Immagine della settimana 2014

14 aprile 2014

La Silla in posa per una foto Ultra HD

Una tendina di stelle circonda il telescopio New Technology Telescope (NTT) di 3.58 metri di diametro in questa fotografia ad altissima definizione dalla spedizione Ultra HD [1]. È stata scattata durante la prima notte di riprese all’osservatorio di La Silla, che si trova a 2400 metri di altitudine sopra il livello del mare nella periferia del deserto cileno dell’Atacama. 

La cupola maestosa del telescopio si alinea perfettamente con la parte centrale della Via Lattea - la regione più brillante e la zona che oscura il centro galattico. La particolare cupola ottagonale che ospita l’NTT si erige verso l’alto in quest’immagine - sagomata rispetto al cosmo scintillante, appare quasi come se stesse consumando la Via Lattea. Questa cupola di telescopio è stata considerata come una svolta tecnologica quando è stata costruita nel 1989. 

Visibile, a sinistra della Via Lattea, si trova la stella arancione Antares nel cuore della costellazione dello Scorpione. Saturno è il punto più brillante in alto, a sinistra di Antares. Alpha e Beta Centauri risplendono in alto a destra dell’immagine. Anche la Croce del Sud e la nebulosa dello Sacco di Carbonio sono visibili sopra Alfa e Beta Centauri. 

La Silla è stata il primo osservatorio di ESO, inaugurato nel 1969. L’NTT è stato il primo telescopio al mondo ad avere uno specchio principale controllato da un computer e a battere un terreno ancora vergine nell’ingegneria e nel design dei telescopi, permettendo la costruzione del Very Large Telescope di ESO.

Note

[1] La squadra è composta dal regista video Herbert Zodet e altri tre ambasciatori fotografici dell'ESO Yuri Beletsky, Christoph Malin e Babak Tafreshi. Ulteriori informazioni sui partner tecnologici della spedizione sono disponibili qui, e il loro blog qui here.


07 aprile 2014

Palla di fuoco cosmica in caduta sopra ALMA

Questa magnifica nuova immagine, ripresa durante un filmato accelerato all’osservatorio Atacama Large Millimeter/submillimeter Array (ALMA) è un’altra intensa fotografia ad altissima definizione del progetto ESO Ultra HD Expedition. ALMA, situato a 5000 metri sopra il livello del mare sul distante e desertico altipiano di Chajnantor nelle Ande cilene. Si tratta della seconda destinazione dei quattro ambasciatori fotografici dell'ESO [1] nel loro viaggio di 17 giorni. Gli ambasciatori sono equipaggiati con attrezzi Ultra HD che li aiutano a catturare la vera maestosità di posti come quello rappresentato qui. [2] [3].

Alcune delle 66 antenne che compongono ALMA sono visibili qui, con le parabole puntate in alto, mentre studiano le nubi fredde nello spazio interstellare e scrutano profondamente nel passato verso le nostre origini cosmiche. 

Lo spettacolare giavellotto di luce sopra la rete ALMA è una stella cadente, che taglia l’immagine come una vivida striscia di colori. Tinte verde smeraldo, dorate e cremisi risplendono brillantemente mentre la meteora brucia quando entra nell’atmosfera terrestre a causa del suo impetuoso viaggio attraverso il cielo. Mentre la palla di fuoco ad alta velocità - che è in realtà un piccolo grano di roccia dello spazio interstellare - interagisce con l’atmosfera, essa si riscalda, vaporizzando gli strati esterni della meteora, che sono lasciati indietro formando una scia luminosa.  Queste scie spariscono in pochi secondi, ma sono riprese qui grazie a un click. 

La stella più luminosa della costellazione della Vergine, conosciuta come Spica, e il vicino pianeta Marte risplendono luminosamente al centro dell’immagine - spettatori cosmici di questa focosa discesa mentre sorgono sopra l’orizzonte. 

La spedizione Ultra HD ha avuto inizio a Santiago, in Cile, il 25 Marzo 2014. Quest’immagine è stata ripresa durante l’ottava notte dalla squadra sull’altipiano di Chajnantor. Si trova adesso all’osservatorio di La Silla, il primo osservatorio dell’ESO in Cile, e domani, dopo un’ultima notte, torneranno finalmente a casa. Contenuti gratuiti del progetto Ultra HD raccolti durante questa spedizione saranno disponibili online tra poco quando ESO fornirà riprese Ultra HD nette e mozzafiate  - avvicinando l’universo più che mai. Quest’immagine è stata ripresa dall’ambasciatore fotografo e cinematografo Timelapse Christoph Malin. 

Note

[1] La squadra è composta dal registra video Herbert Zodet e altri tre ambasciatori fotografici dell'ESO Yuri Beletsky, Christoph Malin e Babak Tafreshi. Ulteriori informazioni sui partner tecnologici della spedizione sono disponibili qui.

[2] L’equipaggiamento include Vixen Optics Polarie Star Tracker, Canon® EOS-1D C camera, Stage One Dolly e eMotimo TB3 3-axis motion control camera robot, Angelbird SSD2go, LRTimelapse software. Peli™ Cases, 4K PC workstations da Magic Multimedia, Novoflex QuadroPod system, Intecro batteries e Granite Bay Software.

[3] Partner tecnologici includono: Canon, Kids of All Ages, Novoflex, Angelbird, Sharp, Vixen, eMotimo, Peli, Magic Multi Media, LRTimelapse, Intecro e Granite Bay Software.


24 marzo 2014

Incorniciare il cielo notturno

Gli osservatori di ESO si trovano in posti privilegiati dove gli astrofotografi possono catturare viste eccezionali del cosmo. Non è tutto però — qualche volta essi sono anche i luoghi ideali dai quali catturare immagini incredibili anche del nostro pianeta. In questa foto, l’ambasciatore fotografico Gabriel Brammer ha utilizzato una lente ''fisheye'' per creare questo spettacolare effetto circolare. Il cielo limpido sopra Paranal assomiglia ad una gigante palla di vetro piena di stelle, con la piattaforma del Very Large Telescope (VLT) al bordo dell’immagine. 

Nell'angolo a sinistra i quattro telescopi del VLT, ciascun alto 25 metri, stanno osservando il cielo notturno e uno di loro sta puntando un raggio laser verso il cielo. Sparpagliate attorno alla cima a sinistra, le cupole rotonde del VLT Auxiliary Telescopes sono facilmente riconoscibili sotto la brillante Via Lattea. Le due macchie diffuse appena sopra il laser sono le grande e piccola nube di Magellano, due delle galassie più vicine alla nostra. 

Quest’immagina è stata creata a partire da diverse immagini a grande angolo, attaccate insieme per completare la vista. 


17 marzo 2014

Un arco latteo sopra Paranal

Un’altra limpida notte all’osservatorio di Paranal dell’ESO in Cile - perfetta per rilassarsi e apprezzare la vista della nostra galassia, la Via Lattea. Molti di noi vivono in città densamente popolate, i cui cieli sono rischiarati  dall'inquinamento luminoso, e non possono più godersi la vista della nostra casa cosmica in un modo così dettagliato.

Oggi sappiamo che questo vista stupenda è la nostra Galassia, ma gli antichi greci pensavano che fosse l’opera degli dei. Secondo la loro mitologia, questa scia luminosa che attraversa il cielo era costituita dal latte materno di Era, la moglie di Zeus. Gli antichi greci sono anche responsabili per il nome “Via Lattea”. La frase greca Γαλαξίας κύκλος, che si pronuncia galaxias kyklos, significa “cerchio di latte” e dà origine alla parola moderna. 

Quest’immagine è stata ripresa dall’Ambasciatore Fotografo dell'ESO Gabriel Brammer. Si può vedere un astronomo che visita al Paranal, in piedi a destra nell’immagine e che ammira il panorama.


24 febbraio 2014

Le curve del quartiere generale dell’ESO

Prive di colori, in questa impressionante immagine infrarossa, le ampie curve del quartiere generale dell’ESO stonano con la bellezza naturale gelata degli alberi che lo circondano. La curvatura estrema visibile in quest’immagine è dovuta all’uso, da parte del fotografo, di una lente fisheye, che distorce la vista e causa l’impressione che l’edificio circondi il pallido fogliame e il cielo sovrastante. Il fogliame appare brillante perché riflette la luce infrarossa, e il colore bianco pallido è prodotto dall’uso di un bilanciamento del bianco sulle foglie dell’albero da parte del fotografo. 

Le curve precise del cemento, vetro e acciaio fornisco qualche indizio sulla struttura particolare dell’edificio del quartiere generale. In un articolo del 1981 nel Messenger di ESO, si descrive l’edificio di ESO come ''un labirinto del tipo usato per mettere alla prova l’intelligenza dei ratti.'' Fortunatamente per ESO l’autore scrisse subito dopo che ''gli umani sono mediamente più intelligenti che i ratti, e il problema trova presto una soluzione''. 

Quest’immagine è stata ripresa dal computer specialist Dirk Essl. 


10 febbraio 2014

Il fantastico signor Volpe

Arrampicata pericolosamente al confine del mondo abitabile, la vita riesce ad aggrapparsi. Alla periferia del caldissimo e secco deserto di Atacama, questa resistente volpe grigia sudamericana si è appena svegliata e si stira senza fretta. Queste volpi sono generalmente attive durante la notte, approfittando al massimo del calo di temperatura che offre una tregua notturna dal caldo sole cileno. 

Sullo sfondo ci sono altri segni di vita. La cupola bianca ospita il telescopio svizzero Leonhard Euler di 1.2 metri che è protetto dalle rigorose condizioni climatiche dal suo guscio esterno. Mentre il cielo diventa più buio, all'osservatorio di La Silla un’altra famosa specie notturna, gli astronomi, si sveglia e si prepara ad osservare il cielo con rumorose e ronzanti tecnologie. 


03 febbraio 2014

L’aria dell’Antartide visita il Paranal

Questo magnifico panorama dell’osservatorio Paranal di ESO risale al 5 luglio 2012 e segna uno dei giorni più secchi mai registrati al complesso del Very Large Telescope. Paranal appare come un’isola nel mezzo dell’immagine, con nuvole massicce che galleggiano sopra l'Oceano Pacifico in lontananza. 

L’umidità estremamente bassa di Paranal durante questo periodo fu registrata da un radiometro di vapore acqueo, chiamato LHATPRO, che segue l’andamento dell’atmosfera per aiutare le osservazioni compiute all’osservatorio [1]. I meteorologi di due università cilene hanno identificato la causa di queste condizioni inusualmente secche in correnti d'aria dell’Antartide ad alta quota che si muovono verso il nord e scendono verso Paranal. 

Questo fronte freddo è rimasto attorno a Paranal per circa 12 ore, causando un livello bassissimo di umidità dell’aria attorno all’osservatorio [2]. Florian Kerber (ESO) e i suoi colleghi hanno analizzato questo situazione inusuale e hanno pubblicato i risultati nella rivista Monthly Notices of the Royal Astronomical Society del 29 Gennaio 2014, disponibile qui.

Dunque, un deserto secco… che cosa c’è di così speciale? In realtà la siccità di questa magnitudine accade di solito a quote molto più alte, per esempio all’osservatorio di ALMA sull’altipiano di Chajnantor, che si trova a 5000 metri sopra il livello del mare - i 2635 metri, l’altitudine di Paranal, sono circa la meta di questo. Dato che le osservazioni infrarosse possono essere fatte al meglio quando c’è pochissimo vapore acqueo nell’aria, un controllo regolare con il radiometer LHATPRO potrebbe dare agli astronomi l’opportunità di sfruttare futuri momenti di siccità a Paranal per ottenere stupende osservazioni infrarosse dell’universo attorno a noi. 

Questa fotografia è stata ripresa dall'ambasciatore fotografo dell'ESO Gabriel Brammer, che per caso era presente al tramonto appena prima di questo periodo secco. Egli lo trovò straordinariamente chiaro e magnifico. Gabriel lavora come astronomo all’osservatorio La Silla - Paranal dell’ESO. Quando non fornisce un supporto alle osservazioni dell’osservatorio, studia la formazione e l’evoluzione delle galassie distanti usando i telescopi e gli strumenti più sofisticati al mondo, incluso il Very Large Telescope di ESO e l’Hubble Space Telescope. 

Note

[1] Il radiometro Low Humidity and Temperature Profiling (LHATPRO) costruito da  Radiometer Physics GmbH in Germania, usa forte righe spettrali di alcuni elementi chimici per misurare il contenuto in acqua dell’atmosfera. 

[2] L’umidità è misurata nella forma di precipitable water vapour - una misura di contenuto atmosferico d’acqua. È la quantità totale di acqua in una colonna di atmosfera se si trasformarsse tutta in pioggia. In questo caso solo 0.1 mm di precipitable water vapour è stata misurata - molto meno che il solito (già basso) valore di 2 mm a Paranal. 


27 gennaio 2014

Interferometria in piscina

Gli astronomi non nuotano sempre nella piscina della residenzia dell'osservarorio di Paranal, ma quando lo fanno, amano mostrare come funzionano i principi fisici. In questa fotografia l'astronomo francese Jean-Baptiste Le Bouquin sta dimostrando come le onde - non onde luminose, ma onde sull'acqua - possano combinarsi, o interferire, per creare onde più grandi. 

La combinazione di onde luminose è il principio fondamentale che sta dietro l'interferometro VLTI: le onde luminose catturate da ciascun dei quattro telescopi di 8 metri sono combinate usando una rete di canali e specchi. In questo modo la risoluzione spaziale del telescopio viene aumentata in modo significativo e, con un tempo di esposizione abbastanza lungo, le macchine fotografiche e gli strumenti possono arrivare ad un livello di dettaglio simile a quello che potrebbe essere ottenuto com uno specchio di 130 metri di diametro potrebbe, uno strumento molto di più grande di qualsiasi telescopio oggi esistente. 


20 gennaio 2014

La cometa di Rosetta

La sonda spaziale dell’ESA Rosetta si sveglierà oggi, 20 gennaio, dopo 31 mesi di ibernazione nello spazio profondo, per avvicinarsi finalmente alla cometa 67P/Churyumov-Gerasimenko (67P/CG).

Quest’immagine mostra le osservazioni più recenti della cometa di 4 chilometri di diametro, prese il 5 ottobre 2013 dal Very Large Telescope (VLT) di ESO, quando la cometa era distante circa 500 milioni di chilometri, prima che passasse dietro il Sole e fuori dalla nostra prospettiva terrestre. 

Per quest’immagine è stata elaborata una lunga serie di osservazioni  per svelare sia la cometa senza le stelle del sottofondo (a sinistra) sia il campo stellare con la traiettoria della cometa evidenziata (a destra). La cometa era così lontana dal Sole che il suo nucleo di ghiaccio non rilasciava nessun gas o polvere, e appare come un semplice punto nel sottofondo  denso di stelle in direzione del centro  della Via Lattea . Avvicinandosi al Sole, la sua superficie si riscalderà e il suo ghiaccio sublimerà, rilasciando polveri a  formare una coda. 

Questa osservazione segna l’inizio di una stretta collaborazione tra ESA e ESO per seguire la cometa dal suolo durante l’incontro di Rosetta con 67P/CG, che avverrà più tardi quest’anno. Rosetta è stata lanciata nel 2004 e mira ad esplorare la superficie della cometa, rilasciando un lander giù su 67P/CG per studiare l'aspetto della sua superficie  [1].

La cometa segue un’orbita di 6.5 anni di periodo attorno al Sole e si trova attualmente verso l’orbita di Giove. Sarà nel suo punto più vicino al Sole - approssimativamente tra l’orbita di Marte e quella della Terra - nell’agosto 2015. Questa immagine suggerisce che la cometa non è ancora attiva, quindi non vedono l’ora di osservarla di nuovo a febbraio, quando è di nuovo osservabile con il VLT e molto più vicina al Sole. 

Nel fra tempo le osservazioni di ottobre sono state usate per confermare l’orbita della cometa prima del suo appuntamento con Rosetta in maggio, e per allinearla per mettersi in orbita attorno a 67P/CG in agosto. Ulteriori calcoli saranno effettuati una volta che Rosetta abbia la cometa in vista con i suoi strumenti. 

Note

 [1]. Dal momento della partenza Rosetta ha viaggiato attorno al Sole per cinque volte, aumentando la sua velocità  e proseguendo la sua destinazione finale. Durante il tratto più freddo della missione, mentre Rosetta si trovava oltre l’orbite di Giove, la sonda spaziale è stata messa in ibernazione. 67P/CG si trova su un’orbita ragionevolmente stabile e ben conosciuta, il che significa che i calcoli per la traiettoria di Rosetta possono essere fatti molto in anticipo della partenza e si trova abbastanza lontana dal Sole per essere un bersaglio sicuro. 

Link 

- Vista con il VLT della cometa 67P/Churyumov-Gerasimenko in ottobre 2013

- La traiettoria della cometa 67P/Churyumov-Gerasimenko in ottobre 2013 

- Immagine spaziale delle settimana di ESA

- Informazione di ESA su Rosetta

- Appello ai media: il risveglio di Rosetta

- Il Very Large Telescope di ESO


06 gennaio 2014

Le notti di Paranal

Alza lo sguardo al cielo notturno dall’osservatorio di ESO a Paranal nel Cile e sarai accolto da una vista spettacolare come questa. Chiazze  blu, arancioni, rosse; ognuna rappresenta una diversa stella, galassia, o nebulosa, insieme formano un cielo scintillante sopra le nostre teste. Gli astronomi scrutano questo magnifico scenario, cercando di svelare i misteri dell’universo. 

Per farlo usano telescopi come quelli mostrati in quest'immagine, i Telescopi Ausiliari del VLT. Quest’immagine mostra tre delle quattro unità mobili che rifornisco luce al Very Large Telescope Interferometer, lo strumento ottico più avanzato al mondo. I Telescopi Ausiliari interagiscono tra loro formando un telescopio più grande,  più grandi della somma delle singole componenti: l'interferometro mostra dettagli che sarebbero visibili solo utilizzando un telescopio grande come la distanza tra le unità mobili che lo compongono.


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