Comunicati stampa

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eso1007it — Comunicato Stampa Scientifico
Senza posto per nascondersi: scovate le stelle primordiali fuori dalla Via Lattea.
17 febbraio 2010: Dopo essere riuscite a nascondersi per anni, sono state finalmente scoperte le stelle più primitive al di fuori della Via Lattea. Sono state utilizzate nuove osservazioni ottenute con il Very Large Telescope dell’ESO, per risolvere un importante enigma astrofisico sulle stelle più vecchie nei dintorni della nostra galassia – un passo cruciale per la comprensione delle prime stelle formatesi nell’Universo.
eso1006it — Foto Comunicato Stampa
Orione sotto una nuova luce
10 febbraio 2010: La Nebulosa di Orione svela molti dei suoi secreti nascosti in una spettacolare immagine del nuovo telescopio dell’ESO, VISTA. Grazie al suo enorme campo visivo, questo telescopio è in grado di catturare l’intera nebulosa in tutto il suo splendore e, grazie alla sua capacità di osservare nell’infrarosso, può scrutare in profondità nelle regioni di polvere, altrimenti nascoste, rivelando il curioso comportamento delle stelle, giovani e particolarmente attive, che vi sono sepolte.
eso1005it — Foto Comunicato Stampa
Le stelle dietro il sipario
03 febbraio 2010: ESO rende pubblica una magnifica immagine, ottenuta dal VLT, di NGC 3603, un gigantesco vivaio stellare in cui nascono in continuazione nuove stelle. All'interno di questa pittoresca nebulosa si trova uno degli ammassi di stelle giovani e massicce più luminosi e compatti della Via Lattea. Quest’oggetto risulta quindi utile come un ottimo analogo "locale" delle regioni di formazione stellare osservate in altre galassie. L’ammasso ospita anche la stella più massiccia finora "pesata".
eso1004it — Comunicato Stampa Scientifico
Stabilito Nuovo Record di Distanza nella Caccia ai Buchi Neri
27 gennaio 2010: Usando il Very Large Telescope dell’ESO, gli astronomi hanno scoperto un buco nero di massa stellare in un’altra galassia, molto più lontano rispetto a tutti i buchi neri individuati finora. Con una massa superiore a 15 volte quella del nostro Sole, questo buco nero stellare è il secondo più massiccio scoperto fino ad ora e fa coppia con una stella che diventerà presto anch’essa un buco nero.
eso1003it — Foto Comunicato Stampa
Sulle Tracce di un Gatto Cosmico
20 gennaio 2010: L’ESO ha appena diffuso una nuova, sensazionale immagine della grande nube detta la “Nebulosa Zampa di Gatto” (Cat’s Paw Nebula) o NGC 6334. Questa complessa regione di gas e polveri, in cui vengono alla luce molte stelle massicce, si trova nei pressi del cuore della Via Lattea ed è fortemente oscurata da nubi di polvere che si trovano nel mezzo.
eso1002it — Comunicato Stampa Scientifico
Il VLT Ottiene il Primo Spettro Diretto di un Pianeta Extrasolare
13 gennaio 2010: Studiando un sistema planetario triplo che ricorda una versione in grande della famiglia di pianeti del nostro Sole, gli astronomi sono stati in grado di ottenere il primo spettro diretto — l'"impronta digitale chimica" [1] — di un pianeta che orbita attorno a una stella distante [2], portando così a nuove informazioni sulla formazione e sulla composizione del pianeta. Questo risultato rappresenta una pietra miliare nella ricerca della vita in altre parti dell'Universo.
eso1001it — Comunicato Stampa Organizzazione
Il cerchio si chiude per ALMA
04 gennaio 2010: L'Atacama Large Millimeter/submillimeter Array (ALMA) ha superato una fondamentale pietra miliare, essenziale per le immagini ad alta qualità che saranno il marchio di questo nuovo e rivoluzionario strumento per l'astronomia. Astronomi e tecnici hanno, per la prima volta, collegato fra loro con successo tre antenne dell'osservatorio, sul sito osservativo a 5000 metri di altitudine nel Cile settentrionale. Avere tre antenne funzionanti all'unisono è l'anello mancante per l'eliminazione degli errori che si producono quando vengono utilizzate solo due antenne. Si apre così la strada alla realizzazione di immagini accurate dell'Universo freddo, a una risoluzione senza precedenti.
eso0950it — Comunicato Stampa Scientifico
Scoperto un mondo con una spessa, inospitale atmosfera e un cuore di ghiaccio
16 dicembre 2009: Gli astronomi hanno scoperto il secondo esopianeta super-Terra del quale hanno determinato la massa e il raggio, fornendo informazioni fondamentali riguardo alla sua struttura. Esso è anche la prima super-Terra dove è stata rilevata la presenza di una atmosfera. L’esopianeta, in orbita intorno ad una stella lontana solo 40 anni luce dalla Terra, apre nuove sensazionali prospettive nella ricerca di mondi abitati. Il pianeta, GJ1214b, ha una massa circa sei volte superiore a quella della Terra ed è probabile che il suo interno sia per la maggior parte costituito da ghiaccio. La sua superficie sembra essere abbastanza calda e il pianeta è circondato da una fitta atmosfera che lo rende inospitale per la vita quale noi la conosciamo sulla Terra.
eso0949it — Comunicato Stampa Organizzazione
VISTA: nuovo telescopio d'avanguardia inizia i lavori
11 dicembre 2009: Un nuovo telescopio - VISTA (Visible and Infrared Survey Telescope for Astronomy) - è appena entrato in funzione all'Osservatorio del Paranal dell'ESO e ha già diffuso le prime immagini. VISTA è un telescopio per survey che opera alle lunghezze d'onda infrarosse, ed è il più grande telescopio al mondo dedicato a produrre una mappa del cielo. Il suo grande specchio, l'ampio campo visivo, e i sensibilissimi rivelatori, offriranno una veduta interamente nuova del cielo australe. Nuove spettacolari immagini della Nebulosa Fiamma, del centro della nostra galassia (la Via Lattea), e dell'ammasso di galassie della Fornace, dimostrano il perfetto funzionamento del telescopio.
eso0948it — Comunicato Stampa Scientifico
Variazioni di luminosita’ di stelle simili al Sole: il mistero si infittisce.
07 dicembre 2009: Uno studio approfondito fatto con il Very Large Telescope dell’ESO infittisce un mistero di vecchia data sullo studio di stelle simili al Sole. Rimangono ancora non chiarite le strane - ed inspiegabili! – variazioni annuali della luminosita’ di circa un terzo delle stelle simili al Sole durante le fasi finali della loro vita. Negli ultimo decenni gli astronomi hanno proposto molte spiegazioni possibili, ma le nuove accurate osservazioni li contraddicono, e contribuiscono solo ad accrescere il mistero. La ricerca di una spiegazione adatta e’ ancora in corso.
eso0947it — Comunicato Stampa Scientifico
Ritratto di famiglia stellare allarga le frontiere di una nuova tecnica di acquisizione delle immagini.
03 dicembre 2009: Il giovane ammasso stellare Trumpler 14 viene svelato in un'altra stupenda immagine dall'ESO. La quantità di fini dettagli visibili in questo ritratto, che illustra magnificamente la vita di una grande famiglia di stelle, si deve al Multi-conjugate Adaptive optics Demonstrator (MAD) al Very Large Telescope dell'ESO. Mai prima d'ora una regione cosi estesa di cielo era stata fotografata utilizzando l'ottica adattiva [1], una tecnica che permette agli astronomi di eliminare la maggior parte della confusione dovuta all'atmosfera.
eso0946it — Comunicato Stampa Scientifico
Catturato un buco nero che fa nascere una galassia?
30 novembre 2009: Cosa viene prima, i buchi neri supermassivi che divorano freneticamente la materia o le enormi galassie in cui si trovano? Un nuovo scenario è emerso da un insieme di straordinarie osservazioni di un buco nero senza una “casa”: e’ possibile che i buchi neri “costruiscano” la loro galassia ospite. Questo potrebbe essere il collegamento mancante a lungo cercato per capire perché le masse dei buchi neri sono maggiori nelle galassie che contengono più stelle.
eso0945it — Comunicato Stampa Scientifico
Uno “scavo” cosmico rivela le vestigia dei blocchi che formano la Via Lattea
25 novembre 2009: Sbirciando attraverso le spesse nubi di polvere del nucleo centrale (il cosiddetto “bulge”) della nostra galassia, e rivelando un’incredibile quantità di dettagli, una squadra di astronomi ha scoperto uno strano miscuglio di stelle nel sistema stellare noto come Terzan 5. Questo insolito “cocktail” di stelle, mai osservato prima d’ora in nessuna parte del “bulge”, rivela che Terzan 5 è di fatto uno dei suoi blocchi primordiali, molto probabilmente quel che resta di una galassia nana che si è fusa con la Via Lattea durante le prime fasi della sua vita.
eso0944it — Foto Comunicato Stampa
La cena di una galassia cannibale
20 novembre 2009: Una nuova tecnica che utilizza immagini nel vicino infrarosso, ottenute mediante il New Technology Telescope (NTT) dell’ESO da 3,58 metri, consente agli astronomi di vedere attraverso le strisce di polvere opaca della gigantesca galassia cannibale Centaurus A, svelando con un grado di dettaglio senza precedenti il suo “ultimo pasto” - una galassia più piccola, attualmente ritorta e deformata. Questa straordinaria immagine mostra anche migliaia di ammassi stellari, sparsi come gemme lucenti, che si muovono all’interno di Centaurus A.
eso0943it — Comunicato Stampa Scientifico
Identificata una bomba stellare pronta ad esplodere
17 novembre 2009: Usando il Very Large Telescope dell’ESO e la sua abilità per ottenere immagini così nitide come se fossero state prese dallo spazio, gli astronomi hanno ottenuto il primo filmato a rallentatore di uno strato di materia piuttosto inusuale espulso da una “stella vampiro”, che nel Novembre 2000 subì un’esplosione dopo aver inglobato parte della materia della sua compagna. Ciò ha permesso agli astronomi di determinare la distanza e la luminosità intrinseca dell’oggetto che è esploso. È risultato che questo sistema di stelle doppie è uno dei migliori candidati per essere uno dei tanto ricercati progenitori delle stelle che esplodono come supernovae Ia, la cui comprensione e’ fondamentale per gli studi dell’energia oscura.
eso0942it — Comunicato Stampa Scientifico
I pianeti extrasolari portano indizi sulla curiosa chimica del Sole
11 novembre 2009: Un innovativo censimento di 500 stelle, 70 delle quali sono note per ospitare pianeti, ha collegato con successo lo storico ‘’mistero del litio’’ osservato nel Sole alla presenza di sistemi planetari. Utilizzando lo spettrografo di successo HARPS dell’ESO, una squadra di astronomi ha scoperto che le stelle simili al Sole che ospitano pianeti, hanno distrutto il loro litio molto più efficacemente delle stelle “libere dai pianeti”. Questa scoperta non solo mette luce sulla mancanza di litio nella nostra stella, ma fornisce anche agli astronomi un modo molto efficace per trovare stelle con sistemi planetari.
eso0941it — Comunicato Stampa Scientifico
Facendo luce sullo scheletro cosmico
03 novembre 2009: Un gruppo di astronomi ha seguito le tracce di un gigante insieme di galassie situato quasi sette miliardi di anni luce lontano da noi. La scoperta, resa possibile combinando due dei più potenti telescopi terrestri al mondo, è la prima osservazione di una così notevole struttura galattica nell’Universo lontano, fornendo una nuova visione della rete cosmica e su come si è formata.
eso0940it — Foto Comunicato Stampa
Lo Scrigno Cosmico
29 ottobre 2009: La combinazione di immagini derivanti da tre eccezionali telescopi, il Very Large Telescope dell’ ESO sul Cerro Paranal, il telescopio MPG/ESO da 2.2 metri dell’osservatorio ESO di La Silla e il telescopio spaziale Hubble NASA/ESA, ha permesso di vedere lo straordinario ammasso stellare noto come Jewel Box (Lo Scrigno delle Gioie) sotto una luce completamente nuova.
eso0939it — Comunicato Stampa Scientifico
Scoperti 32 Nuovi Esopianeti
19 ottobre 2009: Oggi ad una conferenza internazionale ESO/CAUP a Porto, il gruppo che ha costruito l’High Accuracy Radial Velocity Planet Searcher, noto come HARPS, lo spettrografo per il telescopio dell’ESO di 3,6 metri, annuncia l’incredibile scoperta di 32 nuovi esopianeti,riconfermando la posizione di HARPS come il migliore cacciatore di esopianeti al mondo. Questo risultato aumenta il numero dei pianeti di massa piccola di un impressionante 20%. Negli ultimi cinque anni HARPS ha scovato piu’ di 75 dei circa 400 esopianeti noti finora.
eso0938it — Foto Comunicato Stampa
La minuscola ma tenace vicina galattica della Via Lattea
14 ottobre 2009: Oggi l’ESO ha annunciato la diffusione di una nuova straordinaria immagine di una delle galassie più vicine alla nostra, la galassia di Barnard, nota anche come NGC 6822. La galassia contiene regioni di ricca formazione stellare e curiose nebulose, come la bolla chiaramente visibile nella parte superiore sinistra di questa notevole vista. Gli astronomi hanno classificato la NGC 6822 come una galassia nana irregolare a causa della sua forma bizzarra e della sua piccolissima dimensione in confronto agli standard delle altre galassie. Le particolari forme di queste anomalie cosmiche aiutano i ricercatori a capire come le galassie interagiscono, evolvono e di tanto in tanto “cannibalizzano” l’un l’altra, lasciando dietro di se frammenti brillanti e affollati di stelle.
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