Immagine della settimana

05 marzo 2012

Una finestra sul passato -- la trasformazione di La Silla nel tempo.

L'ESO compie 50 anni e per celebrare questa ricorrenza importante vi mostriamo alcuni scorci della nostra storia. Una volta al mese in tutto il 2012 un'Immagine della Settimana (Picture of the Week) speciale, della serie "Passato e Presente" (Then and Now) mostra come le cose sono cambiate nei decenni nei siti della Silla e di Paranal, negli uffici dell'ESO a Santiago del Cile e nel quartier generale dell'ESO a Garching bei München, Germania.

Ecco qui due fotografie di La Silla riprese, nel Giugno 1968 e in questi giorni, dalle cisterne dell'osservatorio con visuale sul resto del sito. Potete esaminare le differenze muovendo con il mouse il separatore tra le due immagini.

Nell'immagine storica è visibile in primo piano la residenza temporanea. I tre telescopi sullo sfondo sono, da sinistra a destra: il GPO (Grand Prism Objectif, prima luce nel 1968), il telescopio da 1 metro dell'ESO (prima luce nel 1966) e il telescopio da 1,5 metri dell'ESO (prima luce nel 1968). Questi sono i primi tre telescopi costruiti a La Silla. La cupola bianca più vicina a chi osserva è il telescopio Schmidt da 1 metro dell'ESO, che ha iniziato le osservazioni nel 1971.

Oggi queste quattro cupole esistono ancora ma i primi tre telescopi sono stati dismessi.
Il telescopio  Schmidt da 1 metro dell'ESO è ancora in uso, ma è completamente dedicato al progetto "LaSilla-QUEST Variability survey" (vedi potw1201a).

La fotografia attuale mostra anche due nuovi telescopi. La cupola argentata è quella del telescopio da 2,2 metri dell'MPG/ESO, in uso dall'inizio del 1984 e in prestito indefinito all'ESO da parte del Max-Planck-Gesellschaft. In fondo a sinistra si vede il telescopio danese da 1,54 metri, in uso dal 1979, uno dei tanti telescopi nazionali costruiti a La Silla.

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27 febbraio 2012

Ruotare in azione

Il dinamismo del Very Large Telescope in azione è perfettamente catturato da questo insolito scatto, scattata subito dopo il tramonto quando il telescopio inizia a lavorare. Un esposizione statica da 26 secondi ha permesso al fotografo ESO Gerhard Hüdepohl di catturare il movimento della cupola, guardando attraverso l'apertura interna nel momento in cui l'apparecchio  comincia a ruotare. Le pareti girevoli della cupola sembrano un turbine in mezzo a cui è possibile intravedere in deserto di Atacama, mentre il cielo privo di nuvole offre uno sprazzo di fresco azzurro.

La struttura del telescopio, stazionaria nel centro dell'immagine, supporta uno specchio del diametro di 8.2 metri, progettato per immagazzinare luce dagli angoli dell'Universo. La cupola in sè è anche una meraviglia di ingegneria, muovendosi con estrema precisione e permettendo il controllo delle calde correnti d'aria che potrebbero disturbare le osservazioni.

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20 febbraio 2012

L'audace salita al Cerro Paranal

Le strutture ESO dell'Osservatorio Paranal, come anche la Residiencia, danno alle persone che lavorano al sito un riparo dalle aspre condizioni ambientali del deserto circostante. Inoltre offrono anche delle interessanti alternative a coloro che vogliono godersi la bellezza silenziosa e isolata del deserto di Atacama.

Fra queste alternative c'è la Star Track -la camminata delle stelle- che connette la Residencia con la piattaforma del Very Large Telescope (VLT), sul picco di 2600 metri del Cerro Paranal. Costruita nel 2001, la Star Track copre circa due kilometri di distanza, con un dislivello di 200 metri. L'ultima parte del percorso serpeggia sulla parte ovest della montagna, offrendo una vista unica.

Questa panoramica a 360 gradi trova come fulcro il Nord, quindi l'estrema destra e sinistra dell'immagine corrispondono al Sud. A Nord, si possono vedere la stanza di controllo del VLT e parte del Unit Telescope spuntare da una protuberanza del terreno che copre il resto della cima del Paranal. a Ovest, si vedono le nuvole sopra l'Oceano Pacifico, appena a 12 kilometri dal sito. A Est si scorgono la facciata e la cupola della Residencia

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13 febbraio 2012

Il cuore della Via Lattea

C'è molto da amare nell'astronomia, e -- in tempo per San Valentino -- la fotografa Julien Girard ci offre un esempio "dal cuore" in questa immagine. Un luminoso simbolo rosa d'amore appare fluttuante in contrasto sulla buia notte sopra l'Osservatorio del Paranal nel nord del Cile. Girard ha disegnato questo cuore in aria con l'aiuto di un laser durante l'esposizione da 25 secondi ad una macchina fotografica.

La regione centrale della Via Lattea sembra essere l'interno del cuore, mentre si strotola attraverso l'immagine. Le stelle della costellazione Corona Australis ( La corona del Sud) formano un luminoso arco di gioielli sulla cima della curva del cuore. La luminosità` diffusa a sinistra del cuore è causata dalla luce zodiacale, causata dall'illuminazione da parte del Sole delle polveri sospese nel sistema solare.

A destra sull'orizzonte, si vede il Very Large Telescope ESO (VLT), che appare sulla silouette del Cerro Paranal. La luce di una macchina che discende Cerro Paranal può essere vista sulla destra.

Julien Girard è un astronoma ESO che lavora al VLT, è una scienziata per le ottiche adattabili del NACO montate sull'unita 4 del Very Large Telescope. Ha caricato la sua foto sulla pagina Flickr dell'ESO, dove è stata scelta come immagine della settimana.

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30 gennaio 2012

Un ombra all'alba

In questa fotografia, scattata dal fotografo ESO Gianluca Lombardi, il Sole sto sorgendo e immergento il deserto cileno di Atacama di un familiare bagliore rossastro. Ma in questa immagine, risalente al 13 giugno 2011, ha anche catturato qualcosa fuori dall'ordinario: un ombra scura espandersi sull'orizzonte.

Gianluca scattò questa foto da Cerro Armazones, guardando a ovest. Armazones è la futura casa del più grande occhio dell'umanità sul cielo, l'European Extremely Large Telescope (E-ELT), il sole sorse dietro Gianluca al momento giusto per gettare una lunga ombra dall'alto dei 3060 metri d'altezza della montagna sull'atmosfera terrestre. L'ombra può essere vista raggiungere il vasto paesaggio del deserto, e continuare a sinistra dell'immagine.

La punta luminosa visibile sulla destra dell'immagine appartiene al Cerro Paranal, che raggiunge l'altitudine di 2600 metri, distante solo 20 kilometri da Cerro Armaziones è la casa del Very Large Telescope di proprietà ESO. Entrambi i siti dispongono di condizioni d'osservazione eccezionali. Sulla destra osserviamo il picco dove si trova il telescopio VISTA, e a sinistra, sull'orizzonte sono locati il campobase dell'osservatorio Paranal e il residence.

La tortuosa strada bianca nella parte inferiore sinistra della foto è la strada che si dirige alla vetta di Cerro Armazones.

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  • Questa immagine, insieme a molti altri incredibili scatti di Gianluca Lombardi, possono essere trovati sul suo  Flickr photostream.
  • Scopri di più riguardo ai fotografi ESO qui.
  • Scopri di pi`riguardo Cerro Amazones e il E-ELT qui.

23 gennaio 2012

Galassia spirale barrata turbina nel cielo notturno

Questa immagine mostra la forma vorticosa della galassia NGC 2217, nella costellazione del Cane Maggiore. La regione centrale della galassia è caratterizzata da una scia di stelle all'interno di un anello ovale. Più esternamente una serie di bracci si avvolge quasi a formare un anello circolare attorno alla galassia.NGC 2217 è quindi classificata come galassia spirale barrata, e la sua apparenza circolare indica che la osserviamo dal davanti.

Le spirali esterne hanno un colore bluastro, che indica la presenza di stelle giovani molto calde, nate da una nube di gas interstellare. La zona centrale appare gialla, a causa della presenza di stelle più vecchie. È anche possibile vedere delle striature nere sulle braccia e il centro della galassia, queste sono date dalle strisce di polvere cosmica che blocca parte della luminosità delle stelle.

Si pensa che nella maggioranza delle galassie a spirale nel vicino Universo -- includendo la Via Lattea -- sia presente una barra di qualche tipo, e che queste strutture svolgano un ruolo importante nello sviluppo di una galassi. Essi possono, per esempio, incanalare gas verso il centro della galassia, aiutando a nutrire un buco nero situato al centro o a creare nuove stelle.


16 gennaio 2012

Le grandi antenne ALMA

Gli uomini che lavorano al progetto Atacama Large Millimeter/Submillimeter Array (ALMA) si trovano accanto a tre delle antenne del telescopio. Questa foto rende la grandezza delle parabole, che con i loro 12 metri di diametro misurano circa sette volte l'altezza di un uomo medio. Una volta completato, ALMA consisterà di 66 antenne di alta precisione, 54 di esse con parabole di 12 metri, come mostrato nell'immagine, e 7 avranno il diametro di sette metri. Il veicolo trasportatore a 28 ruote che si vede nell'immagine e che è stato in grado di trasportare le antenne da 100 tonnellate ciascuna è costruito nella stessa gigantesca scala.

Questa fotografia è stata scattata al campo base situato a 2900 metri d'altezza ai piedi delle Ande Cilene, dove le antenne sono state assemblate e testate. A sinistra e sul trasportatore si possono vedere le due antenne ALMA di provenienza Europea, mentre la terza sullo sfondo è stata fornita dal Giappone. L'antenna situata sul trasportatore è la prima a partire per il suo viaggio per il sito operativo di Array on the Chajnantor, fotografata in giugno 2011 (vedi eso1127). Da quanto la fotografia è stata scattata queste antenne ed altre simili sono state messe in funzione sul Chajnantor, e il complesso ALMA ha fatto la sua prima osservazione scientifica (vedi eso1137). ALMA è stata disegnata per studiare il freddo Universo -- le antiche radiazioni del Big Bang e i gas molecolari e la polvere dai quali stelle, pianeti e galassie sono state originate.

ALMA, una struttura astronomica internazionale è frutto della collaborazione di Europa, Nord America e Asia del Est in cooperazione con la Repubblica del Cile. L'ESO si fa portavoce dell'Europa per quanto riguarda le attività e delle costruzioni dell'ALMA, il National Radio Astronomy Observatory (NRAO) simboleggia il Nord America e il National Astronomical Observatory of Japan (NAOJ) il Giappone. Tutte assieme formano il Joint ALMA Observatory (JAO), fornendo controllo e management nel costruire, commissionare e operare  ALMA.

Venticinque antenne ALMA Europee sono state fornite dall'ESO attraverso un contratto con il COnsorzio Europeo, ALMA riceverà 25 antenne dal Nord America e altre 16 dal est Asiatico.


09 gennaio 2012

Mappare la materia oscura nelle galassie

Una moltitudine di galassie deboli, piccoli punti luminosi sparsi nel cielo oscuro, furono catturati dal Wide Field Imager montato sul telescopio da 2.2-metri di proprietà ESO e MPG situato al osservatorio La Silla in Cile. Immagini come quella mostrata sopra sono strumenti potenti per capire come sia distribuita la materia oscura nelle galassie.

Questa immagine è parte del rilevamento COMBO-7, un programma dedicato alla registrazione di immagini dettagliate di piccole porzioni di cielo attraverso filtri di 17 colori diversi. L'area compresa in questa immagine è comparabile alla grandezza della luna piena, ma migliaia di galassie possono essere identificate in questa piccola zona.

L'immagine è stata scattata in un periodo di tempo di quasi sette ore, che ha permesso alla fotocamera di catturare la luce da corpi poco luminosi e distanti insieme a quelli più vicini a noi. Galassie con una struttura chiara e regolare, com'è ben visibile nell'angolo in alto a sinistra, che sono tuttavia sono solo a qualche miliardo di anni luce da noi. Questi corpi così sfocati e fiochi sono talmente lontani da noi che ci sono voluti nove o dieci miliardi di anni prima che la loro luce raggiungesse la terra.

L'indagine di COMBO-17 è uno strumento potente per studiare la distribuzione della materia oscura nelle galassie. La materia oscura è una sostanza misteriosa che non emette o assorbe luce e che può sono essere identificata attraverso la sua forza gravitazionale. Alcune delle galassie poste più vicine assumono la funzione di lenti riflettenti, distorgendo la luce proveniente da galassie più lontane ma poste sulla stessa linea di osservazione. Misurando questa distorsione,  effetto chiamato lente gravitazionale, gli astonomi riescono a capire come la materia oscura sia distribuita negli oggetti che si comportano da lente.

La distorsione è debole, e quindi quasi impercettibile ad occhio umano. Comunque, date che scandagliare il cielo con 17 filtri permette di ottenere misurazioni molto precise, è possibile determinare se due galassie che appaiono vicine lo siano davvero. Dopo aver identificato le lenti gravitazionali, la distorsione può essere misurata in media su migliaia di galassie. Con più di 4000 lenti gravitazionai identificate, il metodo COMBO-17 è il metodo ideale per aiutare gli astronomi a capire meglio la materia oscura.

Questa immagine è stata scattata con tre dei 17 filtri del COMBO-17: B (blu, V (verde) e R (rosso), anche un raggio sensibile agli infrarossi è stato usato.

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03 gennaio 2012

Uno Sguardo al Passato -- L'Osservatorio La Silla Prima e Dopo

L'ESO compie cinquant'anni quest'anno, e per celebrare questo importante anniversario vi mostreremo scorci della nostra storia. Una volta al mese per tutto il 2012, una speciale Foto della Settimana comparativa mostrerà come le cose sono cambiate attraverso i decenni agli osservatori de La Silla e del Paranal, agli uffici ESO a Santiago del Cile e al quartier generale a Garching in Monaco di Baviera, Germania.

La nostra prima fermata in questo viaggio attraverso il tempo è a La Silla, il primo sito dove l'ESO abbia mai costruito un osservatorio. La foto storica  fu scattata fra i tardi anni '60 e i primi anni '70 dalla cupola del telescopio da 1.52-metri dell'ESO, che si accese la prima volta nel 1968. Una seconda fotografia scattata al giorno d'oggi, mostra quanto l'osservatorio sia cambiato attraverso i decenni. Si possono esaminare i cambiamenti muovendo il mouse attraverso la fotografia.

Nella foto storica, possiamo vedere il telescopio ESO da 1 metro sullo sfondo a destra, con il Grand Prism Objectif (GPO) che si intravede. Il terzo telescopio in questa foto è il telescopio Schmidt da 1 metro, sulla sinistra ad un livelo più alto si trovano le cisterne d'acqua dell'osservatorio.

Muovendosi attraverso il tempo fino all'attualità, possiamo vedere quanto l'osservatorio La Silla si sia evoluto, con l'aggiunta di telescopi sul sito. I telescopi ESO da 3.6-metri e il francese Coudè Auxiliary Telescope dominano il picco. Il forma angolare del New Technology Telescope (NTT) si intravede a sinistra, vicino alle cisterne d'acqua. La parabola di 15 metri di diametro dello Swedish-ESO Submillimetre Telescope (SEST) scruta l'orizzonte all'estrema destra.

La nuova fotografia fu presa da una posizione leggermente differente dalla cupola del telescopio ESO da 1.52-metri, quindi il GPO è nascosto dal telescopio ESO da 1-metro. La cupola bianca che è appena visibile dietro la parabola da 1 metro è il Danish 1.5-metre telescope. Al centro della foto vediamo la cupola argentata del telescopio da 2.2 metri dell ESO/MPG.

Anche se alcuni telescopi a La Silla, come l'ESO1-metre and ESO1.52metre and the SEST, non sono più in funzione, gli altri sono ancora in primo campo nell'osservazione astronomica. Il telescopio ESO da3.6-metri possiede l'HARPS, il primo macchinario per la caccia agli exopianeti (vedi eso1134 per risultati recenti). L'NTT è stato usato per aiutare a comprendere il motivo per cui si formano le stelle massive ( vedi anche eso1029). Entrambi i telescopi hanno fornito dati vitali che hanno portato alla scoperta dell'accellerata espansione dell'Universo -- una scoperta valsa il Premio Nobel per la Fisica 2011. Il telescopio da 2.2 metri di proprietà ESO/MPG ha anche prodotto una sorprendende quantittà di dati, da meravigliose foto a campo largo, agli studi sulle esplosioni di Raggi Gamma, l'evento più esplosivo nell'intero Universo.

 

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12 dicembre 2011

Il mondo di ALMA di notte

Questa vista panoramica del Chajnantor Plateau, che si espande per circa 180 gradi da nord (a sinistra) a sud (destra), mostra le antenne di Atacama Large Millimeter/submillimeter Array (ALMA), disseminate attraverso questo paesaggio ultraterreno. Alcuni corpi celesti familiari possono essere riconosciuti nel firmamento dietro di loro. Questi cieli notturni nitidissimi spiegano come mai il Cile è il sito non solo di ALMA, ma anche di alcuni altri osservatori astronomici. Questa immagine fa solo parte di un panorama del Chajnantor ancora più vasto.

In primo piano, le antenne ALMA da 12 metri di diametro sono in azione, e lavorano come un unico enorme telescopio, durante la prima fase di osservazioni scientifiche dell'osservatorio. In lontananza a sinistra, si intravede un gruppo illuminato di antenne più piccole da 7 metri, che fanno parte dell'ALMA compact array. La luna crescente, non visibile nell'immagine, getta ombre scure su tutte le antenne.

Nel cielo sopra le antenne, la stella più visibilmente luminosa -a sinistra nell'immagine- è in realtà il pianeta Giove. Il gigante di gas è il terzo corpo non artificiale più visibile nel cielo notturno, dopo la Luna e Venere. a destra nell'immagine si riconoscono chiaramente anche la Grande e la Piccola Nuvola di Magellano. La Grande Nuvola di Magellano sembra uno sbuffo di fumo, proprio sopra l'antenna più a destra. La Piccola Nuvola di Magellano si trova più in alto nel cielo, verso l'angolo in alto a destra dell'immagine. Entrambe le "nuvole" sono in realtà galassie irregolari nane, che orbitano nella Via Lattea, rispettivamente ad una distanza di circa 160.000 e 200.000 anni luce.

In lontananza a sinistra del panorama, proprio a sinistra delle antenne in primo piano, c'è la forma allungata della galassia di Andromeda. Questa galassia, più lontana delle Nuvole di Magellano di più di dieci volte, è la galassia maggiore più vicina a noi. È anche la più grande galassia nel Gruppo Locale - il gruppo di 30 circa galassie che include anche la nostra - e contiene approssimativamente un trilione di stelle, più del doppio di quelle della Via Lattea. È l'unica galassia maggiore visibile anche a occhio nudo. Nonostante solo l sua parte centrale appaia nella foto, la galassia in cielo occupa una superficie che equivale a dieci Lune piene.

Questa fotografia è stata scattata da Babak Tafreshi, il più recente ambasciatore fotografico di ESO. Babak è anche il fondatore di The World At Night, un programma per creare ed esibire una collezione di straordinarie fotografie e video con intervalli di tempo dei luoghi più belli e storici su uno sfondo notturno di stelle, pianeti e corpi celesti.

ALMA è attualmente in costruzione sul Chajnantor Plateau ad un altezza di 5000 metri. L'osservatorio, che ha cominciato le prime operazioni scientifiche il 30 settembre 2011, consisterà alla fine di 66 antenne che opereranno insieme come un singolo telescopio. Questo impianto astronomico internazionale è un'associazione di Europa, Nord America e Asia orientale in cooperazione con la Repubblica del Cile. Il cantiere e le operazioni ALMA sono dirette per conto dell'Europa da ESO, dell'America dal National Radio Astronomy Observatory (NRAO), e per conto dell'Asia orientale dal National Astronomical Observatory of Japan (NAOJ). Il Joint ALMA Observatory (JAO) fornisce la direzione e l'amministrazione unificate per la costruzione, e la commissione e la gestione di ALMA.


09 novembre 2009

Singolare panoramica a 360 gradi del cielo del sud

La Via Lattea si inarca attraverso questa singolare panoramica di 360 gradi del cielo notturno sopra la piattaforma di Paranal, sito del Very Large Telescope di ESO. L'immagine è composta da 37 scatti singoli con un tempo di esposizione totale di circa 30 minuti, scattate nelle prime ore del mattino. La luna sta appena sorgendo e la luce zodiacale splende su di essa, mentre la Via Lattea si estende attraverso il cielo dall'altra parte dell'osservatorio.

Le enormi cupole telescopiche dell'osservatorio astronomico basato a terra più avanzato al mondo sono tutte visibili nell'immagine: i quattro più piccoli telescopi ausiliari da 1,8 metri, che possono essere usati insieme in modalità interferometrica, e le quattro enormi unità telescopiche da 8,2 metri. A destra nell'immagine e sotto l'arco della Via Lattea, due delle nostre galassie vicine, le Piccole e le Grandi Nuvole di Magellano, possono essere riconosciute.


12 ottobre 2009

Prima mattina su Paranal

Questo straordinario panorama mostra la piattaforma di osservazione del Very Large Telescope (VLT) di ESO su Cerro Paranal, in Cile. Scattata nella prima mattina, con la luna ancora alta nel cielo, l'atmosfera di pace e tranquillità è in forte contrasto con l'attività  frenetica all'osservatorio. Le quattro enormi unità telescopiche da 8,2 metri di VLT stanno tutte mirando corpi celesti, aiutando gli astronomi nella loro quotidiana ricerca per comprendere i misteri dell'universo. Un laser è emesso dall'unità telescopica 4, Yepun, per aiutare il sistema di ottica adattiva del telescopio, e per contrastare la sfocatura causata dall'atmosfera, consentendo l'ottenimento di immagini ad alta risoluzione. Nel frattempo, tre dei quattro telescopi ausiliari minori lavorano insieme in modalità interferometrica per ottenere una panoramica ancora più dettagliata di un altro oggetto cosmico.


25 novembre 2008

Sunset over Paranal panorama

Il Very Large Telescope (VLT), sul monte Cerro Paranal di 2600 metri, è il principale sito di osservazioni nella luce visibile e infrarossa.  È situato nel deserto di Atacama in Cile. Tutte le unità telescopiche dal diametro di 8,2 metri sono individualmente in azione con numerosi strumenti e hanno già fatto straordinarie scoperte scientifiche.

Il VLT offre anche la possibilità di combinare coerentemente la luce dalle quattro unità telescopiche per operare come interferometro. Il Very Large Telescope Interferometer (VLTI), con la sua gamma di strumenti, fornisce fondamentalmente immagini al livello di millisecondi, oltre che astrometria dalla precisione fino a 10 microsecondi. Oltre ai telescopi da 8,2 metri, il VLTI è costituito anche da quattro telescopi ausiliari (AT) dal diametro di 1,8 metri per migliorare la sua capacità di fotografare e per attuare il completo utilizzo notturno sulla base di un anno intero.

La recinzione del prossimo VLT Survey Telescope (2,6 metri di diametro) è visibile al centro del panorama.


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