Immagine della settimana

28 gennaio 2013

Un peso massimo intergalattico

Questa immagine di campo profondo mostra un cosiddetto superammasso di galassie - un enorme complesso di ammassi di galassie tra di loro legati. Questo superammasso, noto come Abell 901/902, comprende tre ammassi principali ed un certo numero di filamenti galattici, tipici di tali super-strutture. Uno degli ammassi, Abell 901a, può essere individuato sopra ed appena a destra della prominente stella rossa vicina al centro dell'immagine. Un secondo, Abell 901b, si trova a destra di Abell 901a e leggermente più in basso. Infine, l'ammasso Abell 902 è visibile direttamente sotto la stella rossa, verso il bordo inferiore dell'immagine.

Il superammasso Abell 901/902 si trova ad oltre due miliardi di anni luce dalla Terra e contiene centinaia di galassie in una regione di circa 16 milioni di anni luce. Per confronto, il Gruppo Locale di galassie - che contiene la nostra Via Lattea insieme ad altre 50 galassie - misura approssimativamente 10 milioni di anni luce.

Questa immagine è stata ottenuta dallo strumento Wide Field Imager (WFI) sul telescopio da 2,2 metri dell'MPG/ESO, situato all'osservatorio di La Silla, in Cile. Usando le informazioni ottenute dal WFI e dall'Hubble Space Telescope della NASA/ESA, nel 2008 gli astronomi sono riusciti a tracciare una mappa della distribuzione di materia oscura all'interno del superammasso, mostrando che gli ammassi e le galassie singole contenuti nella super-struttura sono contenuti da vasti grumi di materia oscura. Per far ciò, gli astronomi hanno osservato il modo in cui la luce proveniente da 60 mila galassie lontane, situate dietro il superammasso, viene distorta dall'effetto gravitazionale della materia oscura, rivelandone quindi la distribuzione. Si stima che la massa dei quattro principali aggregati di materia oscura in Abell 901/902 sia circa 10 bilioni di volte quella del Sole.

Le osservazioni qui mostrate fanno parte del progetto COMBO-17, una survey del cielo realizzata usando lo strumento WFI con 17 diversi filtri ottici. Finora il progetto COMBO-17 ha individuato più di 25 mila galassie.

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21 gennaio 2013

APEX sotto la Luna

Un'altra notte stellata sull'altipiano di Chajnantor nelle Ande cilene. Il primo quadrante della Luna risplende intensamente in questa fotografia e brilla di più degli oggetti celesti circondanti. Tuttavia, per telescopi radio come APEX (Atacama Pathfinder Experiment) la luminosità lunare non è un problema per le osservazioni. Infatti, visto che anche il Sole stesso non è molto luminoso nelle lunghezze d'onda radio, e che queste lunghezze d'onda non illuminano il cielo nello stesso modo, questo telescopio può anche essere usato durante il giorno, se non viene puntato direttamente verso Sole.

APEX è un telescopio di 12 metri di diametro che osserva la luce nelle lunghezze d'onda millimetriche e submillimetriche. Gli astronomi, osservando con APEX, possono vedere fenomeni che sarebbero invisibili a lunghezze d'onda più corte della luce infrarossa o in luce visibile. Per esempio, APEX può osservare attraverso dense nubi interstellari costituite da gas e polveri cosmiche, svelando regioni nascoste nelle quali è in corso la formazione di stelle. Queste regioni risplendono intensamente a queste lunghezze d'onda, ma possono risultare oscurate in luce infrarossa e visibile. Tra gli oggetti celesti che costituiscono eccellenti bersagli di osservazione per APEX vi sono anche alcune delle più vecchie e distanti galassie dell'Universo. A causa dell'espansione dell'universo nell'arco di miliardi di anni, la loro luce è stata spostata verso il rosso, proprio nell'intervallo di lunghezze d'onda millimetriche e submillimetricche di APEX.

APEX è una collaboration tra il Max Planck Institute for Radio Astronomy (MPIfR), l'Onsala Space Observatory (OSO) e ESO. La gestione delle operazioni di APEX a Chajnantor è affidata a ESO.

Questa meravigliosa fotografia è stata presa dall'ambasciatore ESO Babak Tafresh. E' parte di un più grande panorama che è anche disponibile tagliato in modi diversi.

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14 gennaio 2013

ALMA sovrastato dalle vette montuose

A prima vista questa foto panoramica mostra lo scenario montuoso dell'altipiano di Chajnantor, in Cile, con neve e ghiaccio disseminati sul terreno arido. Le vette principali, da destra a sinistra, sono Cerro Chajnantor, Cerro Toco, Juriques, e il caratteristico vulcano conico Licancabur (si veda potw1240) abbastanza impressionanti! Tuttavia le vere protagoniste di questa foto sono le piccole strutture appena visibili al centro dell'immagine - percettibili solo strizzando abbastanza forte gli occhi.

Queste strutture, sovrastate dalle montagne vicine, sono le antenne che formano l'Atacama Large Millimeter/submillimeter Array (ALMA), un grande telescopio radio. Nonostante possa sembrare piccolo in questo panorama, ALMA è composto in realtà da una grande quantità di antenne di 12 e 7 metri di diametro e, una volta completato, sarà composto di un totale di 66 antenne, distribuite su distanze fino a 16 chilometri sull'altipiano. La fine dei lavori di costruzione di ALMA è prevista nel 2013, ma i telescopi hanno già iniziato la fase iniziale di osservazione, fornendo risultati incredibili (si veda per esempio eso1239). Dal momento in cui questa fotografia è stata scattata molte altre antenne si sono aggiunte a quelle già presenti sull'altipiano.

ALMA, una struttura astronomica internazionale, è frutto di una collaborazione tra Europa, Nord America, Est Asia e la Republica del Cile. La costruzione e la gestione di ALMA sono dirette da ESO per l'Europa, dal National Radio Astronomy Observatory (NRAO) per il Nord America e dal National Astronomical Observatory of Japan (NAOJ) per l'Est Asia. Insieme queste organizzazioni formano il Joint ALMA Observatory (JAO), che sovrintende la costruzione e le operazioni che riguardano ALMA.

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24 dicembre 2012

La solitudine di ALMA

Questa visuale panoramica dell'altopiano Chajnantor mostra il luogo del Atacama Large Millimeter/submillimeter Array (ALMA), scattata da una postazione vicino alla cima di Cerro Chico. Babak Tafreshi, un ESO Photo Ambassador,e' riuscito a catturare la sensazione di solitudine che si prova al luogo in cui si trova ALMA, 5000 metri sopra il livello del mare sulle Ande Cilene. Luce ed ombra dipingono il paesaggio, aumentando l'atmosfera ultraterrena del territorio. In primo piano, le antenne ALMA raggruppate insieme sembrano una folla di strani e robotici visitatori all'altopiano. Al completamento del telescopio, nel 2013, ci saranno un totale di 66 di questo tipo di antenne, che operano insieme.

ALMA sta gia' rivoluzionando il modo in cui gli astronomi studiano l'universo a lunghezze d'onda millimetriche e submillimetriche. Anche se con una gamma parziale di antenne, ALMA e' piu' potente di qualsiasi precedente telescopio a queste lunghezze d'onda, dando cosi' agli astronomi una capacita' di studiare il meraviglioso universo senza precedenti, gas molecolari e polvere cosi' come anche le radiazioni del Big Bang compresi. ALMA studia i gruppi formanti di stelle, sistemi planetari, galassie e la vita stessa. Fornendo immagini dettagliate di stelle e pianeti nati in nuvole di gas vicino al sistema solare, e localizzando nuove galassie che si formano agli estremi dell'universo osservabile, che vediamo come se fossero vecchi di circa 10 miliardi di anni, ALMA permettera' agli astronomi di indirizzare alcune delle piu' profonde domande riguardo alle nostre origini cosmiche.

ALMA, una struttura di astronomia internazionale, e' una partnership tra Europa, America del Nord e Asia dell'Est in collaborazione con la Repubblica del Cile. Le costruzioni ed operazioni su ALMA sono svolte dall'ESO a favore dell'Europa, dal National Radio Astronomy Observatory (NRAO) a favore del Nord America, e dal National Astronomical Observatory of Japan (NAOJ) a favore dell'Asia dell'Est. Il Joint ALMA Observatory (JAO) fornisce leadership e gestione della costruzione, effettuazione e operato di ALMA.


03 dicembre 2012

Da Antu verso Yepun - La costruzione del VLT

ESO quest'anno festeggia i propri 50 anni di vita e per celebrare questo importante anniversario vi mostriamo alcuni sguardi sulla nostra storia. Una volta al mese, nel corso del 2012, una speciale Foto della Settimana "Allora ed oggi" mostra come le cose siano cambiate nel tempo presso gli osservatori di La Silla e di Paranal, nel centro di ESO di Santiago del Cile e nel quartiere generale in Germania, a Garching, vicino a Monaco di Baviera.

Il Very Large Telescope (VLT), il fiore all'occhiello di ESO a Cerro Paranal, in Cile, è composto di quattro enormi Unità Telescopiche (UT), ognuno con uno specchio di 8.2 metri di diametro, e quattro telescopi ausiliari mobili da 1.8 metri di diametro. La nostra coppia di fotografie di questo mese mostra un'Unità Telescopica in costruzione, e una al giorno d'oggi.

L'inizio dei lavori della cupola della prima Unità Telescopica  (UT1) è visibile nell'immagine storica, ripresa alla fine di ottobre 1995. Le fondamenta di cemento erano già state completate e la parte inferiore fissa della struttura metallica della cupola era stata ad esse fissata. Le prime componenti della parte mobile della cupola del telescopio erano anche loro in posizione - nell'immagine sono visibili anche gli inizi della larga fenditura attraverso la quale osserverà il telescopio e la pesante struttura orizzontale che sosterrà le porte scorrevole. Questa UT ha visto la luce il 25 maggio 1998 (si veda eso9820).

All'inaugurazione di Paranal, nel 1999 (si veda eso9921), ad ogni UT fu dato un nome nella lingua originale delle tribù mapuche. I nomi - Antu, Kueyen, Melipal, e Yepun - delle UT da uno a quattro, rappresentano quattro oggetti celesti bellissimi e molto visibili nel cielo: il Sole, la Luna, la costellazione della croce del Sud e Venere [1], rispettivamente. 

La fotografia odierna è quella di UT4, Yepun, che ha visto la luce nel settembre 2000 (si veda eso0028). Ma ogni UT potrebbe essere equivalentemente utilizzato per illustrare la costruzione completa del VLT, poiché i quattro UT sono stati progettati per essere identici. L'unica differenza sono gli strumenti  a disposizione su ciascun telescopio, che forniscono agli astronomi un ampio spettro di tecnologie per studiare l'universo. La struttura gialla davanti a Yepun è la piattaforma montacarichi M1, che può essere spostata sugli altri telescopi ed è usata quando i loro specchi giganti di 8.2 metri di diametro vengono periodicamente rimosso e ri-alluminati. 

Negli anni successivi a questa fotografia storica la prima UT ha ricevuto un nome - Antu - e una famiglia, quando anche gli altri telescopi hanno raggiunto la cima della montagna. Oggi il VLT è l'osservatorio astronomico in luce visibile più avanzato al mondo e Antu, Yepun e gli altri telescopi a Paranal hanno giocato un ruolo fondamentale nel rendere ESO, senza l'ombra di un dubbio, l'osservatorio di terra più produttivo al mondo. 

Nota

[1] Yepun è stata tradotta come "Sirio" all'epoca dell'inaugurazione di Paranale (si veda eso9921), ma ulteriori indagini hanno mostrato che la traduzione corretta è "Venere". 

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26 novembre 2012

Due cacciatori di pianeti fotografati a La Silla

Per secoli filosofi e scienziati si sono interrogati sulla possibilità dell'esistenza di pianeti abitabili al di fuori del Sistema Solare. Oggi quest'idea è più che una semplice speculazione: negli ultimi due decenni varie centinaia di pianeti extrasolari sono stati scopertida astronomi in tutto il mondo. Varie tecniche differenti sono usate in questa ricerca di nuovi mondi. In questa inusuale fotografia sono stati catturati nella stessa immagine due telescopi che impiegano due di queste tecniche di osservazione, il telescopio di 3.6 metri di diametro di ESO, con lo spettrografo HARPS, e il telescopio spaziale CoRoT. La fotografia è stata ripresa da Alexandre Santerne, un astronomo che studia lui stesso i pianeti extrasolari. 

Lo spettrografo High Accuracy Radial velocity Planetary Search (HARPS), il più avanzato cacciatore di pianeti, è uno strumento sul telescopio di ESO di 3.6 metri di diametro. La cupola aperta di questo telescopio può essere vista sulla sinistra di quest'immagine, dietro la cupola angolare del New Technology Telescope. HARPS scopre i pianeti extrasolari misurando piccoli cambiamenti nel moto di una stella che oscilla leggermente sotto l'influenza della forza gravitazionale del pianeta che orbita attorno ad essa. Questa tecnica è conosciuta come la tecnica di velocità radiale per trovare i pianeti extrasolari. 

La debole scia di luce alta nel cielo in quest'esposizione di 20 secondi non è un meteorite, ma CoRoT, il telescopio spaziale Convection Rotation and planetary Transits. CoRoT cerca pianeti extrasolari scrutando la riduzione della luce di una stella che si verifica quando un pianeta passa davanti ad essa - il metodo del transito. La posizione del telescopio nello spazio sopra l'atmosfera terrestre migliora la precisione delle osservazioni eliminando il tremolio delle stelle. Potenziali pianeti trovati con il metodo del transito vengono confermati usando tecniche complementari come il metodo delle velocità radiali. Durante la notte stessa nella quale questa fotografia è stata ripresa, HARPS era effettivamente impiegato a seguire candidati di pianeti extrasolari scoperti da CoRoT! 

Sfortunatamente, nel novembre 2012 CoRoT è stato soggetto a un problema informatico, il che significa che - malgrado sia ancora in funzione - esso non può più ricevere i dati ottenuti dal suo  telescopio (si vedano le notizie sul sito internet di CoRoT, o per esempio quest'articolo sulla rivista Nature). Il team di CoRoT non ha però rinunciato al progetto e sta lavorando intensamente per far funzionare di nuovo i sistemi della sonda spaziale. Anche se la CoRoT non potesse ricominciare a funzionare, non ci sono dubbi che la missione sia stata un grande successo! La sonda è stata in funzione per il doppio del tempo previsto dalla missione originale ed è stata la prima sonda spaziale a scoprire un pianeta estrapolare con il metodo del transito. CoRoT ha portato importanti contributi sia alla ricerca di pianeti extrasolarii sia allo studio dell'interno stellare, l'astrosismologia. 

La ricerca di pianeti extrasolari ci aiuta a capire meglio il nostro sistema planetario, e potrebbe costituire il primo passo nella scoperta della vita oltre la Terra. HARPS e CoRoT sono solo due degli affascinanti strumenti sviluppati per assistere gli astronomi in questa ricerca. 

Alexandre ha sottoposto questa fotografia al gruppo foto di ESO su Flickr. Questo gruppo di Flickr è regolarmente recensito e le migliori immagini vengono selezionate per essere pubblicate nella nostra popolare serie di "foto della settimana" o nella nostra galleria di foto. Nel 2012, anno del cinquantesimo anniversario di ESO, stiamo raccogliendo anche le immagine storiche di ESO. Dopo aver sottoposto questa foto, Alexandre è diventato un ambasciatore fotografico di ESO.

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12 novembre 2012

Una fotografia, molte storie

L'ambasciatore fotografico di ESO, Babak Tafreshi ha catturato una fantastica immagine del cielo sopra l'osservatorio dell'ESO a Paranal, con una grande varietà di oggetti distanti.

Il più evidente di questi è la nebulosa della Carena, l'oggetto di colore rosso che risplende intensamente nel centro dell'immagine. La nebulosa della Carena si trova nella costellazione della Carena, a circa 7500 anni-luce dalla Terra. Questa nube di gas luminoso e polveri è la nebulosa più brillante del cielo e contiene molte delle stelle conosciute più luminose e più massive della Via Lattea, come per esempio Eta Carinae. La nebulosa della Carena è un perfetto banco di prova per gli astronomi per svelare i misteri della nascita e della morte violenta delle stelle massive. Per vedere alcune meravigliose immagini della nebulosa della Carena ottenute recentemente dall'ESO, si vedano eso1208, eso1145 e eso1031.

Sotto la nebulosa della Carena vediamo l'ammasso Pozzo dei Desideri (NGC 3532). Quest'ammasso aperto di stelle giovani è stato chiamato così perché attraverso l'oculare di un telescopio appare come una manciata di monetine d'argento che scintillano sul fondo di un pozzo dei desideri. Più a destra vediamo la nebulosa Lambda Centauri (IC 2944), una nube di idrogeno luminoso e di stelle appena nate che viene chiamata a volte la nebulosa del ''pollo che corre'', per la forma di un uccello che alcuni vedono nella sua regione più luminosa (si veda eso1135). Sopra questa nebulosa e leggermente sulla sinistra troviamo le Pleiadi australi (IC 2632), un ammasso aperto di stelle simile al suo più familiare omonimo nell'emisfero nord. 

In primo piano vediamo tre dei quattro telescopi ausiliari (TA) del Very Large Telescope Interferometer (VLTI). Usando il VLTI, gli TA - o i telescopi da 8 metri di diametro del VLT - possono essere usati simultaneamente come un unico enorme telescopio che può vedere dettagli più fini che sarebbero invisibili con i telescopi impiegati individualmente. Il VLTI è stato usato per una grande varietà di ricerche, tra cui lo studio di dischi circumstellari attorno a stelle giovani e nuclei galattici attivi, uno dei fenomeni più energetici e misteriosi dell'universo.

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05 novembre 2012

La costruzione delle residenza di Paranal - Dalla turbolenza alla quiete

ESO quest'anno festeggia i propri 50 anni di vita e per celebrare questo importante anniversario vi mostriamo alcuni sguardi sulla nostra storia. Una volta al mese, nel corso del 2012, una speciale Foto della Settimana "Allora ed oggi" mostra come le cose siano cambiate nel tempo presso gli osservatori di La Silla e di Paranal, nel centro di ESO di Santiago del Cile e nel quartiere generale in Germania, a Garching, vicino a Monaco di Baviera.

Nella coppia di fotografie di questo mese, prese all'osservatorio di ESO a Paranal, nel deserto cileno di Atacama, paragoniamo un animato sito di costruzione, come appariva nel novembre 1999, con il risultato finale al giorno d'oggi: l'edificio dell'osservatorio destinato agli alloggi, conosciuto come la Residencia di Paranal. Immaginate il cambiamento tra allora ed oggi: il rumore metallico dei martelli e dei trapani e il frastuono dei trattori e delle gru hanno lasciato posto alla quiete pacifica di un edificio nel deserto che completa l'ambiente circostante. Costruito usando materiali e colori naturali, annidato in una depressione esistente nel terreno, l'edificio si fonde con il paesaggio.

La Residencia è stata costruita come un rifugio per gli astronomi e per il resto del personale ESO, che qui lavorano in uno dei più aspri paesaggi immaginabili, dove la siccità estrema, l'intensa radiazione ultravioletta proveniente dal sole, i forti venti e l'alta quota sono parte della vita quotidiana. Gli imprenditori edili che hanno costruito la Residencia, lavorando anche loro in queste condizioni estreme, hanno creato una vera e propria oasi nel deserto, che viene enormemente apprezzata e che permette allo staff dell'osservatorio di ripararsi dall'ambiente arido. L'edificio terminato è la testimonianza del loro duro lavoro. La Residencia, che ha ricevuto un premio di architettura, possiede più di 100 camere e anche un certo numero di spazi comuni che includono una mensa, un salotto, una piscina, un centro fitness e una biblioteca. Dalla sua facciata occidentale si gode di una vista spettacolare sul deserto in direzione dell'Oceano Pacifico e del tramonto.

C'è un altro particolare visibile su entrambi fotografie: dietro alla Residencia, a 2600 metri sopra il livello del mare, sulla cima di Cerro Paranal, si trova il Very Large Telescope (VLT) di ESO. È l'osservatorio astronomico in luce visibile più avanzato al mondo, ed anche il motivo per cui la Residencia e tutti coloro che soggiornano al suo interno si trovano qui!

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29 ottobre 2012

Un luogo per svelare i misteri dell'universo freddo

Questa magnifica foto panoramica presa da Babak Tafreshi, un ambasciatore fotografico di ESO, mostra gli ultimi raggi di luce solare che illuminano l'altipiano di Chajnantor nel deserto cileno di Atacama. Quest'altipiano è il luogo dove si trova il telescopio Atacama Pathfinder Experiment (APEX), che si può vedere a sinistra dell'immagine. Da questo remoto posto sulla Terra, a 5000 metri di altitudine sul livello del mare, APEX studia l'"universo freddo". 

APEX è un telescopio di 12 metri di diametro, che osserva la luce a lunghezze d'onda millimetriche e submillimetriche. Osservando con APEX, gli astronomi possono vedere fenomeni che sarebbero  invisibili a lunghezze d'onda più corte. Questo telescopio permette lo studio delle nubi molecolari - le dense regioni costituite da gas e polvere cosmica nelle quali nascono le nuove stelle - che sono scure e oscurate dalle polveri se osservate in  luce visibile o infrarossa, ma che sono molto luminose a queste lunghezze d'onda relativamente lunghe. Gli astronomi usano questa luce per studiare le condizioni chimiche e fisiche nelle nubi. Quest'intervallo di lunghezze d'onda è ideale anche per lo studio delle più vecchie e più distante galassie nell'universo. 

Dal suo esordio nel 2005, APEX ha prodotto molti risultati scientifici importanti. Per esempio APEX si è associato al Very Large Telescope di ESO per osservare la materia che viene strappata  dal buco nero al centro della Via Lattea (eso0841), un risultato che figura nelle 10 più importanti scoperte astronomiche di ESO.) 

Gruppi di "penitenti" bianchi sono visibili sul suolo attorno ad APEX. Le "penitentes" (termine spagnolo per penitenti) sono un curioso fenomeno naturale scoperto nelle regioni d'alta quota, tipicamente a più di 4000 metri sopra il livello del mare. Si tratta di aguzze cuspidi  di neve compressa o ghiaccio, con il loro lato più sottile diretto verso il Sole, che raggiungono altezze da qualche centimetro fino a diversi metri. 

APEX è una collaborazione tra il Max Planck Institute for Radio Astronomy (MPIfR), l'Onsala Space Observatory (OSO) e l'ESO. Il funzionamento di APEX a Chajnantor è affidato all'ESO. 

L'antenna di 12 metri di diametro di APEX è un prototipo di antenna per un altro telescopio a Chajnantor, l'Atacama Large Millimeter/submillimeter Array (ALMA). ALMA - quando  sarà completato, nel 2013 - avrà una rete di 54 antenne di 12 metri e 12 antenne di 7 metri. L'ESO è il partner europeo in questo complesso astronomico internazionale, che  è una collaborazione tra Europa, America del Nord e Asia dell'est, in cooperazione con la Repubblica del Cile. 

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08 ottobre 2012

Una VISTA prima del tramonto

L'Osservatorio Paranal dell"ESO - collocato in Cile nella regione Atacama - e' conosciuto particolarmente per il Very Large Telescope (VLT), piu' importante struttura telescopica. Nonostante cio', negli ultimi anni il sito e' diventato dimora di due telescopi di ricerca all'avanguardia. Questi nuovi membri della famiglia Paranal sono creati per immaginare larghe aree del cielo in poco tempo e profondamente. 

Uno di loro e' il Visible and Infrared Survey Telescope for Astronomy (VISTA) di 4.1 metri, collocato sulla vetta non lontano dalla cima di Paranal. E' rappresentato in questa bellissima immagine scattata da Paranal da ESO Photo Ambassador, Babak Tafreshi. VISTA e' il telescopio di ricerca piu' largo del mondo ed e' in operazione da dicembre 2009.

Nell'angolo piu' basso a destra dell'immagine, la struttura intorno a VISTA appare di fronte ad una catena montuosa che sembra interminabile e che si estende fino all'orizzonte. Quando il tramonto si avvicina, le montagne creano lunghe ombre, che lentamente coprono le tonalita' marroncine che colorano il magnifico paesaggio che circonda Paranal. Presto il sole scendera' sotto l'orizzonte e i telescopi di Paranal inizieranno un'altra notte di osservazoni.

VISTA e' un telescopio a largo campo, progettato per dare una mappa del cielo del sud in luce infrarossa con alta sensibilita', permettendo agli astronomi di trovare oggetti molto tenui. L'obiettivo di questa ricerca e' quello di creare lunghi cataloghi di oggetti celesti per studi statistici e di identificare nuovi obiettivi che possono essere studiati in modo piu' dettagliato dal VLT.


01 ottobre 2012

Sentinelle dell'emblematico e conico Licancabur sul Chajnantor

Questa impressionante immagine panoramica raffigura l'altopiano Chanjantor - dimora del Atacama Large Millimeter/submillimeter Array (ALMA) - con il maestoso vulcano Licancabur sullo sfondo. Sorvergliato da sopra il Licancabur, una foresta glaciale di penitentes in primo piano. I penitentes sono un curioso fenomeno naturale che si trova in regioni di alta quota. Sono punte di neve o ghiaccio duro, con punte affilate rivolte al sole, raggiungendo altezze comprese tra pochi centimetri a diversi metri. Si puo' leggere di piu' a proposito in una precedente foto della settimana (potw1221).

Il vulcano Licancabur, con un'altitudine di 5920 metri, e' il vulcano piu' emblematico nell'area di San Pedro de Atacama, in Cile. La sua forma conica lo rende facilmente riconoscibile anche da molto lontano. E' collocato nella parte piu' a sud del confine tra Cile e Bolivia. Il vulcano contiene uno dei piu' alti laghi nel suo cratere di vetta. Questo lago ha attratto l'attenzione di biologi, interessati nello studiare come organismi microscopici possono sopravvivere al suo interno nonostante l'ambiente molto difficile con intense radiazioni ultraviolette, la leggera atmosfera e le fredde temperature. Le strategie di sopravvivenza di vita microscopica nel lago Licancabur potrebbero anche darci idee riguardo alla possibile vita su Marte.

Questa foto e' stata scattata da Babak Tafreshi uno degli ESO Photo Ambassadors vicino ad ALMA.

ALMA, una struttura astronomica internazionale, e' una partnership tra Europa, America del Nord e Asia dell'Est in collaborazione con la Repubblica del Cile. Le costruzioni ed operazioni su ALMA sono svolte dall'ESO a favore dell'Europa, dal National Radio Astronomy Observatory (NRAO) a favore del Nord America, e dal National Astronomical Observatory of Japan (NAOJ) a favore dell'Asia dell'Est. Il Joint ALMA Observatory (JAO) fornisce leadership e gestione della costruzione, effettuazione e operato di ALMA.


24 settembre 2012

E' prossima la notte di un giorno difficile

Il tramonto di solito è un segno che un altro giorno di lavoro è finito. Le luci della città si accendono lentamente e la gente torna a casa desiderosa di gustarsi la sera e una buona nottata. Tuttavia, questo non si applica agli astronomi che lavorano ad un osservatorio come l'Osservatorio Paranal di ESO in Cile. Le osservazioni cominciano non appena il sole è scomparso dietro l'orizzonte. Tutto dev'essere pronto prima del crepuscolo.

Questa fotografia panoramica ha catturato il Very Large Telescope di ESO (VLT) sullo sfondo di un bellissimo crepuscolo su Cerro Paranal. Le recinzioni del VLT risaltano nell'immagine dato che i telescopi sono pronti per una notte di studio dell'universo. Il VLT è il telescopio ottico avanzato più poderoso al mondo, che consiste di quattro unità telescopiche, con specchi principali dal diametro di 8,2 metri, e da quattro telescopi ausiliari mobili (ATs) da 1,8 metri, visibili nell'angolo sinistro dell'immagine.

I telescopi possono anche lavorare insieme come un singolo telescopio gigante, il Very Large Telescope Interferometer di ESO (VLTI), che consente agli astronomi di osservare il più dettagliatamente possibile. Questa configurazione è usata solo per un numero di notti all'anno limitato. La maggior parte delle volte, le unità telescopiche da 8,2 metri sono usate individualmente. 

Nei 13 anni passati il VLT ha avuto un enorme impatto sulle osservazioni astronomiche. Con l'avvento del VLT, la comunità astronomica europea ha sperimentato una nuova era di scoperte, in particolare le traiettorie dele stelle che orbitano intorno al buco nero al centro della Via Lattea e la prima fotografia di un pianeta extrasolare, che sono due delle tre prime Top 10  Scoperte Astronomiche di ESO.

Le unità telescopiche del VLT hanno i nomi di corpi celesti in Mapuche, un'antica lingua nativa del popolo indigeno di Cile e Argentina. Da sinistra a destra ci sono Antu (UT1; il Sole), Kueyen (UT2; la Luna), Melipal (UT3; la Croce del Sud), e Yepun (UT4; Venere).

Questa foto è stata scattata dall'ambasciatore fotografico di ESO, Babak Tafreshi.

Questa immagine è disponibile come immagine montata in ESOshop. 


23 luglio 2012

Il campo base Paranal dall'alto

Guardando giu' dalla cima del Cerro Paranal, nel deserto di Atacama, dove si trova l'ESO Very Large Telescope, il campo base dell'osservatorio si distende al di sotto. La Paranal Residencia, un paradiso per coloro che lavorano sulla montagna, si puo' osservare al centro con una cupola sul suo tetto. Alla sinistra della Residencia, dall'altro lato della strada, si trova la palestra del campo base e, alla sua sinistra, il Mirror Maintenance Building (MMB), dove i larghi specchi del VLT vengono periodicamente puliti e ricoperti. Dietro al MMB si trova la centrale elettrica del luogo, e, piu' avanti a sinistra, l'edificio dell'officina meccanica. Lo Star Track, un sentiero che va dalla Residencia alla cima, termina al lato della montagna in primo piano.

Il sole era tramontato solo un quarto d'ora prima che questa fotografia fosse scattata, lasciando il campo base toccato da una bellissima luce arancio. Questo crepuscolo crea un'ombra gentile che danno alle colline una grande profondita'. Questo tipo di visuale al Paranal puo' esserci solo surante le cosiddette 'ore d'oro', prima dell'alba e dopo il tramonto, quando la luce diretta del sole durante il giorno crea dei contrasti di luce indimenticabili.

Questa foto panoramica e' stata creata da ESO Photo Ambassador Gerhard Hüdepohl.


02 luglio 2012

Un Oasi per gli Astronomi — La Residencia ESO nel Passato e nel Presente

L'ESO compie cinquant'anni quest'anno, e per celebrare questo importante anniversario, vi mostreremo scorci della nostra storia. Una volta al mese per tutto il 2012, un'Immagine della Settimana (Picture of the Week) speciale, della serie "Passato e Presente" (Then and Now) mostra come le cose sono cambiate nei decenni nei siti della Silla e di Paranal, negli uffici dell'ESO a Santiago del Cile e nel quartier generale dell'ESO a Garching bei München, Germania.

Da Febbraio 2001 (vedi eso0205), La Residencia sul Paranal ha fornito un alloggio per le persone che lavorano nella sede ESO sul Cerro Paranal nel deserto cileno di Atacama, anche casa del Very Large Telescope ESO (VLT). Questo mese, le nostre fotografie  "Passato al Presente" -- entrambe scattate dall'ambasciatore fotografo Gerhard Hüdepohl -- ci danno una vista unica di come questa oasi nel deserto sia stata costruita.

La foto storica mostra la Residencia in costruzione alla fine del 2000. L'edificio fu disegnato dalla ditta tedesca di architettura Auer+Weber, e si basa su una forma a L. I colori degli edifici ricordano quelli del deserto circostante, aiutando a fondere la Residencia con l'ambiente circostante. La parte centrale non ancora completata ricorda un anfiteatro, con i gradoni di pietra nuda aperti ad un cielo senza nuvole.

Oggi, la Residencia è molto diversa! Nonostante sia sottoterra, il design unico della struttura aiuta a dare un idea di spazio aperto. L'area centrale è protetta da una cupola smaltata di 25 metri, che permette alla luce naturale di penetrare nell'edificio. L'anfiteatro freddo e sterile del 2000 è stato reinventato e trasformato in un giardino tropicale, con una piscina sul fondo. Sia il giardino che la piscina sono stati ideati per creare  umidità all'interno, permettendo allo staff di riprendersi dalle aride condizioni dell'esterno.

Grazie al design unico della Residencia, la sua fama si è sparsa oltre la comunità astronomica, Per esempio, nel 2008 delle scene del film di James Bond Quantum of Solace sono state filmate qua, con la Residencia nel ruolo del Hotel "Perla de las Dunas" [1], la Residencia è stata scelta come uno dei "10 buildings of the decade" dal giornale inglese The Guardian (see ann0940)  e, nel 2012, l'osservatorio Paranal, includendo la Residencia, erano inclusi nella pubblicità Land Rover "Perfect Places" (vedi ann1208)

Notes

[1] Per altre informazioni su James Bond al Cerro Paranal vedi eso0807eso0830, e http://www.eso.org/public/outreach/bond/BondatParanal.html

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25 giugno 2012

Marte, 2099?

Una fredda oscura notte su Marte, nel mezzo di un arido deserto una strada illuminata da luci artificiali serpeggia verso un solitario avamposto umano sulla cima di un antica montagna. O almeno, questo è quello che un fan di fantascienza potrebbe pensare di questa spettrale vista.

La fotografia in effetti mostra l'osservatorio ESO situato sul Cerro Paranal, casa del Very Large Telescope (VLT), sulla Terra. Tuttavia, è facile immaginarlo come la futura vista che potremmo avere su Marte, forse alla fine del secolo. Ed è per questo che Julien Girard, che ha scattato questa foto, l'ha intitolata "mars 2099".

Situato a 2600 metri di altitudine, l'osservatorio Paranal si trova in uno dei posti più aridi della Terra, il deserto cileno di Atacama. Il paesaggio è così marziano, che infatti L'European Space Agency(ESA) e la NASA testano i loro rover marziani in questa regione. Per esempio, un team ESA ha recentemente testato il rover autosterzante Seeker, come descritto in ann12048.

L'immagine è stata scattata al tramonto, guardando a Sud-Est verso il VLT, dal picco dov'è situato il telescopio VISTA. Ad Ovest si trova l'Oceano Pacifico, a soli 12 kilometri dal Paranal. Dalla vetta del Paranal si può vedere la via Lattea che si erge in cielo, lasciando un inconfondibile marchio nel cielo australe -- L'asterismo della Croce del Sud.

Al Paranal, i cieli sono così sgombri e oscuri che la luce proveniente dalla via Lattea è abbastanza forte da creare ombre. Questo è il motivo per cui l'ESO ha scelto questo sito per la costruzione del VLT, e perchè l'osservatorio gode delle migliori condizioni di osservazione del cielo notturno al mondo.

Julien Girard è un astronomo ESO operante in Cile, che lavora al VLT. Ha caricato questa fotografia sulla pagina Flickr "Le vostre foto" dell'ESO dove tutti possono caricare i loro scatti, di cui migliori vengono poi selezionati come Foto della Settimana o inseriti nella galleria del sito. Nel 2012 come parte dei festeggiamenti per i cinquant'anni di attività, saranno caricati scatti storici  riguardanti l'ESO e gli osservatori.


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18 giugno 2012

Il laser di Yepun e le Nubi di Magellano

Uno dei maggiori nemici dell'astronomo è l'atmosfera terrestre, che fa in modo che gli oggetti nel cosmo appaiano sfocati quando osservati da telescopi con base a terra. Per contrastare ciò, gli astronomi usano una tecnica chiamata ottica adattiva, nella quale specchi mobili controllati da un computer sono aggiustati e spostati centinaia di volte al secondo per correggere le distorsioni create dall'atmosfera.

Questa spettacolare immagine mostra Yepun [1], la quarta Unità Telescopica del Very Large Telescope, mentre manda un potente fascio laser verso il cielo. Questo fascio crea un punto luminoso -- una stella artificiale -- nell'atmosfera terrestre eccitando gli strati di atomi di sodio posti ad un altitudine di 90 km. Questa Laser Guide Star (LGS) è parte del sistema ottico adattabile del VLT. La luce di ritorno dalla stella artificiale è usata come punto di riferimento per variare la posizione degli specchio mobili e  rimuovere gli effetti della deformazione atmosferica, producendo immagini astronomiche quasi nitide come quelle prodotte da telescopi spaziali.

Il laser di Yopun non è l'unica presenza brillante nell'oscurità. La Grande nube di Magellano e la Piccola Nube di Magellano sono visibili sulla destra e sulla sinistra del fascio di laser. Queste irregolari galassie nane sono ben visibili nel cielo australe anche a occhio nudo. La stella molto brillante alla sinistra della Grande Nube di Magellano è Canopus, la stella più brillante della costellazione Carina, mentre l'altra stella nell'angolo in alto a destra è Achernar, la stella più brillante nella costellazione di Eridanus

Questa immagine è stata scattata da Babak Tafreshi, un ambasciatore fotografo ESO

Notes

[1] Le quattro Unità Telescopiche prendono il nome da diversi oggetti celesti nel linguaggio indigeno Mapuche, il Mapudungun. Le Unità Telescopiche sono chiamate: Untu (UT1; The Sun); Kueyen (UT2; The Moon); Melipal (UT3; la Croce del Sud) e Yepun (UT4; Venus)

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11 giugno 2012

La via Lattea in cascata

Molti scatti astronomici catturano la bellezza mozzafiato del cielo, e questo non fa eccezione. Comunque, in questo panorama c'è qualcosa di inusuale. Dietro al Very Large Telescope ESO (VLT), due flussi di stelle sembrano scendere come una cascata o, anche, salire al cielo come delle colonne di fumo. Questo perchè questa foto panoramica cattura l'intera cupola del cielo, dallo zenith all'orizzonte a 360 gradi. Questi due flussi sono a dire il vero parte di una sola fascia, facente parte della nostra galassia, la via Lattea che attraversa il cielo da orizzonte a orizzonte. Mentre "scavalca" il cielo, sembra diffondersi per tutta la lunghezza del lato superiore della foto, a causa della distorsione che è stata necessaria per  comprimere la cupola del cielo in un immagine piatta e rettangolare.

Per comprendere questa immagine, immaginate che il lato sinistro sia attaccato al lato destro, creando un cerchio attorno a voi, e il lato superiore sia attaccato attorno ad un singolo punto, questo includerebbe l'intera cupola del cielo sopra di voi.

Sulla sinistra dell'immagine, la silhouette della manica a vento dell'osservatorio, posizionata su un palo è visibile. Sulla sinistra della manica a vento si vede il bagliore della Nube di Magellano Piccola, una galassia vicina alla nostra. Alla destra è visibile il bagliore rossastro della nebulosa Carina. Sopra essa si trova la scura nebulosa Coalsack, vicina alla Croce del Sud, e poco più in alto si vedono due stelle luminose, Alpha e Beta Centauri. I quattro alti edifici nell'immagine ospitano le Unità Telescopiche da 8.2 metri di diametro (UTs) del VLT. In mezzo a loro sulla destra si vede il VLT Survey Telescope, infine sulla destra dell'immagine è visibile Venere splendere appena sopra l'orizzonte.

Questo scatto panoramico, che non mostra solo il VLT sulla punta del Cerro Paranal ma anche i bellissimi cieli che l'osservatorio studia, è stato scattato dal fotografo ambasciatore ESO Serge Brunier. Come la rivoluzionaria tecnologia del VLT ci apre gli occhi sull'Universo, le avanzate tecniche fotografiche di Serge  catturano un intero emisfero del cielo in uno scatto -- mostrandoci una superficie molto più ampia di quella che potremmo vedere in una sola occhiata.

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04 giugno 2012

Le risorse informatiche all'ESO durante gli anni — L'incredibile progresso della tecnologia

L'ESO compie cinquant'anni quest'anno, e per celebrare questo importante anniversario, vi mostreremo scorci della nostra storia. Una volta al mese per tutto il 2012, un'Immagine della Settimana (Picture of the Week) speciale, della serie "Passato e Presente" (Then and Now) mostra come le cose sono cambiate nei decenni nei siti della Silla e di Paranal, negli uffici dell'ESO a Santiago del Cile e nel quartier generale dell'ESO a Garching bei München, Germania.

La nostra coppia di fotografie questo mese mostra come le risorse informatiche a disposizione dell'ESO siano cambiate profondamente durante gli anni. Entrambe le fotografie mostrano l'astronomo austriaco Rudi Albrecht di fronte alle unità informatiche ESO, ma in due giorni separati da decenni.

Nell'immagine storica, scattata nel 1974 negli uffici ESO a Santiago del Chile, è possibile vedere Albrecht, penna in mano, chino sui codici di fronte a un telescrivente. Stava lavorando ad un software per lo scanner spettrico montato sul telescopio ESO da 1 metro [1], posizionato all'osservatorio di La Silla. Questo ingombrante computer, con un processore da 16 kilobyte (!) di memoria interna, immagazzina i risultati delle osservazioni su un nastro magnetico, pronto per essere processato dagli astronomi. Per gestire i file su nastro, che erano più grandi rispetto alla memoria disponibile, Albrecht sviluppò un sistema di memoria virtuale, che contribuì al Hewlett Packard Software Center.

La foto odierna mostra Albrecht nel Data Center nel quartier generale ESO in Garching bei München, in Germana, centro dati che archivia e distribuisce le informazioni provenienti dai telescopi ESO. Albrecht è di fronte ad uno scaffale contenente un sistema con 40 nuclei di processori, con una capacità di memoria di 138 terabyte e 83 gigabyte di RAM -- più di 5 milioni di volte della macchina da lui utilizzata del 1974! Addirittura il tablet computer che tiene in mano supera la capacità del vecchio apparecchio, e fornisce un alternativa moderna a carta e penna.

Durante gli anni, i sistemi informatici ESO si sono sviluppati per contenere il flusso continuo di dati provenienti dai telescopi, il miglioramento dei telescopi, detector e della tecnologia dei computer ha portato al fatto che ora i telescopi producono un enorme quantità di immagini, spettri e cataloghi. Per esempio i due telescopi sul Paranal, il VST e il VISTA insieme producono oltre 100 terabyte di dati all'anno. Siamo molto lontani dai giorni dei nastri magnetici e dei 16 kilobyte di memoria!

Notes

[1] Il telescopio ESO da 1 metro è stato disattivato nel 1994


28 maggio 2012

La Via Lattea Australe Sopra ALMA

L'ambasciatore fotografo ESO Babak Tafreshi ha scattato questa impressionante foto delle antenne del Atacama Large Millimeter/submillimeter Array (ALMA), rivolte allo splendore della via Lattea. La ricchezza del cielo in questa immagine dimostra le superlative condizioni per l'osservazione del cielo notturno sull'altopiano ad oltre 5000 metri d'altezza del Chajnantor, nella regione di Atacama in Cile.

La visuale mostra la costellazione di Carina e della Vela. Le scure ed evanescenti nubi della via Lattea occupano il cielo in diagonale dall'angolo sinistro all'angolo destro dell'immagine. La stella arancione e brillante in alto a sinistra è chiamata Suhail, nella costellazione della Vela, mentre la stella simile nella parte centrale è Avior, nella costellazione di Carina. Delle tre stelle blu brillante poste fra loro, le due a destra appartengono alla costellazione Vela, e l'altra a Carina. Ed esattamente al centro, sotto queste tre stelle è chiaramente visibile il bagliore rosato della nebulosa Carina (eso1208).

ESO, l'ente europeo partecipante al progetto ALMA, è il fornitore di 25 delle 66 antenne che andranno a formare il complesso una volta terminato. Le due antenne vicine alla fotocamera, dove guardando attentamente si possono leggere le scritte "DA-43" e "DA-41", sono gli esempi di queste antenne europee. La costruzione di ALMA sarà completata nel 2013, ma i telescopi della schiera parziale di antenne sono già in azione, fornendo informazioni e facendo osservazioni scentifiche.

Babak è anche il fondatore de "The World At Night", un programma finalizzato alla creazione e all'esposizione di fotografie mozzafiato scattate nei siti più belli e antichi del mondo su uno sfondo notturno di stelle, pianeti e eventi celesti.

ALMA, una struttura internazionale è frutto della della collaborazione di Europa, Nord America, Est Asia e Reppublica del Cile. ESO si rende ambasciatrice per l'Europa come il National Radio Astronomy Observatory (NRAO) lo è per il Nord America e il National Astronomical Observatory of Japan (NAOJ)  per l'Est Asia. Assieme queste organizzazioni formano il Joint ALMA Observatory (JAO), controllando e commissionando le operazioni riguardanti ALMA.


21 maggio 2012

Penitenti di ghiaccio al chiaro di luna sul Chajnantor

Babak Tafreshi, uno degli ambasciatori fotografi ESO, ha catturato questo curioso fenomento sull'altopiano del Chajnantor, casa del Atacama Large Millimeter/Submillimeter Array (ALMA).

Queste curiose formazioni di ghiaccio e neve sono conosciute come"i penitenti" sono illuminate dalla luce della luna, visibile sulla destra della fotografia. Sulla sinistra, alte nel cielo si possono vedere la Grande e la Piccola Nube di Magellano, mentre la rossastra Carina Nebula può essere vista a sinistra appena sopra l'orizzonte.

I penitenti sono meraviglie naturali che si possono trovare in regioni con grandi altitudini, come le Ande cilene, che in media superano i 4000 metri sul livello del mare. I penitenti sono sottili punte di ghiaccio o neve indurita, solitamente si formano in grossi gruppi, e puntano al Sole. Raggiungono altezze che variano da pochi centimetri, ricordando l'erba bassa, a cinque metri, dando l'impressione di una foresta di ghiaccio in mezzo al deserto.

I dettagli precisi del meccanismo con cui si formano i penitenti sono ancora misteriosi, per anni le popolazioni andine hanno creduto che i penitenti fossero il risultato dei forti venti che spazzano la zona. Ma i venti hanno solo una piccola parte nella formazione di questi pinnacoli ghiacciati. Oggigiorno è ritenuto che siano la combinazione di vari fenomeni fisici.

Il processo inizia quando la luce del sole irradia la superfice della neve. A causa delle aride condizioni climatiche in questi luochi desertici, il ghiaccio sublima anzi di sciogliersi -- passa da solido a gas senza sciogliersi. I solchi nella superficie del ghiaccio catturano la luce solare riflessa, causando la sublimazione anche nelle parti più profonde, senza questa sublimazione la temperatura e l'umidità aumenterebbero, causando lo scioglimento. Questo fattore positivo accellera la crescita di queste caratteristiche strutture.

Queste statue ghiacciate prendono il nome dai cappelli appuntiti dei "nazarenos", membri di una fratellanza che nel periodo di Pasqua partecipano ad una processione attorno al mondo, non è difficile immaginare queste strutture come un raduno di monaci radunati sotto la luce lunare.

Questa fotografia è stata scattata dalla strada verso il complesso ALMA. L'osservatorio, che ha cominciato l'operazione Early Science il 30 Settembre 2011, una volta ultimato consisterà in un complesso di 66 antenne ad alta precisione che lavoreranno insieme come un singolo enorme telescopio.

ALMA, una struttura internazionale è frutto della della collaborazione di Europa, Nord America, Est Asia e Reppublica del Cile. ESO si rende ambasciatrice per l'Europa come il National Radio Astronomy Observatory (NRAO) lo è per il Nord America e il National Astronomical Observatory of Japan (NAOJ)  per l'Est Asia. Assieme queste organizzazioni formano il Joint ALMA Observatory (JAO), controllando e commissionando le operazioni riguardanti ALMA.

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