Immagine della settimana

16 settembre 2013

Toconao vista dall’alto

Il piccolo villaggio di Toconao è l’insediamento più vicino al più grande progetto astronomico esistente, ALMA (Atacama Large Millimeter/submillimeter Array). Toconao ha meno di 800 abitanti e si trova a 2457 metri sul livello del mare in un’oasi naturale alimentata da un piccolo fiume di montagna alla periferia di uno dei deserti più secchi del mondo, quello di Atacama. Il fiume non scorre tutto l’anno, ma gli agricoltori locali hanno saggiamente costruito una rete di dighe e canali per regolare il flusso d’acqua, in modo da avere raccolti tutto l’anno.

Guardando quest’immagine da vicino, si possono vedere alcuni edifici costruiti con materiali come i mattoni o la roccia vulcanica, come la torre e le campane della chiesa di San Lucas sulla parte sinistra in basso della foto.

In parallelo al loro lavoro scientifico, lo staff di ALMA ha lavorato con gli anziani di Atacameño a Toconao ed altre zone per recuperare la loro visione culturale dell’universo, con lo scopo di preservare questa eredità culturale e scientifica per le generazioni successive.

ALMA supporta dal 2008 un programma di miglioramento culturale per la Scuola E-21, una scuola pubblica rurale a Toconao. Questo programma, approvato dalla comunità, si concentra sul miglioramento dell’istruzione in scienze ed inglese.

Questa immagine aerea è stata presa da due membri dell’equipaggio del ORA Wings for Science project (ORA Ali per la Scienza), Clémentine Bacri e Adrien Normier, i quali guidano un aereo speciale ecologico ultraleggero [2] per un viaggio di un anno intorno al mondo, con lo scopo di aiutare gli scienziati con le loro capacità aeree, dal campionamento dell’aria, all’archeologia, all’osservazione della biodiversità e alla modellazione del terreno in 3D.

ESO mantiene una collaborazione con questa organizzazione no profit. Cortometraggi e stupende fotografie prodotti durante i voli verranno usati per scopi didattici e per la promozione della ricerca a livello locale. La circumnavigazione è iniziata nel giugno 2012 e finirà nel giugno 2013 con un atterraggio al Paris Air Show.

Note

ALMA (Atacama Large Millimeter/submillimeter Array ), una struttura astronomica internazionale, è una associazione tra Europa, Nord America e Asia Orientale in cooperazione con la Repubblica del Cile. ALMA è finanziata in Europa dall’ESO, in Nord America dall’US National Science Foundation (NSF) in cooperazione con il National Research Council of Canada (NRC) e il National Science Council of Taiwan (NSC) e in Asia dell’Est dal National Institutes of Natural Sciences (NINS) giapponese in cooperazione con Academia Sinica (AS) a Taiwan. La costruzione e la gestione di ALMA sono condotte per l’Europa dall’ESO, per il Nord America dal National Radio Astronomy Observatory (NRAO), gestito da Associated Universities, Inc. (AUI) e per l’Asia dell’Est dal National Astronomical Observatory of Japan (NAOJ). Il Joint ALMA Observatory (JAO) dirige e conduce in maniera unificata la costruzione, commissione e le operazioni di ALMA.

[2] Il velivolo ultraleggero Pipistrel Virus SW 80 ha vinto un premio dalla NASA e usa solo 7 litri di carburante per 100 chilometri – meno di molte macchine.


09 settembre 2013

Vista d'aquila su Armazones

Questa scatto aereo spettacolare di Cerro Armazones, ripreso dall'ambasciatore fotografo di ESO Gerhard Hüdepohl, rappresenta quel momento meraviglioso per un fotografo nel quale tutto si combina per la fotografia perfetta. 

Hüdepohl è anche un ingegnere elettronico al Very Large Telescope (VLT) dell'ESO su Cerro Paranal, l'osservatorio ottico più avanzato al mondo nel visibile e fiore all'occhiello di ESO. Hüdepohl ha scattato quest'immagine mentre si trovava su di un volo commerciale da Antofagasta diretto verso Santiago. Poco dopo il decollo l'aereo aveva preso  il percorso aereo ideale per una foto aerea di Cerro Armazones - e Hüdepohl non avrebbe potuto chiedere condizioni migliori. Cogliendo al volo l'occasione, è stato capace di catturare questa prospettiva inusuale, fotografando questo terreno spettacolare da molto in alto. 

Quest'immagine mostra il deserto di Atacama con una nitidezza incredibile, con il sottile cammino a zigzag che spicca chiaramente dal terreno polveroso. Questa strada sterrata ritaglia il suo cammino fino alla cima di Cerro Armazones. Il sito è ora occupato da una selezione di strumenti di osservazione, ma ospiterà presto l'European Extremely Large Telescope (E-ELT), un telescopio di 40 metri che non solo risponderà alle attuali domande dell'astronomia, ma porrà e, speriamo, risponderà, a domande completamente nuove. 


26 agosto 2013

Scolpita dalle stelle.

Questa foto scattata dal VLT (Very Large Telescope) dell'ESO, a Paranal in Cile, mostra un dettaglio della famosa nebulosa ad emissione NGC 6357, distante circa 8000 anni luce da noi e situata nella coda della costellazione dello Scorpione, nel cielo del Sud. Il rosso che risplende nell'immagine è una caratteristica tipica di regioni che contengono una grande quantità di H II, ovvero idrogeno gassoso ionizzato.

La nube è immersa nell'intensa radiazione ultravioletta prodotta dall'ammasso stellare aperto Pismis 24, dimora di stelle giovani, massicce e blu, il quale la riemette nella luce visibile, nella caratteristica tonalità rossa.

L'ammasso stesso è leggermente al di fuori del campo di vista della foto, ma la sua luce diffusa illumina la nube nel lato destro dell'immagine.Questo scatto è un vero e proprio primo piano della nebulosa, con la sua rete di gas, le zone scure di polvere e le stelle brillanti appena nate o ancora in formazione.


19 agosto 2013

Notte Stellata a La Silla

Un velo di stelle particolarmente luminoso fa da sfondo a questa splendida immagine, realizzata dall’astronomo Håkon Dahle. La silhouette in primo piano appartiene allo stesso Håkon, circondato soltanto da un paio delle grandi cupole scure che sormontano le montagne dell’Osservatorio ESO di La Silla.

Molti astronomi professionisti sono anche volentieri fotografi – e come non capirli? I siti dell’ESO nel deserto di Atacama sono tra i migliori posti sulla terra  per osservare le stelle e, per lo stesso motivo, sono posti spettacolari per fotografare il cielo notturno.

Håkon ha scattato queste foto durante un soggiorno osservativo di una settimana presso il telescopio ESO/MPG 2.2. Nel corso di questo soggiorno, il telescopio è stato occasionalmente consegnato ad un altro gruppo di osservatori, dando così l’opportunità ad Håkon di ammirare il cielo notturno stellato, così come di catturarlo e mostrarlo a noi.

La Via Lattea è più luminosa nell’emisfero sud che nell’emisfero nord, a causa della direzione in cui la regione sud del nostro pianeta punta verso il denso centro galattico. Ma persino a sud, la Via Lattea appare piuttosto tenue nel cielo notturno. Per molti di noi l’inquinamento luminoso proveniente dalle città e persino la luna possono indebolire il debole bagliore della galassia, nascondendola alla nostra vista.

Uno dei migliori aspetti dell’Osservatorio di La Silla è che si trova lontano dalle luci luminose della città e così ha tra le notti più scure della terra. Anche l’atmosfera è particolarmente limpida e quindi non c’è la foschia a rendere la visuale più torbida. Il cielo su La Silla è talmente scuro, che si riesce a vedere l’ombra creata dalla luce della Via Lattea.

Håkon ha mandato questa immagine al Your ESO Pictures Flickr group. Il gruppo Flickr viene regolarmente rivisto e le foto migliori vengono selezionate e postate sulla celebre serie "Pictures of the Week" (foto della settimana) o sulla nostra gallery.

Credit:

ESO/H. Dahle


12 agosto 2013

La calma prima della tempesta

Questa magnifica immagine ritrae le galassie NGC 799 (sotto) e NGC 800 (sopra) nella costellazione di Cetus (La balena). Questa coppia di galassie è stata osservata per la prima volta dall'astronomo americano Lewis Swift nel 1885. 

Situate a una distanza di circa 300 milioni di anni-luce, la nostra vista frontale ci permette di renderci conto chiaramente della loro forma. Come la Via Lattea - la nostra galassia - questi oggetti sono entrambi galassie spirali, con caratteristici lunghi bracci che si arrotolano verso un "bulge" centrale brillante. Nei bracci prominenti un gran numero di stelle giovani, caldissime e blu si stanno formando in ammassi (i piccoli punti blu dell'immagine) mentre nel "bulge" centrale un grande gruppo di vecchie stelle fredde e rosse si concentrano in una regione quasi sferica. 

A prima vista queste galassie sembrano piuttosto simili, ma il diavolo si nasconde nei dettagli. A parte la differenza ovvia di dimensione, solo NGC 799 ha una struttura a barra che si estende dal "bulge" centrale e i suoi bracci spirali si sviluppano dalla fine della barra. Si pensa che le barre galattiche siano un meccanismo che permette al gas di fluire dai bracci spirali verso il centro, aumentando la formazione stellare. Una supernova è stata osservata in NGC 799 nel 2004 ed è stata chiamata SN2004dt

Un'altra interessante differenza è il numero di bracci spirali. La piccola NGC 800 possiede tre bracci spirali brillanti e nodosi, mentre NGC 799 ne ha solo due relativamente deboli, ma larghi. Questi iniziano alla fine della barra e si arrotolano quasi completamente attorno alla galassia formando una struttura che assomiglia ad un anello. 

A prima vista sembrerebbe che questa foto rappresenti due impressionanti galassie a spirale che coesistono pacificamente, ma niente  è più lontano dalla verità. Potremmo essere testimoni della calma prima della tempesta. Non sappiamo esattamente cosa ci porterà il futuro, ma tipicamente due galassie che si trovano abbastanza vicine, interagiscono sull'arco di centinaia di milioni di anni attraverso la forza gravitazionale. In alcuni casi si tratta solo di interazioni minori che causano distorsioni di forma, ma qualche volta le galassie entrano in collisione e si fondono in un'unica nuova galassia più grande. 

Quest'immagine è stata ottenuta con lo strumento FORS1 sul telescopio VLT di 8.2 metri di diametro dell'ESO in cima a Cerro Paranal. Essa include esposizioni attraverso tre filtri (B, V, R). Vi si possono riconoscere anche cinque asteroidi - Riuscite a trovarli tutti? Gli asteroidi si muovono tra le diverse esposizioni lasciando una striscia colorata nell'immagine.  


05 agosto 2013

Cintura di Venere sopra Cerro Paranal

Questa fotografia mostra la vista verso est dall'osservatorio di Paranal, pochi secondi dopo che il Sole è sparito dietro l'orizzonte. Il bagliore arancione del tramonto è visibile dietro i telescopi ausiliari di 1.8 metri di diametro del VLT. Nel cielo c'è anche la Luna quasi piena. L'immagine è resa ancora più interessante grazie al fenomeno conosciuto come cintura di Venere. 

L'ombra di colore grigio bluastro sopra l'orizzonte è l'ombra della Terra e il bagliore rosa sopra di essa è la luce del Sole che tramonta. Questo fenomeno è prodotto dall'arrossamento della luce che viene diffusa dall'atmosfera terrestre. Si tratta di un effetto atmosferico visibile sia subito dopo il tramonto sia appena prima l'alba. Un effetto molto simile può essere osservato anche durante un'eclissi totale. 

I telescopi mostrati in quest'immagine sono tre dei quattro telescopi ausiliari di 1.8 metri di diametro, ospitati in cupole mobili ultra-compatte. Questi telescopi sono dedicati alle osservazioni interferometriche, nelle quali due o più telescopi lavorano insieme, formando uno specchio virtuale. Questa modalità di osservazione permette agli astronomi di vedere dettagli molto più particolareggiati che utilizzando i singoli telescopi in maniera indipendente.

Carolin Liefke ha scattato quest'immagine durante una visita a Paranal e l'ha inserita nel gruppo Flickr di foto di ESO Your ESO Pictures Flickr group. Questo gruppo è regolarmente recensito e le migliore foto sono selezionate per apparire nella nostra popolare serie Foto della Settimana o nella nostra galleria. Carolin lavora nella Haus der Astronomie (Casa dell'Astronomia), un centro per la divulgazione dell'astronomia che si trova ad Heidelberg, in Germania, ed è membro della rete ESO Science Outreach Network (ESON). ESON diffonde le notizie di ESO agli stati membri e agli altri paesi, traducendo i comunicati stampa e fornendo un punto di contatto per i media locali. 


29 luglio 2013

Messier 100 - Il fasto del "grand design"

Le galassie a spirale sono di solito oggetti esteticamente molto belli, e ancora di più quando il disco viene visto frontalmente. Quest'immagine è un esempio particolarmente suggestivo: si tratta della galassia a spirale Messier 100, appartenente alla classe di galassie detta  "grand design" e che si trova nella parte meridionale della costellazione della Chioma di Berenice, a una distanza di circa 55 milioni di anni-luce dalla Terra. 

Messier 100 è caratterizzata da bracci a spirale molto ben definiti, ma contiene anche una debole struttura a barra nel centro, per cui viene classificata come galassia di tipo SAB. La barra non è facilmente visibile nell'immagine, ma gli scienziati sono stati capaci di confermarne l'esistenza osservando la galassia in altre lunghezze d'onda. 

Quest'immagine molto dettagliata mostra le caratteristiche principali di una galassia di questo tipo: le macchie rosse sono enormi nubi di idrogeno gassoso, che riemettono l'energia assorbita da stelle massive appena nate; la luminosità uniforme è prodotta da stelle più vecchie, di colore giallo e situate vicino al centro; le strisce scure che attraversano i bracci della galassia sono costituiti da polveri.

Messier 100 è uno dei membri più luminoso dell'ammasso della Vergine, l'ammasso di galassie più vicino alla nostra galassia, la Via Lattea. Esso contiene più di 2000 galassie, tra le quali spirali, ellittiche e irregolari. Quest'immagine è una combinazione di immagini, riprese con filtri rosso, verde e blu, provenienti dallo strumento FORS del telescopio VLT dell'ESO, situato all'osservatorio di Paranal in Cile.

 

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Foto del VLT


22 luglio 2013

L'NTT che gira come una trottola

Quest'immagine dinamica mostra il New Technology Telescope (NTT), che si trova all'osservatorio La Silla dell'ESO in Cile. La cupola del telescopio, dalla forma molto particolare, appare sfocata, perché la fotografia  è  stata scattata durante il movimento di rotazione del telescopio per puntare il bersaglio desiderato. Questa foto è stata ripresa con un tempo di esposizione di 30 secondi. 

Una delle prime cose che noterete in questa immagine è la forma peculiare dell'edificio che ospita il telescopio: se visto dall'esterno, esso presenta degli spigoli, al posto della consueta forma tondeggiante che normalmente caratterizza la cupola di un telescopio. Questo design è stato in seguito molto copiato, anche nel VLT dell'ESO, ma, quando il telescopio venne inaugurato, nel 1989, rappresentava una struttura all'avanguardia. 

Il design rivoluzionario del NTT mira a garantire una qualità dell'immagine ottimale. Per esempio con un accurato controllo della ventilazione che ottimizza il flusso dell'aria attraverso l'NTT, minimizzando la sfocatura causata dalla turbolenza dell'aria all'interno della struttura. Appena visibili nell'immagine sfocata sono i grandi deflettori d'aria che rappresentano una parte essenziale di questo meccanismo. 

Un'altra caratteristica all'avanguardia all'epoca della costruzione è lo specchio principale del'NTT. Non tanto per la sua grandezza - con i suoi 3.58 metri di diametro non è mai stato considerato particolarmente grande - ma per il suo design estremamente innovativo. Lo specchio è flessibile e può essere modellato in tempo reale per mantenere una forma perfetta, in modo che nessuna flessione o curvatura possa compromettere la qualità dell'immagine. ESO e l'NTT furono pionieri nell'utilizzo di questa tecnologia, chiamata ottica attiva, che viene ora comunemente utilizzata nei moderni telescopi. 

Attualmente l'NTT possiede due diversi strumenti che gli astronomi possono usare per condurre le loro osservazioni: SOFI (abbreviazione per "Son of ISAAC", uno strumento del VLT), che è uno spettrografo e camera ad infrarossi, e EFOSC2, uno spettrografo e camera progettato per osservare oggetti di debole luminosità. 

L'osservatorio di La Silla si trova nel sud del deserto dell'Atacama, a 600 chilometri a nord di Santiago del Cile, ad un'altitudine di 2400 metri. Quest'immagine è stata ripresa da Malte Tewes, astronomo presso il Politecnico federale di Losanna, in Svizzera. 

Malte ha inviato questa foto al gruppo Flickr di ESO. Questo gruppo è regolarmente recensito e le migliore foto sono selezionate per apparire nella nostra popolare serie Foto della settimana o nella nostra galleria. 

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24 giugno 2013

Luce lunare e zodiacale sopra La Silla

Quello che fluttua in alto sopra le nuvole e che potrebbe sembrare una città futuristica di un romanzo di fantascienza, è il più vecchio osservatorio di ESO, La Silla. Questa fotografia è stata presa dall'astronomo Alan Fitzsimmons mentre stava in piedi vicino al telescopio di 3,6 metri, appena dopo il tramonto. La Luna si trova appena fuori dal campo visivo di questa fotografia, e illumina l'osservatorio con una luce inquietante che si riflette sulle nuvole sottostanti.

La debole striscia di luce dorata appena sopra le nuvole è la luce zodiacale, causata dalla riflessione della luce solare sulle particelle di polvere che si trovano tra il Sole e la Terra. Questo evento raro è visibile solo dopo il tramonto o appena prima dell'alba in questo particolare periodo dell'anno e solo da siti molto buoni.

In questa fotografia sono visibili diversi telescopi. Per esempio, la grande struttura angolare alla fine della strada è il New Technology Telescope (NTT). Fedele al suo nome, quando fu completato nel 1989, questo telescopio possedeva molte caratteristiche rivoluzionarie tra cui l'uso pieno, per la prima volta, dell'ottica attiva, insieme ad un'architettura ottagonale rivoluzionaria della cupola. Molte delle caratteristiche del NTT sono poi state incorporate nel Very Large Telescope di ESO.

La cupola in primo piano a destra dell'immagine è il telescopio svizzero Leonhard Euler Telescope, di 1,2 metri di diametro, chiamato in questo modo in onore del famoso matematico svizzero Leonhard Euler (1707–83).

Alan ha inserito questa fotografia nel gruppo foto di ESO su Flickr. Questo gruppo di Flickr è regolarmente recensito e le migliori immagini vengono selezionate per essere pubblicate nella nostra popolare serie di "foto della settimana" o nella nostra galleria di foto.


03 giugno 2013

Tre pianeti danzano nel cielo di La Silla.

È una vera delizia sia per fotografi che per astronomi: i nostri cieli sono in questi giorni teatro di un fenomeno noto come syzygy -quando tre o più corpi celesti si allineano tra loro in cielo. Se i corpi celesti hanno longitudine eclittica simile, questo evento è anche noto come congiunzione tripla. Ovviamente, si tratta di un trucco dovuto alla prospettiva, ma ciò non lo rende meno spettacolare. In questo caso, i tre corpi sono tre pianeti, e l'unica cosa necessaria per godere di questo show è avere una buona visuale del cielo al tramonto.
Fortunatamente, ciò è accaduto all'ambasciatore fotografico ESO Yuri Beletsky, il quale ha avuto occasione di immortalare questa vista spettacolare dall'Osservatorio ESO di La Silla, nel Cile settentrionale, il 26 Maggio. Sopra le cupole circolare dei telescopi, tre pianeti del nostro Sistema Solare - Giove (in alto), Venere (in basso a sinistra) e Mercurio (in basso a destra) - si rivelano nel tramonto, impegnati in una danza cosmica.

Un allineamento come questo accade soltanto ogni qualche annoi. L'ultimo allineamento, infatti, è avvenuto a Maggio 2011 e non ce ne sarà un altro fino ad Ottobre 2015. Il triangolo celeste era visibile al meglio nell'ultima settimana di Maggio, ma potreste essere ancora in grado di intravedere i tre pianeti nella loro mutevole disposizione, durante il loro viaggio attraverso la volta celeste.


27 maggio 2013

Increspature attraverso il cielo cileno

A prima vista, quest'immagine affascinante può sembrare essere causata da una pietra lanciata in un lago. Tuttavia è il risultato del moto apparente delle stelle attraverso il cielo australe e da qualche magia compiuta dal fotografo. Quest'immagine è stata ripresa a Cerro Armazones, la cima di un monte a 3060 metri sopra il livello del mare, che si trova nel centro del deserto dell'Atacama, nelle Ande cileni.

Le lunghe strisce brillanti sono scie luminose di stelle, ognuna delle quali indica la traiettoria di una singola stella attraverso il buio cielo notturno. Lasciando l'otturatore della macchina fotografica aperto per un lungo periodo di tempo, si nota il moto apparente delle stelle, impercettibile ad occhio nudo. Tempi di esposizione di 15 minuti sono abbastanza lunghi per produrre quest'effetto, anche se i fotografi professionisti spesso combinano insieme varie esposizioni per comporre l'immagine finale.

Il numero incredibilmente grande di scie luminose in questa fotografia svela l' ottima qualità del cielo notturno di Armazones: l'atmosfera è estremamente limpida e non c'è inquinamento luminoso, grazie alla collocazione remota di questa montagna. Questa è una delle ragioni per cui< questa montagna è stata scelta come il luogo che ospiterà in futuro il più grande occhio sul cielo:del mondo: il prossimo European Extremely Large Telescope (E-ELT)


20 maggio 2013

Ammirando la galassia

Anche per l'astronomo più navigato resta difficile resistere ad una pausa da un indaffarato programma di osservazioni per fermarsi a puntare lo sguardo sul ricco cielo australe. Questa immagine è un autoritratto dell'astronomo Alan Fitzsimmons, che ha scattato la fotografia tra due sessioni osservative all'Osservatorio di La Silla dell'ESO.

Questa vivida fotografia mostra tutto il contrasto tra una semplice, ferma e scura figura sulla Terra e lo splendente ed intenso cielo stellato notturno. In questa immagine il cielo è dominato dall'enorme spruzzo di stelle e polvere che costituisce il centro della Via Lattea, la nostra galassia ospite.

Gli osservatori dell'ESO si trovano nel Deserto di Atacama nel Cile del nord, una regione molto scarsamente abitata caratterizzata da una combinazione di notti estremamente buie e terse condizioni atmosferiche, entrambi fattori determinanti nell'ottenere osservazioni di alta qualità.

La Silla è il primo osservatorio dell'ESO. Inaugurato nel 1969, è sede di diversi telescopi di diametro fino ai 3.6 metri. Con più di 300 notti limpide ogni anno, La Silla si trova in una posizione ideale per ospitare strumenti osservativi avanzati, ma rappresenta anche un meraviglioso luogo per fermarsi e semplicemente fissare lo sguardo nel cielo.

Alan ha inviato la fotografia al Your ESO Pictures Flickr group. Il gruppo Flickr viene rivisto regolarmente e le migliori fotografie sono selezionate per essere incluse nella nostra serie di Immagini della settimana o nella nostra galleria di immagini. 


13 maggio 2013

La Via Lattea brilla su La Silla ricoperta di neve

Ai confini del deserto di Atacama, lontano dalle città settentrionali del Cile contaminate dall'inquinamento luminoso, il cielo dopo il tramonto è nero come l'inchiostro.

Questo cielo così buio consente alcune delle osservazioni astronomiche migliori al mondo - e dall'alto dei suoi 2400 metri sul mare L'Osservatorio di La Silla dell'ESO gode di una vista che spazia su tutto il cielo notturno.
Eppure, perfino un luogo così remoto, situato a grandi altezze, dove l'umidità è estremamente bassa, non sfugge ai rigori dell'inverno, quando un manto di neve può ricoprire la montagna e le cupole dei telescopi.

Questa immagine mostra La Silla in inverno, sotto una pioggia di stelle della nostra Via Lattea, il cui piano si vede inclinato rispetto all'inquadratura. Nella foto si distinguono, da destra a sinistra, il telescopio dell'ESO di 3,6 metri di diametro, il New Technology Telescope (NTT), di 3,58 metri, il telescopio Schmidt dell'ESO di 1 metro e il telescopio MPG/ESO di 2,2 metri, con la cupola innevata. E' visibile, di fianco al telescopio di 3,6 metri del'ESO, la piccola cupola del telescopio ausiliario Coudè, non più utilizzato, mentre le riserve d'acqua dell'Osservatorio si trovano tra quest'ultimo e l'NTT.

La vista della neve a La Silla può sorprendere, ma i telescopi ESO sono situati a grandi altezze e sperimentano sia temperature molto calde che rigide nel corso dell'anno e talvolta sono soggetti a condizioni estreme.

Questa fotografia è stata scattata da José Francisco Salgado, un Ambasciatore Fotografo dell'ESO.


06 maggio 2013

Lore in movimento

In questa fotografia Lore, uno dei due trasportatori dei telescopi ALMA, sta portando una delle antenne di 7 metri di diametro di ALMA, l'Atacama Large Millimeter/submillimeter Array. Lore e il suo gemello, Otto, sono due veicoli di colore giallo vivo dotati di 28 ruote, costruiti appositamente per muovere le antenne di ALMA sull'altipiano di Chajnantor, a 5000 metri di altitudine. In questo modo possono riconfigurare la schiera dei  telescopi per potere osservare un oggetto astronomico nel miglior modo possibile. I trasportatori vengono anche utilizzati  per spostare le antenne tra Chajnantor e il centro di manutenzione, che si trova ad un'altitudine minore. 

ALMA possiede una schiera principale di cinquanta antenne di 12 metri di diametro, e una schiera aggiuntiva di dodici antenne da 7 metri e quattro da 12 metri, conosciuto come l'Atacama Compact Array (ACA). Nella fotografia Lore sta spostando una delle antenne più piccole, da sette metri di diametro, di ACA. Le antenne di 12 metri della schiera principale non possono trovarsi ad una distanza minore di 15 metri una dell'altra, altrimenti si toccherebbero. Questa separazione minima tra le antenne limita la dimensione massima degli oggetti che possono essere osservati nel cielo. Ciò significa che la schiera principale non può osservare le caratteristiche più larghe di oggetti estesi come le nube molecolari giganti della Via Lattea o le galassie vicine. L'ACA è stato progettato specificamente per aiutare ALMA con l'osservazione di oggetti estesi, perché le sue antenne più piccole di 7 metri di diametro possono essere posizionate più vicine una all'altra. 

Le spettacolari punte di ghiaccio in primo piano sono conosciute come "penitentes" (dallo spagnolo penitenti). Sono un curioso fenomeno naturale che si osserva nelle regioni in alta quota, tipicamente ad altitudini maggiori di 4000 metri sopra il livello del mare. Sono fini lamelle di neve temprata o ghiaccio che puntano verso il Sole, raggiungendo altezze da pochi centimetri fino a vari metri. 

ALMA, un osservatorio astronomico internazionale, è frutto di una collaborazione fra l'Europa, il Nord America e l'Asia Orientale, in cooperazione con la Repubblica del Cile. La costruzione e la gestione di ALMA sono condotte dall'ESO per conto dell'Europa, dall'Osservatorio Nazionale di Radio Astronomia (NRAO) per conto del Nord America e dall'Osservatorio Astronomico Nazionale del Giappone (NAOJ) per conto dell'Asia Orientale. L'osservatorio congiunto di ALMA (JAO: Joint ALMA Observatory) provvede alla direzione unitaria e alla gestione della costruzione, della messa in servizio e delle operazioni di ALMA.

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22 aprile 2013

Argento e blu a Paranal

Quello che potrebbe essere un bellissimo giorno chiaro dovunque nel mondo, è in realtà un giorno insolitamente nuvoloso all’Osservatorio dell’ESO a Paranal, nel deserto di Atacama. Poichè si tratta di uno dei posti più secchi della Terra, è molto insolito vedere nuvole in cielo. Molti astronomi ed ingegneri che passano del tempo sul sito trovano che il cielo senza nuvole sia una delle cose che più li colpisce del lavoro nel deserto di Atacama. Questa splendida foto panoramica a 360 gradi, fatta dal consulente ESO Dirk Essl con 15 esposizioni separate, ha catturato uno dei rari giorni nuvolosi a Paranal. Si possono vedere alcuni minuscoli, radi cirri sulle strutture del Very Large Telescope. Queste nuvole si formano a grandi altitudini e sono fatte di minuscoli cristalli di ghiaccio.

L’Osservatorio di Paranal riceve meno di 10 millimetri di pioggia all’anno: una delle ragioni per cui questa montagna a 2600 metri di altitudine è stata scelta come sito del Very Large Telescope (VLT) dell’ESO. Questo panorama include le quattro unità telescopiche del VLT e i quattro piccoli Telescopi Ausiliari nelle loro strutture arrotondate, uno sul davanti e gli altri tre più sullo sfondo. I sentieri sul terreno sono stati creati per poter spostare i telescopi in posizioni diverse.

Dirk ha presentato questa foto al gruppo Flickr "La Tua Foto ESO". Il gruppo Flickr viene regolarmente rivisto e le foto migliori vengono selezionate per apparire nel nostro famoso “Picture of the Week” (Foto della Settimana) o nella nostra galleria fotografica.

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15 aprile 2013

Sotto l’incanto delle Nubi di Magellano

Questa bellissima immagine dell’Atacama Large Millimeter/submillimeter Array (ALMA), nella quale si vedono le antenne del telescopio sotto un cielo mozzafiato, è di Christoph Malin, un Ambasciatore Fotografo dell'ESO. Questo, in particolare, è un fermo immagine preso dal filmato accelerato su ALMA, da lui stesso scrupolosamente montato, anch’esso disponibile su  ann12099.

Situato sull’altopiano di Chajnantor, a un’altezza di 5000 metri, ALMA è attualmente il più potente telescopio per lo studio dell’Universo nella banda millimetrica e sub-millimetrica. La costruzione di ALMA si completerà nel 2013 non appena tutte 66 le antenne ad alta precisione diventeranno operative.

Sopra le antenne si possono ammirare, splendenti nel cielo, la Grande e la Piccola Nube di Magellano. Due galassie nane, irregolari, relativamente vicine a noi, che sono visibili nel Cielo Australe anche a occhio nudo. Esse orbitano attorno alla Via Lattea e questo si evince anche dalla distorsione che esse mostrano, causata dall’interazione gravitazionale che subiscono nell’avvicinarsi alla nostra galassia.

L’osservatorio internazionale ALMA è nato dalla partnership tra Europa, Nord America ed Est Asiatico in cooperazione con la Repubblica Cilena. La costruzione e il funzionamento di ALMA sono gestite da ESO per l’Europa, dalla National Radio Astronomy Observatory (NRAO) per il Nord America, e dal National Astronomical Observatory of Japan (NAOJ) per l’Asia Orientale. E’, infine, il Joint ALMA Observatory (JAO) ad avere la leadership comune nonché a seguire la gestione dei lavori di costruzione, l’inaugurazione e l’entrata in funzione di ALMA.

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08 aprile 2013

Una scia splendente di stelle – Il sud della Via Lattea sopra La Silla

Questa fotografia panoramica, fatta da Alexandre Santerne, mostra il disco della Via Lattea, la nostra galassia, visto dall’interno, e una fredda notte invernale con uno spruzzo di neve sull’Osservatorio ESO di La Silla in Cile. Dal nostro punto di vista il disco della Via Lattea appare come una scia splendente di stelle che si estende attraverso il cielo. In questo panorama la Via Lattea è distorta ad arco a causa della ripresa a grandangolo.

Sulla sinistra della fotografia fa capolino dalla collina il telescopio dell’ESO da 3,6 metri, che ospita il celeberrimo cacciatore di esopianeti HARPS (High Accuracy Radial velocity Planet Searcher). Sull’estrema destra si trova il telescopio svizzero Leonhard Euler da 1,2 metri, costruito e gestito dall'osservatorio di Ginevra. 

Vi sono diverse ragioni per cui La Silla è in una posizione ideale per osservare il cielo notturno in generale e la Via Lattea in particolare. Primo, è situata nell’emisfero australe, dandoci così una vista migliore della ricchissima regione centrale della galassia. Secondo, si trova lontano dalla luce e dall’inquinamento urbano, ad un’altitudine di 2400 metri sul livello del mare, rendendo così le notti scure e l’atmosfera chiara.

Alexandre ha presentato questa fotografia al gruppo Flickr "La tua foto ESO". Il gruppo Flickr viene regolarmente rivisto e le foto migliori vengono selezionate per apparire nella famosa serie Picture of the Week (immagine della settimana) o nella nostra galleria fotografica. Da quando ha presentato la foto, Alexandre è anche diventato Ambasciatore fotografico dell'ESO.

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01 aprile 2013

Un cerchio di stelle sopra la Residencia sul Cerro Paranal

Quest'immagine dell'Ambasciatore fotografo dell'ESO Farid Char, raffigurante il cielo australe notturno sopra l’”hotel” Residencia presso l'Osservatorio dell'ESO del Paranal in Cile, è una panoramica della volta celeste dinamica e ricca di stelle.

Per rendere le scie lasciate dal movimento circolare apparente delle stelle, Farid ha usato un'esposizione di 30 minuti per mostrare il movimento delle stelle causato dal moto di rotazione della Terra. Al centro vi è il punto apparentemente fermo del polo sud celeste. A sinistra e in alto sono visibili in maniera sfocata la Grande e la Piccola Nube di Magellano, galassie vicine della Via Lattea.

La cupola di vetro scuro sotto le stelle in cerchio è parte del tetto dell'edificio della Residencia. Questa costruzione parzialmente sotterranea, unica nel suo genere, è utilizzata dal 2002 da scienziati e tecnici dell'osservatorio. Durante la giornata, grazie ai suoi 35 metri di diametro, la cupola permette di illuminare a giorno l'interno dell'edificio.

All'Osservatorio, situato su una montagna a un'altitudine di 2600 metri nell'arido deserto Atacama, le eccellenti condizioni astronomiche sono possibili a caro prezzo. Le persone che vi lavorano devono affrontare una luce solare intensa durante il giorno, un'umidità molto bassa e un'altitudine tale da lasciarle col fiato corto. Per aiutarle a rilassarsi e a reidratarsi dopo lunghi turni sulla cima della montagna, la Residencia è provvista di un’oasi artificiale con un piccolo giardino, una piscina che umidifica l'aria, una sala di ritrovo, una sala da pranzo e altri spazi ricreativi. La struttura può ospitare più di 100 persone.

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25 marzo 2013

La Galassia Perduta

Questa immagine rappresenta la galassia NGC 4535, nella costellazione della Vergine, su un bellissimo sfondo pieno di diverse galassie deboli e lontane. La sua forma quasi circolare mostra che noi la vediamo quasi di fronte. Nel centro della galassia vi è una struttura a barre ben definita, con scie di polvere che curvano bruscamente prima che i bracci di spirale si stacchino dalla fine della barra. Il colore bluastro dei bracci di spirale indica la presenza di un gran numero di stelle giovani e calde. Tuttavia, al centro vi sono stelle più vecchie e fredde che donano al rigonfiamento della galassia un aspetto giallastro.

Questa immagine visibile è stata fatta con lo strumento FORS1 del Very Large Telescope da 8,2 metri dell’ESO. La galassia è osservabile anche tramite un telescopio amatoriale più piccolo ed è stata osservata la prima volta da William Herschel nel 1785. Osservata attraverso un telescopio più piccolo, NGC 4535 ha un aspetto nebuloso e spettrale, il quale diede al prominente astronomo amatoriale Leland S. Copeland l’ispirazione per chiamarla “la Galassia Perduta” nel 1950.

NGC 4535 è una delle galassie più grandi e visibili del gruppo della Vergine, un gruppo gigantesco di 200 galassie, a circa 50 milioni di anni luce di distanza da noi. Anche se il gruppo della Vergine ha un diametro di poco maggiore del Gruppo Locale – il gruppo di galassie a cui la Via Lattea appartiene – esso contiene un numero di galassie 50 volte maggiore.


11 marzo 2013

Comete e stelle cadenti danzano nel cielo del Paranal

Un’immagine proprio bella questa, ripresa da Gabriel Brammer, uno degli ESO Photo Ambassadors, in cui vediamo il tramonto con la sagoma dell’Osservatorio del Paranal e due comete in cielo. Vicino all’orizzonte, a destra nell’immagine, la Cometa C/2011 L4 (PanSTARRS), la più brillante delle due con la sua coda brillante fatta di polvere illuminata dal Sole. Al centro dell’immagine, proprio sopra il versante destro del Cerro Paranal, vediamo una piccola sfera nebulosa verdognola, la coma, attorno al nucleo  della cometa C/2012 E6 (Lemmon) e anche una debolissima coda. Il colore verde è dovuto alla ionizzazione dei gas presenti nella coma dovuta alla luce del Sole. Si potrebbe quasi pensare che ci fosse una terza cometa fra le due presenti nella foto, ma l’oggetto luminoso che sfreccia fra le comete Lemmon e PanSTARRS è solo una stella cadente che, per caso ma opportunamente, è nel posto giusto al momento giusto.


04 marzo 2013

La neve cade sul deserto di Atacama

Il deserto di Atacama è uno dei luoghi più aridi del mondo. Diversi fattori contribuiscono alla sua aridità. La maestosa catena montuosa delle Ande e la Cordigliera della Costa bloccano le nuvole rispettivamente da est e da ovest. Inoltre, la fredda corrente marina di Humboldt nell'Oceano Pacifico, che crea uno strato d'inversione di aria fresca nei pressi della costa, ostacola la formazione di nubi da pioggia. Infine, una regione di alta pressione nell'Oceano Pacifico sud-orientale crea delle correnti a circolo, cioè un anticiclone che favorisce il mantenimento di un clima arido nel deserto Atacama. Tali condizioni di aridità furono il motivo principale per la collocazione del Very Large Telescope da parte dell'ESO presso il Paranal, nel deserto di Atacama. All'Osservatorio del Paranal, situato sulla cima del Cerro Paranal, i livelli di precipitazione sono di norma inferiori ai dieci millimetri l'anno, con un'umidità spesso al di sotto del 10%. Le condizioni per l'osservazione sono eccellenti, con più di 300 notti serene l’anno.

Le splendide condizioni per l'osservazione astronomica nel deserto di Atacama sono raramente disturbate dal clima. Tuttavia, per circa un paio di giorni l'anno, la neve fa capolino sul deserto di Atacama. Questa immagine mostra una bella panoramica del Cerro Paranal. Il VLT si trova sulla sommità a sinistra mentre il telescopio per survey VISTA su un cima leggermente più bassa, a poca distanza sulla destra. Il cielo azzurro mostra che è comunque un'altra bella giornata di sole. Questa volta, però, c'è una differenza: una sottile spruzzata di neve ha trasformato il paesaggio desertico, creando una vista straordinaria di rara bellezza.

Quest'immagine è stata scattata dall'ESO PhotoAmbassador Stéphane Guisard l'1 agosto 2011.

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18 febbraio 2013

Specchio ultrasottile in prova all’ESO

Questo notevole specchio sottile deformabile è stato consegnato all’ESO a Garching, in Germania ed è mostrato mentre viene sottoposto a diversi test. Ha un diametro di 1120 millimetri, ma è spesso soltanto 2 millimetri, cosa che lo rende molto più sottile della maggior parte delle finestre di vetro. Lo specchio è molto sottile, quindi flessibile al punto che le forze magnetiche applicate su di esso riescono ad alterare la forma della sua superficie riflettente. Quando lo specchio sarà in uso, la sua superficie verrà costantemente alterata in quantità minuscole, per correggere l’effetto sfocatura dell’atmosfera terrestre e così creare immagini molto più nitide.

Il nuovo specchio deformabile secondario (deformable secondary mirror, DSM) sostituirà l’attuale specchio secondario in una delle quattro unità del telescopio VLT. L’intera struttura secondaria include un gruppo di 1170 attuatori che applicano una forza su 1170 magneti fissati sulla parte posteriore dello specchio sottile. Sofisticati congegni elettronici appositi controllano i movimenti dello specchio sottile. La superficie riflettente può essere deformata fino a mille volte al secondo dall’azione degli attuatori.

Il sistema DSM completo è stato consegnato all’ESO dalle aziende italiane Microgate e ADS nel dicembre 2012 e corona otto anni di sforzi per il suo continuo sviluppo e la produzione. Si tratta del più grande specchio deformabile mai prodotto per uso astronomico ed è l’ultimo di una lunga serie di specchi del genere. La vasta esperienza di queste aziende emerge nelle prestazioni di alto livello e nell’affidabilità del sistema. L’inizio dell’installazione sul VLT è previsto per il 2015.

Lo specchio sottile stesso (ann12015) è stato prodotto dall’azienda francese REOSC. Si tratta di un foglio di materiale ceramico, levigato fino ad ottenere una forma molto accurata. Il processo di produzione inizia con un blocco di ceramica Zerodur, fornito da Schott Glas (Germania), spesso più di 70 millimetri. La maggior parte di questo materiale viene eliminata per creare lo specchio sottile finale che, essendo estremamente fragile, deve essere attentamente supportato in ogni momento.

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11 febbraio 2013

Disegni di laser e luce

Nel corso di una limpida notte bavarese, il personale dell'ESO ha partecipato alle riprese di un episodio di ESOcast dedicato all’unità compatta della nuova stella guida laser, qui mostrata in azione all’Osservatorio Pubblico Allgäu di Ottobeuren, in Germania. Sfruttando il bagliore emanato dai telefoni cellulari e la fotografia a lunga esposizione, il personale ha tracciato le lettere “ESO” con la luce, sullo sfondo dell’osservatorio. Appena a sinistra del fascio luminoso verticale è possibile osservare la Via Lattea. Leggermente più in alto dell’orizzonte, sopra l’osservatorio, si può individuare in lontananza la scia tracciata da un velivolo. Il laser ha un potente raggio luminoso di 20 Watt, e per proteggere piloti e passeggeri è stata creata, da parte della Deutsche Flugsicherung (responsabile del controllo del traffico aereo in Germania), una zona di divieto di volo attorno all’osservatorio durante le ore notturne di osservazione.

Le stelle guida laser sono stelle artificiali create nell’atmosfera terrestre con l’ausilio di un raggio laser. Per effetto del laser, lo strato di atomi di sodio che si trova nell’atmosfera, a 90 chilometri di altitudine, emette luce, creando così una stella artificiale nel cielo che è possibile osservare con un telescopio. Usando le misurazioni ottenute rispetto alla stella artificiale, gli strumenti di ottici adattiva possono quindi correggere nelle osservazioni l’effetto di sfocatura dovuto all’atmosfera.

Il concetto innovativo dell’ESO utilizza un potente laser il cui raggio è lanciato con un piccolo telescopio, combinato in una singola unità modulare che può essere montata direttamente su un telescopio più grande. L’idea, che è stata brevettata dall’ESO, sarà usata per dotare il Very Large Telescope (VLT) di quattro unità laser simili. Avrà inoltre un ruolo chiave nelle unità che attrezzeranno il futuro European Extremely Large Telescope (E-ELT).

Al momento delle riprese, l’unità veniva sottoposta a verifiche prima di essere spedita all’osservatorio ESO di Paranal, in Cile, sede del VLT.

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04 febbraio 2013

Tramonto all'Osservatorio del Paranal

Babak Tafreshi, un ambasciatore fotografo dell'ESO, ha scattato questa suggestiva foto dell'Osservatorio dell'ESO al Paranal nel momento del tramonto. Il cielo bello e terso suggerisce le eccezionali condizioni atmosfetiche del luogo, una delle principali ragioni per cui l'ESO ha scelto il Paranal come sito del VLT (Very Large Telescope), il suo fiore all'occhiello.

Il VLT - che puo essere visto sul Cerro Paranal, la vetta più alta visibile nell'immagine, con un altitudine di 2600 metri - è l'osservatorio astronomico a luce visibile più avanzato al mondo, consiste in quattro Unità Telescopiche, ciascuna munita di uno specchio principale del diametro di 8,2 metri e di quattro telescopi ausiliari con specchio da 1,8 metri. Il VLT opera a lunghezze d'onda visibili e infrarosse e tra le osservazioni pionieristiche del VLT troviamo la prima immagine diretta di un esopianeta (si veda eso0515) e il monitoraggio delle stelle orbitanti il buco nero all'interno della Via Lattea (si veda eso0846 e eso1151).

Sul Cerro Paranal si trova anche il VST (VLT Survey Telescope). La sua struttura è visibile accanto ad una delle Unità Telescopiche più grandi del VLT sulla cima della montagna, il VST è stata l'aggiunta più recente al Paranal: le prime immagini sono state pubblicate nel 2011 (si veda eso1119). Il telescopio supporta uno specchio primario da 2,6 metri di diametro il quale lo rende il telescopio più grande al mondo per survey in luce visibile.

Un altro telescopio all'osservatorio del Paranal è VISTA, il Visible and Infrared Survey Telescope for Astronomy, che può essere individuato sul picco in primo piano. VISTA è il telescopio per survey più grande del mondo, con il suo specchio da 4,1 metri lavora a lunghezze d'onda vicine agli infrarossi, e ha cominciato le osservazioni nel 2009 (si veda eso0949).

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28 gennaio 2013

Un peso massimo intergalattico

Questa immagine di campo profondo mostra un cosiddetto superammasso di galassie - un enorme complesso di ammassi di galassie tra di loro legati. Questo superammasso, noto come Abell 901/902, comprende tre ammassi principali ed un certo numero di filamenti galattici, tipici di tali super-strutture. Uno degli ammassi, Abell 901a, può essere individuato sopra ed appena a destra della prominente stella rossa vicina al centro dell'immagine. Un secondo, Abell 901b, si trova a destra di Abell 901a e leggermente più in basso. Infine, l'ammasso Abell 902 è visibile direttamente sotto la stella rossa, verso il bordo inferiore dell'immagine.

Il superammasso Abell 901/902 si trova ad oltre due miliardi di anni luce dalla Terra e contiene centinaia di galassie in una regione di circa 16 milioni di anni luce. Per confronto, il Gruppo Locale di galassie - che contiene la nostra Via Lattea insieme ad altre 50 galassie - misura approssimativamente 10 milioni di anni luce.

Questa immagine è stata ottenuta dallo strumento Wide Field Imager (WFI) sul telescopio da 2,2 metri dell'MPG/ESO, situato all'osservatorio di La Silla, in Cile. Usando le informazioni ottenute dal WFI e dall'Hubble Space Telescope della NASA/ESA, nel 2008 gli astronomi sono riusciti a tracciare una mappa della distribuzione di materia oscura all'interno del superammasso, mostrando che gli ammassi e le galassie singole contenuti nella super-struttura sono contenuti da vasti grumi di materia oscura. Per far ciò, gli astronomi hanno osservato il modo in cui la luce proveniente da 60 mila galassie lontane, situate dietro il superammasso, viene distorta dall'effetto gravitazionale della materia oscura, rivelandone quindi la distribuzione. Si stima che la massa dei quattro principali aggregati di materia oscura in Abell 901/902 sia circa 10 bilioni di volte quella del Sole.

Le osservazioni qui mostrate fanno parte del progetto COMBO-17, una survey del cielo realizzata usando lo strumento WFI con 17 diversi filtri ottici. Finora il progetto COMBO-17 ha individuato più di 25 mila galassie.

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21 gennaio 2013

APEX sotto la Luna

Un'altra notte stellata sull'altipiano di Chajnantor nelle Ande cilene. Il primo quadrante della Luna risplende intensamente in questa fotografia e brilla di più degli oggetti celesti circondanti. Tuttavia, per telescopi radio come APEX (Atacama Pathfinder Experiment) la luminosità lunare non è un problema per le osservazioni. Infatti, visto che anche il Sole stesso non è molto luminoso nelle lunghezze d'onda radio, e che queste lunghezze d'onda non illuminano il cielo nello stesso modo, questo telescopio può anche essere usato durante il giorno, se non viene puntato direttamente verso Sole.

APEX è un telescopio di 12 metri di diametro che osserva la luce nelle lunghezze d'onda millimetriche e submillimetriche. Gli astronomi, osservando con APEX, possono vedere fenomeni che sarebbero invisibili a lunghezze d'onda più corte della luce infrarossa o in luce visibile. Per esempio, APEX può osservare attraverso dense nubi interstellari costituite da gas e polveri cosmiche, svelando regioni nascoste nelle quali è in corso la formazione di stelle. Queste regioni risplendono intensamente a queste lunghezze d'onda, ma possono risultare oscurate in luce infrarossa e visibile. Tra gli oggetti celesti che costituiscono eccellenti bersagli di osservazione per APEX vi sono anche alcune delle più vecchie e distanti galassie dell'Universo. A causa dell'espansione dell'universo nell'arco di miliardi di anni, la loro luce è stata spostata verso il rosso, proprio nell'intervallo di lunghezze d'onda millimetriche e submillimetricche di APEX.

APEX è una collaboration tra il Max Planck Institute for Radio Astronomy (MPIfR), l'Onsala Space Observatory (OSO) e ESO. La gestione delle operazioni di APEX a Chajnantor è affidata a ESO.

Questa meravigliosa fotografia è stata presa dall'ambasciatore ESO Babak Tafresh. E' parte di un più grande panorama che è anche disponibile tagliato in modi diversi.

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14 gennaio 2013

ALMA sovrastato dalle vette montuose

A prima vista questa foto panoramica mostra lo scenario montuoso dell'altipiano di Chajnantor, in Cile, con neve e ghiaccio disseminati sul terreno arido. Le vette principali, da destra a sinistra, sono Cerro Chajnantor, Cerro Toco, Juriques, e il caratteristico vulcano conico Licancabur (si veda potw1240) abbastanza impressionanti! Tuttavia le vere protagoniste di questa foto sono le piccole strutture appena visibili al centro dell'immagine - percettibili solo strizzando abbastanza forte gli occhi.

Queste strutture, sovrastate dalle montagne vicine, sono le antenne che formano l'Atacama Large Millimeter/submillimeter Array (ALMA), un grande telescopio radio. Nonostante possa sembrare piccolo in questo panorama, ALMA è composto in realtà da una grande quantità di antenne di 12 e 7 metri di diametro e, una volta completato, sarà composto di un totale di 66 antenne, distribuite su distanze fino a 16 chilometri sull'altipiano. La fine dei lavori di costruzione di ALMA è prevista nel 2013, ma i telescopi hanno già iniziato la fase iniziale di osservazione, fornendo risultati incredibili (si veda per esempio eso1239). Dal momento in cui questa fotografia è stata scattata molte altre antenne si sono aggiunte a quelle già presenti sull'altipiano.

ALMA, una struttura astronomica internazionale, è frutto di una collaborazione tra Europa, Nord America, Est Asia e la Republica del Cile. La costruzione e la gestione di ALMA sono dirette da ESO per l'Europa, dal National Radio Astronomy Observatory (NRAO) per il Nord America e dal National Astronomical Observatory of Japan (NAOJ) per l'Est Asia. Insieme queste organizzazioni formano il Joint ALMA Observatory (JAO), che sovrintende la costruzione e le operazioni che riguardano ALMA.

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03 dicembre 2012

Da Antu verso Yepun - La costruzione del VLT

ESO quest'anno festeggia i propri 50 anni di vita e per celebrare questo importante anniversario vi mostriamo alcuni sguardi sulla nostra storia. Una volta al mese, nel corso del 2012, una speciale Foto della Settimana "Allora ed oggi" mostra come le cose siano cambiate nel tempo presso gli osservatori di La Silla e di Paranal, nel centro di ESO di Santiago del Cile e nel quartiere generale in Germania, a Garching, vicino a Monaco di Baviera.

Il Very Large Telescope (VLT), il fiore all'occhiello di ESO a Cerro Paranal, in Cile, è composto di quattro enormi Unità Telescopiche (UT), ognuno con uno specchio di 8.2 metri di diametro, e quattro telescopi ausiliari mobili da 1.8 metri di diametro. La nostra coppia di fotografie di questo mese mostra un'Unità Telescopica in costruzione, e una al giorno d'oggi.

L'inizio dei lavori della cupola della prima Unità Telescopica  (UT1) è visibile nell'immagine storica, ripresa alla fine di ottobre 1995. Le fondamenta di cemento erano già state completate e la parte inferiore fissa della struttura metallica della cupola era stata ad esse fissata. Le prime componenti della parte mobile della cupola del telescopio erano anche loro in posizione - nell'immagine sono visibili anche gli inizi della larga fenditura attraverso la quale osserverà il telescopio e la pesante struttura orizzontale che sosterrà le porte scorrevole. Questa UT ha visto la luce il 25 maggio 1998 (si veda eso9820).

All'inaugurazione di Paranal, nel 1999 (si veda eso9921), ad ogni UT fu dato un nome nella lingua originale delle tribù mapuche. I nomi - Antu, Kueyen, Melipal, e Yepun - delle UT da uno a quattro, rappresentano quattro oggetti celesti bellissimi e molto visibili nel cielo: il Sole, la Luna, la costellazione della croce del Sud e Venere [1], rispettivamente. 

La fotografia odierna è quella di UT4, Yepun, che ha visto la luce nel settembre 2000 (si veda eso0028). Ma ogni UT potrebbe essere equivalentemente utilizzato per illustrare la costruzione completa del VLT, poiché i quattro UT sono stati progettati per essere identici. L'unica differenza sono gli strumenti  a disposizione su ciascun telescopio, che forniscono agli astronomi un ampio spettro di tecnologie per studiare l'universo. La struttura gialla davanti a Yepun è la piattaforma montacarichi M1, che può essere spostata sugli altri telescopi ed è usata quando i loro specchi giganti di 8.2 metri di diametro vengono periodicamente rimosso e ri-alluminati. 

Negli anni successivi a questa fotografia storica la prima UT ha ricevuto un nome - Antu - e una famiglia, quando anche gli altri telescopi hanno raggiunto la cima della montagna. Oggi il VLT è l'osservatorio astronomico in luce visibile più avanzato al mondo e Antu, Yepun e gli altri telescopi a Paranal hanno giocato un ruolo fondamentale nel rendere ESO, senza l'ombra di un dubbio, l'osservatorio di terra più produttivo al mondo. 

Nota

[1] Yepun è stata tradotta come "Sirio" all'epoca dell'inaugurazione di Paranale (si veda eso9921), ma ulteriori indagini hanno mostrato che la traduzione corretta è "Venere". 

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26 novembre 2012

Due cacciatori di pianeti fotografati a La Silla

Per secoli filosofi e scienziati si sono interrogati sulla possibilità dell'esistenza di pianeti abitabili al di fuori del Sistema Solare. Oggi quest'idea è più che una semplice speculazione: negli ultimi due decenni varie centinaia di pianeti extrasolari sono stati scopertida astronomi in tutto il mondo. Varie tecniche differenti sono usate in questa ricerca di nuovi mondi. In questa inusuale fotografia sono stati catturati nella stessa immagine due telescopi che impiegano due di queste tecniche di osservazione, il telescopio di 3.6 metri di diametro di ESO, con lo spettrografo HARPS, e il telescopio spaziale CoRoT. La fotografia è stata ripresa da Alexandre Santerne, un astronomo che studia lui stesso i pianeti extrasolari. 

Lo spettrografo High Accuracy Radial velocity Planetary Search (HARPS), il più avanzato cacciatore di pianeti, è uno strumento sul telescopio di ESO di 3.6 metri di diametro. La cupola aperta di questo telescopio può essere vista sulla sinistra di quest'immagine, dietro la cupola angolare del New Technology Telescope. HARPS scopre i pianeti extrasolari misurando piccoli cambiamenti nel moto di una stella che oscilla leggermente sotto l'influenza della forza gravitazionale del pianeta che orbita attorno ad essa. Questa tecnica è conosciuta come la tecnica di velocità radiale per trovare i pianeti extrasolari. 

La debole scia di luce alta nel cielo in quest'esposizione di 20 secondi non è un meteorite, ma CoRoT, il telescopio spaziale Convection Rotation and planetary Transits. CoRoT cerca pianeti extrasolari scrutando la riduzione della luce di una stella che si verifica quando un pianeta passa davanti ad essa - il metodo del transito. La posizione del telescopio nello spazio sopra l'atmosfera terrestre migliora la precisione delle osservazioni eliminando il tremolio delle stelle. Potenziali pianeti trovati con il metodo del transito vengono confermati usando tecniche complementari come il metodo delle velocità radiali. Durante la notte stessa nella quale questa fotografia è stata ripresa, HARPS era effettivamente impiegato a seguire candidati di pianeti extrasolari scoperti da CoRoT! 

Sfortunatamente, nel novembre 2012 CoRoT è stato soggetto a un problema informatico, il che significa che - malgrado sia ancora in funzione - esso non può più ricevere i dati ottenuti dal suo  telescopio (si vedano le notizie sul sito internet di CoRoT, o per esempio quest'articolo sulla rivista Nature). Il team di CoRoT non ha però rinunciato al progetto e sta lavorando intensamente per far funzionare di nuovo i sistemi della sonda spaziale. Anche se la CoRoT non potesse ricominciare a funzionare, non ci sono dubbi che la missione sia stata un grande successo! La sonda è stata in funzione per il doppio del tempo previsto dalla missione originale ed è stata la prima sonda spaziale a scoprire un pianeta estrapolare con il metodo del transito. CoRoT ha portato importanti contributi sia alla ricerca di pianeti extrasolarii sia allo studio dell'interno stellare, l'astrosismologia. 

La ricerca di pianeti extrasolari ci aiuta a capire meglio il nostro sistema planetario, e potrebbe costituire il primo passo nella scoperta della vita oltre la Terra. HARPS e CoRoT sono solo due degli affascinanti strumenti sviluppati per assistere gli astronomi in questa ricerca. 

Alexandre ha sottoposto questa fotografia al gruppo foto di ESO su Flickr. Questo gruppo di Flickr è regolarmente recensito e le migliori immagini vengono selezionate per essere pubblicate nella nostra popolare serie di "foto della settimana" o nella nostra galleria di foto. Nel 2012, anno del cinquantesimo anniversario di ESO, stiamo raccogliendo anche le immagine storiche di ESO. Dopo aver sottoposto questa foto, Alexandre è diventato un ambasciatore fotografico di ESO.

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12 novembre 2012

Una fotografia, molte storie

L'ambasciatore fotografico di ESO, Babak Tafreshi ha catturato una fantastica immagine del cielo sopra l'osservatorio dell'ESO a Paranal, con una grande varietà di oggetti distanti.

Il più evidente di questi è la nebulosa della Carena, l'oggetto di colore rosso che risplende intensamente nel centro dell'immagine. La nebulosa della Carena si trova nella costellazione della Carena, a circa 7500 anni-luce dalla Terra. Questa nube di gas luminoso e polveri è la nebulosa più brillante del cielo e contiene molte delle stelle conosciute più luminose e più massive della Via Lattea, come per esempio Eta Carinae. La nebulosa della Carena è un perfetto banco di prova per gli astronomi per svelare i misteri della nascita e della morte violenta delle stelle massive. Per vedere alcune meravigliose immagini della nebulosa della Carena ottenute recentemente dall'ESO, si vedano eso1208, eso1145 e eso1031.

Sotto la nebulosa della Carena vediamo l'ammasso Pozzo dei Desideri (NGC 3532). Quest'ammasso aperto di stelle giovani è stato chiamato così perché attraverso l'oculare di un telescopio appare come una manciata di monetine d'argento che scintillano sul fondo di un pozzo dei desideri. Più a destra vediamo la nebulosa Lambda Centauri (IC 2944), una nube di idrogeno luminoso e di stelle appena nate che viene chiamata a volte la nebulosa del ''pollo che corre'', per la forma di un uccello che alcuni vedono nella sua regione più luminosa (si veda eso1135). Sopra questa nebulosa e leggermente sulla sinistra troviamo le Pleiadi australi (IC 2632), un ammasso aperto di stelle simile al suo più familiare omonimo nell'emisfero nord. 

In primo piano vediamo tre dei quattro telescopi ausiliari (TA) del Very Large Telescope Interferometer (VLTI). Usando il VLTI, gli TA - o i telescopi da 8 metri di diametro del VLT - possono essere usati simultaneamente come un unico enorme telescopio che può vedere dettagli più fini che sarebbero invisibili con i telescopi impiegati individualmente. Il VLTI è stato usato per una grande varietà di ricerche, tra cui lo studio di dischi circumstellari attorno a stelle giovani e nuclei galattici attivi, uno dei fenomeni più energetici e misteriosi dell'universo.

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05 novembre 2012

La costruzione delle residenza di Paranal - Dalla turbolenza alla quiete

ESO quest'anno festeggia i propri 50 anni di vita e per celebrare questo importante anniversario vi mostriamo alcuni sguardi sulla nostra storia. Una volta al mese, nel corso del 2012, una speciale Foto della Settimana "Allora ed oggi" mostra come le cose siano cambiate nel tempo presso gli osservatori di La Silla e di Paranal, nel centro di ESO di Santiago del Cile e nel quartiere generale in Germania, a Garching, vicino a Monaco di Baviera.

Nella coppia di fotografie di questo mese, prese all'osservatorio di ESO a Paranal, nel deserto cileno di Atacama, paragoniamo un animato sito di costruzione, come appariva nel novembre 1999, con il risultato finale al giorno d'oggi: l'edificio dell'osservatorio destinato agli alloggi, conosciuto come la Residencia di Paranal. Immaginate il cambiamento tra allora ed oggi: il rumore metallico dei martelli e dei trapani e il frastuono dei trattori e delle gru hanno lasciato posto alla quiete pacifica di un edificio nel deserto che completa l'ambiente circostante. Costruito usando materiali e colori naturali, annidato in una depressione esistente nel terreno, l'edificio si fonde con il paesaggio.

La Residencia è stata costruita come un rifugio per gli astronomi e per il resto del personale ESO, che qui lavorano in uno dei più aspri paesaggi immaginabili, dove la siccità estrema, l'intensa radiazione ultravioletta proveniente dal sole, i forti venti e l'alta quota sono parte della vita quotidiana. Gli imprenditori edili che hanno costruito la Residencia, lavorando anche loro in queste condizioni estreme, hanno creato una vera e propria oasi nel deserto, che viene enormemente apprezzata e che permette allo staff dell'osservatorio di ripararsi dall'ambiente arido. L'edificio terminato è la testimonianza del loro duro lavoro. La Residencia, che ha ricevuto un premio di architettura, possiede più di 100 camere e anche un certo numero di spazi comuni che includono una mensa, un salotto, una piscina, un centro fitness e una biblioteca. Dalla sua facciata occidentale si gode di una vista spettacolare sul deserto in direzione dell'Oceano Pacifico e del tramonto.

C'è un altro particolare visibile su entrambi fotografie: dietro alla Residencia, a 2600 metri sopra il livello del mare, sulla cima di Cerro Paranal, si trova il Very Large Telescope (VLT) di ESO. È l'osservatorio astronomico in luce visibile più avanzato al mondo, ed anche il motivo per cui la Residencia e tutti coloro che soggiornano al suo interno si trovano qui!

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29 ottobre 2012

Un luogo per svelare i misteri dell'universo freddo

Questa magnifica foto panoramica presa da Babak Tafreshi, un ambasciatore fotografico di ESO, mostra gli ultimi raggi di luce solare che illuminano l'altipiano di Chajnantor nel deserto cileno di Atacama. Quest'altipiano è il luogo dove si trova il telescopio Atacama Pathfinder Experiment (APEX), che si può vedere a sinistra dell'immagine. Da questo remoto posto sulla Terra, a 5000 metri di altitudine sul livello del mare, APEX studia l'"universo freddo". 

APEX è un telescopio di 12 metri di diametro, che osserva la luce a lunghezze d'onda millimetriche e submillimetriche. Osservando con APEX, gli astronomi possono vedere fenomeni che sarebbero  invisibili a lunghezze d'onda più corte. Questo telescopio permette lo studio delle nubi molecolari - le dense regioni costituite da gas e polvere cosmica nelle quali nascono le nuove stelle - che sono scure e oscurate dalle polveri se osservate in  luce visibile o infrarossa, ma che sono molto luminose a queste lunghezze d'onda relativamente lunghe. Gli astronomi usano questa luce per studiare le condizioni chimiche e fisiche nelle nubi. Quest'intervallo di lunghezze d'onda è ideale anche per lo studio delle più vecchie e più distante galassie nell'universo. 

Dal suo esordio nel 2005, APEX ha prodotto molti risultati scientifici importanti. Per esempio APEX si è associato al Very Large Telescope di ESO per osservare la materia che viene strappata  dal buco nero al centro della Via Lattea (eso0841), un risultato che figura nelle 10 più importanti scoperte astronomiche di ESO.) 

Gruppi di "penitenti" bianchi sono visibili sul suolo attorno ad APEX. Le "penitentes" (termine spagnolo per penitenti) sono un curioso fenomeno naturale scoperto nelle regioni d'alta quota, tipicamente a più di 4000 metri sopra il livello del mare. Si tratta di aguzze cuspidi  di neve compressa o ghiaccio, con il loro lato più sottile diretto verso il Sole, che raggiungono altezze da qualche centimetro fino a diversi metri. 

APEX è una collaborazione tra il Max Planck Institute for Radio Astronomy (MPIfR), l'Onsala Space Observatory (OSO) e l'ESO. Il funzionamento di APEX a Chajnantor è affidato all'ESO. 

L'antenna di 12 metri di diametro di APEX è un prototipo di antenna per un altro telescopio a Chajnantor, l'Atacama Large Millimeter/submillimeter Array (ALMA). ALMA - quando  sarà completato, nel 2013 - avrà una rete di 54 antenne di 12 metri e 12 antenne di 7 metri. L'ESO è il partner europeo in questo complesso astronomico internazionale, che  è una collaborazione tra Europa, America del Nord e Asia dell'est, in cooperazione con la Repubblica del Cile. 

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24 settembre 2012

E' prossima la notte di un giorno difficile

Il tramonto di solito è un segno che un altro giorno di lavoro è finito. Le luci della città si accendono lentamente e la gente torna a casa desiderosa di gustarsi la sera e una buona nottata. Tuttavia, questo non si applica agli astronomi che lavorano ad un osservatorio come l'Osservatorio Paranal di ESO in Cile. Le osservazioni cominciano non appena il sole è scomparso dietro l'orizzonte. Tutto dev'essere pronto prima del crepuscolo.

Questa fotografia panoramica ha catturato il Very Large Telescope di ESO (VLT) sullo sfondo di un bellissimo crepuscolo su Cerro Paranal. Le recinzioni del VLT risaltano nell'immagine dato che i telescopi sono pronti per una notte di studio dell'universo. Il VLT è il telescopio ottico avanzato più poderoso al mondo, che consiste di quattro unità telescopiche, con specchi principali dal diametro di 8,2 metri, e da quattro telescopi ausiliari mobili (ATs) da 1,8 metri, visibili nell'angolo sinistro dell'immagine.

I telescopi possono anche lavorare insieme come un singolo telescopio gigante, il Very Large Telescope Interferometer di ESO (VLTI), che consente agli astronomi di osservare il più dettagliatamente possibile. Questa configurazione è usata solo per un numero di notti all'anno limitato. La maggior parte delle volte, le unità telescopiche da 8,2 metri sono usate individualmente. 

Nei 13 anni passati il VLT ha avuto un enorme impatto sulle osservazioni astronomiche. Con l'avvento del VLT, la comunità astronomica europea ha sperimentato una nuova era di scoperte, in particolare le traiettorie dele stelle che orbitano intorno al buco nero al centro della Via Lattea e la prima fotografia di un pianeta extrasolare, che sono due delle tre prime Top 10  Scoperte Astronomiche di ESO.

Le unità telescopiche del VLT hanno i nomi di corpi celesti in Mapuche, un'antica lingua nativa del popolo indigeno di Cile e Argentina. Da sinistra a destra ci sono Antu (UT1; il Sole), Kueyen (UT2; la Luna), Melipal (UT3; la Croce del Sud), e Yepun (UT4; Venere).

Questa foto è stata scattata dall'ambasciatore fotografico di ESO, Babak Tafreshi.

Questa immagine è disponibile come immagine montata in ESOshop. 


02 luglio 2012

Un Oasi per gli Astronomi — La Residencia ESO nel Passato e nel Presente

L'ESO compie cinquant'anni quest'anno, e per celebrare questo importante anniversario, vi mostreremo scorci della nostra storia. Una volta al mese per tutto il 2012, un'Immagine della Settimana (Picture of the Week) speciale, della serie "Passato e Presente" (Then and Now) mostra come le cose sono cambiate nei decenni nei siti della Silla e di Paranal, negli uffici dell'ESO a Santiago del Cile e nel quartier generale dell'ESO a Garching bei München, Germania.

Da Febbraio 2001 (vedi eso0205), La Residencia sul Paranal ha fornito un alloggio per le persone che lavorano nella sede ESO sul Cerro Paranal nel deserto cileno di Atacama, anche casa del Very Large Telescope ESO (VLT). Questo mese, le nostre fotografie  "Passato al Presente" -- entrambe scattate dall'ambasciatore fotografo Gerhard Hüdepohl -- ci danno una vista unica di come questa oasi nel deserto sia stata costruita.

La foto storica mostra la Residencia in costruzione alla fine del 2000. L'edificio fu disegnato dalla ditta tedesca di architettura Auer+Weber, e si basa su una forma a L. I colori degli edifici ricordano quelli del deserto circostante, aiutando a fondere la Residencia con l'ambiente circostante. La parte centrale non ancora completata ricorda un anfiteatro, con i gradoni di pietra nuda aperti ad un cielo senza nuvole.

Oggi, la Residencia è molto diversa! Nonostante sia sottoterra, il design unico della struttura aiuta a dare un idea di spazio aperto. L'area centrale è protetta da una cupola smaltata di 25 metri, che permette alla luce naturale di penetrare nell'edificio. L'anfiteatro freddo e sterile del 2000 è stato reinventato e trasformato in un giardino tropicale, con una piscina sul fondo. Sia il giardino che la piscina sono stati ideati per creare  umidità all'interno, permettendo allo staff di riprendersi dalle aride condizioni dell'esterno.

Grazie al design unico della Residencia, la sua fama si è sparsa oltre la comunità astronomica, Per esempio, nel 2008 delle scene del film di James Bond Quantum of Solace sono state filmate qua, con la Residencia nel ruolo del Hotel "Perla de las Dunas" [1], la Residencia è stata scelta come uno dei "10 buildings of the decade" dal giornale inglese The Guardian (see ann0940)  e, nel 2012, l'osservatorio Paranal, includendo la Residencia, erano inclusi nella pubblicità Land Rover "Perfect Places" (vedi ann1208)

Notes

[1] Per altre informazioni su James Bond al Cerro Paranal vedi eso0807eso0830, e http://www.eso.org/public/outreach/bond/BondatParanal.html

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25 giugno 2012

Marte, 2099?

Una fredda oscura notte su Marte, nel mezzo di un arido deserto una strada illuminata da luci artificiali serpeggia verso un solitario avamposto umano sulla cima di un antica montagna. O almeno, questo è quello che un fan di fantascienza potrebbe pensare di questa spettrale vista.

La fotografia in effetti mostra l'osservatorio ESO situato sul Cerro Paranal, casa del Very Large Telescope (VLT), sulla Terra. Tuttavia, è facile immaginarlo come la futura vista che potremmo avere su Marte, forse alla fine del secolo. Ed è per questo che Julien Girard, che ha scattato questa foto, l'ha intitolata "mars 2099".

Situato a 2600 metri di altitudine, l'osservatorio Paranal si trova in uno dei posti più aridi della Terra, il deserto cileno di Atacama. Il paesaggio è così marziano, che infatti L'European Space Agency(ESA) e la NASA testano i loro rover marziani in questa regione. Per esempio, un team ESA ha recentemente testato il rover autosterzante Seeker, come descritto in ann12048.

L'immagine è stata scattata al tramonto, guardando a Sud-Est verso il VLT, dal picco dov'è situato il telescopio VISTA. Ad Ovest si trova l'Oceano Pacifico, a soli 12 kilometri dal Paranal. Dalla vetta del Paranal si può vedere la via Lattea che si erge in cielo, lasciando un inconfondibile marchio nel cielo australe -- L'asterismo della Croce del Sud.

Al Paranal, i cieli sono così sgombri e oscuri che la luce proveniente dalla via Lattea è abbastanza forte da creare ombre. Questo è il motivo per cui l'ESO ha scelto questo sito per la costruzione del VLT, e perchè l'osservatorio gode delle migliori condizioni di osservazione del cielo notturno al mondo.

Julien Girard è un astronomo ESO operante in Cile, che lavora al VLT. Ha caricato questa fotografia sulla pagina Flickr "Le vostre foto" dell'ESO dove tutti possono caricare i loro scatti, di cui migliori vengono poi selezionati come Foto della Settimana o inseriti nella galleria del sito. Nel 2012 come parte dei festeggiamenti per i cinquant'anni di attività, saranno caricati scatti storici  riguardanti l'ESO e gli osservatori.


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18 giugno 2012

Il laser di Yepun e le Nubi di Magellano

Uno dei maggiori nemici dell'astronomo è l'atmosfera terrestre, che fa in modo che gli oggetti nel cosmo appaiano sfocati quando osservati da telescopi con base a terra. Per contrastare ciò, gli astronomi usano una tecnica chiamata ottica adattiva, nella quale specchi mobili controllati da un computer sono aggiustati e spostati centinaia di volte al secondo per correggere le distorsioni create dall'atmosfera.

Questa spettacolare immagine mostra Yepun [1], la quarta Unità Telescopica del Very Large Telescope, mentre manda un potente fascio laser verso il cielo. Questo fascio crea un punto luminoso -- una stella artificiale -- nell'atmosfera terrestre eccitando gli strati di atomi di sodio posti ad un altitudine di 90 km. Questa Laser Guide Star (LGS) è parte del sistema ottico adattabile del VLT. La luce di ritorno dalla stella artificiale è usata come punto di riferimento per variare la posizione degli specchio mobili e  rimuovere gli effetti della deformazione atmosferica, producendo immagini astronomiche quasi nitide come quelle prodotte da telescopi spaziali.

Il laser di Yopun non è l'unica presenza brillante nell'oscurità. La Grande nube di Magellano e la Piccola Nube di Magellano sono visibili sulla destra e sulla sinistra del fascio di laser. Queste irregolari galassie nane sono ben visibili nel cielo australe anche a occhio nudo. La stella molto brillante alla sinistra della Grande Nube di Magellano è Canopus, la stella più brillante della costellazione Carina, mentre l'altra stella nell'angolo in alto a destra è Achernar, la stella più brillante nella costellazione di Eridanus

Questa immagine è stata scattata da Babak Tafreshi, un ambasciatore fotografo ESO

Notes

[1] Le quattro Unità Telescopiche prendono il nome da diversi oggetti celesti nel linguaggio indigeno Mapuche, il Mapudungun. Le Unità Telescopiche sono chiamate: Untu (UT1; The Sun); Kueyen (UT2; The Moon); Melipal (UT3; la Croce del Sud) e Yepun (UT4; Venus)

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11 giugno 2012

La via Lattea in cascata

Molti scatti astronomici catturano la bellezza mozzafiato del cielo, e questo non fa eccezione. Comunque, in questo panorama c'è qualcosa di inusuale. Dietro al Very Large Telescope ESO (VLT), due flussi di stelle sembrano scendere come una cascata o, anche, salire al cielo come delle colonne di fumo. Questo perchè questa foto panoramica cattura l'intera cupola del cielo, dallo zenith all'orizzonte a 360 gradi. Questi due flussi sono a dire il vero parte di una sola fascia, facente parte della nostra galassia, la via Lattea che attraversa il cielo da orizzonte a orizzonte. Mentre "scavalca" il cielo, sembra diffondersi per tutta la lunghezza del lato superiore della foto, a causa della distorsione che è stata necessaria per  comprimere la cupola del cielo in un immagine piatta e rettangolare.

Per comprendere questa immagine, immaginate che il lato sinistro sia attaccato al lato destro, creando un cerchio attorno a voi, e il lato superiore sia attaccato attorno ad un singolo punto, questo includerebbe l'intera cupola del cielo sopra di voi.

Sulla sinistra dell'immagine, la silhouette della manica a vento dell'osservatorio, posizionata su un palo è visibile. Sulla sinistra della manica a vento si vede il bagliore della Nube di Magellano Piccola, una galassia vicina alla nostra. Alla destra è visibile il bagliore rossastro della nebulosa Carina. Sopra essa si trova la scura nebulosa Coalsack, vicina alla Croce del Sud, e poco più in alto si vedono due stelle luminose, Alpha e Beta Centauri. I quattro alti edifici nell'immagine ospitano le Unità Telescopiche da 8.2 metri di diametro (UTs) del VLT. In mezzo a loro sulla destra si vede il VLT Survey Telescope, infine sulla destra dell'immagine è visibile Venere splendere appena sopra l'orizzonte.

Questo scatto panoramico, che non mostra solo il VLT sulla punta del Cerro Paranal ma anche i bellissimi cieli che l'osservatorio studia, è stato scattato dal fotografo ambasciatore ESO Serge Brunier. Come la rivoluzionaria tecnologia del VLT ci apre gli occhi sull'Universo, le avanzate tecniche fotografiche di Serge  catturano un intero emisfero del cielo in uno scatto -- mostrandoci una superficie molto più ampia di quella che potremmo vedere in una sola occhiata.

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04 giugno 2012

Le risorse informatiche all'ESO durante gli anni — L'incredibile progresso della tecnologia

L'ESO compie cinquant'anni quest'anno, e per celebrare questo importante anniversario, vi mostreremo scorci della nostra storia. Una volta al mese per tutto il 2012, un'Immagine della Settimana (Picture of the Week) speciale, della serie "Passato e Presente" (Then and Now) mostra come le cose sono cambiate nei decenni nei siti della Silla e di Paranal, negli uffici dell'ESO a Santiago del Cile e nel quartier generale dell'ESO a Garching bei München, Germania.

La nostra coppia di fotografie questo mese mostra come le risorse informatiche a disposizione dell'ESO siano cambiate profondamente durante gli anni. Entrambe le fotografie mostrano l'astronomo austriaco Rudi Albrecht di fronte alle unità informatiche ESO, ma in due giorni separati da decenni.

Nell'immagine storica, scattata nel 1974 negli uffici ESO a Santiago del Chile, è possibile vedere Albrecht, penna in mano, chino sui codici di fronte a un telescrivente. Stava lavorando ad un software per lo scanner spettrico montato sul telescopio ESO da 1 metro [1], posizionato all'osservatorio di La Silla. Questo ingombrante computer, con un processore da 16 kilobyte (!) di memoria interna, immagazzina i risultati delle osservazioni su un nastro magnetico, pronto per essere processato dagli astronomi. Per gestire i file su nastro, che erano più grandi rispetto alla memoria disponibile, Albrecht sviluppò un sistema di memoria virtuale, che contribuì al Hewlett Packard Software Center.

La foto odierna mostra Albrecht nel Data Center nel quartier generale ESO in Garching bei München, in Germana, centro dati che archivia e distribuisce le informazioni provenienti dai telescopi ESO. Albrecht è di fronte ad uno scaffale contenente un sistema con 40 nuclei di processori, con una capacità di memoria di 138 terabyte e 83 gigabyte di RAM -- più di 5 milioni di volte della macchina da lui utilizzata del 1974! Addirittura il tablet computer che tiene in mano supera la capacità del vecchio apparecchio, e fornisce un alternativa moderna a carta e penna.

Durante gli anni, i sistemi informatici ESO si sono sviluppati per contenere il flusso continuo di dati provenienti dai telescopi, il miglioramento dei telescopi, detector e della tecnologia dei computer ha portato al fatto che ora i telescopi producono un enorme quantità di immagini, spettri e cataloghi. Per esempio i due telescopi sul Paranal, il VST e il VISTA insieme producono oltre 100 terabyte di dati all'anno. Siamo molto lontani dai giorni dei nastri magnetici e dei 16 kilobyte di memoria!

Notes

[1] Il telescopio ESO da 1 metro è stato disattivato nel 1994


28 maggio 2012

La Via Lattea Australe Sopra ALMA

L'ambasciatore fotografo ESO Babak Tafreshi ha scattato questa impressionante foto delle antenne del Atacama Large Millimeter/submillimeter Array (ALMA), rivolte allo splendore della via Lattea. La ricchezza del cielo in questa immagine dimostra le superlative condizioni per l'osservazione del cielo notturno sull'altopiano ad oltre 5000 metri d'altezza del Chajnantor, nella regione di Atacama in Cile.

La visuale mostra la costellazione di Carina e della Vela. Le scure ed evanescenti nubi della via Lattea occupano il cielo in diagonale dall'angolo sinistro all'angolo destro dell'immagine. La stella arancione e brillante in alto a sinistra è chiamata Suhail, nella costellazione della Vela, mentre la stella simile nella parte centrale è Avior, nella costellazione di Carina. Delle tre stelle blu brillante poste fra loro, le due a destra appartengono alla costellazione Vela, e l'altra a Carina. Ed esattamente al centro, sotto queste tre stelle è chiaramente visibile il bagliore rosato della nebulosa Carina (eso1208).

ESO, l'ente europeo partecipante al progetto ALMA, è il fornitore di 25 delle 66 antenne che andranno a formare il complesso una volta terminato. Le due antenne vicine alla fotocamera, dove guardando attentamente si possono leggere le scritte "DA-43" e "DA-41", sono gli esempi di queste antenne europee. La costruzione di ALMA sarà completata nel 2013, ma i telescopi della schiera parziale di antenne sono già in azione, fornendo informazioni e facendo osservazioni scentifiche.

Babak è anche il fondatore de "The World At Night", un programma finalizzato alla creazione e all'esposizione di fotografie mozzafiato scattate nei siti più belli e antichi del mondo su uno sfondo notturno di stelle, pianeti e eventi celesti.

ALMA, una struttura internazionale è frutto della della collaborazione di Europa, Nord America, Est Asia e Reppublica del Cile. ESO si rende ambasciatrice per l'Europa come il National Radio Astronomy Observatory (NRAO) lo è per il Nord America e il National Astronomical Observatory of Japan (NAOJ)  per l'Est Asia. Assieme queste organizzazioni formano il Joint ALMA Observatory (JAO), controllando e commissionando le operazioni riguardanti ALMA.


21 maggio 2012

Penitenti di ghiaccio al chiaro di luna sul Chajnantor

Babak Tafreshi, uno degli ambasciatori fotografi ESO, ha catturato questo curioso fenomento sull'altopiano del Chajnantor, casa del Atacama Large Millimeter/Submillimeter Array (ALMA).

Queste curiose formazioni di ghiaccio e neve sono conosciute come"i penitenti" sono illuminate dalla luce della luna, visibile sulla destra della fotografia. Sulla sinistra, alte nel cielo si possono vedere la Grande e la Piccola Nube di Magellano, mentre la rossastra Carina Nebula può essere vista a sinistra appena sopra l'orizzonte.

I penitenti sono meraviglie naturali che si possono trovare in regioni con grandi altitudini, come le Ande cilene, che in media superano i 4000 metri sul livello del mare. I penitenti sono sottili punte di ghiaccio o neve indurita, solitamente si formano in grossi gruppi, e puntano al Sole. Raggiungono altezze che variano da pochi centimetri, ricordando l'erba bassa, a cinque metri, dando l'impressione di una foresta di ghiaccio in mezzo al deserto.

I dettagli precisi del meccanismo con cui si formano i penitenti sono ancora misteriosi, per anni le popolazioni andine hanno creduto che i penitenti fossero il risultato dei forti venti che spazzano la zona. Ma i venti hanno solo una piccola parte nella formazione di questi pinnacoli ghiacciati. Oggigiorno è ritenuto che siano la combinazione di vari fenomeni fisici.

Il processo inizia quando la luce del sole irradia la superfice della neve. A causa delle aride condizioni climatiche in questi luochi desertici, il ghiaccio sublima anzi di sciogliersi -- passa da solido a gas senza sciogliersi. I solchi nella superficie del ghiaccio catturano la luce solare riflessa, causando la sublimazione anche nelle parti più profonde, senza questa sublimazione la temperatura e l'umidità aumenterebbero, causando lo scioglimento. Questo fattore positivo accellera la crescita di queste caratteristiche strutture.

Queste statue ghiacciate prendono il nome dai cappelli appuntiti dei "nazarenos", membri di una fratellanza che nel periodo di Pasqua partecipano ad una processione attorno al mondo, non è difficile immaginare queste strutture come un raduno di monaci radunati sotto la luce lunare.

Questa fotografia è stata scattata dalla strada verso il complesso ALMA. L'osservatorio, che ha cominciato l'operazione Early Science il 30 Settembre 2011, una volta ultimato consisterà in un complesso di 66 antenne ad alta precisione che lavoreranno insieme come un singolo enorme telescopio.

ALMA, una struttura internazionale è frutto della della collaborazione di Europa, Nord America, Est Asia e Reppublica del Cile. ESO si rende ambasciatrice per l'Europa come il National Radio Astronomy Observatory (NRAO) lo è per il Nord America e il National Astronomical Observatory of Japan (NAOJ)  per l'Est Asia. Assieme queste organizzazioni formano il Joint ALMA Observatory (JAO), controllando e commissionando le operazioni riguardanti ALMA.

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14 maggio 2012

Preparando il VLT per immagini ancora più nitide

Questa immagine mostra una delle unità Telescopiche (UT4) del Very Large Telescope (VLT) di proprietà ESO, tenuta momentaneamente "prigioniera" dagli ingegneri ESO. Circondata temporaneamente da una gabbia di impalcature, nell'ambito dei preparativi per il nuovo strumento Adaptive Optics (AOF). Questo progetto convertirà l'UT4 in un telescopio completamente adattabile. L'AOF correggerà la sfocatura data dall'atmosfera della Terra e permetterà agli strumenti HAWK-I e MUSE di ottenere immagini molto più nitide.

Molti nuovi componenti son stati aggiunti al UT4 oltre l'AOF, e fra questi si trova il Deformable Secondary Mirror (DSM), uno specchio da 1.1 metri di diametro ma da solo 2 millimetri di spessore. Questo specchio è abbastanza sottile da essere deformato più facilmente da oltre un migliaio di azionatori per più di mille volte al secondo, al fine di minimizzare le distorsioni date dall'atmosfera terrestre. Il DSM è il più grande specchio adattabile prodotto fino adesso (ann12015). Un altro elemento vitale è la Four Laser Guide Star Facility (4LGSF)- quattro telescopi speciali che sparano fasci concentrati di laser nell'atmosfera per creare stelle artificiali [1] (ann12012). Infine, i moduli ottici adattabili GRAAL e GALACSI saranno responsabili dell'analisi della luce di ritorno dalle stelle artificiali create dal laser.

L'immagine mostra un ingegnere ESO supervisionare il lavoro sul UT4. Per permettere il pieno accesso alla struttura, lo specchio primario è stato temporaneamente spostato, tubi e cavi sono stati rimossi e sostituiti. Staffe di montaggio sono state aggiunte in previsione dell'istallazione dei quadri elettrici e dei telescopi del 4LGSF.

Notes

[1] Il laser eccita gli strati di atomi di sodio all'altezza di 90 kilometri nell'atmosfera, facendoli brillare come stelle artificiali.


07 maggio 2012

Tre telescopi molto differenti a La Silla

L'ESO compie cinquant'anni quest'anno, e per celebrare questo importante anniversario, vi mostreremo scorci della nostra storia. Una volta al mese per tutto il 2012, un'Immagine della Settimana (Picture of the Week) speciale, della serie "Passato e Presente" (Then and Now) mostra come le cose sono cambiate nei decenni nei siti della Silla e di Paranal, negli uffici dell'ESO a Santiago del Cile e nel quartier generale dell'ESO a Garching bei München, Germania.

Queste due fotografie sono state scattate sul picco più alto del La Silla, ad un altitudine di 2400 metri ai confini del deserto cileno di Atacama. L'osservatorio La Silla è stato il primo di proprietà ESO. La foto storica, scattata nel 1975, mostra alcuni dei camion e dei mezzi usati per la costruzione della cupola del telescopio da 3.6 metri ESO, già in costruzione alle spalle del fotografo. Sulla sinistra si vedono le cisterne d'acqua del sito.

Nella fotografia moderna, sono visibili tre nuovi telescopi, molto diversi uno dall'altro. Alla sinistra delle cisterne per l'acqua si vede il New Technology Telescope (NTT) di proprietà ESO, in attività dal 23 Marzo 1989. Questo telescopio da 3.58 metri è stato il primo ad avere un sistema di specchi controllato da un computer, che li posiziona in modo da ottimizzare la qualità delle immagini. L'edificio ottagonale che ospita l'NTT è un altra innovazione tecnologica, ventilato da un sistema di aerazione che fa in modo che l'aria circoli in modo fluido attorno agli specchi, riducendo le turbolenze e permettendo di avere immagini più nitide.

Alla destra del NTT si trova il telescopio svizzero Leonhard Euler Telescope da 1.2 metre, il quale ha una cupola più tradizionale ed è gestito dall'Osservatorio di Ginevra presso Università di Ginevra, in Svizzera. Messo in funzione il 12 Aprile 1998, è utilizzato per la ricerca di exopianeti nel cielo australe; la sua prima scoperta è stata un pianeta in orbita attorno alla stella Gliese 86 (vedi eso9855). Il telescopio osserva anche stelle variabili, fasci di raggi Gamma e Galassie attive.

In fondo a destra si trova un edificio chiamato "Il Sargofago", edificio che ospita il TAROT (Tèlescope à Action Rapide pour les Objets Transitoires, o Telescopio ad Azione Rapida per Oggetti Transitori), in azione su La Silla dal 15 Settembre 2006. Questo telescopio robotico da 25 centimetri, molto rapido e relativamente piccolo, reagisce molto velocemente alle segnalazioni da parte dei satelliti sui raggi di lampi gamma, per individuare questi eventi spettacolari ma molto sfuggenti.

L'NTT è coordinato dall'ESO, mentre il telescopio Leonhard Euler e il TAROT sono fra i telescopi nazionali ospitati a La Silla. Ancora oggi, dopo quasi 40 anni dalla sua inaugurazione, La Silla resta un sito all'avanguardia nel campo dell'astronomia.

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30 aprile 2012

Sole, Luna e Telescopi sopra al Deserto

La bellezza da altro mondo del deserto cileno di Atacama, casa del Very Large Telescope (VLT) di proprietà ESO, si snoda per tutto l'orizzonte in questa foto panoramica. Sul Cerro Paranal, il picco più alto al centro di questa immagine, si trovano le quattro enormi unità del VLT, ognuna delle quali è dotata di uno specchio da 8.2 metri. Sul picco del Cerro Paranal, sulla sinistra, si trova il telescopio VISTA. Questo telescopio da 4.1 metri scruta il cielo alla ricerca di obbiettivi interessanti che saranno poi studiati nel dettagli dal VLT e dagli altri telescopi di terra.

La regione offre le migliori condizioni per quanto riguarda l'osservazione del cielo notturno. Sulla destra di questa panoramica da 360 gradi, il Sole sta tramontando sull' Oceano Pacifico, lanciando lunghe ombre sul paesaggio montuoso. Sulla sinistra la Luna risplende del cielo. Presto l'osservazione del cielo notturno comincerà.

Questa fantastica foto panoramica è stata scattata da Serge Brunier, Ambasciatore fotografo ESO. È una delle varie foto, con cui sa mettere in soggezione lo spettatore, scattate nei siti ESO, che ritraggono gli osservatori,i fantastici panorami e lo splendore dei cieli che li sovrastano.

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23 aprile 2012

La Luna e l'Arco della via Lattea

L'ambasciatore fotografo ESO Stèphane Guisard ha catturato questo panaroma mozzafiato dal sito dell'ALMA, l'Atacama Millimeter/Submillimeter Array nelle ande Cilene. L'altopiano a 5000 metri d'altezza e dalla condizione climatica estremamente secca offre il sito perfetto per questo telescopio, la cui utilità è di studiare la luce proveniente dall'Universo in onde millimetriche e submillimetriche.

Le numerose parabole giganti dominano il centro dell'immagine. Quando ALMA sarà completato, avrà ben 54 di queste parabole dal diametro di 12 metri. Sopra la schiera di parabole l'arco formato dalla via Lattea agisce da splendente sfondo. Quando la foto panoramica è stata scattata, la luna stava costeggiando l'arco formato dalla via Lattea, irradiando le parabole di un lugubre bagliore. Le Nubi di Magellano Grande e Piccola, le più grandi delle galassie nane orbitanti la via Lattea, appaiono come due chiazze luminose nel cielo. Una meteora molto luminosa sta passando accando alla Nube di Magellano Piccola.

ALMA, una struttura internazionale è frutto della della collaborazione di Europa, Nord America, Est Asia e Reppublica del Cile. ESO si rende ambasciatrice per l'Europa come il National Radio Astronomy Observatory (NRAO) lo è per il Nord America e il National Astronomical Observatory of Japan (NAOJ)  per l'Est Asia. Assieme queste organizzazioni formano il Joint ALMA Observatory (JAO), controllando e commissionando le operazioni riguardanti ALMA.

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16 aprile 2012

APEX, la sentinella sul Chajnantor

Il telescopio Atacama Pathfinder Experiment (APEX) osserva il cielo durante una notte illuminata dalla luce lunare sul Chajnantor, uno degli osservatori situati più in alto ed a una condizione atmosferica secchissima. Tesori astronomici riempiono il cielo sopra il telescopio, testimonianza delle eccellenti condizioni offerte da questo sito nella regione di Atacama, in Cile.

Una delle luminose stelle sulla sinistra è parte della coda della costellazione dello Scorpius (Scorpione). Il "pungiglione" dello scorpione è rappresentato da due stelle brillanti e particolarmente vicine fra loro, attraverso il cielo e somigliante a una striscia di nuvole luminose  si vede la via Lattea.

In mezzo alla costellazione dello Scorpione e, sulla destra, del Sagittario, si può vedere un raggruppamento di stelle. Questo è chiamato Messier 7, detto anche Gruppo di Ptolemy. Sotto e leggermente a destra di Messier 7 si trova il gruppo di Butterfly, Messier 6. Più a destra, più in alto, proprio al limite della parabola APEX, si nota una nuvola leggera e luminosa. Questa è la famosa nebulosa Lagoon (vedi eso0936 per ulteriori informazioni)

Con una parabola principale da 12 metri di diametro, l'APEX è il più grande telescopio a onda submillimetrica con una singola parabola operativo nell'emisfero australe. Ma l'APEX sta solo aprendo la strada al più grande osservatorio submillimetrico al mondo, the Atacama Large Millimeter/Submillimeter Array (ALMA), il quale sarà completato nel 2013 (vedi eso1137). L'APEX condividerà lo spazio con le 66 antenne dell'ALMA sull'altopiano del Chajnantor a oltre 5000 metri d'altezza sulle montagne cilene. Il telescopio APEX è basato su un prototipo di antenna costruito per il progetto ALMA, e troverà molti bersagli che l'ALMA sarà in grado si studiare in dettaglio.

Il fotografo ambasciatore Babak Tafreshi ha scattato questa foto panoramica usando un teleobiettivo. Babak è anche il fondatore de "The World At Night", un programma finalizzato alla creazione e all'esposizione di fotografie mozzafiato scattate nei siti più belli e antichi del mondo su uno sfondo notturno di stelle, pianeti e eventi celesti.

Altre Informazioni

Il telescopio APEX è frutto della collaborazione dell'Istituto Max-Planck per la radio astronomia (MPIfR) e dell'Osservatorio Spaziale Onsala (OSO), con l'ESO come ente affidatario delle attività del telescopio.

ALMA, una struttura internazionale è frutto della della collaborazione di Europa, Nord America, Est Asia e Reppublica del Cile. ESO si rende ambasciatrice per l'Europa come il National Radio Astronomy Observatory (NRAO) lo è per il Nord America e il National Astronomical Observatory of Japan (NAOJ)  per l'Est Asia. Assieme queste organizzazioni formano il Joint ALMA Observatory (JAO), controllando e commissionando le operazioni riguardanti ALMA.

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09 aprile 2012

Attorno al Chajnantor — Un panorama da 360 gradi

Nonostante Cerro Chico raggiunga un altitudine di 5300 metri sul livello del mare, è solo una piccola montagna nel magnifico massiccio delle Ande. Infatti il suo nome significa semplicemente "piccola montagna" in Spagnolo. Comunque, a causa della sua posizione sull'altopiano del Chajnantor, la cima del Cerro Chico offre un punto panoramico eccellente e relativamente facile da raggiungere.

Questa foto panoramica a 360 gradi ha il fulcro a Nord-Est, dove è possibile vedere i vulcani più alti -- gran parte dei quali raggiunge l'altitudine di 5500 metri -- Al centro dell'inquadratura si trova il Cerro Chajnantor, a destra sull'altopiano si trova il telescopio Atacama Pathfinder Experiment (APEX), con alle spalle il Cerro Chascon. Più a destra, in direzione Sud-Est l'altopiano del Chajnantor è quasi del tutto visibile. In aggiunta al telescopio APEX, tre telescopi del complesso ALMA (Atacama LArge Millimeter/Submillimeter Array) sono visibili a destra. Ne sono stati aggiunti molti altri da quando questa foto è stata scattata.

Sulla sinistra del Cerro Chajnantor si trovo il Cerro Toco, più a sinistra a Nord-Ovest si vedono le forme coniche dei vulcani Lincancabur.

Sull'altopiano del Chajnantor, a 5000 metri di altitudine, l'aria è così rarefatta e secca che sembra non riempire mai i polmoni. Grazie a queste condizioni estreme, le radiazioni millimetriche e submillimetriche provenienti dall'Universo possono passare attraverso all'atmosfera terrestre sopra il sito, e essere captate da terra con i sensibili telescopi come l'ALMA e l'APEX.

L'APEX è frutto della collaborazione fra l'istituto Max Planck per la radio astronomia (MPIfR), l'Osservatorio Spaziale Onsala (OSO) e l'ESO. Questo telescopio è però operato dall'ESO.

ALMA, una struttura internazionale è frutto della della collaborazione di Europa, Nord America, Est Asia e Reppublica del Cile. ESO si rende ambasciatrice per l'Europa come il National Radio Astronomy Observatory (NRAO) lo è per il Nord America e il National Astronomical Observatory of Japan (NAOJ)  per l'Est Asia. Assieme queste organizzazioni formano il Joint ALMA Observatory (JAO), commissionando, controllando e commissionando le operazioni riguardanti ALMA.

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02 aprile 2012

La Silla, La prima casa per i telescopi ESO -- Passato e Presente

L'ESO compie cinquant'anni quest'anno, e per celebrare questo importante anniversario, vi mostreremo scorci della nostra storia. Una volta al mese per tutto il 2012, un'Immagine della Settimana (Picture of the Week) speciale, della serie "Passato e Presente" (Then and Now) mostra come le cose sono cambiate nei decenni nei siti della Silla e di Paranal, negli uffici dell'ESO a Santiago del Cile e nel quartier generale dell'ESO a Garching bei München, Germania.

L'immagine storica è stata scattata attorno agli anni '70 dai dormitori de La Silla, situati più in basso sulla montagna delle cupole dei telescopi. La foto guarda al punto più alto della montagna, dalla sinistra. La struttura metallica visibile accanto al picco non è un telescopio, ma una cisterna d'acqua per il sito. La cupola bianca in centro all'immagine appartiene al telescopio Schmidt da 1 metro, che ha cominciato a lavorare nel Febbraio 1972. Sull'estrema destra dell'immagine si vede l'altro telescopio ESO da 1 metro, appena individuabile oltre alla cresta collinare, e a sinistra si può vedere il telescopio Grand Prisme Objectif

Nella foto odierna, il dormitorio rimane, ma è stato ampliato durante le decadi, ma il più grande cambiamento è visibile sul picco sinistro de La Silla. Nel punto più alto si trovano il telescopio ESO da 3.6 metri, operativo dal novembre 1976 e ancora in uso. questo telescopio monta l'HARPS, il cacciatore di exoplaneti (vedi eso1134 e eso1214 per risultati recenti). Il telescopio da 3.6 metri incoronò La Silla, essendo il più grande e tecnologicamente avanzato telescopio sul sito. La cupola più piccola visibile di fronte al telescopio da 3.6 metri è il Telescopio Ausiliario Coudè, complementare al suo vicino.

Alla destra del 3.6-metri si trova il New Technlogy Telescope (NTT) da 3.58 metri, riconoscibile dalla forma squadrata. L'NTT che ha iniziato ad operare nel 1989, fu il primo ad utilizzare uno specchio controllato da computer, fu il precursore del Very Large Telescope, e fu usato anche per testare nuove tecnologie destinate poi a futuri apparecchi.

Anche oggi, La Silla resta un osservatorio molto attivo dove molte scoperte importanti vengono fatte. Sia l'NTT e il telescopio da 3.6metri hanno aiutato la ricerca astronomica e la scoperta dell'accellerazione dell'espansione dell'Universo -- scoperta valsa un Nobel per la fisica nel 2011.

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26 marzo 2012

Avreste voluto esserci?

Il fotografo francese Serge Brunier --uno dei fotografi ambasciatori ESO-- ha creato questo panorama a 360 gradi sull'altopiano del Chajnantor nel deserto di Atacama, dove ALMA, l'Atacama Large Millimeter/Submillimeter Array è in fase di costruzione.

La proiezione panoramica ha leggermente deformato la forma delle antenne ALMA, ma da veramente l'impressione che si avrebbe a stare in mezzo a questo impressionante nuovo laboratorio. La panoramica a 360 gradi mostra anche la completa isolazione in cui si trova l'altopiano Chajnantor; ad un altitudine di 5000 metri, l'orizzonte è praticamente del tutto sgombro, tranne per il picco di qualche vicina montagna.

Nonostante la costruzione di un complesso di telescopi così ambizioso in una terra così remota sia un progetto molto impegnativo, l'alta altitudine è perfetta per l'astronomia submillimetrica. Questo perchè il vapore acqueo nell'atmosfera assorbirebbe parte delle radiazioni submillimetriche, ma l'aria è molto più secca nei siti ad elevate altitudini come l'Chajnantor.

L'ALMA cominciò la sua prima osservazione scientifica il 30 Settembre 2011 con la schiera di antenne ancora parziale. Quando l'osservatorio sarà completo, l'impressionante vista di cinquanta antenne da 12 metri --come anche schiere di antenne più piccole, quattro da 12 metri e 12 da 7 metri-- renderà questo panorama isolato meno vuoto. Nel frattempo le fotografie come questa documentano i progressi di questa tecnologia futuristica.

ALMA, una struttura internazionale è frutto della della collaborazione di Europa, Nord America, Est Asia e Reppublica del Cile. ESO si rende ambasciatrice per l'Europa come il National Radio Astronomy Observatory (NRAO) lo è per il Nord America e il National Astronomical Observatory of Japan (NAOJ)  per l'Est Asia. Assieme queste organizzazioni formano il Joint ALMA Observatory (JAO), commissionando, controllando e commissionando le operazioni riguardanti ALMA.

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19 marzo 2012

Il VLT a caccia del leone

Il Very Large Telescope ha catturato un altro membro del gruppo di galassie chiamato Leo I, nella costellazione di Leo (Leone). La galassia Messier 95 si mostra fieramente faccia a faccia con l'obbiettivo, offrendoci una vista ideale della sua struttura spirale. Le braccia formano un cerchio praticamente perfetto attorno al centro galattico prima di diramarsi, creando con così un effetto a criniera di cui anche un leone sarebbe fiero.

Un altra impressionante caratteristica di Messier 95 è il suo nucleo d'oro ardente. Esso contiene anello stellare del diametro di quasi 2mila anni luce, dove la gran parte delle stelle della galassia vengono formate. Questo fenomeno occorre più spesso nelle galassie spirali barrate come Messier 95 e la nostra, la Via Lattea.

Rettifica! Per coincidenza Messier 95 è anche casa di una possibile supernova individuata il 17 Marzo 2012, i dettagli della scoperta sono consultabili qui. E un altra coincidenza è il fatto che sia la supernova che la galassia sono correntemente molto vicine a Marte, accanto le stelle della costellazione del Leone. Notare che le osservazioni utilizzate per questa Foto della Settimana furono fatte prima dell'apparizione della supernova, quindi in questa foto non è visibile.


12 marzo 2012

Una spolverata di neve sul deserto di Atacama

Le cupole del Very Large Telescope, situate sulla cima del Cerro Paranal, si crogiolano nel sole di un altro glorioso giorno senza nuvole. Ma qualcosa è diverso in questa immagine: un sottile strato di neve si è depositata sul paesaggio desertico. Non è qualcosa che si vede tutti i giorni, tutto il contrarrio infatti il deserto di Atacama è conosciuto per il numero quasi nullo di precipitazioni annue.

Molti fattori contribuiscono alle secche condizioni del deserto. Il massiccio delle Ande blocca le nuvole cariche di pioggia provenienti da Est, e il Massiccio Costiero Cileno da ovest. La fredda corrente Humbold in mare aperto crea un inversione d'aria fredda che impedisce alle nubi di formarsi. Una zona di alta pressione nel Sud-Est dell'Oceano Pacifico crea un circolo di venti, che a sua volta forma un anticiclone, che contribuisce a mantenere il clima della zona di Atacama molto secco. Grazie a tutti questi fattori, questa zona è riconosciuta come la più secca al mondo.

Sul Paranal, le precipitazioni annue misurano solitamente pochi millimetri, con il tasso di umidità spesso sotto la soglia del 10% e uno scarto di temperatura fra i -8 e i 25 gradi Celesius. Le secche condizioni del deserto di Atacama sono il fattore principale che ha spinto l'ESO a scegliere il deserto e in particolare Cerro Paranal come casa del Very Large Telescope. Mentre l'insolita nevicata ha interrotto per poco le secche condizioni del luogo, ha anche create una visuale di rara bellezza.

Questa foto è stata scattata dal fotografo ESO Stèphane Guisard il 1 Agosto 2011.

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