Immagine della settimana

29 luglio 2013

Messier 100 - Il fasto del "grand design"

Le galassie a spirale sono di solito oggetti esteticamente molto belli, e ancora di più quando il disco viene visto frontalmente. Quest'immagine è un esempio particolarmente suggestivo: si tratta della galassia a spirale Messier 100, appartenente alla classe di galassie detta  "grand design" e che si trova nella parte meridionale della costellazione della Chioma di Berenice, a una distanza di circa 55 milioni di anni-luce dalla Terra. 

Messier 100 è caratterizzata da bracci a spirale molto ben definiti, ma contiene anche una debole struttura a barra nel centro, per cui viene classificata come galassia di tipo SAB. La barra non è facilmente visibile nell'immagine, ma gli scienziati sono stati capaci di confermarne l'esistenza osservando la galassia in altre lunghezze d'onda. 

Quest'immagine molto dettagliata mostra le caratteristiche principali di una galassia di questo tipo: le macchie rosse sono enormi nubi di idrogeno gassoso, che riemettono l'energia assorbita da stelle massive appena nate; la luminosità uniforme è prodotta da stelle più vecchie, di colore giallo e situate vicino al centro; le strisce scure che attraversano i bracci della galassia sono costituiti da polveri.

Messier 100 è uno dei membri più luminoso dell'ammasso della Vergine, l'ammasso di galassie più vicino alla nostra galassia, la Via Lattea. Esso contiene più di 2000 galassie, tra le quali spirali, ellittiche e irregolari. Quest'immagine è una combinazione di immagini, riprese con filtri rosso, verde e blu, provenienti dallo strumento FORS del telescopio VLT dell'ESO, situato all'osservatorio di Paranal in Cile.

 

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Foto del VLT


22 luglio 2013

L'NTT che gira come una trottola

Quest'immagine dinamica mostra il New Technology Telescope (NTT), che si trova all'osservatorio La Silla dell'ESO in Cile. La cupola del telescopio, dalla forma molto particolare, appare sfocata, perché la fotografia  è  stata scattata durante il movimento di rotazione del telescopio per puntare il bersaglio desiderato. Questa foto è stata ripresa con un tempo di esposizione di 30 secondi. 

Una delle prime cose che noterete in questa immagine è la forma peculiare dell'edificio che ospita il telescopio: se visto dall'esterno, esso presenta degli spigoli, al posto della consueta forma tondeggiante che normalmente caratterizza la cupola di un telescopio. Questo design è stato in seguito molto copiato, anche nel VLT dell'ESO, ma, quando il telescopio venne inaugurato, nel 1989, rappresentava una struttura all'avanguardia. 

Il design rivoluzionario del NTT mira a garantire una qualità dell'immagine ottimale. Per esempio con un accurato controllo della ventilazione che ottimizza il flusso dell'aria attraverso l'NTT, minimizzando la sfocatura causata dalla turbolenza dell'aria all'interno della struttura. Appena visibili nell'immagine sfocata sono i grandi deflettori d'aria che rappresentano una parte essenziale di questo meccanismo. 

Un'altra caratteristica all'avanguardia all'epoca della costruzione è lo specchio principale del'NTT. Non tanto per la sua grandezza - con i suoi 3.58 metri di diametro non è mai stato considerato particolarmente grande - ma per il suo design estremamente innovativo. Lo specchio è flessibile e può essere modellato in tempo reale per mantenere una forma perfetta, in modo che nessuna flessione o curvatura possa compromettere la qualità dell'immagine. ESO e l'NTT furono pionieri nell'utilizzo di questa tecnologia, chiamata ottica attiva, che viene ora comunemente utilizzata nei moderni telescopi. 

Attualmente l'NTT possiede due diversi strumenti che gli astronomi possono usare per condurre le loro osservazioni: SOFI (abbreviazione per "Son of ISAAC", uno strumento del VLT), che è uno spettrografo e camera ad infrarossi, e EFOSC2, uno spettrografo e camera progettato per osservare oggetti di debole luminosità. 

L'osservatorio di La Silla si trova nel sud del deserto dell'Atacama, a 600 chilometri a nord di Santiago del Cile, ad un'altitudine di 2400 metri. Quest'immagine è stata ripresa da Malte Tewes, astronomo presso il Politecnico federale di Losanna, in Svizzera. 

Malte ha inviato questa foto al gruppo Flickr di ESO. Questo gruppo è regolarmente recensito e le migliore foto sono selezionate per apparire nella nostra popolare serie Foto della settimana o nella nostra galleria. 

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24 giugno 2013

Luce lunare e zodiacale sopra La Silla

Quello che fluttua in alto sopra le nuvole e che potrebbe sembrare una città futuristica di un romanzo di fantascienza, è il più vecchio osservatorio di ESO, La Silla. Questa fotografia è stata presa dall'astronomo Alan Fitzsimmons mentre stava in piedi vicino al telescopio di 3,6 metri, appena dopo il tramonto. La Luna si trova appena fuori dal campo visivo di questa fotografia, e illumina l'osservatorio con una luce inquietante che si riflette sulle nuvole sottostanti.

La debole striscia di luce dorata appena sopra le nuvole è la luce zodiacale, causata dalla riflessione della luce solare sulle particelle di polvere che si trovano tra il Sole e la Terra. Questo evento raro è visibile solo dopo il tramonto o appena prima dell'alba in questo particolare periodo dell'anno e solo da siti molto buoni.

In questa fotografia sono visibili diversi telescopi. Per esempio, la grande struttura angolare alla fine della strada è il New Technology Telescope (NTT). Fedele al suo nome, quando fu completato nel 1989, questo telescopio possedeva molte caratteristiche rivoluzionarie tra cui l'uso pieno, per la prima volta, dell'ottica attiva, insieme ad un'architettura ottagonale rivoluzionaria della cupola. Molte delle caratteristiche del NTT sono poi state incorporate nel Very Large Telescope di ESO.

La cupola in primo piano a destra dell'immagine è il telescopio svizzero Leonhard Euler Telescope, di 1,2 metri di diametro, chiamato in questo modo in onore del famoso matematico svizzero Leonhard Euler (1707–83).

Alan ha inserito questa fotografia nel gruppo foto di ESO su Flickr. Questo gruppo di Flickr è regolarmente recensito e le migliori immagini vengono selezionate per essere pubblicate nella nostra popolare serie di "foto della settimana" o nella nostra galleria di foto.


03 giugno 2013

Tre pianeti danzano nel cielo di La Silla.

È una vera delizia sia per fotografi che per astronomi: i nostri cieli sono in questi giorni teatro di un fenomeno noto come syzygy -quando tre o più corpi celesti si allineano tra loro in cielo. Se i corpi celesti hanno longitudine eclittica simile, questo evento è anche noto come congiunzione tripla. Ovviamente, si tratta di un trucco dovuto alla prospettiva, ma ciò non lo rende meno spettacolare. In questo caso, i tre corpi sono tre pianeti, e l'unica cosa necessaria per godere di questo show è avere una buona visuale del cielo al tramonto.
Fortunatamente, ciò è accaduto all'ambasciatore fotografico ESO Yuri Beletsky, il quale ha avuto occasione di immortalare questa vista spettacolare dall'Osservatorio ESO di La Silla, nel Cile settentrionale, il 26 Maggio. Sopra le cupole circolare dei telescopi, tre pianeti del nostro Sistema Solare - Giove (in alto), Venere (in basso a sinistra) e Mercurio (in basso a destra) - si rivelano nel tramonto, impegnati in una danza cosmica.

Un allineamento come questo accade soltanto ogni qualche annoi. L'ultimo allineamento, infatti, è avvenuto a Maggio 2011 e non ce ne sarà un altro fino ad Ottobre 2015. Il triangolo celeste era visibile al meglio nell'ultima settimana di Maggio, ma potreste essere ancora in grado di intravedere i tre pianeti nella loro mutevole disposizione, durante il loro viaggio attraverso la volta celeste.


27 maggio 2013

Increspature attraverso il cielo cileno

A prima vista, quest'immagine affascinante può sembrare essere causata da una pietra lanciata in un lago. Tuttavia è il risultato del moto apparente delle stelle attraverso il cielo australe e da qualche magia compiuta dal fotografo. Quest'immagine è stata ripresa a Cerro Armazones, la cima di un monte a 3060 metri sopra il livello del mare, che si trova nel centro del deserto dell'Atacama, nelle Ande cileni.

Le lunghe strisce brillanti sono scie luminose di stelle, ognuna delle quali indica la traiettoria di una singola stella attraverso il buio cielo notturno. Lasciando l'otturatore della macchina fotografica aperto per un lungo periodo di tempo, si nota il moto apparente delle stelle, impercettibile ad occhio nudo. Tempi di esposizione di 15 minuti sono abbastanza lunghi per produrre quest'effetto, anche se i fotografi professionisti spesso combinano insieme varie esposizioni per comporre l'immagine finale.

Il numero incredibilmente grande di scie luminose in questa fotografia svela l' ottima qualità del cielo notturno di Armazones: l'atmosfera è estremamente limpida e non c'è inquinamento luminoso, grazie alla collocazione remota di questa montagna. Questa è una delle ragioni per cui< questa montagna è stata scelta come il luogo che ospiterà in futuro il più grande occhio sul cielo:del mondo: il prossimo European Extremely Large Telescope (E-ELT)


20 maggio 2013

Ammirando la galassia

Anche per l'astronomo più navigato resta difficile resistere ad una pausa da un indaffarato programma di osservazioni per fermarsi a puntare lo sguardo sul ricco cielo australe. Questa immagine è un autoritratto dell'astronomo Alan Fitzsimmons, che ha scattato la fotografia tra due sessioni osservative all'Osservatorio di La Silla dell'ESO.

Questa vivida fotografia mostra tutto il contrasto tra una semplice, ferma e scura figura sulla Terra e lo splendente ed intenso cielo stellato notturno. In questa immagine il cielo è dominato dall'enorme spruzzo di stelle e polvere che costituisce il centro della Via Lattea, la nostra galassia ospite.

Gli osservatori dell'ESO si trovano nel Deserto di Atacama nel Cile del nord, una regione molto scarsamente abitata caratterizzata da una combinazione di notti estremamente buie e terse condizioni atmosferiche, entrambi fattori determinanti nell'ottenere osservazioni di alta qualità.

La Silla è il primo osservatorio dell'ESO. Inaugurato nel 1969, è sede di diversi telescopi di diametro fino ai 3.6 metri. Con più di 300 notti limpide ogni anno, La Silla si trova in una posizione ideale per ospitare strumenti osservativi avanzati, ma rappresenta anche un meraviglioso luogo per fermarsi e semplicemente fissare lo sguardo nel cielo.

Alan ha inviato la fotografia al Your ESO Pictures Flickr group. Il gruppo Flickr viene rivisto regolarmente e le migliori fotografie sono selezionate per essere incluse nella nostra serie di Immagini della settimana o nella nostra galleria di immagini. 


13 maggio 2013

La Via Lattea brilla su La Silla ricoperta di neve

Ai confini del deserto di Atacama, lontano dalle città settentrionali del Cile contaminate dall'inquinamento luminoso, il cielo dopo il tramonto è nero come l'inchiostro.

Questo cielo così buio consente alcune delle osservazioni astronomiche migliori al mondo - e dall'alto dei suoi 2400 metri sul mare L'Osservatorio di La Silla dell'ESO gode di una vista che spazia su tutto il cielo notturno.
Eppure, perfino un luogo così remoto, situato a grandi altezze, dove l'umidità è estremamente bassa, non sfugge ai rigori dell'inverno, quando un manto di neve può ricoprire la montagna e le cupole dei telescopi.

Questa immagine mostra La Silla in inverno, sotto una pioggia di stelle della nostra Via Lattea, il cui piano si vede inclinato rispetto all'inquadratura. Nella foto si distinguono, da destra a sinistra, il telescopio dell'ESO di 3,6 metri di diametro, il New Technology Telescope (NTT), di 3,58 metri, il telescopio Schmidt dell'ESO di 1 metro e il telescopio MPG/ESO di 2,2 metri, con la cupola innevata. E' visibile, di fianco al telescopio di 3,6 metri del'ESO, la piccola cupola del telescopio ausiliario Coudè, non più utilizzato, mentre le riserve d'acqua dell'Osservatorio si trovano tra quest'ultimo e l'NTT.

La vista della neve a La Silla può sorprendere, ma i telescopi ESO sono situati a grandi altezze e sperimentano sia temperature molto calde che rigide nel corso dell'anno e talvolta sono soggetti a condizioni estreme.

Questa fotografia è stata scattata da José Francisco Salgado, un Ambasciatore Fotografo dell'ESO.


06 maggio 2013

Lore in movimento

In questa fotografia Lore, uno dei due trasportatori dei telescopi ALMA, sta portando una delle antenne di 7 metri di diametro di ALMA, l'Atacama Large Millimeter/submillimeter Array. Lore e il suo gemello, Otto, sono due veicoli di colore giallo vivo dotati di 28 ruote, costruiti appositamente per muovere le antenne di ALMA sull'altipiano di Chajnantor, a 5000 metri di altitudine. In questo modo possono riconfigurare la schiera dei  telescopi per potere osservare un oggetto astronomico nel miglior modo possibile. I trasportatori vengono anche utilizzati  per spostare le antenne tra Chajnantor e il centro di manutenzione, che si trova ad un'altitudine minore. 

ALMA possiede una schiera principale di cinquanta antenne di 12 metri di diametro, e una schiera aggiuntiva di dodici antenne da 7 metri e quattro da 12 metri, conosciuto come l'Atacama Compact Array (ACA). Nella fotografia Lore sta spostando una delle antenne più piccole, da sette metri di diametro, di ACA. Le antenne di 12 metri della schiera principale non possono trovarsi ad una distanza minore di 15 metri una dell'altra, altrimenti si toccherebbero. Questa separazione minima tra le antenne limita la dimensione massima degli oggetti che possono essere osservati nel cielo. Ciò significa che la schiera principale non può osservare le caratteristiche più larghe di oggetti estesi come le nube molecolari giganti della Via Lattea o le galassie vicine. L'ACA è stato progettato specificamente per aiutare ALMA con l'osservazione di oggetti estesi, perché le sue antenne più piccole di 7 metri di diametro possono essere posizionate più vicine una all'altra. 

Le spettacolari punte di ghiaccio in primo piano sono conosciute come "penitentes" (dallo spagnolo penitenti). Sono un curioso fenomeno naturale che si osserva nelle regioni in alta quota, tipicamente ad altitudini maggiori di 4000 metri sopra il livello del mare. Sono fini lamelle di neve temprata o ghiaccio che puntano verso il Sole, raggiungendo altezze da pochi centimetri fino a vari metri. 

ALMA, un osservatorio astronomico internazionale, è frutto di una collaborazione fra l'Europa, il Nord America e l'Asia Orientale, in cooperazione con la Repubblica del Cile. La costruzione e la gestione di ALMA sono condotte dall'ESO per conto dell'Europa, dall'Osservatorio Nazionale di Radio Astronomia (NRAO) per conto del Nord America e dall'Osservatorio Astronomico Nazionale del Giappone (NAOJ) per conto dell'Asia Orientale. L'osservatorio congiunto di ALMA (JAO: Joint ALMA Observatory) provvede alla direzione unitaria e alla gestione della costruzione, della messa in servizio e delle operazioni di ALMA.

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22 aprile 2013

Argento e blu a Paranal

Quello che potrebbe essere un bellissimo giorno chiaro dovunque nel mondo, è in realtà un giorno insolitamente nuvoloso all’Osservatorio dell’ESO a Paranal, nel deserto di Atacama. Poichè si tratta di uno dei posti più secchi della Terra, è molto insolito vedere nuvole in cielo. Molti astronomi ed ingegneri che passano del tempo sul sito trovano che il cielo senza nuvole sia una delle cose che più li colpisce del lavoro nel deserto di Atacama. Questa splendida foto panoramica a 360 gradi, fatta dal consulente ESO Dirk Essl con 15 esposizioni separate, ha catturato uno dei rari giorni nuvolosi a Paranal. Si possono vedere alcuni minuscoli, radi cirri sulle strutture del Very Large Telescope. Queste nuvole si formano a grandi altitudini e sono fatte di minuscoli cristalli di ghiaccio.

L’Osservatorio di Paranal riceve meno di 10 millimetri di pioggia all’anno: una delle ragioni per cui questa montagna a 2600 metri di altitudine è stata scelta come sito del Very Large Telescope (VLT) dell’ESO. Questo panorama include le quattro unità telescopiche del VLT e i quattro piccoli Telescopi Ausiliari nelle loro strutture arrotondate, uno sul davanti e gli altri tre più sullo sfondo. I sentieri sul terreno sono stati creati per poter spostare i telescopi in posizioni diverse.

Dirk ha presentato questa foto al gruppo Flickr "La Tua Foto ESO". Il gruppo Flickr viene regolarmente rivisto e le foto migliori vengono selezionate per apparire nel nostro famoso “Picture of the Week” (Foto della Settimana) o nella nostra galleria fotografica.

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15 aprile 2013

Sotto l’incanto delle Nubi di Magellano

Questa bellissima immagine dell’Atacama Large Millimeter/submillimeter Array (ALMA), nella quale si vedono le antenne del telescopio sotto un cielo mozzafiato, è di Christoph Malin, un Ambasciatore Fotografo dell'ESO. Questo, in particolare, è un fermo immagine preso dal filmato accelerato su ALMA, da lui stesso scrupolosamente montato, anch’esso disponibile su  ann12099.

Situato sull’altopiano di Chajnantor, a un’altezza di 5000 metri, ALMA è attualmente il più potente telescopio per lo studio dell’Universo nella banda millimetrica e sub-millimetrica. La costruzione di ALMA si completerà nel 2013 non appena tutte 66 le antenne ad alta precisione diventeranno operative.

Sopra le antenne si possono ammirare, splendenti nel cielo, la Grande e la Piccola Nube di Magellano. Due galassie nane, irregolari, relativamente vicine a noi, che sono visibili nel Cielo Australe anche a occhio nudo. Esse orbitano attorno alla Via Lattea e questo si evince anche dalla distorsione che esse mostrano, causata dall’interazione gravitazionale che subiscono nell’avvicinarsi alla nostra galassia.

L’osservatorio internazionale ALMA è nato dalla partnership tra Europa, Nord America ed Est Asiatico in cooperazione con la Repubblica Cilena. La costruzione e il funzionamento di ALMA sono gestite da ESO per l’Europa, dalla National Radio Astronomy Observatory (NRAO) per il Nord America, e dal National Astronomical Observatory of Japan (NAOJ) per l’Asia Orientale. E’, infine, il Joint ALMA Observatory (JAO) ad avere la leadership comune nonché a seguire la gestione dei lavori di costruzione, l’inaugurazione e l’entrata in funzione di ALMA.

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08 aprile 2013

Una scia splendente di stelle – Il sud della Via Lattea sopra La Silla

Questa fotografia panoramica, fatta da Alexandre Santerne, mostra il disco della Via Lattea, la nostra galassia, visto dall’interno, e una fredda notte invernale con uno spruzzo di neve sull’Osservatorio ESO di La Silla in Cile. Dal nostro punto di vista il disco della Via Lattea appare come una scia splendente di stelle che si estende attraverso il cielo. In questo panorama la Via Lattea è distorta ad arco a causa della ripresa a grandangolo.

Sulla sinistra della fotografia fa capolino dalla collina il telescopio dell’ESO da 3,6 metri, che ospita il celeberrimo cacciatore di esopianeti HARPS (High Accuracy Radial velocity Planet Searcher). Sull’estrema destra si trova il telescopio svizzero Leonhard Euler da 1,2 metri, costruito e gestito dall'osservatorio di Ginevra. 

Vi sono diverse ragioni per cui La Silla è in una posizione ideale per osservare il cielo notturno in generale e la Via Lattea in particolare. Primo, è situata nell’emisfero australe, dandoci così una vista migliore della ricchissima regione centrale della galassia. Secondo, si trova lontano dalla luce e dall’inquinamento urbano, ad un’altitudine di 2400 metri sul livello del mare, rendendo così le notti scure e l’atmosfera chiara.

Alexandre ha presentato questa fotografia al gruppo Flickr "La tua foto ESO". Il gruppo Flickr viene regolarmente rivisto e le foto migliori vengono selezionate per apparire nella famosa serie Picture of the Week (immagine della settimana) o nella nostra galleria fotografica. Da quando ha presentato la foto, Alexandre è anche diventato Ambasciatore fotografico dell'ESO.

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01 aprile 2013

Un cerchio di stelle sopra la Residencia sul Cerro Paranal

Quest'immagine dell'Ambasciatore fotografo dell'ESO Farid Char, raffigurante il cielo australe notturno sopra l’”hotel” Residencia presso l'Osservatorio dell'ESO del Paranal in Cile, è una panoramica della volta celeste dinamica e ricca di stelle.

Per rendere le scie lasciate dal movimento circolare apparente delle stelle, Farid ha usato un'esposizione di 30 minuti per mostrare il movimento delle stelle causato dal moto di rotazione della Terra. Al centro vi è il punto apparentemente fermo del polo sud celeste. A sinistra e in alto sono visibili in maniera sfocata la Grande e la Piccola Nube di Magellano, galassie vicine della Via Lattea.

La cupola di vetro scuro sotto le stelle in cerchio è parte del tetto dell'edificio della Residencia. Questa costruzione parzialmente sotterranea, unica nel suo genere, è utilizzata dal 2002 da scienziati e tecnici dell'osservatorio. Durante la giornata, grazie ai suoi 35 metri di diametro, la cupola permette di illuminare a giorno l'interno dell'edificio.

All'Osservatorio, situato su una montagna a un'altitudine di 2600 metri nell'arido deserto Atacama, le eccellenti condizioni astronomiche sono possibili a caro prezzo. Le persone che vi lavorano devono affrontare una luce solare intensa durante il giorno, un'umidità molto bassa e un'altitudine tale da lasciarle col fiato corto. Per aiutarle a rilassarsi e a reidratarsi dopo lunghi turni sulla cima della montagna, la Residencia è provvista di un’oasi artificiale con un piccolo giardino, una piscina che umidifica l'aria, una sala di ritrovo, una sala da pranzo e altri spazi ricreativi. La struttura può ospitare più di 100 persone.

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25 marzo 2013

La Galassia Perduta

Questa immagine rappresenta la galassia NGC 4535, nella costellazione della Vergine, su un bellissimo sfondo pieno di diverse galassie deboli e lontane. La sua forma quasi circolare mostra che noi la vediamo quasi di fronte. Nel centro della galassia vi è una struttura a barre ben definita, con scie di polvere che curvano bruscamente prima che i bracci di spirale si stacchino dalla fine della barra. Il colore bluastro dei bracci di spirale indica la presenza di un gran numero di stelle giovani e calde. Tuttavia, al centro vi sono stelle più vecchie e fredde che donano al rigonfiamento della galassia un aspetto giallastro.

Questa immagine visibile è stata fatta con lo strumento FORS1 del Very Large Telescope da 8,2 metri dell’ESO. La galassia è osservabile anche tramite un telescopio amatoriale più piccolo ed è stata osservata la prima volta da William Herschel nel 1785. Osservata attraverso un telescopio più piccolo, NGC 4535 ha un aspetto nebuloso e spettrale, il quale diede al prominente astronomo amatoriale Leland S. Copeland l’ispirazione per chiamarla “la Galassia Perduta” nel 1950.

NGC 4535 è una delle galassie più grandi e visibili del gruppo della Vergine, un gruppo gigantesco di 200 galassie, a circa 50 milioni di anni luce di distanza da noi. Anche se il gruppo della Vergine ha un diametro di poco maggiore del Gruppo Locale – il gruppo di galassie a cui la Via Lattea appartiene – esso contiene un numero di galassie 50 volte maggiore.


11 marzo 2013

Comete e stelle cadenti danzano nel cielo del Paranal

Un’immagine proprio bella questa, ripresa da Gabriel Brammer, uno degli ESO Photo Ambassadors, in cui vediamo il tramonto con la sagoma dell’Osservatorio del Paranal e due comete in cielo. Vicino all’orizzonte, a destra nell’immagine, la Cometa C/2011 L4 (PanSTARRS), la più brillante delle due con la sua coda brillante fatta di polvere illuminata dal Sole. Al centro dell’immagine, proprio sopra il versante destro del Cerro Paranal, vediamo una piccola sfera nebulosa verdognola, la coma, attorno al nucleo  della cometa C/2012 E6 (Lemmon) e anche una debolissima coda. Il colore verde è dovuto alla ionizzazione dei gas presenti nella coma dovuta alla luce del Sole. Si potrebbe quasi pensare che ci fosse una terza cometa fra le due presenti nella foto, ma l’oggetto luminoso che sfreccia fra le comete Lemmon e PanSTARRS è solo una stella cadente che, per caso ma opportunamente, è nel posto giusto al momento giusto.


04 marzo 2013

La neve cade sul deserto di Atacama

Il deserto di Atacama è uno dei luoghi più aridi del mondo. Diversi fattori contribuiscono alla sua aridità. La maestosa catena montuosa delle Ande e la Cordigliera della Costa bloccano le nuvole rispettivamente da est e da ovest. Inoltre, la fredda corrente marina di Humboldt nell'Oceano Pacifico, che crea uno strato d'inversione di aria fresca nei pressi della costa, ostacola la formazione di nubi da pioggia. Infine, una regione di alta pressione nell'Oceano Pacifico sud-orientale crea delle correnti a circolo, cioè un anticiclone che favorisce il mantenimento di un clima arido nel deserto Atacama. Tali condizioni di aridità furono il motivo principale per la collocazione del Very Large Telescope da parte dell'ESO presso il Paranal, nel deserto di Atacama. All'Osservatorio del Paranal, situato sulla cima del Cerro Paranal, i livelli di precipitazione sono di norma inferiori ai dieci millimetri l'anno, con un'umidità spesso al di sotto del 10%. Le condizioni per l'osservazione sono eccellenti, con più di 300 notti serene l’anno.

Le splendide condizioni per l'osservazione astronomica nel deserto di Atacama sono raramente disturbate dal clima. Tuttavia, per circa un paio di giorni l'anno, la neve fa capolino sul deserto di Atacama. Questa immagine mostra una bella panoramica del Cerro Paranal. Il VLT si trova sulla sommità a sinistra mentre il telescopio per survey VISTA su un cima leggermente più bassa, a poca distanza sulla destra. Il cielo azzurro mostra che è comunque un'altra bella giornata di sole. Questa volta, però, c'è una differenza: una sottile spruzzata di neve ha trasformato il paesaggio desertico, creando una vista straordinaria di rara bellezza.

Quest'immagine è stata scattata dall'ESO PhotoAmbassador Stéphane Guisard l'1 agosto 2011.

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18 febbraio 2013

Specchio ultrasottile in prova all’ESO

Questo notevole specchio sottile deformabile è stato consegnato all’ESO a Garching, in Germania ed è mostrato mentre viene sottoposto a diversi test. Ha un diametro di 1120 millimetri, ma è spesso soltanto 2 millimetri, cosa che lo rende molto più sottile della maggior parte delle finestre di vetro. Lo specchio è molto sottile, quindi flessibile al punto che le forze magnetiche applicate su di esso riescono ad alterare la forma della sua superficie riflettente. Quando lo specchio sarà in uso, la sua superficie verrà costantemente alterata in quantità minuscole, per correggere l’effetto sfocatura dell’atmosfera terrestre e così creare immagini molto più nitide.

Il nuovo specchio deformabile secondario (deformable secondary mirror, DSM) sostituirà l’attuale specchio secondario in una delle quattro unità del telescopio VLT. L’intera struttura secondaria include un gruppo di 1170 attuatori che applicano una forza su 1170 magneti fissati sulla parte posteriore dello specchio sottile. Sofisticati congegni elettronici appositi controllano i movimenti dello specchio sottile. La superficie riflettente può essere deformata fino a mille volte al secondo dall’azione degli attuatori.

Il sistema DSM completo è stato consegnato all’ESO dalle aziende italiane Microgate e ADS nel dicembre 2012 e corona otto anni di sforzi per il suo continuo sviluppo e la produzione. Si tratta del più grande specchio deformabile mai prodotto per uso astronomico ed è l’ultimo di una lunga serie di specchi del genere. La vasta esperienza di queste aziende emerge nelle prestazioni di alto livello e nell’affidabilità del sistema. L’inizio dell’installazione sul VLT è previsto per il 2015.

Lo specchio sottile stesso (ann12015) è stato prodotto dall’azienda francese REOSC. Si tratta di un foglio di materiale ceramico, levigato fino ad ottenere una forma molto accurata. Il processo di produzione inizia con un blocco di ceramica Zerodur, fornito da Schott Glas (Germania), spesso più di 70 millimetri. La maggior parte di questo materiale viene eliminata per creare lo specchio sottile finale che, essendo estremamente fragile, deve essere attentamente supportato in ogni momento.

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11 febbraio 2013

Disegni di laser e luce

Nel corso di una limpida notte bavarese, il personale dell'ESO ha partecipato alle riprese di un episodio di ESOcast dedicato all’unità compatta della nuova stella guida laser, qui mostrata in azione all’Osservatorio Pubblico Allgäu di Ottobeuren, in Germania. Sfruttando il bagliore emanato dai telefoni cellulari e la fotografia a lunga esposizione, il personale ha tracciato le lettere “ESO” con la luce, sullo sfondo dell’osservatorio. Appena a sinistra del fascio luminoso verticale è possibile osservare la Via Lattea. Leggermente più in alto dell’orizzonte, sopra l’osservatorio, si può individuare in lontananza la scia tracciata da un velivolo. Il laser ha un potente raggio luminoso di 20 Watt, e per proteggere piloti e passeggeri è stata creata, da parte della Deutsche Flugsicherung (responsabile del controllo del traffico aereo in Germania), una zona di divieto di volo attorno all’osservatorio durante le ore notturne di osservazione.

Le stelle guida laser sono stelle artificiali create nell’atmosfera terrestre con l’ausilio di un raggio laser. Per effetto del laser, lo strato di atomi di sodio che si trova nell’atmosfera, a 90 chilometri di altitudine, emette luce, creando così una stella artificiale nel cielo che è possibile osservare con un telescopio. Usando le misurazioni ottenute rispetto alla stella artificiale, gli strumenti di ottici adattiva possono quindi correggere nelle osservazioni l’effetto di sfocatura dovuto all’atmosfera.

Il concetto innovativo dell’ESO utilizza un potente laser il cui raggio è lanciato con un piccolo telescopio, combinato in una singola unità modulare che può essere montata direttamente su un telescopio più grande. L’idea, che è stata brevettata dall’ESO, sarà usata per dotare il Very Large Telescope (VLT) di quattro unità laser simili. Avrà inoltre un ruolo chiave nelle unità che attrezzeranno il futuro European Extremely Large Telescope (E-ELT).

Al momento delle riprese, l’unità veniva sottoposta a verifiche prima di essere spedita all’osservatorio ESO di Paranal, in Cile, sede del VLT.

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04 febbraio 2013

Tramonto all'Osservatorio del Paranal

Babak Tafreshi, un ambasciatore fotografo dell'ESO, ha scattato questa suggestiva foto dell'Osservatorio dell'ESO al Paranal nel momento del tramonto. Il cielo bello e terso suggerisce le eccezionali condizioni atmosfetiche del luogo, una delle principali ragioni per cui l'ESO ha scelto il Paranal come sito del VLT (Very Large Telescope), il suo fiore all'occhiello.

Il VLT - che puo essere visto sul Cerro Paranal, la vetta più alta visibile nell'immagine, con un altitudine di 2600 metri - è l'osservatorio astronomico a luce visibile più avanzato al mondo, consiste in quattro Unità Telescopiche, ciascuna munita di uno specchio principale del diametro di 8,2 metri e di quattro telescopi ausiliari con specchio da 1,8 metri. Il VLT opera a lunghezze d'onda visibili e infrarosse e tra le osservazioni pionieristiche del VLT troviamo la prima immagine diretta di un esopianeta (si veda eso0515) e il monitoraggio delle stelle orbitanti il buco nero all'interno della Via Lattea (si veda eso0846 e eso1151).

Sul Cerro Paranal si trova anche il VST (VLT Survey Telescope). La sua struttura è visibile accanto ad una delle Unità Telescopiche più grandi del VLT sulla cima della montagna, il VST è stata l'aggiunta più recente al Paranal: le prime immagini sono state pubblicate nel 2011 (si veda eso1119). Il telescopio supporta uno specchio primario da 2,6 metri di diametro il quale lo rende il telescopio più grande al mondo per survey in luce visibile.

Un altro telescopio all'osservatorio del Paranal è VISTA, il Visible and Infrared Survey Telescope for Astronomy, che può essere individuato sul picco in primo piano. VISTA è il telescopio per survey più grande del mondo, con il suo specchio da 4,1 metri lavora a lunghezze d'onda vicine agli infrarossi, e ha cominciato le osservazioni nel 2009 (si veda eso0949).

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28 gennaio 2013

Un peso massimo intergalattico

Questa immagine di campo profondo mostra un cosiddetto superammasso di galassie - un enorme complesso di ammassi di galassie tra di loro legati. Questo superammasso, noto come Abell 901/902, comprende tre ammassi principali ed un certo numero di filamenti galattici, tipici di tali super-strutture. Uno degli ammassi, Abell 901a, può essere individuato sopra ed appena a destra della prominente stella rossa vicina al centro dell'immagine. Un secondo, Abell 901b, si trova a destra di Abell 901a e leggermente più in basso. Infine, l'ammasso Abell 902 è visibile direttamente sotto la stella rossa, verso il bordo inferiore dell'immagine.

Il superammasso Abell 901/902 si trova ad oltre due miliardi di anni luce dalla Terra e contiene centinaia di galassie in una regione di circa 16 milioni di anni luce. Per confronto, il Gruppo Locale di galassie - che contiene la nostra Via Lattea insieme ad altre 50 galassie - misura approssimativamente 10 milioni di anni luce.

Questa immagine è stata ottenuta dallo strumento Wide Field Imager (WFI) sul telescopio da 2,2 metri dell'MPG/ESO, situato all'osservatorio di La Silla, in Cile. Usando le informazioni ottenute dal WFI e dall'Hubble Space Telescope della NASA/ESA, nel 2008 gli astronomi sono riusciti a tracciare una mappa della distribuzione di materia oscura all'interno del superammasso, mostrando che gli ammassi e le galassie singole contenuti nella super-struttura sono contenuti da vasti grumi di materia oscura. Per far ciò, gli astronomi hanno osservato il modo in cui la luce proveniente da 60 mila galassie lontane, situate dietro il superammasso, viene distorta dall'effetto gravitazionale della materia oscura, rivelandone quindi la distribuzione. Si stima che la massa dei quattro principali aggregati di materia oscura in Abell 901/902 sia circa 10 bilioni di volte quella del Sole.

Le osservazioni qui mostrate fanno parte del progetto COMBO-17, una survey del cielo realizzata usando lo strumento WFI con 17 diversi filtri ottici. Finora il progetto COMBO-17 ha individuato più di 25 mila galassie.

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21 gennaio 2013

APEX sotto la Luna

Un'altra notte stellata sull'altipiano di Chajnantor nelle Ande cilene. Il primo quadrante della Luna risplende intensamente in questa fotografia e brilla di più degli oggetti celesti circondanti. Tuttavia, per telescopi radio come APEX (Atacama Pathfinder Experiment) la luminosità lunare non è un problema per le osservazioni. Infatti, visto che anche il Sole stesso non è molto luminoso nelle lunghezze d'onda radio, e che queste lunghezze d'onda non illuminano il cielo nello stesso modo, questo telescopio può anche essere usato durante il giorno, se non viene puntato direttamente verso Sole.

APEX è un telescopio di 12 metri di diametro che osserva la luce nelle lunghezze d'onda millimetriche e submillimetriche. Gli astronomi, osservando con APEX, possono vedere fenomeni che sarebbero invisibili a lunghezze d'onda più corte della luce infrarossa o in luce visibile. Per esempio, APEX può osservare attraverso dense nubi interstellari costituite da gas e polveri cosmiche, svelando regioni nascoste nelle quali è in corso la formazione di stelle. Queste regioni risplendono intensamente a queste lunghezze d'onda, ma possono risultare oscurate in luce infrarossa e visibile. Tra gli oggetti celesti che costituiscono eccellenti bersagli di osservazione per APEX vi sono anche alcune delle più vecchie e distanti galassie dell'Universo. A causa dell'espansione dell'universo nell'arco di miliardi di anni, la loro luce è stata spostata verso il rosso, proprio nell'intervallo di lunghezze d'onda millimetriche e submillimetricche di APEX.

APEX è una collaboration tra il Max Planck Institute for Radio Astronomy (MPIfR), l'Onsala Space Observatory (OSO) e ESO. La gestione delle operazioni di APEX a Chajnantor è affidata a ESO.

Questa meravigliosa fotografia è stata presa dall'ambasciatore ESO Babak Tafresh. E' parte di un più grande panorama che è anche disponibile tagliato in modi diversi.

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