eso1011it-ch — Comunicato Stampa Scientifico

Allo studio il primo esopianeta dal clima “temperato”

17 marzo 2010

Combinando le osservazioni compiute dal satellite CoRoT con quelle dello strumento ESO HARPS, gli astronomi hanno scoperto di poter studiare in maniera approfondita il primo “normale” pianeta extrasolare (esopianeta). Chiamato Corot-9b, questo pianeta transita con regolarità davanti ad una stella simile al nostro Sole situata ad una distanza di 1500 anni luce dalla Terra in direzione della costellazione del Serpente.

“Questo è un normale e temperato pianeta extrasolare come dozzine altri ad oggi conosciuti, ma è però il primo le cui proprietà possiamo studiare approfonditamente - dice Claire Moutou, del team internazionale di 60 astronomi che ha fatto la scoperta, “e potrebbe rappresentare la Stele di Rosetta nel campo dello studio dei pianeti extrasolari.”

“Corot-9b è il primo esopianeta realmente paragonabile ai pianeti del nostro sistema” aggiunge il primo firmatario dello studio H.J. Deeg . “Ha le dimensioni di Giove e un'orbita simile a quella di Mercurio”.

“Al pari dei nostri pianeti giganti, Giove e Saturno, Corot-9b è composto principalmente da idrogeno ed elio ,” dice Tristan Guillot, membro del team , “e può contenere la massa di 20 pianeta Terra in altri elementi, inclusi acqua e rocce ad alte temperature e pressioni”.

Corot-9b passa davanti alla sua stella ogni 95 giorni, come si è visto dalla Terra [1]. Questo “transito” dura circa 8 ore e fornisce agli astronomi moltissime informazioni sul pianeta. L'aspetto favorevole è che questo gigante gassoso condivide molte caratteristiche con la maggior parte degli esopianeti scoperti finora [2].

“Le nostre analisi hanno fornito più informazioni su Corot-9b che per altri esopianeti dello stesso tipo ,” dice il coautore Didier Queloz “e può fornirci gli strumenti per studiare le atmosfere di pianeti con temperature moderate o basse e, in particolare, permetterci di aprire una finestra completamente nuova nella nostra comprensione della chimica alle basse temperature”. 

Più di 400 esopianeti sono stati scoperti finora. 70 di loro con la metodologia del transito. Corot-9b è speciale perché la distanza dalla sua stella è circa dieci volte più grande di qualsiasi altro pianeta precedentemente scoperto con questo metodo. E diversamente da tutti gli altri esopianeti simili ha un clima temperato. La temperatura della sua superficie gassosa si ritiene compresa tra i 160 e i venti gradi celsius, con variazioni minime tra il giorno e la notte. La determinazione del valore esatto dipende dalla possibile presenza di uno strato di nuvole altamente riflessive.

Il satellite CoRoT, realizzato dal CNES, l'Agenzia Spaziale Francese [3], ha idetificato il pianeta dopo 145 giorni di osservazione durante l'estate del 2008. Le osservazioni realizzate con lo straordinario “cacciatore” di esopianeti dell'ESO - lo strumento HARPS unito al telescopio ESO di 3.6 metri di La Silla in Cile – ha permesso agli astronomi di misurare la sua massa, confermando che Corot-9b è nei fatti un esopianeta con una massa pari all'80% di quella di Giove.

Questa scoperta sarà pubblicata questa settimana su Nature.

Note

[1] Si definisce transito planetario quando un corpo celeste passa di fronte al suo sole e interrompe parte della luce della stella. Questo genere di eclissi provoca modifiche all'apparente brillantezza della stella medesima e rende possibile misurare il diametro del pianeta. Combinando questo dato con la sua velocità radiale, ottenuta grazie allo spettrografo HARPS, è possibile inoltre conoscere la massa del pianeta e, di qui, anche la sua densità. Questo insieme di misurazioni fa si che gli astronomi possano studiare questo oggetto nel dettaglio. Inoltre il fatto che “transiti”, ma non così vicino al suo sole da renderlo un “caldo Giove”, rende questo oggetto unico per ulteriori studi.

[2] I temperati giganti gassosi sono, finora, il più numeroso gruppo di esopianeti scoperti.

[3] Il telescopio spaziale CoRoT (Convection, Rotation and Transits) è stato realizzato dal CNES, con il contributo di Austria, Germania, Spagna, Belgio, Brasile e dell'Agenzia Spaziale Europea (ESA), ideato specificatamente per l'individuazione degli esopianeti in “transito” e effettuare studi sismologici delle stelle. I risultati di CoRoT sono implementati dalle osservazioni ottenute con alcuni telescopi terrestri, tra loro vi sono lo IAC-80 (Teide Observatory), il franco-canadese telescopio delle Hawaii (Hawaii),il telescopio Isacco Newton (Osservatorio Roque de los Muchachos), Wise Observatory (Israele), il telescopio Faulkes North dell'Osservatorio di Las Cumbres della y Global Telescope Network (Hawaii) e il telescopio ESO 3.6-metri (Cile).

Ulteriori Informazioni

Questa ricerca è stata presentata in un articolo pubblicato questa settimana su Nature. “A transiting giant planet with a temperature between 250 K and 430 K”, di H. J. Deeg et al.

Il team è composto da H.J. Deeg, B. Tingley, J.M. Almenara, e M. Rabus (Instituto de Astrofısica de Canarias, Tenerife, Spain), C. Moutou, P. Barge, A. S. Bonomo, M. Deleuil, J.-C. Gazzano, L. Jorda, e A. Llebaria (Laboratoire d'Astrophysique de Marseille, Université de Provence, CNRS, OAMP, France), A. Erikson, Sz. Csizmadia, J. Cabrera, P. Kabath, H. Rauer (Institute of Planetary Research, German Aerospace Center, Berlin, Germany), H. Bruntt, M. Auvergne, A. Baglin, D. Rouan, and J. Schneider (Observatoire de Paris-Meudon, France), S. Aigrain and F. Pont (University of Exeter, UK), R. Alonso, C. Lovis, M. Mayor, F. Pepe, D. Queloz, e S. Udry (Observatoire de l'Université de Genève, Switzerland), M. Barbieri (Università di Padova, Italia), W. Benz (Universität Bern, Switzerland), P. Bordé, A. Léger, M. Ollivier, e B. Samuel (Institut d’Astrophysique Spatiale, Université Paris XI, Orsay, France), F. Bouchy e G. Hébrard (IAP, Paris, France), L. Carone and M. Pätzold (Rheinisches Institut für Umweltforschung an der Universität zu Köln, Germany), S. Carpano, M. Fridlund, P. Gondoin, and R. den Hartog (ESTEC/ESA, Noordwijk, The Netherlands), D. Ciardi (NASA Exoplanet Science Institute/Caltech, USA), R. Dvorak (University of Vienna, Austria), S. Ferraz-Mello (Universidade de São Paulo, Brasil), D. Gandolfi, E. Guenther, A. Hatzes, G. Wuchterl, B. Stecklum (Thüringer Landessternwarte, Tautenburg, Germany), M. Gillon (University of Liège, Belgium), T. Guillot and M. Havel (Observatoire de la Côte d’ Azur, Nice, France), M. Hidas, T. Lister, and R. Street (Las Cumbres Observatory Global Telescope Network, Santa Barbara, USA), H. Lammer and J. Weingrill (Space Research Institute, Austrian Academy of Science), e T. Mazeh and A. Shporer (Tel Aviv University, Israel).

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Questa è una traduzione del Comunicato Stampa dell'ESO eso1011.

Sul Comunicato Stampa

Comunicato Stampa N":eso1011it-ch
Nome:Corot-9b
Facility:ESO 3.6-metre telescope
Science data:2010Natur.464..384D

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