Immagine della settimana 2012

03 dicembre 2012

Da Antu verso Yepun - La costruzione del VLT

ESO quest'anno festeggia i propri 50 anni di vita e per celebrare questo importante anniversario vi mostriamo alcuni sguardi sulla nostra storia. Una volta al mese, nel corso del 2012, una speciale Foto della Settimana "Allora ed oggi" mostra come le cose siano cambiate nel tempo presso gli osservatori di La Silla e di Paranal, nel centro di ESO di Santiago del Cile e nel quartiere generale in Germania, a Garching, vicino a Monaco di Baviera.

Il Very Large Telescope (VLT), il fiore all'occhiello di ESO a Cerro Paranal, in Cile, è composto di quattro enormi Unità Telescopiche (UT), ognuno con uno specchio di 8.2 metri di diametro, e quattro telescopi ausiliari mobili da 1.8 metri di diametro. La nostra coppia di fotografie di questo mese mostra un'Unità Telescopica in costruzione, e una al giorno d'oggi.

L'inizio dei lavori della cupola della prima Unità Telescopica  (UT1) è visibile nell'immagine storica, ripresa alla fine di ottobre 1995. Le fondamenta di cemento erano già state completate e la parte inferiore fissa della struttura metallica della cupola era stata ad esse fissata. Le prime componenti della parte mobile della cupola del telescopio erano anche loro in posizione - nell'immagine sono visibili anche gli inizi della larga fenditura attraverso la quale osserverà il telescopio e la pesante struttura orizzontale che sosterrà le porte scorrevole. Questa UT ha visto la luce il 25 maggio 1998 (si veda eso9820).

All'inaugurazione di Paranal, nel 1999 (si veda eso9921), ad ogni UT fu dato un nome nella lingua originale delle tribù mapuche. I nomi - Antu, Kueyen, Melipal, e Yepun - delle UT da uno a quattro, rappresentano quattro oggetti celesti bellissimi e molto visibili nel cielo: il Sole, la Luna, la costellazione della croce del Sud e Venere [1], rispettivamente. 

La fotografia odierna è quella di UT4, Yepun, che ha visto la luce nel settembre 2000 (si veda eso0028). Ma ogni UT potrebbe essere equivalentemente utilizzato per illustrare la costruzione completa del VLT, poiché i quattro UT sono stati progettati per essere identici. L'unica differenza sono gli strumenti  a disposizione su ciascun telescopio, che forniscono agli astronomi un ampio spettro di tecnologie per studiare l'universo. La struttura gialla davanti a Yepun è la piattaforma montacarichi M1, che può essere spostata sugli altri telescopi ed è usata quando i loro specchi giganti di 8.2 metri di diametro vengono periodicamente rimosso e ri-alluminati. 

Negli anni successivi a questa fotografia storica la prima UT ha ricevuto un nome - Antu - e una famiglia, quando anche gli altri telescopi hanno raggiunto la cima della montagna. Oggi il VLT è l'osservatorio astronomico in luce visibile più avanzato al mondo e Antu, Yepun e gli altri telescopi a Paranal hanno giocato un ruolo fondamentale nel rendere ESO, senza l'ombra di un dubbio, l'osservatorio di terra più produttivo al mondo. 

Nota

[1] Yepun è stata tradotta come "Sirio" all'epoca dell'inaugurazione di Paranale (si veda eso9921), ma ulteriori indagini hanno mostrato che la traduzione corretta è "Venere". 

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26 novembre 2012

Due cacciatori di pianeti fotografati a La Silla

Per secoli filosofi e scienziati si sono interrogati sulla possibilità dell'esistenza di pianeti abitabili al di fuori del Sistema Solare. Oggi quest'idea è più che una semplice speculazione: negli ultimi due decenni varie centinaia di pianeti extrasolari sono stati scopertida astronomi in tutto il mondo. Varie tecniche differenti sono usate in questa ricerca di nuovi mondi. In questa inusuale fotografia sono stati catturati nella stessa immagine due telescopi che impiegano due di queste tecniche di osservazione, il telescopio di 3.6 metri di diametro di ESO, con lo spettrografo HARPS, e il telescopio spaziale CoRoT. La fotografia è stata ripresa da Alexandre Santerne, un astronomo che studia lui stesso i pianeti extrasolari. 

Lo spettrografo High Accuracy Radial velocity Planetary Search (HARPS), il più avanzato cacciatore di pianeti, è uno strumento sul telescopio di ESO di 3.6 metri di diametro. La cupola aperta di questo telescopio può essere vista sulla sinistra di quest'immagine, dietro la cupola angolare del New Technology Telescope. HARPS scopre i pianeti extrasolari misurando piccoli cambiamenti nel moto di una stella che oscilla leggermente sotto l'influenza della forza gravitazionale del pianeta che orbita attorno ad essa. Questa tecnica è conosciuta come la tecnica di velocità radiale per trovare i pianeti extrasolari. 

La debole scia di luce alta nel cielo in quest'esposizione di 20 secondi non è un meteorite, ma CoRoT, il telescopio spaziale Convection Rotation and planetary Transits. CoRoT cerca pianeti extrasolari scrutando la riduzione della luce di una stella che si verifica quando un pianeta passa davanti ad essa - il metodo del transito. La posizione del telescopio nello spazio sopra l'atmosfera terrestre migliora la precisione delle osservazioni eliminando il tremolio delle stelle. Potenziali pianeti trovati con il metodo del transito vengono confermati usando tecniche complementari come il metodo delle velocità radiali. Durante la notte stessa nella quale questa fotografia è stata ripresa, HARPS era effettivamente impiegato a seguire candidati di pianeti extrasolari scoperti da CoRoT! 

Sfortunatamente, nel novembre 2012 CoRoT è stato soggetto a un problema informatico, il che significa che - malgrado sia ancora in funzione - esso non può più ricevere i dati ottenuti dal suo  telescopio (si vedano le notizie sul sito internet di CoRoT, o per esempio quest'articolo sulla rivista Nature). Il team di CoRoT non ha però rinunciato al progetto e sta lavorando intensamente per far funzionare di nuovo i sistemi della sonda spaziale. Anche se la CoRoT non potesse ricominciare a funzionare, non ci sono dubbi che la missione sia stata un grande successo! La sonda è stata in funzione per il doppio del tempo previsto dalla missione originale ed è stata la prima sonda spaziale a scoprire un pianeta estrapolare con il metodo del transito. CoRoT ha portato importanti contributi sia alla ricerca di pianeti extrasolarii sia allo studio dell'interno stellare, l'astrosismologia. 

La ricerca di pianeti extrasolari ci aiuta a capire meglio il nostro sistema planetario, e potrebbe costituire il primo passo nella scoperta della vita oltre la Terra. HARPS e CoRoT sono solo due degli affascinanti strumenti sviluppati per assistere gli astronomi in questa ricerca. 

Alexandre ha sottoposto questa fotografia al gruppo foto di ESO su Flickr. Questo gruppo di Flickr è regolarmente recensito e le migliori immagini vengono selezionate per essere pubblicate nella nostra popolare serie di "foto della settimana" o nella nostra galleria di foto. Nel 2012, anno del cinquantesimo anniversario di ESO, stiamo raccogliendo anche le immagine storiche di ESO. Dopo aver sottoposto questa foto, Alexandre è diventato un ambasciatore fotografico di ESO.

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12 novembre 2012

Una fotografia, molte storie

L'ambasciatore fotografico di ESO, Babak Tafreshi ha catturato una fantastica immagine del cielo sopra l'osservatorio dell'ESO a Paranal, con una grande varietà di oggetti distanti.

Il più evidente di questi è la nebulosa della Carena, l'oggetto di colore rosso che risplende intensamente nel centro dell'immagine. La nebulosa della Carena si trova nella costellazione della Carena, a circa 7500 anni-luce dalla Terra. Questa nube di gas luminoso e polveri è la nebulosa più brillante del cielo e contiene molte delle stelle conosciute più luminose e più massive della Via Lattea, come per esempio Eta Carinae. La nebulosa della Carena è un perfetto banco di prova per gli astronomi per svelare i misteri della nascita e della morte violenta delle stelle massive. Per vedere alcune meravigliose immagini della nebulosa della Carena ottenute recentemente dall'ESO, si vedano eso1208, eso1145 e eso1031.

Sotto la nebulosa della Carena vediamo l'ammasso Pozzo dei Desideri (NGC 3532). Quest'ammasso aperto di stelle giovani è stato chiamato così perché attraverso l'oculare di un telescopio appare come una manciata di monetine d'argento che scintillano sul fondo di un pozzo dei desideri. Più a destra vediamo la nebulosa Lambda Centauri (IC 2944), una nube di idrogeno luminoso e di stelle appena nate che viene chiamata a volte la nebulosa del ''pollo che corre'', per la forma di un uccello che alcuni vedono nella sua regione più luminosa (si veda eso1135). Sopra questa nebulosa e leggermente sulla sinistra troviamo le Pleiadi australi (IC 2632), un ammasso aperto di stelle simile al suo più familiare omonimo nell'emisfero nord. 

In primo piano vediamo tre dei quattro telescopi ausiliari (TA) del Very Large Telescope Interferometer (VLTI). Usando il VLTI, gli TA - o i telescopi da 8 metri di diametro del VLT - possono essere usati simultaneamente come un unico enorme telescopio che può vedere dettagli più fini che sarebbero invisibili con i telescopi impiegati individualmente. Il VLTI è stato usato per una grande varietà di ricerche, tra cui lo studio di dischi circumstellari attorno a stelle giovani e nuclei galattici attivi, uno dei fenomeni più energetici e misteriosi dell'universo.

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05 novembre 2012

La costruzione delle residenza di Paranal - Dalla turbolenza alla quiete

ESO quest'anno festeggia i propri 50 anni di vita e per celebrare questo importante anniversario vi mostriamo alcuni sguardi sulla nostra storia. Una volta al mese, nel corso del 2012, una speciale Foto della Settimana "Allora ed oggi" mostra come le cose siano cambiate nel tempo presso gli osservatori di La Silla e di Paranal, nel centro di ESO di Santiago del Cile e nel quartiere generale in Germania, a Garching, vicino a Monaco di Baviera.

Nella coppia di fotografie di questo mese, prese all'osservatorio di ESO a Paranal, nel deserto cileno di Atacama, paragoniamo un animato sito di costruzione, come appariva nel novembre 1999, con il risultato finale al giorno d'oggi: l'edificio dell'osservatorio destinato agli alloggi, conosciuto come la Residencia di Paranal. Immaginate il cambiamento tra allora ed oggi: il rumore metallico dei martelli e dei trapani e il frastuono dei trattori e delle gru hanno lasciato posto alla quiete pacifica di un edificio nel deserto che completa l'ambiente circostante. Costruito usando materiali e colori naturali, annidato in una depressione esistente nel terreno, l'edificio si fonde con il paesaggio.

La Residencia è stata costruita come un rifugio per gli astronomi e per il resto del personale ESO, che qui lavorano in uno dei più aspri paesaggi immaginabili, dove la siccità estrema, l'intensa radiazione ultravioletta proveniente dal sole, i forti venti e l'alta quota sono parte della vita quotidiana. Gli imprenditori edili che hanno costruito la Residencia, lavorando anche loro in queste condizioni estreme, hanno creato una vera e propria oasi nel deserto, che viene enormemente apprezzata e che permette allo staff dell'osservatorio di ripararsi dall'ambiente arido. L'edificio terminato è la testimonianza del loro duro lavoro. La Residencia, che ha ricevuto un premio di architettura, possiede più di 100 camere e anche un certo numero di spazi comuni che includono una mensa, un salotto, una piscina, un centro fitness e una biblioteca. Dalla sua facciata occidentale si gode di una vista spettacolare sul deserto in direzione dell'Oceano Pacifico e del tramonto.

C'è un altro particolare visibile su entrambi fotografie: dietro alla Residencia, a 2600 metri sopra il livello del mare, sulla cima di Cerro Paranal, si trova il Very Large Telescope (VLT) di ESO. È l'osservatorio astronomico in luce visibile più avanzato al mondo, ed anche il motivo per cui la Residencia e tutti coloro che soggiornano al suo interno si trovano qui!

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29 ottobre 2012

Un luogo per svelare i misteri dell'universo freddo

Questa magnifica foto panoramica presa da Babak Tafreshi, un ambasciatore fotografico di ESO, mostra gli ultimi raggi di luce solare che illuminano l'altipiano di Chajnantor nel deserto cileno di Atacama. Quest'altipiano è il luogo dove si trova il telescopio Atacama Pathfinder Experiment (APEX), che si può vedere a sinistra dell'immagine. Da questo remoto posto sulla Terra, a 5000 metri di altitudine sul livello del mare, APEX studia l'"universo freddo". 

APEX è un telescopio di 12 metri di diametro, che osserva la luce a lunghezze d'onda millimetriche e submillimetriche. Osservando con APEX, gli astronomi possono vedere fenomeni che sarebbero  invisibili a lunghezze d'onda più corte. Questo telescopio permette lo studio delle nubi molecolari - le dense regioni costituite da gas e polvere cosmica nelle quali nascono le nuove stelle - che sono scure e oscurate dalle polveri se osservate in  luce visibile o infrarossa, ma che sono molto luminose a queste lunghezze d'onda relativamente lunghe. Gli astronomi usano questa luce per studiare le condizioni chimiche e fisiche nelle nubi. Quest'intervallo di lunghezze d'onda è ideale anche per lo studio delle più vecchie e più distante galassie nell'universo. 

Dal suo esordio nel 2005, APEX ha prodotto molti risultati scientifici importanti. Per esempio APEX si è associato al Very Large Telescope di ESO per osservare la materia che viene strappata  dal buco nero al centro della Via Lattea (eso0841), un risultato che figura nelle 10 più importanti scoperte astronomiche di ESO.) 

Gruppi di "penitenti" bianchi sono visibili sul suolo attorno ad APEX. Le "penitentes" (termine spagnolo per penitenti) sono un curioso fenomeno naturale scoperto nelle regioni d'alta quota, tipicamente a più di 4000 metri sopra il livello del mare. Si tratta di aguzze cuspidi  di neve compressa o ghiaccio, con il loro lato più sottile diretto verso il Sole, che raggiungono altezze da qualche centimetro fino a diversi metri. 

APEX è una collaborazione tra il Max Planck Institute for Radio Astronomy (MPIfR), l'Onsala Space Observatory (OSO) e l'ESO. Il funzionamento di APEX a Chajnantor è affidato all'ESO. 

L'antenna di 12 metri di diametro di APEX è un prototipo di antenna per un altro telescopio a Chajnantor, l'Atacama Large Millimeter/submillimeter Array (ALMA). ALMA - quando  sarà completato, nel 2013 - avrà una rete di 54 antenne di 12 metri e 12 antenne di 7 metri. L'ESO è il partner europeo in questo complesso astronomico internazionale, che  è una collaborazione tra Europa, America del Nord e Asia dell'est, in cooperazione con la Repubblica del Cile. 

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24 settembre 2012

E' prossima la notte di un giorno difficile

Il tramonto di solito è un segno che un altro giorno di lavoro è finito. Le luci della città si accendono lentamente e la gente torna a casa desiderosa di gustarsi la sera e una buona nottata. Tuttavia, questo non si applica agli astronomi che lavorano ad un osservatorio come l'Osservatorio Paranal di ESO in Cile. Le osservazioni cominciano non appena il sole è scomparso dietro l'orizzonte. Tutto dev'essere pronto prima del crepuscolo.

Questa fotografia panoramica ha catturato il Very Large Telescope di ESO (VLT) sullo sfondo di un bellissimo crepuscolo su Cerro Paranal. Le recinzioni del VLT risaltano nell'immagine dato che i telescopi sono pronti per una notte di studio dell'universo. Il VLT è il telescopio ottico avanzato più poderoso al mondo, che consiste di quattro unità telescopiche, con specchi principali dal diametro di 8,2 metri, e da quattro telescopi ausiliari mobili (ATs) da 1,8 metri, visibili nell'angolo sinistro dell'immagine.

I telescopi possono anche lavorare insieme come un singolo telescopio gigante, il Very Large Telescope Interferometer di ESO (VLTI), che consente agli astronomi di osservare il più dettagliatamente possibile. Questa configurazione è usata solo per un numero di notti all'anno limitato. La maggior parte delle volte, le unità telescopiche da 8,2 metri sono usate individualmente. 

Nei 13 anni passati il VLT ha avuto un enorme impatto sulle osservazioni astronomiche. Con l'avvento del VLT, la comunità astronomica europea ha sperimentato una nuova era di scoperte, in particolare le traiettorie dele stelle che orbitano intorno al buco nero al centro della Via Lattea e la prima fotografia di un pianeta extrasolare, che sono due delle tre prime Top 10  Scoperte Astronomiche di ESO.

Le unità telescopiche del VLT hanno i nomi di corpi celesti in Mapuche, un'antica lingua nativa del popolo indigeno di Cile e Argentina. Da sinistra a destra ci sono Antu (UT1; il Sole), Kueyen (UT2; la Luna), Melipal (UT3; la Croce del Sud), e Yepun (UT4; Venere).

Questa foto è stata scattata dall'ambasciatore fotografico di ESO, Babak Tafreshi.

Questa immagine è disponibile come immagine montata in ESOshop. 


02 luglio 2012

Un Oasi per gli Astronomi — La Residencia ESO nel Passato e nel Presente

L'ESO compie cinquant'anni quest'anno, e per celebrare questo importante anniversario, vi mostreremo scorci della nostra storia. Una volta al mese per tutto il 2012, un'Immagine della Settimana (Picture of the Week) speciale, della serie "Passato e Presente" (Then and Now) mostra come le cose sono cambiate nei decenni nei siti della Silla e di Paranal, negli uffici dell'ESO a Santiago del Cile e nel quartier generale dell'ESO a Garching bei München, Germania.

Da Febbraio 2001 (vedi eso0205), La Residencia sul Paranal ha fornito un alloggio per le persone che lavorano nella sede ESO sul Cerro Paranal nel deserto cileno di Atacama, anche casa del Very Large Telescope ESO (VLT). Questo mese, le nostre fotografie  "Passato al Presente" -- entrambe scattate dall'ambasciatore fotografo Gerhard Hüdepohl -- ci danno una vista unica di come questa oasi nel deserto sia stata costruita.

La foto storica mostra la Residencia in costruzione alla fine del 2000. L'edificio fu disegnato dalla ditta tedesca di architettura Auer+Weber, e si basa su una forma a L. I colori degli edifici ricordano quelli del deserto circostante, aiutando a fondere la Residencia con l'ambiente circostante. La parte centrale non ancora completata ricorda un anfiteatro, con i gradoni di pietra nuda aperti ad un cielo senza nuvole.

Oggi, la Residencia è molto diversa! Nonostante sia sottoterra, il design unico della struttura aiuta a dare un idea di spazio aperto. L'area centrale è protetta da una cupola smaltata di 25 metri, che permette alla luce naturale di penetrare nell'edificio. L'anfiteatro freddo e sterile del 2000 è stato reinventato e trasformato in un giardino tropicale, con una piscina sul fondo. Sia il giardino che la piscina sono stati ideati per creare  umidità all'interno, permettendo allo staff di riprendersi dalle aride condizioni dell'esterno.

Grazie al design unico della Residencia, la sua fama si è sparsa oltre la comunità astronomica, Per esempio, nel 2008 delle scene del film di James Bond Quantum of Solace sono state filmate qua, con la Residencia nel ruolo del Hotel "Perla de las Dunas" [1], la Residencia è stata scelta come uno dei "10 buildings of the decade" dal giornale inglese The Guardian (see ann0940)  e, nel 2012, l'osservatorio Paranal, includendo la Residencia, erano inclusi nella pubblicità Land Rover "Perfect Places" (vedi ann1208)

Notes

[1] Per altre informazioni su James Bond al Cerro Paranal vedi eso0807eso0830, e http://www.eso.org/public/outreach/bond/BondatParanal.html

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25 giugno 2012

Marte, 2099?

Una fredda oscura notte su Marte, nel mezzo di un arido deserto una strada illuminata da luci artificiali serpeggia verso un solitario avamposto umano sulla cima di un antica montagna. O almeno, questo è quello che un fan di fantascienza potrebbe pensare di questa spettrale vista.

La fotografia in effetti mostra l'osservatorio ESO situato sul Cerro Paranal, casa del Very Large Telescope (VLT), sulla Terra. Tuttavia, è facile immaginarlo come la futura vista che potremmo avere su Marte, forse alla fine del secolo. Ed è per questo che Julien Girard, che ha scattato questa foto, l'ha intitolata "mars 2099".

Situato a 2600 metri di altitudine, l'osservatorio Paranal si trova in uno dei posti più aridi della Terra, il deserto cileno di Atacama. Il paesaggio è così marziano, che infatti L'European Space Agency(ESA) e la NASA testano i loro rover marziani in questa regione. Per esempio, un team ESA ha recentemente testato il rover autosterzante Seeker, come descritto in ann12048.

L'immagine è stata scattata al tramonto, guardando a Sud-Est verso il VLT, dal picco dov'è situato il telescopio VISTA. Ad Ovest si trova l'Oceano Pacifico, a soli 12 kilometri dal Paranal. Dalla vetta del Paranal si può vedere la via Lattea che si erge in cielo, lasciando un inconfondibile marchio nel cielo australe -- L'asterismo della Croce del Sud.

Al Paranal, i cieli sono così sgombri e oscuri che la luce proveniente dalla via Lattea è abbastanza forte da creare ombre. Questo è il motivo per cui l'ESO ha scelto questo sito per la costruzione del VLT, e perchè l'osservatorio gode delle migliori condizioni di osservazione del cielo notturno al mondo.

Julien Girard è un astronomo ESO operante in Cile, che lavora al VLT. Ha caricato questa fotografia sulla pagina Flickr "Le vostre foto" dell'ESO dove tutti possono caricare i loro scatti, di cui migliori vengono poi selezionati come Foto della Settimana o inseriti nella galleria del sito. Nel 2012 come parte dei festeggiamenti per i cinquant'anni di attività, saranno caricati scatti storici  riguardanti l'ESO e gli osservatori.


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18 giugno 2012

Il laser di Yepun e le Nubi di Magellano

Uno dei maggiori nemici dell'astronomo è l'atmosfera terrestre, che fa in modo che gli oggetti nel cosmo appaiano sfocati quando osservati da telescopi con base a terra. Per contrastare ciò, gli astronomi usano una tecnica chiamata ottica adattiva, nella quale specchi mobili controllati da un computer sono aggiustati e spostati centinaia di volte al secondo per correggere le distorsioni create dall'atmosfera.

Questa spettacolare immagine mostra Yepun [1], la quarta Unità Telescopica del Very Large Telescope, mentre manda un potente fascio laser verso il cielo. Questo fascio crea un punto luminoso -- una stella artificiale -- nell'atmosfera terrestre eccitando gli strati di atomi di sodio posti ad un altitudine di 90 km. Questa Laser Guide Star (LGS) è parte del sistema ottico adattabile del VLT. La luce di ritorno dalla stella artificiale è usata come punto di riferimento per variare la posizione degli specchio mobili e  rimuovere gli effetti della deformazione atmosferica, producendo immagini astronomiche quasi nitide come quelle prodotte da telescopi spaziali.

Il laser di Yopun non è l'unica presenza brillante nell'oscurità. La Grande nube di Magellano e la Piccola Nube di Magellano sono visibili sulla destra e sulla sinistra del fascio di laser. Queste irregolari galassie nane sono ben visibili nel cielo australe anche a occhio nudo. La stella molto brillante alla sinistra della Grande Nube di Magellano è Canopus, la stella più brillante della costellazione Carina, mentre l'altra stella nell'angolo in alto a destra è Achernar, la stella più brillante nella costellazione di Eridanus

Questa immagine è stata scattata da Babak Tafreshi, un ambasciatore fotografo ESO

Notes

[1] Le quattro Unità Telescopiche prendono il nome da diversi oggetti celesti nel linguaggio indigeno Mapuche, il Mapudungun. Le Unità Telescopiche sono chiamate: Untu (UT1; The Sun); Kueyen (UT2; The Moon); Melipal (UT3; la Croce del Sud) e Yepun (UT4; Venus)

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11 giugno 2012

La via Lattea in cascata

Molti scatti astronomici catturano la bellezza mozzafiato del cielo, e questo non fa eccezione. Comunque, in questo panorama c'è qualcosa di inusuale. Dietro al Very Large Telescope ESO (VLT), due flussi di stelle sembrano scendere come una cascata o, anche, salire al cielo come delle colonne di fumo. Questo perchè questa foto panoramica cattura l'intera cupola del cielo, dallo zenith all'orizzonte a 360 gradi. Questi due flussi sono a dire il vero parte di una sola fascia, facente parte della nostra galassia, la via Lattea che attraversa il cielo da orizzonte a orizzonte. Mentre "scavalca" il cielo, sembra diffondersi per tutta la lunghezza del lato superiore della foto, a causa della distorsione che è stata necessaria per  comprimere la cupola del cielo in un immagine piatta e rettangolare.

Per comprendere questa immagine, immaginate che il lato sinistro sia attaccato al lato destro, creando un cerchio attorno a voi, e il lato superiore sia attaccato attorno ad un singolo punto, questo includerebbe l'intera cupola del cielo sopra di voi.

Sulla sinistra dell'immagine, la silhouette della manica a vento dell'osservatorio, posizionata su un palo è visibile. Sulla sinistra della manica a vento si vede il bagliore della Nube di Magellano Piccola, una galassia vicina alla nostra. Alla destra è visibile il bagliore rossastro della nebulosa Carina. Sopra essa si trova la scura nebulosa Coalsack, vicina alla Croce del Sud, e poco più in alto si vedono due stelle luminose, Alpha e Beta Centauri. I quattro alti edifici nell'immagine ospitano le Unità Telescopiche da 8.2 metri di diametro (UTs) del VLT. In mezzo a loro sulla destra si vede il VLT Survey Telescope, infine sulla destra dell'immagine è visibile Venere splendere appena sopra l'orizzonte.

Questo scatto panoramico, che non mostra solo il VLT sulla punta del Cerro Paranal ma anche i bellissimi cieli che l'osservatorio studia, è stato scattato dal fotografo ambasciatore ESO Serge Brunier. Come la rivoluzionaria tecnologia del VLT ci apre gli occhi sull'Universo, le avanzate tecniche fotografiche di Serge  catturano un intero emisfero del cielo in uno scatto -- mostrandoci una superficie molto più ampia di quella che potremmo vedere in una sola occhiata.

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04 giugno 2012

Le risorse informatiche all'ESO durante gli anni — L'incredibile progresso della tecnologia

L'ESO compie cinquant'anni quest'anno, e per celebrare questo importante anniversario, vi mostreremo scorci della nostra storia. Una volta al mese per tutto il 2012, un'Immagine della Settimana (Picture of the Week) speciale, della serie "Passato e Presente" (Then and Now) mostra come le cose sono cambiate nei decenni nei siti della Silla e di Paranal, negli uffici dell'ESO a Santiago del Cile e nel quartier generale dell'ESO a Garching bei München, Germania.

La nostra coppia di fotografie questo mese mostra come le risorse informatiche a disposizione dell'ESO siano cambiate profondamente durante gli anni. Entrambe le fotografie mostrano l'astronomo austriaco Rudi Albrecht di fronte alle unità informatiche ESO, ma in due giorni separati da decenni.

Nell'immagine storica, scattata nel 1974 negli uffici ESO a Santiago del Chile, è possibile vedere Albrecht, penna in mano, chino sui codici di fronte a un telescrivente. Stava lavorando ad un software per lo scanner spettrico montato sul telescopio ESO da 1 metro [1], posizionato all'osservatorio di La Silla. Questo ingombrante computer, con un processore da 16 kilobyte (!) di memoria interna, immagazzina i risultati delle osservazioni su un nastro magnetico, pronto per essere processato dagli astronomi. Per gestire i file su nastro, che erano più grandi rispetto alla memoria disponibile, Albrecht sviluppò un sistema di memoria virtuale, che contribuì al Hewlett Packard Software Center.

La foto odierna mostra Albrecht nel Data Center nel quartier generale ESO in Garching bei München, in Germana, centro dati che archivia e distribuisce le informazioni provenienti dai telescopi ESO. Albrecht è di fronte ad uno scaffale contenente un sistema con 40 nuclei di processori, con una capacità di memoria di 138 terabyte e 83 gigabyte di RAM -- più di 5 milioni di volte della macchina da lui utilizzata del 1974! Addirittura il tablet computer che tiene in mano supera la capacità del vecchio apparecchio, e fornisce un alternativa moderna a carta e penna.

Durante gli anni, i sistemi informatici ESO si sono sviluppati per contenere il flusso continuo di dati provenienti dai telescopi, il miglioramento dei telescopi, detector e della tecnologia dei computer ha portato al fatto che ora i telescopi producono un enorme quantità di immagini, spettri e cataloghi. Per esempio i due telescopi sul Paranal, il VST e il VISTA insieme producono oltre 100 terabyte di dati all'anno. Siamo molto lontani dai giorni dei nastri magnetici e dei 16 kilobyte di memoria!

Notes

[1] Il telescopio ESO da 1 metro è stato disattivato nel 1994


28 maggio 2012

La Via Lattea Australe Sopra ALMA

L'ambasciatore fotografo ESO Babak Tafreshi ha scattato questa impressionante foto delle antenne del Atacama Large Millimeter/submillimeter Array (ALMA), rivolte allo splendore della via Lattea. La ricchezza del cielo in questa immagine dimostra le superlative condizioni per l'osservazione del cielo notturno sull'altopiano ad oltre 5000 metri d'altezza del Chajnantor, nella regione di Atacama in Cile.

La visuale mostra la costellazione di Carina e della Vela. Le scure ed evanescenti nubi della via Lattea occupano il cielo in diagonale dall'angolo sinistro all'angolo destro dell'immagine. La stella arancione e brillante in alto a sinistra è chiamata Suhail, nella costellazione della Vela, mentre la stella simile nella parte centrale è Avior, nella costellazione di Carina. Delle tre stelle blu brillante poste fra loro, le due a destra appartengono alla costellazione Vela, e l'altra a Carina. Ed esattamente al centro, sotto queste tre stelle è chiaramente visibile il bagliore rosato della nebulosa Carina (eso1208).

ESO, l'ente europeo partecipante al progetto ALMA, è il fornitore di 25 delle 66 antenne che andranno a formare il complesso una volta terminato. Le due antenne vicine alla fotocamera, dove guardando attentamente si possono leggere le scritte "DA-43" e "DA-41", sono gli esempi di queste antenne europee. La costruzione di ALMA sarà completata nel 2013, ma i telescopi della schiera parziale di antenne sono già in azione, fornendo informazioni e facendo osservazioni scentifiche.

Babak è anche il fondatore de "The World At Night", un programma finalizzato alla creazione e all'esposizione di fotografie mozzafiato scattate nei siti più belli e antichi del mondo su uno sfondo notturno di stelle, pianeti e eventi celesti.

ALMA, una struttura internazionale è frutto della della collaborazione di Europa, Nord America, Est Asia e Reppublica del Cile. ESO si rende ambasciatrice per l'Europa come il National Radio Astronomy Observatory (NRAO) lo è per il Nord America e il National Astronomical Observatory of Japan (NAOJ)  per l'Est Asia. Assieme queste organizzazioni formano il Joint ALMA Observatory (JAO), controllando e commissionando le operazioni riguardanti ALMA.


21 maggio 2012

Penitenti di ghiaccio al chiaro di luna sul Chajnantor

Babak Tafreshi, uno degli ambasciatori fotografi ESO, ha catturato questo curioso fenomento sull'altopiano del Chajnantor, casa del Atacama Large Millimeter/Submillimeter Array (ALMA).

Queste curiose formazioni di ghiaccio e neve sono conosciute come"i penitenti" sono illuminate dalla luce della luna, visibile sulla destra della fotografia. Sulla sinistra, alte nel cielo si possono vedere la Grande e la Piccola Nube di Magellano, mentre la rossastra Carina Nebula può essere vista a sinistra appena sopra l'orizzonte.

I penitenti sono meraviglie naturali che si possono trovare in regioni con grandi altitudini, come le Ande cilene, che in media superano i 4000 metri sul livello del mare. I penitenti sono sottili punte di ghiaccio o neve indurita, solitamente si formano in grossi gruppi, e puntano al Sole. Raggiungono altezze che variano da pochi centimetri, ricordando l'erba bassa, a cinque metri, dando l'impressione di una foresta di ghiaccio in mezzo al deserto.

I dettagli precisi del meccanismo con cui si formano i penitenti sono ancora misteriosi, per anni le popolazioni andine hanno creduto che i penitenti fossero il risultato dei forti venti che spazzano la zona. Ma i venti hanno solo una piccola parte nella formazione di questi pinnacoli ghiacciati. Oggigiorno è ritenuto che siano la combinazione di vari fenomeni fisici.

Il processo inizia quando la luce del sole irradia la superfice della neve. A causa delle aride condizioni climatiche in questi luochi desertici, il ghiaccio sublima anzi di sciogliersi -- passa da solido a gas senza sciogliersi. I solchi nella superficie del ghiaccio catturano la luce solare riflessa, causando la sublimazione anche nelle parti più profonde, senza questa sublimazione la temperatura e l'umidità aumenterebbero, causando lo scioglimento. Questo fattore positivo accellera la crescita di queste caratteristiche strutture.

Queste statue ghiacciate prendono il nome dai cappelli appuntiti dei "nazarenos", membri di una fratellanza che nel periodo di Pasqua partecipano ad una processione attorno al mondo, non è difficile immaginare queste strutture come un raduno di monaci radunati sotto la luce lunare.

Questa fotografia è stata scattata dalla strada verso il complesso ALMA. L'osservatorio, che ha cominciato l'operazione Early Science il 30 Settembre 2011, una volta ultimato consisterà in un complesso di 66 antenne ad alta precisione che lavoreranno insieme come un singolo enorme telescopio.

ALMA, una struttura internazionale è frutto della della collaborazione di Europa, Nord America, Est Asia e Reppublica del Cile. ESO si rende ambasciatrice per l'Europa come il National Radio Astronomy Observatory (NRAO) lo è per il Nord America e il National Astronomical Observatory of Japan (NAOJ)  per l'Est Asia. Assieme queste organizzazioni formano il Joint ALMA Observatory (JAO), controllando e commissionando le operazioni riguardanti ALMA.

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14 maggio 2012

Preparando il VLT per immagini ancora più nitide

Questa immagine mostra una delle unità Telescopiche (UT4) del Very Large Telescope (VLT) di proprietà ESO, tenuta momentaneamente "prigioniera" dagli ingegneri ESO. Circondata temporaneamente da una gabbia di impalcature, nell'ambito dei preparativi per il nuovo strumento Adaptive Optics (AOF). Questo progetto convertirà l'UT4 in un telescopio completamente adattabile. L'AOF correggerà la sfocatura data dall'atmosfera della Terra e permetterà agli strumenti HAWK-I e MUSE di ottenere immagini molto più nitide.

Molti nuovi componenti son stati aggiunti al UT4 oltre l'AOF, e fra questi si trova il Deformable Secondary Mirror (DSM), uno specchio da 1.1 metri di diametro ma da solo 2 millimetri di spessore. Questo specchio è abbastanza sottile da essere deformato più facilmente da oltre un migliaio di azionatori per più di mille volte al secondo, al fine di minimizzare le distorsioni date dall'atmosfera terrestre. Il DSM è il più grande specchio adattabile prodotto fino adesso (ann12015). Un altro elemento vitale è la Four Laser Guide Star Facility (4LGSF)- quattro telescopi speciali che sparano fasci concentrati di laser nell'atmosfera per creare stelle artificiali [1] (ann12012). Infine, i moduli ottici adattabili GRAAL e GALACSI saranno responsabili dell'analisi della luce di ritorno dalle stelle artificiali create dal laser.

L'immagine mostra un ingegnere ESO supervisionare il lavoro sul UT4. Per permettere il pieno accesso alla struttura, lo specchio primario è stato temporaneamente spostato, tubi e cavi sono stati rimossi e sostituiti. Staffe di montaggio sono state aggiunte in previsione dell'istallazione dei quadri elettrici e dei telescopi del 4LGSF.

Notes

[1] Il laser eccita gli strati di atomi di sodio all'altezza di 90 kilometri nell'atmosfera, facendoli brillare come stelle artificiali.


07 maggio 2012

Tre telescopi molto differenti a La Silla

L'ESO compie cinquant'anni quest'anno, e per celebrare questo importante anniversario, vi mostreremo scorci della nostra storia. Una volta al mese per tutto il 2012, un'Immagine della Settimana (Picture of the Week) speciale, della serie "Passato e Presente" (Then and Now) mostra come le cose sono cambiate nei decenni nei siti della Silla e di Paranal, negli uffici dell'ESO a Santiago del Cile e nel quartier generale dell'ESO a Garching bei München, Germania.

Queste due fotografie sono state scattate sul picco più alto del La Silla, ad un altitudine di 2400 metri ai confini del deserto cileno di Atacama. L'osservatorio La Silla è stato il primo di proprietà ESO. La foto storica, scattata nel 1975, mostra alcuni dei camion e dei mezzi usati per la costruzione della cupola del telescopio da 3.6 metri ESO, già in costruzione alle spalle del fotografo. Sulla sinistra si vedono le cisterne d'acqua del sito.

Nella fotografia moderna, sono visibili tre nuovi telescopi, molto diversi uno dall'altro. Alla sinistra delle cisterne per l'acqua si vede il New Technology Telescope (NTT) di proprietà ESO, in attività dal 23 Marzo 1989. Questo telescopio da 3.58 metri è stato il primo ad avere un sistema di specchi controllato da un computer, che li posiziona in modo da ottimizzare la qualità delle immagini. L'edificio ottagonale che ospita l'NTT è un altra innovazione tecnologica, ventilato da un sistema di aerazione che fa in modo che l'aria circoli in modo fluido attorno agli specchi, riducendo le turbolenze e permettendo di avere immagini più nitide.

Alla destra del NTT si trova il telescopio svizzero Leonhard Euler Telescope da 1.2 metre, il quale ha una cupola più tradizionale ed è gestito dall'Osservatorio di Ginevra presso Università di Ginevra, in Svizzera. Messo in funzione il 12 Aprile 1998, è utilizzato per la ricerca di exopianeti nel cielo australe; la sua prima scoperta è stata un pianeta in orbita attorno alla stella Gliese 86 (vedi eso9855). Il telescopio osserva anche stelle variabili, fasci di raggi Gamma e Galassie attive.

In fondo a destra si trova un edificio chiamato "Il Sargofago", edificio che ospita il TAROT (Tèlescope à Action Rapide pour les Objets Transitoires, o Telescopio ad Azione Rapida per Oggetti Transitori), in azione su La Silla dal 15 Settembre 2006. Questo telescopio robotico da 25 centimetri, molto rapido e relativamente piccolo, reagisce molto velocemente alle segnalazioni da parte dei satelliti sui raggi di lampi gamma, per individuare questi eventi spettacolari ma molto sfuggenti.

L'NTT è coordinato dall'ESO, mentre il telescopio Leonhard Euler e il TAROT sono fra i telescopi nazionali ospitati a La Silla. Ancora oggi, dopo quasi 40 anni dalla sua inaugurazione, La Silla resta un sito all'avanguardia nel campo dell'astronomia.

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30 aprile 2012

Sole, Luna e Telescopi sopra al Deserto

La bellezza da altro mondo del deserto cileno di Atacama, casa del Very Large Telescope (VLT) di proprietà ESO, si snoda per tutto l'orizzonte in questa foto panoramica. Sul Cerro Paranal, il picco più alto al centro di questa immagine, si trovano le quattro enormi unità del VLT, ognuna delle quali è dotata di uno specchio da 8.2 metri. Sul picco del Cerro Paranal, sulla sinistra, si trova il telescopio VISTA. Questo telescopio da 4.1 metri scruta il cielo alla ricerca di obbiettivi interessanti che saranno poi studiati nel dettagli dal VLT e dagli altri telescopi di terra.

La regione offre le migliori condizioni per quanto riguarda l'osservazione del cielo notturno. Sulla destra di questa panoramica da 360 gradi, il Sole sta tramontando sull' Oceano Pacifico, lanciando lunghe ombre sul paesaggio montuoso. Sulla sinistra la Luna risplende del cielo. Presto l'osservazione del cielo notturno comincerà.

Questa fantastica foto panoramica è stata scattata da Serge Brunier, Ambasciatore fotografo ESO. È una delle varie foto, con cui sa mettere in soggezione lo spettatore, scattate nei siti ESO, che ritraggono gli osservatori,i fantastici panorami e lo splendore dei cieli che li sovrastano.

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23 aprile 2012

La Luna e l'Arco della via Lattea

L'ambasciatore fotografo ESO Stèphane Guisard ha catturato questo panaroma mozzafiato dal sito dell'ALMA, l'Atacama Millimeter/Submillimeter Array nelle ande Cilene. L'altopiano a 5000 metri d'altezza e dalla condizione climatica estremamente secca offre il sito perfetto per questo telescopio, la cui utilità è di studiare la luce proveniente dall'Universo in onde millimetriche e submillimetriche.

Le numerose parabole giganti dominano il centro dell'immagine. Quando ALMA sarà completato, avrà ben 54 di queste parabole dal diametro di 12 metri. Sopra la schiera di parabole l'arco formato dalla via Lattea agisce da splendente sfondo. Quando la foto panoramica è stata scattata, la luna stava costeggiando l'arco formato dalla via Lattea, irradiando le parabole di un lugubre bagliore. Le Nubi di Magellano Grande e Piccola, le più grandi delle galassie nane orbitanti la via Lattea, appaiono come due chiazze luminose nel cielo. Una meteora molto luminosa sta passando accando alla Nube di Magellano Piccola.

ALMA, una struttura internazionale è frutto della della collaborazione di Europa, Nord America, Est Asia e Reppublica del Cile. ESO si rende ambasciatrice per l'Europa come il National Radio Astronomy Observatory (NRAO) lo è per il Nord America e il National Astronomical Observatory of Japan (NAOJ)  per l'Est Asia. Assieme queste organizzazioni formano il Joint ALMA Observatory (JAO), controllando e commissionando le operazioni riguardanti ALMA.

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16 aprile 2012

APEX, la sentinella sul Chajnantor

Il telescopio Atacama Pathfinder Experiment (APEX) osserva il cielo durante una notte illuminata dalla luce lunare sul Chajnantor, uno degli osservatori situati più in alto ed a una condizione atmosferica secchissima. Tesori astronomici riempiono il cielo sopra il telescopio, testimonianza delle eccellenti condizioni offerte da questo sito nella regione di Atacama, in Cile.

Una delle luminose stelle sulla sinistra è parte della coda della costellazione dello Scorpius (Scorpione). Il "pungiglione" dello scorpione è rappresentato da due stelle brillanti e particolarmente vicine fra loro, attraverso il cielo e somigliante a una striscia di nuvole luminose  si vede la via Lattea.

In mezzo alla costellazione dello Scorpione e, sulla destra, del Sagittario, si può vedere un raggruppamento di stelle. Questo è chiamato Messier 7, detto anche Gruppo di Ptolemy. Sotto e leggermente a destra di Messier 7 si trova il gruppo di Butterfly, Messier 6. Più a destra, più in alto, proprio al limite della parabola APEX, si nota una nuvola leggera e luminosa. Questa è la famosa nebulosa Lagoon (vedi eso0936 per ulteriori informazioni)

Con una parabola principale da 12 metri di diametro, l'APEX è il più grande telescopio a onda submillimetrica con una singola parabola operativo nell'emisfero australe. Ma l'APEX sta solo aprendo la strada al più grande osservatorio submillimetrico al mondo, the Atacama Large Millimeter/Submillimeter Array (ALMA), il quale sarà completato nel 2013 (vedi eso1137). L'APEX condividerà lo spazio con le 66 antenne dell'ALMA sull'altopiano del Chajnantor a oltre 5000 metri d'altezza sulle montagne cilene. Il telescopio APEX è basato su un prototipo di antenna costruito per il progetto ALMA, e troverà molti bersagli che l'ALMA sarà in grado si studiare in dettaglio.

Il fotografo ambasciatore Babak Tafreshi ha scattato questa foto panoramica usando un teleobiettivo. Babak è anche il fondatore de "The World At Night", un programma finalizzato alla creazione e all'esposizione di fotografie mozzafiato scattate nei siti più belli e antichi del mondo su uno sfondo notturno di stelle, pianeti e eventi celesti.

Altre Informazioni

Il telescopio APEX è frutto della collaborazione dell'Istituto Max-Planck per la radio astronomia (MPIfR) e dell'Osservatorio Spaziale Onsala (OSO), con l'ESO come ente affidatario delle attività del telescopio.

ALMA, una struttura internazionale è frutto della della collaborazione di Europa, Nord America, Est Asia e Reppublica del Cile. ESO si rende ambasciatrice per l'Europa come il National Radio Astronomy Observatory (NRAO) lo è per il Nord America e il National Astronomical Observatory of Japan (NAOJ)  per l'Est Asia. Assieme queste organizzazioni formano il Joint ALMA Observatory (JAO), controllando e commissionando le operazioni riguardanti ALMA.

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09 aprile 2012

Attorno al Chajnantor — Un panorama da 360 gradi

Nonostante Cerro Chico raggiunga un altitudine di 5300 metri sul livello del mare, è solo una piccola montagna nel magnifico massiccio delle Ande. Infatti il suo nome significa semplicemente "piccola montagna" in Spagnolo. Comunque, a causa della sua posizione sull'altopiano del Chajnantor, la cima del Cerro Chico offre un punto panoramico eccellente e relativamente facile da raggiungere.

Questa foto panoramica a 360 gradi ha il fulcro a Nord-Est, dove è possibile vedere i vulcani più alti -- gran parte dei quali raggiunge l'altitudine di 5500 metri -- Al centro dell'inquadratura si trova il Cerro Chajnantor, a destra sull'altopiano si trova il telescopio Atacama Pathfinder Experiment (APEX), con alle spalle il Cerro Chascon. Più a destra, in direzione Sud-Est l'altopiano del Chajnantor è quasi del tutto visibile. In aggiunta al telescopio APEX, tre telescopi del complesso ALMA (Atacama LArge Millimeter/Submillimeter Array) sono visibili a destra. Ne sono stati aggiunti molti altri da quando questa foto è stata scattata.

Sulla sinistra del Cerro Chajnantor si trovo il Cerro Toco, più a sinistra a Nord-Ovest si vedono le forme coniche dei vulcani Lincancabur.

Sull'altopiano del Chajnantor, a 5000 metri di altitudine, l'aria è così rarefatta e secca che sembra non riempire mai i polmoni. Grazie a queste condizioni estreme, le radiazioni millimetriche e submillimetriche provenienti dall'Universo possono passare attraverso all'atmosfera terrestre sopra il sito, e essere captate da terra con i sensibili telescopi come l'ALMA e l'APEX.

L'APEX è frutto della collaborazione fra l'istituto Max Planck per la radio astronomia (MPIfR), l'Osservatorio Spaziale Onsala (OSO) e l'ESO. Questo telescopio è però operato dall'ESO.

ALMA, una struttura internazionale è frutto della della collaborazione di Europa, Nord America, Est Asia e Reppublica del Cile. ESO si rende ambasciatrice per l'Europa come il National Radio Astronomy Observatory (NRAO) lo è per il Nord America e il National Astronomical Observatory of Japan (NAOJ)  per l'Est Asia. Assieme queste organizzazioni formano il Joint ALMA Observatory (JAO), commissionando, controllando e commissionando le operazioni riguardanti ALMA.

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02 aprile 2012

La Silla, La prima casa per i telescopi ESO -- Passato e Presente

L'ESO compie cinquant'anni quest'anno, e per celebrare questo importante anniversario, vi mostreremo scorci della nostra storia. Una volta al mese per tutto il 2012, un'Immagine della Settimana (Picture of the Week) speciale, della serie "Passato e Presente" (Then and Now) mostra come le cose sono cambiate nei decenni nei siti della Silla e di Paranal, negli uffici dell'ESO a Santiago del Cile e nel quartier generale dell'ESO a Garching bei München, Germania.

L'immagine storica è stata scattata attorno agli anni '70 dai dormitori de La Silla, situati più in basso sulla montagna delle cupole dei telescopi. La foto guarda al punto più alto della montagna, dalla sinistra. La struttura metallica visibile accanto al picco non è un telescopio, ma una cisterna d'acqua per il sito. La cupola bianca in centro all'immagine appartiene al telescopio Schmidt da 1 metro, che ha cominciato a lavorare nel Febbraio 1972. Sull'estrema destra dell'immagine si vede l'altro telescopio ESO da 1 metro, appena individuabile oltre alla cresta collinare, e a sinistra si può vedere il telescopio Grand Prisme Objectif

Nella foto odierna, il dormitorio rimane, ma è stato ampliato durante le decadi, ma il più grande cambiamento è visibile sul picco sinistro de La Silla. Nel punto più alto si trovano il telescopio ESO da 3.6 metri, operativo dal novembre 1976 e ancora in uso. questo telescopio monta l'HARPS, il cacciatore di exoplaneti (vedi eso1134 e eso1214 per risultati recenti). Il telescopio da 3.6 metri incoronò La Silla, essendo il più grande e tecnologicamente avanzato telescopio sul sito. La cupola più piccola visibile di fronte al telescopio da 3.6 metri è il Telescopio Ausiliario Coudè, complementare al suo vicino.

Alla destra del 3.6-metri si trova il New Technlogy Telescope (NTT) da 3.58 metri, riconoscibile dalla forma squadrata. L'NTT che ha iniziato ad operare nel 1989, fu il primo ad utilizzare uno specchio controllato da computer, fu il precursore del Very Large Telescope, e fu usato anche per testare nuove tecnologie destinate poi a futuri apparecchi.

Anche oggi, La Silla resta un osservatorio molto attivo dove molte scoperte importanti vengono fatte. Sia l'NTT e il telescopio da 3.6metri hanno aiutato la ricerca astronomica e la scoperta dell'accellerazione dell'espansione dell'Universo -- scoperta valsa un Nobel per la fisica nel 2011.

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26 marzo 2012

Avreste voluto esserci?

Il fotografo francese Serge Brunier --uno dei fotografi ambasciatori ESO-- ha creato questo panorama a 360 gradi sull'altopiano del Chajnantor nel deserto di Atacama, dove ALMA, l'Atacama Large Millimeter/Submillimeter Array è in fase di costruzione.

La proiezione panoramica ha leggermente deformato la forma delle antenne ALMA, ma da veramente l'impressione che si avrebbe a stare in mezzo a questo impressionante nuovo laboratorio. La panoramica a 360 gradi mostra anche la completa isolazione in cui si trova l'altopiano Chajnantor; ad un altitudine di 5000 metri, l'orizzonte è praticamente del tutto sgombro, tranne per il picco di qualche vicina montagna.

Nonostante la costruzione di un complesso di telescopi così ambizioso in una terra così remota sia un progetto molto impegnativo, l'alta altitudine è perfetta per l'astronomia submillimetrica. Questo perchè il vapore acqueo nell'atmosfera assorbirebbe parte delle radiazioni submillimetriche, ma l'aria è molto più secca nei siti ad elevate altitudini come l'Chajnantor.

L'ALMA cominciò la sua prima osservazione scientifica il 30 Settembre 2011 con la schiera di antenne ancora parziale. Quando l'osservatorio sarà completo, l'impressionante vista di cinquanta antenne da 12 metri --come anche schiere di antenne più piccole, quattro da 12 metri e 12 da 7 metri-- renderà questo panorama isolato meno vuoto. Nel frattempo le fotografie come questa documentano i progressi di questa tecnologia futuristica.

ALMA, una struttura internazionale è frutto della della collaborazione di Europa, Nord America, Est Asia e Reppublica del Cile. ESO si rende ambasciatrice per l'Europa come il National Radio Astronomy Observatory (NRAO) lo è per il Nord America e il National Astronomical Observatory of Japan (NAOJ)  per l'Est Asia. Assieme queste organizzazioni formano il Joint ALMA Observatory (JAO), commissionando, controllando e commissionando le operazioni riguardanti ALMA.

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19 marzo 2012

Il VLT a caccia del leone

Il Very Large Telescope ha catturato un altro membro del gruppo di galassie chiamato Leo I, nella costellazione di Leo (Leone). La galassia Messier 95 si mostra fieramente faccia a faccia con l'obbiettivo, offrendoci una vista ideale della sua struttura spirale. Le braccia formano un cerchio praticamente perfetto attorno al centro galattico prima di diramarsi, creando con così un effetto a criniera di cui anche un leone sarebbe fiero.

Un altra impressionante caratteristica di Messier 95 è il suo nucleo d'oro ardente. Esso contiene anello stellare del diametro di quasi 2mila anni luce, dove la gran parte delle stelle della galassia vengono formate. Questo fenomeno occorre più spesso nelle galassie spirali barrate come Messier 95 e la nostra, la Via Lattea.

Rettifica! Per coincidenza Messier 95 è anche casa di una possibile supernova individuata il 17 Marzo 2012, i dettagli della scoperta sono consultabili qui. E un altra coincidenza è il fatto che sia la supernova che la galassia sono correntemente molto vicine a Marte, accanto le stelle della costellazione del Leone. Notare che le osservazioni utilizzate per questa Foto della Settimana furono fatte prima dell'apparizione della supernova, quindi in questa foto non è visibile.


12 marzo 2012

Una spolverata di neve sul deserto di Atacama

Le cupole del Very Large Telescope, situate sulla cima del Cerro Paranal, si crogiolano nel sole di un altro glorioso giorno senza nuvole. Ma qualcosa è diverso in questa immagine: un sottile strato di neve si è depositata sul paesaggio desertico. Non è qualcosa che si vede tutti i giorni, tutto il contrarrio infatti il deserto di Atacama è conosciuto per il numero quasi nullo di precipitazioni annue.

Molti fattori contribuiscono alle secche condizioni del deserto. Il massiccio delle Ande blocca le nuvole cariche di pioggia provenienti da Est, e il Massiccio Costiero Cileno da ovest. La fredda corrente Humbold in mare aperto crea un inversione d'aria fredda che impedisce alle nubi di formarsi. Una zona di alta pressione nel Sud-Est dell'Oceano Pacifico crea un circolo di venti, che a sua volta forma un anticiclone, che contribuisce a mantenere il clima della zona di Atacama molto secco. Grazie a tutti questi fattori, questa zona è riconosciuta come la più secca al mondo.

Sul Paranal, le precipitazioni annue misurano solitamente pochi millimetri, con il tasso di umidità spesso sotto la soglia del 10% e uno scarto di temperatura fra i -8 e i 25 gradi Celesius. Le secche condizioni del deserto di Atacama sono il fattore principale che ha spinto l'ESO a scegliere il deserto e in particolare Cerro Paranal come casa del Very Large Telescope. Mentre l'insolita nevicata ha interrotto per poco le secche condizioni del luogo, ha anche create una visuale di rara bellezza.

Questa foto è stata scattata dal fotografo ESO Stèphane Guisard il 1 Agosto 2011.

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05 marzo 2012

Una finestra sul passato -- la trasformazione di La Silla nel tempo.

L'ESO compie 50 anni e per celebrare questa ricorrenza importante vi mostriamo alcuni scorci della nostra storia. Una volta al mese in tutto il 2012 un'Immagine della Settimana (Picture of the Week) speciale, della serie "Passato e Presente" (Then and Now) mostra come le cose sono cambiate nei decenni nei siti della Silla e di Paranal, negli uffici dell'ESO a Santiago del Cile e nel quartier generale dell'ESO a Garching bei München, Germania.

Ecco qui due fotografie di La Silla riprese, nel Giugno 1968 e in questi giorni, dalle cisterne dell'osservatorio con visuale sul resto del sito. Potete esaminare le differenze muovendo con il mouse il separatore tra le due immagini.

Nell'immagine storica è visibile in primo piano la residenza temporanea. I tre telescopi sullo sfondo sono, da sinistra a destra: il GPO (Grand Prism Objectif, prima luce nel 1968), il telescopio da 1 metro dell'ESO (prima luce nel 1966) e il telescopio da 1,5 metri dell'ESO (prima luce nel 1968). Questi sono i primi tre telescopi costruiti a La Silla. La cupola bianca più vicina a chi osserva è il telescopio Schmidt da 1 metro dell'ESO, che ha iniziato le osservazioni nel 1971.

Oggi queste quattro cupole esistono ancora ma i primi tre telescopi sono stati dismessi.
Il telescopio  Schmidt da 1 metro dell'ESO è ancora in uso, ma è completamente dedicato al progetto "LaSilla-QUEST Variability survey" (vedi potw1201a).

La fotografia attuale mostra anche due nuovi telescopi. La cupola argentata è quella del telescopio da 2,2 metri dell'MPG/ESO, in uso dall'inizio del 1984 e in prestito indefinito all'ESO da parte del Max-Planck-Gesellschaft. In fondo a sinistra si vede il telescopio danese da 1,54 metri, in uso dal 1979, uno dei tanti telescopi nazionali costruiti a La Silla.

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27 febbraio 2012

Ruotare in azione

Il dinamismo del Very Large Telescope in azione è perfettamente catturato da questo insolito scatto, scattata subito dopo il tramonto quando il telescopio inizia a lavorare. Un esposizione statica da 26 secondi ha permesso al fotografo ESO Gerhard Hüdepohl di catturare il movimento della cupola, guardando attraverso l'apertura interna nel momento in cui l'apparecchio  comincia a ruotare. Le pareti girevoli della cupola sembrano un turbine in mezzo a cui è possibile intravedere in deserto di Atacama, mentre il cielo privo di nuvole offre uno sprazzo di fresco azzurro.

La struttura del telescopio, stazionaria nel centro dell'immagine, supporta uno specchio del diametro di 8.2 metri, progettato per immagazzinare luce dagli angoli dell'Universo. La cupola in sè è anche una meraviglia di ingegneria, muovendosi con estrema precisione e permettendo il controllo delle calde correnti d'aria che potrebbero disturbare le osservazioni.

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20 febbraio 2012

L'audace salita al Cerro Paranal

Le strutture ESO dell'Osservatorio Paranal, come anche la Residiencia, danno alle persone che lavorano al sito un riparo dalle aspre condizioni ambientali del deserto circostante. Inoltre offrono anche delle interessanti alternative a coloro che vogliono godersi la bellezza silenziosa e isolata del deserto di Atacama.

Fra queste alternative c'è la Star Track -la camminata delle stelle- che connette la Residencia con la piattaforma del Very Large Telescope (VLT), sul picco di 2600 metri del Cerro Paranal. Costruita nel 2001, la Star Track copre circa due kilometri di distanza, con un dislivello di 200 metri. L'ultima parte del percorso serpeggia sulla parte ovest della montagna, offrendo una vista unica.

Questa panoramica a 360 gradi trova come fulcro il Nord, quindi l'estrema destra e sinistra dell'immagine corrispondono al Sud. A Nord, si possono vedere la stanza di controllo del VLT e parte del Unit Telescope spuntare da una protuberanza del terreno che copre il resto della cima del Paranal. a Ovest, si vedono le nuvole sopra l'Oceano Pacifico, appena a 12 kilometri dal sito. A Est si scorgono la facciata e la cupola della Residencia

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13 febbraio 2012

Il cuore della Via Lattea

C'è molto da amare nell'astronomia, e -- in tempo per San Valentino -- la fotografa Julien Girard ci offre un esempio "dal cuore" in questa immagine. Un luminoso simbolo rosa d'amore appare fluttuante in contrasto sulla buia notte sopra l'Osservatorio del Paranal nel nord del Cile. Girard ha disegnato questo cuore in aria con l'aiuto di un laser durante l'esposizione da 25 secondi ad una macchina fotografica.

La regione centrale della Via Lattea sembra essere l'interno del cuore, mentre si strotola attraverso l'immagine. Le stelle della costellazione Corona Australis ( La corona del Sud) formano un luminoso arco di gioielli sulla cima della curva del cuore. La luminosità` diffusa a sinistra del cuore è causata dalla luce zodiacale, causata dall'illuminazione da parte del Sole delle polveri sospese nel sistema solare.

A destra sull'orizzonte, si vede il Very Large Telescope ESO (VLT), che appare sulla silouette del Cerro Paranal. La luce di una macchina che discende Cerro Paranal può essere vista sulla destra.

Julien Girard è un astronoma ESO che lavora al VLT, è una scienziata per le ottiche adattabili del NACO montate sull'unita 4 del Very Large Telescope. Ha caricato la sua foto sulla pagina Flickr dell'ESO, dove è stata scelta come immagine della settimana.

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30 gennaio 2012

Un ombra all'alba

In questa fotografia, scattata dal fotografo ESO Gianluca Lombardi, il Sole sto sorgendo e immergento il deserto cileno di Atacama di un familiare bagliore rossastro. Ma in questa immagine, risalente al 13 giugno 2011, ha anche catturato qualcosa fuori dall'ordinario: un ombra scura espandersi sull'orizzonte.

Gianluca scattò questa foto da Cerro Armazones, guardando a ovest. Armazones è la futura casa del più grande occhio dell'umanità sul cielo, l'European Extremely Large Telescope (E-ELT), il sole sorse dietro Gianluca al momento giusto per gettare una lunga ombra dall'alto dei 3060 metri d'altezza della montagna sull'atmosfera terrestre. L'ombra può essere vista raggiungere il vasto paesaggio del deserto, e continuare a sinistra dell'immagine.

La punta luminosa visibile sulla destra dell'immagine appartiene al Cerro Paranal, che raggiunge l'altitudine di 2600 metri, distante solo 20 kilometri da Cerro Armaziones è la casa del Very Large Telescope di proprietà ESO. Entrambi i siti dispongono di condizioni d'osservazione eccezionali. Sulla destra osserviamo il picco dove si trova il telescopio VISTA, e a sinistra, sull'orizzonte sono locati il campobase dell'osservatorio Paranal e il residence.

La tortuosa strada bianca nella parte inferiore sinistra della foto è la strada che si dirige alla vetta di Cerro Armazones.

Links 

  • Questa immagine, insieme a molti altri incredibili scatti di Gianluca Lombardi, possono essere trovati sul suo  Flickr photostream.
  • Scopri di più riguardo ai fotografi ESO qui.
  • Scopri di pi`riguardo Cerro Amazones e il E-ELT qui.

23 gennaio 2012

Galassia spirale barrata turbina nel cielo notturno

Questa immagine mostra la forma vorticosa della galassia NGC 2217, nella costellazione del Cane Maggiore. La regione centrale della galassia è caratterizzata da una scia di stelle all'interno di un anello ovale. Più esternamente una serie di bracci si avvolge quasi a formare un anello circolare attorno alla galassia.NGC 2217 è quindi classificata come galassia spirale barrata, e la sua apparenza circolare indica che la osserviamo dal davanti.

Le spirali esterne hanno un colore bluastro, che indica la presenza di stelle giovani molto calde, nate da una nube di gas interstellare. La zona centrale appare gialla, a causa della presenza di stelle più vecchie. È anche possibile vedere delle striature nere sulle braccia e il centro della galassia, queste sono date dalle strisce di polvere cosmica che blocca parte della luminosità delle stelle.

Si pensa che nella maggioranza delle galassie a spirale nel vicino Universo -- includendo la Via Lattea -- sia presente una barra di qualche tipo, e che queste strutture svolgano un ruolo importante nello sviluppo di una galassi. Essi possono, per esempio, incanalare gas verso il centro della galassia, aiutando a nutrire un buco nero situato al centro o a creare nuove stelle.


16 gennaio 2012

Le grandi antenne ALMA

Gli uomini che lavorano al progetto Atacama Large Millimeter/Submillimeter Array (ALMA) si trovano accanto a tre delle antenne del telescopio. Questa foto rende la grandezza delle parabole, che con i loro 12 metri di diametro misurano circa sette volte l'altezza di un uomo medio. Una volta completato, ALMA consisterà di 66 antenne di alta precisione, 54 di esse con parabole di 12 metri, come mostrato nell'immagine, e 7 avranno il diametro di sette metri. Il veicolo trasportatore a 28 ruote che si vede nell'immagine e che è stato in grado di trasportare le antenne da 100 tonnellate ciascuna è costruito nella stessa gigantesca scala.

Questa fotografia è stata scattata al campo base situato a 2900 metri d'altezza ai piedi delle Ande Cilene, dove le antenne sono state assemblate e testate. A sinistra e sul trasportatore si possono vedere le due antenne ALMA di provenienza Europea, mentre la terza sullo sfondo è stata fornita dal Giappone. L'antenna situata sul trasportatore è la prima a partire per il suo viaggio per il sito operativo di Array on the Chajnantor, fotografata in giugno 2011 (vedi eso1127). Da quanto la fotografia è stata scattata queste antenne ed altre simili sono state messe in funzione sul Chajnantor, e il complesso ALMA ha fatto la sua prima osservazione scientifica (vedi eso1137). ALMA è stata disegnata per studiare il freddo Universo -- le antiche radiazioni del Big Bang e i gas molecolari e la polvere dai quali stelle, pianeti e galassie sono state originate.

ALMA, una struttura astronomica internazionale è frutto della collaborazione di Europa, Nord America e Asia del Est in cooperazione con la Repubblica del Cile. L'ESO si fa portavoce dell'Europa per quanto riguarda le attività e delle costruzioni dell'ALMA, il National Radio Astronomy Observatory (NRAO) simboleggia il Nord America e il National Astronomical Observatory of Japan (NAOJ) il Giappone. Tutte assieme formano il Joint ALMA Observatory (JAO), fornendo controllo e management nel costruire, commissionare e operare  ALMA.

Venticinque antenne ALMA Europee sono state fornite dall'ESO attraverso un contratto con il COnsorzio Europeo, ALMA riceverà 25 antenne dal Nord America e altre 16 dal est Asiatico.


09 gennaio 2012

Mappare la materia oscura nelle galassie

Una moltitudine di galassie deboli, piccoli punti luminosi sparsi nel cielo oscuro, furono catturati dal Wide Field Imager montato sul telescopio da 2.2-metri di proprietà ESO e MPG situato al osservatorio La Silla in Cile. Immagini come quella mostrata sopra sono strumenti potenti per capire come sia distribuita la materia oscura nelle galassie.

Questa immagine è parte del rilevamento COMBO-7, un programma dedicato alla registrazione di immagini dettagliate di piccole porzioni di cielo attraverso filtri di 17 colori diversi. L'area compresa in questa immagine è comparabile alla grandezza della luna piena, ma migliaia di galassie possono essere identificate in questa piccola zona.

L'immagine è stata scattata in un periodo di tempo di quasi sette ore, che ha permesso alla fotocamera di catturare la luce da corpi poco luminosi e distanti insieme a quelli più vicini a noi. Galassie con una struttura chiara e regolare, com'è ben visibile nell'angolo in alto a sinistra, che sono tuttavia sono solo a qualche miliardo di anni luce da noi. Questi corpi così sfocati e fiochi sono talmente lontani da noi che ci sono voluti nove o dieci miliardi di anni prima che la loro luce raggiungesse la terra.

L'indagine di COMBO-17 è uno strumento potente per studiare la distribuzione della materia oscura nelle galassie. La materia oscura è una sostanza misteriosa che non emette o assorbe luce e che può sono essere identificata attraverso la sua forza gravitazionale. Alcune delle galassie poste più vicine assumono la funzione di lenti riflettenti, distorgendo la luce proveniente da galassie più lontane ma poste sulla stessa linea di osservazione. Misurando questa distorsione,  effetto chiamato lente gravitazionale, gli astonomi riescono a capire come la materia oscura sia distribuita negli oggetti che si comportano da lente.

La distorsione è debole, e quindi quasi impercettibile ad occhio umano. Comunque, date che scandagliare il cielo con 17 filtri permette di ottenere misurazioni molto precise, è possibile determinare se due galassie che appaiono vicine lo siano davvero. Dopo aver identificato le lenti gravitazionali, la distorsione può essere misurata in media su migliaia di galassie. Con più di 4000 lenti gravitazionai identificate, il metodo COMBO-17 è il metodo ideale per aiutare gli astronomi a capire meglio la materia oscura.

Questa immagine è stata scattata con tre dei 17 filtri del COMBO-17: B (blu, V (verde) e R (rosso), anche un raggio sensibile agli infrarossi è stato usato.

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03 gennaio 2012

Uno Sguardo al Passato -- L'Osservatorio La Silla Prima e Dopo

L'ESO compie cinquant'anni quest'anno, e per celebrare questo importante anniversario vi mostreremo scorci della nostra storia. Una volta al mese per tutto il 2012, una speciale Foto della Settimana comparativa mostrerà come le cose sono cambiate attraverso i decenni agli osservatori de La Silla e del Paranal, agli uffici ESO a Santiago del Cile e al quartier generale a Garching in Monaco di Baviera, Germania.

La nostra prima fermata in questo viaggio attraverso il tempo è a La Silla, il primo sito dove l'ESO abbia mai costruito un osservatorio. La foto storica  fu scattata fra i tardi anni '60 e i primi anni '70 dalla cupola del telescopio da 1.52-metri dell'ESO, che si accese la prima volta nel 1968. Una seconda fotografia scattata al giorno d'oggi, mostra quanto l'osservatorio sia cambiato attraverso i decenni. Si possono esaminare i cambiamenti muovendo il mouse attraverso la fotografia.

Nella foto storica, possiamo vedere il telescopio ESO da 1 metro sullo sfondo a destra, con il Grand Prism Objectif (GPO) che si intravede. Il terzo telescopio in questa foto è il telescopio Schmidt da 1 metro, sulla sinistra ad un livelo più alto si trovano le cisterne d'acqua dell'osservatorio.

Muovendosi attraverso il tempo fino all'attualità, possiamo vedere quanto l'osservatorio La Silla si sia evoluto, con l'aggiunta di telescopi sul sito. I telescopi ESO da 3.6-metri e il francese Coudè Auxiliary Telescope dominano il picco. Il forma angolare del New Technology Telescope (NTT) si intravede a sinistra, vicino alle cisterne d'acqua. La parabola di 15 metri di diametro dello Swedish-ESO Submillimetre Telescope (SEST) scruta l'orizzonte all'estrema destra.

La nuova fotografia fu presa da una posizione leggermente differente dalla cupola del telescopio ESO da 1.52-metri, quindi il GPO è nascosto dal telescopio ESO da 1-metro. La cupola bianca che è appena visibile dietro la parabola da 1 metro è il Danish 1.5-metre telescope. Al centro della foto vediamo la cupola argentata del telescopio da 2.2 metri dell ESO/MPG.

Anche se alcuni telescopi a La Silla, come l'ESO1-metre and ESO1.52metre and the SEST, non sono più in funzione, gli altri sono ancora in primo campo nell'osservazione astronomica. Il telescopio ESO da3.6-metri possiede l'HARPS, il primo macchinario per la caccia agli exopianeti (vedi eso1134 per risultati recenti). L'NTT è stato usato per aiutare a comprendere il motivo per cui si formano le stelle massive ( vedi anche eso1029). Entrambi i telescopi hanno fornito dati vitali che hanno portato alla scoperta dell'accellerata espansione dell'Universo -- una scoperta valsa il Premio Nobel per la Fisica 2011. Il telescopio da 2.2 metri di proprietà ESO/MPG ha anche prodotto una sorprendende quantittà di dati, da meravigliose foto a campo largo, agli studi sulle esplosioni di Raggi Gamma, l'evento più esplosivo nell'intero Universo.

 

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