Immagine della settimana

18 giugno 2012

Il laser di Yepun e le Nubi di Magellano

Uno dei maggiori nemici dell'astronomo è l'atmosfera terrestre, che fa in modo che gli oggetti nel cosmo appaiano sfocati quando osservati da telescopi con base a terra. Per contrastare ciò, gli astronomi usano una tecnica chiamata ottica adattiva, nella quale specchi mobili controllati da un computer sono aggiustati e spostati centinaia di volte al secondo per correggere le distorsioni create dall'atmosfera.

Questa spettacolare immagine mostra Yepun [1], la quarta Unità Telescopica del Very Large Telescope, mentre manda un potente fascio laser verso il cielo. Questo fascio crea un punto luminoso -- una stella artificiale -- nell'atmosfera terrestre eccitando gli strati di atomi di sodio posti ad un altitudine di 90 km. Questa Laser Guide Star (LGS) è parte del sistema ottico adattabile del VLT. La luce di ritorno dalla stella artificiale è usata come punto di riferimento per variare la posizione degli specchio mobili e  rimuovere gli effetti della deformazione atmosferica, producendo immagini astronomiche quasi nitide come quelle prodotte da telescopi spaziali.

Il laser di Yopun non è l'unica presenza brillante nell'oscurità. La Grande nube di Magellano e la Piccola Nube di Magellano sono visibili sulla destra e sulla sinistra del fascio di laser. Queste irregolari galassie nane sono ben visibili nel cielo australe anche a occhio nudo. La stella molto brillante alla sinistra della Grande Nube di Magellano è Canopus, la stella più brillante della costellazione Carina, mentre l'altra stella nell'angolo in alto a destra è Achernar, la stella più brillante nella costellazione di Eridanus

Questa immagine è stata scattata da Babak Tafreshi, un ambasciatore fotografo ESO

Notes

[1] Le quattro Unità Telescopiche prendono il nome da diversi oggetti celesti nel linguaggio indigeno Mapuche, il Mapudungun. Le Unità Telescopiche sono chiamate: Untu (UT1; The Sun); Kueyen (UT2; The Moon); Melipal (UT3; la Croce del Sud) e Yepun (UT4; Venus)

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11 giugno 2012

La via Lattea in cascata

Molti scatti astronomici catturano la bellezza mozzafiato del cielo, e questo non fa eccezione. Comunque, in questo panorama c'è qualcosa di inusuale. Dietro al Very Large Telescope ESO (VLT), due flussi di stelle sembrano scendere come una cascata o, anche, salire al cielo come delle colonne di fumo. Questo perchè questa foto panoramica cattura l'intera cupola del cielo, dallo zenith all'orizzonte a 360 gradi. Questi due flussi sono a dire il vero parte di una sola fascia, facente parte della nostra galassia, la via Lattea che attraversa il cielo da orizzonte a orizzonte. Mentre "scavalca" il cielo, sembra diffondersi per tutta la lunghezza del lato superiore della foto, a causa della distorsione che è stata necessaria per  comprimere la cupola del cielo in un immagine piatta e rettangolare.

Per comprendere questa immagine, immaginate che il lato sinistro sia attaccato al lato destro, creando un cerchio attorno a voi, e il lato superiore sia attaccato attorno ad un singolo punto, questo includerebbe l'intera cupola del cielo sopra di voi.

Sulla sinistra dell'immagine, la silhouette della manica a vento dell'osservatorio, posizionata su un palo è visibile. Sulla sinistra della manica a vento si vede il bagliore della Nube di Magellano Piccola, una galassia vicina alla nostra. Alla destra è visibile il bagliore rossastro della nebulosa Carina. Sopra essa si trova la scura nebulosa Coalsack, vicina alla Croce del Sud, e poco più in alto si vedono due stelle luminose, Alpha e Beta Centauri. I quattro alti edifici nell'immagine ospitano le Unità Telescopiche da 8.2 metri di diametro (UTs) del VLT. In mezzo a loro sulla destra si vede il VLT Survey Telescope, infine sulla destra dell'immagine è visibile Venere splendere appena sopra l'orizzonte.

Questo scatto panoramico, che non mostra solo il VLT sulla punta del Cerro Paranal ma anche i bellissimi cieli che l'osservatorio studia, è stato scattato dal fotografo ambasciatore ESO Serge Brunier. Come la rivoluzionaria tecnologia del VLT ci apre gli occhi sull'Universo, le avanzate tecniche fotografiche di Serge  catturano un intero emisfero del cielo in uno scatto -- mostrandoci una superficie molto più ampia di quella che potremmo vedere in una sola occhiata.

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04 giugno 2012

Le risorse informatiche all'ESO durante gli anni — L'incredibile progresso della tecnologia

L'ESO compie cinquant'anni quest'anno, e per celebrare questo importante anniversario, vi mostreremo scorci della nostra storia. Una volta al mese per tutto il 2012, un'Immagine della Settimana (Picture of the Week) speciale, della serie "Passato e Presente" (Then and Now) mostra come le cose sono cambiate nei decenni nei siti della Silla e di Paranal, negli uffici dell'ESO a Santiago del Cile e nel quartier generale dell'ESO a Garching bei München, Germania.

La nostra coppia di fotografie questo mese mostra come le risorse informatiche a disposizione dell'ESO siano cambiate profondamente durante gli anni. Entrambe le fotografie mostrano l'astronomo austriaco Rudi Albrecht di fronte alle unità informatiche ESO, ma in due giorni separati da decenni.

Nell'immagine storica, scattata nel 1974 negli uffici ESO a Santiago del Chile, è possibile vedere Albrecht, penna in mano, chino sui codici di fronte a un telescrivente. Stava lavorando ad un software per lo scanner spettrico montato sul telescopio ESO da 1 metro [1], posizionato all'osservatorio di La Silla. Questo ingombrante computer, con un processore da 16 kilobyte (!) di memoria interna, immagazzina i risultati delle osservazioni su un nastro magnetico, pronto per essere processato dagli astronomi. Per gestire i file su nastro, che erano più grandi rispetto alla memoria disponibile, Albrecht sviluppò un sistema di memoria virtuale, che contribuì al Hewlett Packard Software Center.

La foto odierna mostra Albrecht nel Data Center nel quartier generale ESO in Garching bei München, in Germana, centro dati che archivia e distribuisce le informazioni provenienti dai telescopi ESO. Albrecht è di fronte ad uno scaffale contenente un sistema con 40 nuclei di processori, con una capacità di memoria di 138 terabyte e 83 gigabyte di RAM -- più di 5 milioni di volte della macchina da lui utilizzata del 1974! Addirittura il tablet computer che tiene in mano supera la capacità del vecchio apparecchio, e fornisce un alternativa moderna a carta e penna.

Durante gli anni, i sistemi informatici ESO si sono sviluppati per contenere il flusso continuo di dati provenienti dai telescopi, il miglioramento dei telescopi, detector e della tecnologia dei computer ha portato al fatto che ora i telescopi producono un enorme quantità di immagini, spettri e cataloghi. Per esempio i due telescopi sul Paranal, il VST e il VISTA insieme producono oltre 100 terabyte di dati all'anno. Siamo molto lontani dai giorni dei nastri magnetici e dei 16 kilobyte di memoria!

Notes

[1] Il telescopio ESO da 1 metro è stato disattivato nel 1994


28 maggio 2012

La Via Lattea Australe Sopra ALMA

L'ambasciatore fotografo ESO Babak Tafreshi ha scattato questa impressionante foto delle antenne del Atacama Large Millimeter/submillimeter Array (ALMA), rivolte allo splendore della via Lattea. La ricchezza del cielo in questa immagine dimostra le superlative condizioni per l'osservazione del cielo notturno sull'altopiano ad oltre 5000 metri d'altezza del Chajnantor, nella regione di Atacama in Cile.

La visuale mostra la costellazione di Carina e della Vela. Le scure ed evanescenti nubi della via Lattea occupano il cielo in diagonale dall'angolo sinistro all'angolo destro dell'immagine. La stella arancione e brillante in alto a sinistra è chiamata Suhail, nella costellazione della Vela, mentre la stella simile nella parte centrale è Avior, nella costellazione di Carina. Delle tre stelle blu brillante poste fra loro, le due a destra appartengono alla costellazione Vela, e l'altra a Carina. Ed esattamente al centro, sotto queste tre stelle è chiaramente visibile il bagliore rosato della nebulosa Carina (eso1208).

ESO, l'ente europeo partecipante al progetto ALMA, è il fornitore di 25 delle 66 antenne che andranno a formare il complesso una volta terminato. Le due antenne vicine alla fotocamera, dove guardando attentamente si possono leggere le scritte "DA-43" e "DA-41", sono gli esempi di queste antenne europee. La costruzione di ALMA sarà completata nel 2013, ma i telescopi della schiera parziale di antenne sono già in azione, fornendo informazioni e facendo osservazioni scentifiche.

Babak è anche il fondatore de "The World At Night", un programma finalizzato alla creazione e all'esposizione di fotografie mozzafiato scattate nei siti più belli e antichi del mondo su uno sfondo notturno di stelle, pianeti e eventi celesti.

ALMA, una struttura internazionale è frutto della della collaborazione di Europa, Nord America, Est Asia e Reppublica del Cile. ESO si rende ambasciatrice per l'Europa come il National Radio Astronomy Observatory (NRAO) lo è per il Nord America e il National Astronomical Observatory of Japan (NAOJ)  per l'Est Asia. Assieme queste organizzazioni formano il Joint ALMA Observatory (JAO), controllando e commissionando le operazioni riguardanti ALMA.


21 maggio 2012

Penitenti di ghiaccio al chiaro di luna sul Chajnantor

Babak Tafreshi, uno degli ambasciatori fotografi ESO, ha catturato questo curioso fenomento sull'altopiano del Chajnantor, casa del Atacama Large Millimeter/Submillimeter Array (ALMA).

Queste curiose formazioni di ghiaccio e neve sono conosciute come"i penitenti" sono illuminate dalla luce della luna, visibile sulla destra della fotografia. Sulla sinistra, alte nel cielo si possono vedere la Grande e la Piccola Nube di Magellano, mentre la rossastra Carina Nebula può essere vista a sinistra appena sopra l'orizzonte.

I penitenti sono meraviglie naturali che si possono trovare in regioni con grandi altitudini, come le Ande cilene, che in media superano i 4000 metri sul livello del mare. I penitenti sono sottili punte di ghiaccio o neve indurita, solitamente si formano in grossi gruppi, e puntano al Sole. Raggiungono altezze che variano da pochi centimetri, ricordando l'erba bassa, a cinque metri, dando l'impressione di una foresta di ghiaccio in mezzo al deserto.

I dettagli precisi del meccanismo con cui si formano i penitenti sono ancora misteriosi, per anni le popolazioni andine hanno creduto che i penitenti fossero il risultato dei forti venti che spazzano la zona. Ma i venti hanno solo una piccola parte nella formazione di questi pinnacoli ghiacciati. Oggigiorno è ritenuto che siano la combinazione di vari fenomeni fisici.

Il processo inizia quando la luce del sole irradia la superfice della neve. A causa delle aride condizioni climatiche in questi luochi desertici, il ghiaccio sublima anzi di sciogliersi -- passa da solido a gas senza sciogliersi. I solchi nella superficie del ghiaccio catturano la luce solare riflessa, causando la sublimazione anche nelle parti più profonde, senza questa sublimazione la temperatura e l'umidità aumenterebbero, causando lo scioglimento. Questo fattore positivo accellera la crescita di queste caratteristiche strutture.

Queste statue ghiacciate prendono il nome dai cappelli appuntiti dei "nazarenos", membri di una fratellanza che nel periodo di Pasqua partecipano ad una processione attorno al mondo, non è difficile immaginare queste strutture come un raduno di monaci radunati sotto la luce lunare.

Questa fotografia è stata scattata dalla strada verso il complesso ALMA. L'osservatorio, che ha cominciato l'operazione Early Science il 30 Settembre 2011, una volta ultimato consisterà in un complesso di 66 antenne ad alta precisione che lavoreranno insieme come un singolo enorme telescopio.

ALMA, una struttura internazionale è frutto della della collaborazione di Europa, Nord America, Est Asia e Reppublica del Cile. ESO si rende ambasciatrice per l'Europa come il National Radio Astronomy Observatory (NRAO) lo è per il Nord America e il National Astronomical Observatory of Japan (NAOJ)  per l'Est Asia. Assieme queste organizzazioni formano il Joint ALMA Observatory (JAO), controllando e commissionando le operazioni riguardanti ALMA.

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14 maggio 2012

Preparando il VLT per immagini ancora più nitide

Questa immagine mostra una delle unità Telescopiche (UT4) del Very Large Telescope (VLT) di proprietà ESO, tenuta momentaneamente "prigioniera" dagli ingegneri ESO. Circondata temporaneamente da una gabbia di impalcature, nell'ambito dei preparativi per il nuovo strumento Adaptive Optics (AOF). Questo progetto convertirà l'UT4 in un telescopio completamente adattabile. L'AOF correggerà la sfocatura data dall'atmosfera della Terra e permetterà agli strumenti HAWK-I e MUSE di ottenere immagini molto più nitide.

Molti nuovi componenti son stati aggiunti al UT4 oltre l'AOF, e fra questi si trova il Deformable Secondary Mirror (DSM), uno specchio da 1.1 metri di diametro ma da solo 2 millimetri di spessore. Questo specchio è abbastanza sottile da essere deformato più facilmente da oltre un migliaio di azionatori per più di mille volte al secondo, al fine di minimizzare le distorsioni date dall'atmosfera terrestre. Il DSM è il più grande specchio adattabile prodotto fino adesso (ann12015). Un altro elemento vitale è la Four Laser Guide Star Facility (4LGSF)- quattro telescopi speciali che sparano fasci concentrati di laser nell'atmosfera per creare stelle artificiali [1] (ann12012). Infine, i moduli ottici adattabili GRAAL e GALACSI saranno responsabili dell'analisi della luce di ritorno dalle stelle artificiali create dal laser.

L'immagine mostra un ingegnere ESO supervisionare il lavoro sul UT4. Per permettere il pieno accesso alla struttura, lo specchio primario è stato temporaneamente spostato, tubi e cavi sono stati rimossi e sostituiti. Staffe di montaggio sono state aggiunte in previsione dell'istallazione dei quadri elettrici e dei telescopi del 4LGSF.

Notes

[1] Il laser eccita gli stati di atomi di sodio all'altezza di 90 kilometri nell'atmosfera, facendoli brillare come stelle artificiali.


07 maggio 2012

Tre telescopi molto differenti a La Silla

L'ESO compie cinquant'anni quest'anno, e per celebrare questo importante anniversario, vi mostreremo scorci della nostra storia. Una volta al mese per tutto il 2012, un'Immagine della Settimana (Picture of the Week) speciale, della serie "Passato e Presente" (Then and Now) mostra come le cose sono cambiate nei decenni nei siti della Silla e di Paranal, negli uffici dell'ESO a Santiago del Cile e nel quartier generale dell'ESO a Garching bei München, Germania.

Queste due fotografie sono state scattate sul picco più alto del La Silla, ad un altitudine di 2400 metri ai confini del deserto cileno di Atacama. L'osservatorio La Silla è stato il primo di proprietà ESO. La foto storica, scattata nel 1975, mostra alcuni dei camion e dei mezzi usati per la costruzione della cupola del telescopio da 3.6 metri ESO, già in costruzione alle spalle del fotografo. Sulla sinistra si vedono le cisterne d'acqua del sito.

Nella fotografia moderna, sono visibili tre nuovi telescopi, molto diversi uno dall'altro. Alla sinistra delle cisterne per l'acqua si vede il New Technology Telescope (NTT) di proprietà ESO, in attività dal 23 Marzo 1989. Questo telescopio da 3.58 metri è stato il primo ad avere un sistema di specchi controllato da un computer, che li posiziona in modo da ottimizzare la qualità delle immagini. L'edificio ottagonale che ospita l'NTT è un altra innovazione tecnologica, ventilato da un sistema di aerazione che fa in modo che l'aria circoli in modo fluido attorno agli specchi, riducendo le turbolenze e permettendo di avere immagini più nitide.

Alla destra del NTT si trova il telescopio svizzero Leonhard Euler Telescope da 1.2 metre, il quale ha una cupola più tradizionale ed è gestito dall'Osservatorio di Ginevra presso Università di Ginevra, in Svizzera. Messo in funzione il 12 Aprile 1998, è utilizzato per la ricerca di exopianeti nel cielo australe; la sua prima scoperta è stata un pianeta in orbita attorno alla stella Gliese 86 (vedi eso9855). Il telescopio osserva anche stelle variabili, fasci di raggi Gamma e Galassie attive.

In fondo a destra si trova un edificio chiamato "Il Sargofago", edificio che ospita il TAROT (Tèlescope à Action Rapide pour les Objets Transitoires, o Telescopio ad Azione Rapida per Oggetti Transitori), in azione su La Silla dal 15 Settembre 2006. Questo telescopio robotico da 25 centimetri, molto rapido e relativamente piccolo, reagisce molto velocemente alle segnalazioni da parte dei satelliti sui raggi di lampi gamma, per individuare questi eventi spettacolari ma molto sfuggenti.

L'NTT è coordinato dall'ESO, mentre il telescopio Leonhard Euler e il TAROT sono fra i telescopi nazionali ospitati a La Silla. Ancora oggi, dopo quasi 40 anni dalla sua inaugurazione, La Silla resta un sito all'avanguardia nel campo dell'astronomia.

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30 aprile 2012

Sole, Luna e Telescopi sopra al Deserto

La bellezza da altro mondo del deserto cileno di Atacama, casa del Very Large Telescope (VLT) di proprietà ESO, si snoda per tutto l'orizzonte in questa foto panoramica. Sul Cerro Paranal, il picco più alto al centro di questa immagine, si trovano le quattro enormi unità del VLT, ognuna delle quali è dotata di uno specchio da 8.2 metri. Sul picco del Cerro Paranal, sulla sinistra, si trova il telescopio VISTA. Questo telescopio da 4.1 metri scruta il cielo alla ricerca di obbiettivi interessanti che saranno poi studiati nel dettagli dal VLT e dagli altri telescopi di terra.

La regione offre le migliori condizioni per quanto riguarda l'osservazione del cielo notturno. Sulla destra di questa panoramica da 360 gradi, il Sole sta tramontando sull' Oceano Pacifico, lanciando lunghe ombre sul paesaggio montuoso. Sulla sinistra la Luna risplende del cielo. Presto l'osservazione del cielo notturno comincerà.

Questa fantastica foto panoramica è stata scattata da Serge Brunier, Ambasciatore fotografo ESO. È una delle varie foto, con cui sa mettere in soggezione lo spettatore, scattate nei siti ESO, che ritraggono gli osservatori,i fantastici panorami e lo splendore dei cieli che li sovrastano.

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23 aprile 2012

La Luna e l'Arco della via Lattea

L'ambasciatore fotografo ESO Stèphane Guisard ha catturato questo panaroma mozzafiato dal sito dell'ALMA, l'Atacama Millimeter/Submillimeter Array nelle ande Cilene. L'altopiano a 5000 metri d'altezza e dalla condizione climatica estremamente secca offre il sito perfetto per questo telescopio, la cui utilità è di studiare la luce proveniente dall'Universo in onde millimetriche e submillimetriche.

Le numerose parabole giganti dominano il centro dell'immagine. Quando ALMA sarà completato, avrà ben 54 di queste parabole dal diametro di 12 metri. Sopra la schiera di parabole l'arco formato dalla via Lattea agisce da splendente sfondo. Quando la foto panoramica è stata scattata, la luna stava costeggiando l'arco formato dalla via Lattea, irradiando le parabole di un lugubre bagliore. Le Nubi di Magellano Grande e Piccola, le più grandi delle galassie nane orbitanti la via Lattea, appaiono come due chiazze luminose nel cielo. Una meteora molto luminosa sta passando accando alla Nube di Magellano Piccola.

ALMA, una struttura internazionale è frutto della della collaborazione di Europa, Nord America, Est Asia e Reppublica del Cile. ESO si rende ambasciatrice per l'Europa come il National Radio Astronomy Observatory (NRAO) lo è per il Nord America e il National Astronomical Observatory of Japan (NAOJ)  per l'Est Asia. Assieme queste organizzazioni formano il Joint ALMA Observatory (JAO), controllando e commissionando le operazioni riguardanti ALMA.

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16 aprile 2012

APEX, la sentinella sul Chajnantor

Il telescopio Atacama Pathfinder Experiment (APEX) osserva il cielo durante una notte illuminata dalla luce lunare sul Chajnantor, uno degli osservatori situati più in alto ed a una condizione atmosferica secchissima. Tesori astronomici riempiono il cielo sopra il telescopio, testimonianza delle eccellenti condizioni offerte da questo sito nella regione di Atacama, in Cile.

Una delle luminose stelle sulla sinistra è parte della coda della costellazione dello Scorpius (Scorpione). Il "pungiglione" dello scorpione è rappresentato da due stelle brillanti e particolarmente vicine fra loro, attraverso il cielo e somigliante a una striscia di nuvole luminose  si vede la via Lattea.

In mezzo alla costellazione dello Scorpione e, sulla destra, del Sagittario, si può vedere un raggruppamento di stelle. Questo è chiamato Messier 7, detto anche Gruppo di Ptolemy. Sotto e leggermente a destra di Messier 7 si trova il gruppo di Butterfly, Messier 6. Più a destra, più in alto, proprio al limite della parabola APEX, si nota una nuvola leggera e luminosa. Questa è la famosa nebulosa Lagoon (vedi eso0936 per ulteriori informazioni)

Con una parabola principale da 12 metri di diametro, l'APEX è il più grande telescopio a onda submillimetrica con una singola parabola operativo nell'emisfero australe. Ma l'APEX sta solo aprendo la strada al più grande osservatorio submillimetrico al mondo, the Atacama Large Millimeter/Submillimeter Array (ALMA), il quale sarà completato nel 2013 (vedi eso1137). L'APEX condividerà lo spazio con le 66 antenne dell'ALMA sull'altopiano del Chajnantor a oltre 5000 metri d'altezza sulle montagne cilene. Il telescopio APEX è basato su un prototipo di antenna costruito per il progetto ALMA, e troverà molti bersagli che l'ALMA sarà in grado si studiare in dettaglio.

Il fotografo ambasciatore Babak Tafreshi ha scattato questa foto panoramica usando un teleobiettivo. Babak è anche il fondatore de "The World At Night", un programma finalizzato alla creazione e all'esposizione di fotografie mozzafiato scattate nei siti più belli e antichi del mondo su uno sfondo notturno di stelle, pianeti e eventi celesti.

Altre Informazioni

Il telescopio APEX è frutto della collaborazione dell'Istituto Max-Planck per la radio astronomia (MPIfR) e dell'Osservatorio Spaziale Onsala (OSO), con l'ESO come ente affidatario delle attività del telescopio.

ALMA, una struttura internazionale è frutto della della collaborazione di Europa, Nord America, Est Asia e Reppublica del Cile. ESO si rende ambasciatrice per l'Europa come il National Radio Astronomy Observatory (NRAO) lo è per il Nord America e il National Astronomical Observatory of Japan (NAOJ)  per l'Est Asia. Assieme queste organizzazioni formano il Joint ALMA Observatory (JAO), controllando e commissionando le operazioni riguardanti ALMA.

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09 aprile 2012

Attorno al Chajnantor — Un panorama da 360 gradi

Nonostante Cerro Chico raggiunga un altitudine di 5300 metri sul livello del mare, è solo una piccola montagna nel magnifico massiccio delle Ande. Infatti il suo nome significa semplicemente "piccola montagna" in Spagnolo. Comunque, a causa della sua posizione sull'altopiano del Chajnantor, la cima del Cerro Chico offre un punto panoramico eccellente e relativamente facile da raggiungere.

Questa foto panoramica a 360 gradi ha il fulcro a Nord-Est, dove è possibile vedere i vulcani più alti -- gran parte dei quali raggiunge l'altitudine di 5500 metri -- Al centro dell'inquadratura si trova il Cerro Chajnantor, a destra sull'altopiano si trova il telescopio Atacama Pathfinder Experiment (APEX), con alle spalle il Cerro Chascon. Più a destra, in direzione Sud-Est l'altopiano del Chajnantor è quasi del tutto visibile. In aggiunta al telescopio APEX, tre telescopi del complesso ALMA (Atacama LArge Millimeter/Submillimeter Array) sono visibili a destra. Ne sono stati aggiunti molti altri da quando questa foto è stata scattata.

Sulla sinistra del Cerro Chajnantor si trovo il Cerro Toco, più a sinistra a Nord-Ovest si vedono le forme coniche dei vulcani Lincancabur.

Sull'altopiano del Chajnantor, a 5000 metri di altitudine, l'aria è così rarefatta e secca che sembra non riempire mai i polmoni. Grazie a queste condizioni estreme, le radiazioni millimetriche e submillimetriche provenienti dall'Universo possono passare attraverso all'atmosfera terrestre sopra il sito, e essere captate da terra con i sensibili telescopi come l'ALMA e l'APEX.

L'APEX è frutto della collaborazione fra l'istituto Max Planck per la radio astronomia (MPIfR), l'Osservatorio Spaziale Onsala (OSO) e l'ESO. Questo telescopio è però operato dall'ESO.

ALMA, una struttura internazionale è frutto della della collaborazione di Europa, Nord America, Est Asia e Reppublica del Cile. ESO si rende ambasciatrice per l'Europa come il National Radio Astronomy Observatory (NRAO) lo è per il Nord America e il National Astronomical Observatory of Japan (NAOJ)  per l'Est Asia. Assieme queste organizzazioni formano il Joint ALMA Observatory (JAO), commissionando, controllando e commissionando le operazioni riguardanti ALMA.

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02 aprile 2012

La Silla, La prima casa per i telescopi ESO -- Passato e Presente

L'ESO compie cinquant'anni quest'anno, e per celebrare questo importante anniversario, vi mostreremo scorci della nostra storia. Una volta al mese per tutto il 2012, un'Immagine della Settimana (Picture of the Week) speciale, della serie "Passato e Presente" (Then and Now) mostra come le cose sono cambiate nei decenni nei siti della Silla e di Paranal, negli uffici dell'ESO a Santiago del Cile e nel quartier generale dell'ESO a Garching bei München, Germania.

L'immagine storica è stata scattata attorno agli anni '70 dai dormitori de La Silla, situati più in basso sulla montagna delle cupole dei telescopi. La foto guarda al punto più alto della montagna, dalla sinistra. La struttura metallica visibile accanto al picco non è un telescopio, ma una cisterna d'acqua per il sito. La cupola bianca in centro all'immagine appartiene al telescopio Schmidt da 1 metro, che ha cominciato a lavorare nel Febbraio 1972. Sull'estrema destra dell'immagine si vede l'altro telescopio ESO da 1 metro, appena individuabile oltre alla cresta collinare, e a sinistra si può vedere il telescopio Grand Prisme Objectif

Nella foto odierna, il dormitorio rimane, ma è stato ampliato durante le decadi, ma il più grande cambiamento è visibile sul picco sinistro de La Silla. Nel punto più alto si trovano il telescopio ESO da 3.6 metri, operativo dal novembre 1976 e ancora in uso. questo telescopio monta l'HARPS, il cacciatore di exoplaneti (vedi eso1134 e eso1214 per risultati recenti). Il telescopio da 3.6 metri incoronò La Silla, essendo il più grande e tecnologicamente avanzato telescopio sul sito. La cupola più piccola visibile di fronte al telescopio da 3.6 metri è il Telescopio Ausiliario Coudè, complementare al suo vicino.

Alla destra del 3.6-metri si trova il New Technlogy Telescope (NTT) da 3.58 metri, riconoscibile dalla forma squadrata. L'NTT che ha iniziato ad operare nel 1989, fu il primo ad utilizzare uno specchio controllato da computer, fu il precursore del Very Large Telescope, e fu usato anche per testare nuove tecnologie destinate poi a futuri apparecchi.

Anche oggi, La Silla resta un osservatorio molto attivo dove molte scoperte importanti vengono fatte. Sia l'NTT e il telescopio da 3.6metri hanno aiutato la ricerca astronomica e la scoperta dell'accellerazione dell'espansione dell'Universo -- scoperta valsa un Nobel per la fisica nel 2011.

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26 marzo 2012

Avreste voluto esserci?

Il fotografo francese Serge Brunier --uno dei fotografi ambasciatori ESO-- ha creato questo panorama a 360 gradi sull'altopiano del Chajnantor nel deserto di Atacama, dove ALMA, l'Atacama Large Millimeter/Submillimeter Array è in fase di costruzione.

La proiezione panoramica ha leggermente deformato la forma delle antenne ALMA, ma da veramente l'impressione che si avrebbe a stare in mezzo a questo impressionante nuovo laboratorio. La panoramica a 360 gradi mostra anche la completa isolazione in cui si trova l'altopiano Chajnantor; ad un altitudine di 5000 metri, l'orizzonte è praticamente del tutto sgombro, tranne per il picco di qualche vicina montagna.

Nonostante la costruzione di un complesso di telescopi così ambizioso in una terra così remota sia un progetto molto impegnativo, l'alta altitudine è perfetta per l'astronomia submillimetrica. Questo perchè il vapore acqueo nell'atmosfera assorbirebbe parte delle radiazioni submillimetriche, ma l'aria è molto più secca nei siti ad elevate altitudini come l'Chajnantor.

L'ALMA cominciò la sua prima osservazione scientifica il 30 Settembre 2011 con la schiera di antenne ancora parziale. Quando l'osservatorio sarà completo, l'impressionante vista di cinquanta antenne da 12 metri --come anche schiere di antenne più piccole, quattro da 12 metri e 12 da 7 metri-- renderà questo panorama isolato meno vuoto. Nel frattempo le fotografie come questa documentano i progressi di questa tecnologia futuristica.

ALMA, una struttura internazionale è frutto della della collaborazione di Europa, Nord America, Est Asia e Reppublica del Cile. ESO si rende ambasciatrice per l'Europa come il National Radio Astronomy Observatory (NRAO) lo è per il Nord America e il National Astronomical Observatory of Japan (NAOJ)  per l'Est Asia. Assieme queste organizzazioni formano il Joint ALMA Observatory (JAO), commissionando, controllando e commissionando le operazioni riguardanti ALMA.

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19 marzo 2012

Il VLT a caccia del leone

Il Very Large Telescope ha catturato un altro membro del gruppo di galassie chiamato Leo I, nella costellazione di Leo (Leone). La galassia Messier 95 si mostra fieramente faccia a faccia con l'obbiettivo, offrendoci una vista ideale della sua struttura spirale. Le braccia formano un cerchio praticamente perfetto attorno al centro galattico prima di diramarsi, creando con così un effetto a criniera di cui anche un leone sarebbe fiero.

Un altra impressionante caratteristica di Messier 95 è il suo nucleo d'oro ardente. Esso contiene anello stellare del diametro di quasi 2mila anni luce, dove la gran parte delle stelle della galassia vengono formate. Questo fenomeno occorre più spesso nelle galassie spirali barrate come Messier 95 e la nostra, la Via Lattea.

Rettifica! Per coincidenza Messier 95 è anche casa di una possibile supernova individuata il 17 Marzo 2012, i dettagli della scoperta sono consultabili qui. E un altra coincidenza è il fatto che sia la supernova che la galassia sono correntemente molto vicine a Marte, accanto le stelle della costellazione del Leone. Notare che le osservazioni utilizzate per questa Foto della Settimana furono fatte prima dell'apparizione della supernova, quindi in questa foto non è visibile.


12 marzo 2012

Una spolverata di neve sul deserto di Atacama

Le cupole del Very Large Telescope, situate sulla cima del Cerro Paranal, si crogiolano nel sole di un altro glorioso giorno senza nuvole. Ma qualcosa è diverso in questa immagine: un sottile strato di neve si è depositata sul paesaggio desertico. Non è qualcosa che si vede tutti i giorni, tutto il contrarrio infatti il deserto di Atacama è conosciuto per il numero quasi nullo di precipitazioni annue.

Molti fattori contribuiscono alle secche condizioni del deserto. Il massiccio delle Ande blocca le nuvole cariche di pioggia provenienti da Est, e il Massiccio Costiero Cileno da ovest. La fredda corrente Humbold in mare aperto crea un inversione d'aria fredda che impedisce alle nubi di formarsi. Una zona di alta pressione nel Sud-Est dell'Oceano Pacifico crea un circolo di venti, che a sua volta forma un anticiclone, che contribuisce a mantenere il clima della zona di Atacama molto secco. Grazie a tutti questi fattori, questa zona è riconosciuta come la più secca al mondo.

Sul Paranal, le precipitazioni annue misurano solitamente pochi millimetri, con il tasso di umidità spesso sotto la soglia del 10% e uno scarto di temperatura fra i -8 e i 25 gradi Celesius. Le secche condizioni del deserto di Atacama sono il fattore principale che ha spinto l'ESO a scegliere il deserto e in particolare Cerro Paranal come casa del Very Large Telescope. Mentre l'insolita nevicata ha interrotto per poco le secche condizioni del luogo, ha anche create una visuale di rara bellezza.

Questa foto è stata scattata dal fotografo ESO Stèphane Guisard il 1 Agosto 2011.

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27 febbraio 2012

Ruotare in azione

Il dinamismo del Very Large Telescope in azione è perfettamente catturato da questo insolito scatto, scattata subito dopo il tramonto quando il telescopio inizia a lavorare. Un esposizione statica da 26 secondi ha permesso al fotografo ESO Gerhard Hüdepohl di catturare il movimento della cupola, guardando attraverso l'apertura interna nel momento in cui l'apparecchio  comincia a ruotare. Le pareti girevoli della cupola sembrano un turbine in mezzo a cui è possibile intravedere in deserto di Atacama, mentre il cielo privo di nuvole offre uno sprazzo di fresco azzurro.

La struttura del telescopio, stazionaria nel centro dell'immagine, supporta uno specchio del diametro di 8.2 metri, progettato per immagazzinare luce dagli angoli dell'Universo. La cupola in sè è anche una meraviglia di ingegneria, muovendosi con estrema precisione e permettendo il controllo delle calde correnti d'aria che potrebbero disturbare le osservazioni.

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20 febbraio 2012

L'audace salita al Cerro Paranal

Le strutture ESO dell'Osservatorio Paranal, come anche la Residiencia, danno alle persone che lavorano al sito un riparo dalle aspre condizioni ambientali del deserto circostante. Inoltre offrono anche delle interessanti alternative a coloro che vogliono godersi la bellezza silenziosa e isolata del deserto di Atacama.

Fra queste alternative c'è la Star Track -la camminata delle stelle- che connette la Residencia con la piattaforma del Very Large Telescope (VLT), sul picco di 2600 metri del Cerro Paranal. Costruita nel 2001, la Star Track copre circa due kilometri di distanza, con un dislivello di 200 metri. L'ultima parte del percorso serpeggia sulla parte ovest della montagna, offrendo una vista unica.

Questa panoramica a 360 gradi trova come fulcro il Nord, quindi l'estrema destra e sinistra dell'immagine corrispondono al Sud. A Nord, si possono vedere la stanza di controllo del VLT e parte del Unit Telescope spuntare da una protuberanza del terreno che copre il resto della cima del Paranal. a Ovest, si vedono le nuvole sopra l'Oceano Pacifico, appena a 12 kilometri dal sito. A Est si scorgono la facciata e la cupola della Residencia

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13 febbraio 2012

Il cuore della Via Lattea

C'è molto da amare nell'astronomia, e -- in tempo per San Valentino -- la fotografa Julien Girard ci offre un esempio "dal cuore" in questa immagine. Un luminoso simbolo rosa d'amore appare fluttuante in contrasto sulla buia notte sopra l'Osservatorio del Paranal nel nord del Cile. Girard ha disegnato questo cuore in aria con l'aiuto di un laser durante l'esposizione da 25 secondi ad una macchina fotografica.

La regione centrale della Via Lattea sembra essere l'interno del cuore, mentre si strotola attraverso l'immagine. Le stelle della costellazione Corona Australis ( La corona del Sud) formano un luminoso arco di gioielli sulla cima della curva del cuore. La luminosità` diffusa a sinistra del cuore è causata dalla luce zodiacale, causata dall'illuminazione da parte del Sole delle polveri sospese nel sistema solare.

A destra sull'orizzonte, si vede il Very Large Telescope ESO (VLT), che appare sulla silouette del Cerro Paranal. La luce di una macchina che discende Cerro Paranal può essere vista sulla destra.

Julien Girard è un astronoma ESO che lavora al VLT, è una scienziata per le ottiche adattabili del NACO montate sull'unita 4 del Very Large Telescope. Ha caricato la sua foto sulla pagina Flickr dell'ESO, dove è stata scelta come immagine della settimana.

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30 gennaio 2012

Un ombra all'alba

In questa fotografia, scattata dal fotografo ESO Gianluca Lombardi, il Sole sto sorgendo e immergento il deserto cileno di Atacama di un familiare bagliore rossastro. Ma in questa immagine, risalente al 13 giugno 2011, ha anche catturato qualcosa fuori dall'ordinario: un ombra scura espandersi sull'orizzonte.

Gianluca scattò questa foto da Cerro Armazones, guardando a ovest. Armazones è la futura casa del più grande occhio dell'umanità sul cielo, l'European Extremely Large Telescope (E-ELT), il sole sorse dietro Gianluca al momento giusto per gettare una lunga ombra dall'alto dei 3060 metri d'altezza della montagna sull'atmosfera terrestre. L'ombra può essere vista raggiungere il vasto paesaggio del deserto, e continuare a sinistra dell'immagine.

La punta luminosa visibile sulla destra dell'immagine appartiene al Cerro Paranal, che raggiunge l'altitudine di 2600 metri, distante solo 20 kilometri da Cerro Armaziones è la casa del Very Large Telescope di proprietà ESO. Entrambi i siti dispongono di condizioni d'osservazione eccezionali. Sulla destra osserviamo il picco dove si trova il telescopio VISTA, e a sinistra, sull'orizzonte sono locati il campobase dell'osservatorio Paranal e il residence.

La tortuosa strada bianca nella parte inferiore sinistra della foto è la strada che si dirige alla vetta di Cerro Armazones.

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  • This image, as well as many more stunning shots from Gianluca Lombardi, can be found on his Flickr photostream.
  • Find more about the ESO Photo Ambassadors here.
  • Find out more about Cerro Amazones and the E-ELT here.

23 gennaio 2012

Galassia spirale barrata turbina nel cielo notturno

Questa immagine mostra la forma vorticosa della galassia NGC 2217, nella costellazione del Cane Maggiore. La regione centrale della galassia è caratterizzata da una scia di stelle all'interno di un anello ovale. Più esternamente una serie di bracci si avvolge quasi a formare un anello circolare attorno alla galassia.NGC 2217 è quindi classificata come galassia spirale barrata, e la sua apparenza circolare indica che la osserviamo dal davanti.

Le spirali esterne hanno un colore bluastro, che indica la presenza di stelle giovani molto calde, nate da una nube di gas interstellare. La zona centrale appare gialla, a causa della presenza di stelle più vecchie. È anche possibile vedere delle striature nere sulle braccia e il centro della galassia, queste sono date dalle strisce di polvere cosmica che blocca parte della luminosità delle stelle.

Si pensa che nella maggioranza delle galassie a spirale nel vicino Universo -- includendo la Via Lattea -- sia presente una barra di qualche tipo, e che queste strutture svolgano un ruolo importante nello sviluppo di una galassi. Essi possono, per esempio, incanalare gas verso il centro della galassia, aiutando a nutrire un buco nero situato al centro o a creare nuove stelle.


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