESO Gerhard Hüdepohl, rappresenta quel momento meraviglioso per un fotografo nel quale tutto si combina per la fotografia perfetta. 

Hüdepohl è anche un ingegnere elettronico al Very Large Telescope (VLT) dell'ESO su Cerro Paranal, l'osservatorio ottico più avanzato al mondo nel visibile e fiore all'occhiello di ESO. Hüdepohl ha scattato quest'immagine mentre si trovava su di un volo commerciale da Antofagasta diretto verso Santiago. Poco dopo il decollo l'aereo aveva preso  il percorso aereo ideale per una foto aerea di Cerro Armazones - e Hüdepohl non avrebbe potuto chiedere condizioni migliori. Cogliendo al volo l'occasione, è stato capace di catturare questa prospettiva inusuale, fotografando questo terreno spettacolare da molto in alto. 

Quest'immagine mostra il deserto di Atacama con una nitidezza incredibile, con il sottile cammino a zigzag che spicca chiaramente dal terreno polveroso. Questa strada sterrata ritaglia il suo cammino fino alla cima di Cerro Armazones. Il sito è ora occupato da una selezione di strumenti di osservazione, ma ospiterà presto l'European Extremely Large Telescope (E-ELT), un telescopio di 40 metri che non solo risponderà alle attuali domande dell'astronomia, ma porrà e, speriamo, risponderà, a domande completamente nuove. 


26 agosto 2013

Scolpita dalle stelle.

Questa foto scattata dal VLT (Very Large Telescope) dell'ESO, a Paranal in Cile, mostra un dettaglio della famosa nebulosa ad emissione NGC 6357, distante circa 8000 anni luce da noi e situata nella coda della costellazione dello Scorpione, nel cielo del Sud. Il rosso che risplende nell'immagine è una caratteristica tipica di regioni che contengono una grande quantità di H II, ovvero idrogeno gassoso ionizzato.

La nube è immersa nell'intensa radiazione ultravioletta prodotta dall'ammasso stellare aperto Pismis 24, dimora di stelle giovani, massicce e blu, il quale la riemette nella luce visibile, nella caratteristica tonalità rossa.

L'ammasso stesso è leggermente al di fuori del campo di vista della foto, ma la sua luce diffusa illumina la nube nel lato destro dell'immagine.Questo scatto è un vero e proprio primo piano della nebulosa, con la sua rete di gas, le zone scure di polvere e le stelle brillanti appena nate o ancora in formazione.


19 agosto 2013

Notte Stellata a La Silla

Un velo di stelle particolarmente luminoso fa da sfondo a questa splendida immagine, realizzata dall’astronomo Håkon Dahle. La silhouette in primo piano appartiene allo stesso Håkon, circondato soltanto da un paio delle grandi cupole scure che sormontano le montagne dell’Osservatorio ESO di La Silla.

Molti astronomi professionisti sono anche volentieri fotografi – e come non capirli? I siti dell’ESO nel deserto di Atacama sono tra i migliori posti sulla terra  per osservare le stelle e, per lo stesso motivo, sono posti spettacolari per fotografare il cielo notturno.

Håkon ha scattato queste foto durante un soggiorno osservativo di una settimana presso il telescopio ESO/MPG 2.2. Nel corso di questo soggiorno, il telescopio è stato occasionalmente consegnato ad un altro gruppo di osservatori, dando così l’opportunità ad Håkon di ammirare il cielo notturno stellato, così come di catturarlo e mostrarlo a noi.

La Via Lattea è più luminosa nell’emisfero sud che nell’emisfero nord, a causa della direzione in cui la regione sud del nostro pianeta punta verso il denso centro galattico. Ma persino a sud, la Via Lattea appare piuttosto tenue nel cielo notturno. Per molti di noi l’inquinamento luminoso proveniente dalle città e persino la luna possono indebolire il debole bagliore della galassia, nascondendola alla nostra vista.

Uno dei migliori aspetti dell’Osservatorio di La Silla è che si trova lontano dalle luci luminose della città e così ha tra le notti più scure della terra. Anche l’atmosfera è particolarmente limpida e quindi non c’è la foschia a rendere la visuale più torbida. Il cielo su La Silla è talmente scuro, che si riesce a vedere l’ombra creata dalla luce della Via Lattea.

Håkon ha mandato questa immagine al Your ESO Pictures Flickr group. Il gruppo Flickr viene regolarmente rivisto e le foto migliori vengono selezionate e postate sulla celebre serie "Pictures of the Week" (foto della settimana) o sulla nostra gallery.

Credit:

ESO/H. Dahle


12 agosto 2013

La calma prima della tempesta

Questa magnifica immagine ritrae le galassie NGC 799 (sotto) e NGC 800 (sopra) nella costellazione di Cetus (La balena). Questa coppia di galassie è stata osservata per la prima volta dall'astronomo americano Lewis Swift nel 1885. 

Situate a una distanza di circa 300 milioni di anni-luce, la nostra vista frontale ci permette di renderci conto chiaramente della loro forma. Come la Via Lattea - la nostra galassia - questi oggetti sono entrambi galassie spirali, con caratteristici lunghi bracci che si arrotolano verso un "bulge" centrale brillante. Nei bracci prominenti un gran numero di stelle giovani, caldissime e blu si stanno formando in ammassi (i piccoli punti blu dell'immagine) mentre nel "bulge" centrale un grande gruppo di vecchie stelle fredde e rosse si concentrano in una regione quasi sferica. 

A prima vista queste galassie sembrano piuttosto simili, ma il diavolo si nasconde nei dettagli. A parte la differenza ovvia di dimensione, solo NGC 799 ha una struttura a barra che si estende dal "bulge" centrale e i suoi bracci spirali si sviluppano dalla fine della barra. Si pensa che le barre galattiche siano un meccanismo che permette al gas di fluire dai bracci spirali verso il centro, aumentando la formazione stellare. Una supernova è stata osservata in NGC 799 nel 2004 ed è stata chiamata SN2004dt

Un'altra interessante differenza è il numero di bracci spirali. La piccola NGC 800 possiede tre bracci spirali brillanti e nodosi, mentre NGC 799 ne ha solo due relativamente deboli, ma larghi. Questi iniziano alla fine della barra e si arrotolano quasi completamente attorno alla galassia formando una struttura che assomiglia ad un anello. 

A prima vista sembrerebbe che questa foto rappresenti due impressionanti galassie a spirale che coesistono pacificamente, ma niente  è più lontano dalla verità. Potremmo essere testimoni della calma prima della tempesta. Non sappiamo esattamente cosa ci porterà il futuro, ma tipicamente due galassie che si trovano abbastanza vicine, interagiscono sull'arco di centinaia di milioni di anni attraverso la forza gravitazionale. In alcuni casi si tratta solo di interazioni minori che causano distorsioni di forma, ma qualche volta le galassie entrano in collisione e si fondono in un'unica nuova galassia più grande. 

Quest'immagine è stata ottenuta con lo strumento FORS1 sul telescopio VLT di 8.2 metri di diametro dell'ESO in cima a Cerro Paranal. Essa include esposizioni attraverso tre filtri (B, V, R). Vi si possono riconoscere anche cinque asteroidi - Riuscite a trovarli tutti? Gli asteroidi si muovono tra le diverse esposizioni lasciando una striscia colorata nell'immagine.  


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