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Orione sotto una nuova luce

Il telescopio VISTA rivela le stravaganze ad alta velocità di giovani stelle

10 febbraio 2010

La Nebulosa di Orione svela molti dei suoi secreti nascosti in una spettacolare immagine del nuovo telescopio dell’ESO, VISTA. Grazie al suo enorme campo visivo, questo telescopio è in grado di catturare l’intera nebulosa in tutto il suo splendore e, grazie alla sua capacità di osservare nell’infrarosso, può scrutare in profondità nelle regioni di polvere, altrimenti nascoste, rivelando il curioso comportamento delle stelle, giovani e particolarmente attive, che vi sono sepolte.

VISTA, acronimo di Visible and Infrared Survey Telescope for Astronomy, è l’ultimo arrivato all’Osservatorio del Paranal dell’ESO (eso0949). Si tratta del più grande telescopio al mondo per la realizzazione di survey, o cataloghi, e ha il compito di preparare una mappa del cielo nelle lunghezze d’onda dell’infrarosso. L’ampio specchio, dal diametro di 4,1 metri, il grande campo visivo e i rivelatori molto sensibili fanno di VISTA uno strumento unico. Questa nuova, eccezionale immagine della Nebulosa di Orione mostra le sorprendenti potenzialità di VISTA.

La Nebulosa di Orione [1] è un immenso vivaio di stelle, distante circa 1350 anni luce dalla Terra. Sebbene la nebulosa abbia un aspetto già spettacolare se osservata con un normale telescopio, quel che si può vedere attraverso la luce visibile è, in effetti, solo una piccola parte della vasta nube di gas in cui si stanno formando nuove stelle. La maggior parte del processo di formazione stellare avviene nelle profondità delle nubi di polvere e, per poter veder cosa sta realmente accadendo, gli astronomi hanno bisogno di telescopi dotati di rivelatori sensibili alle radiazioni con una lunghezza d’onda più lunga, come l’infrarosso, che possono penetrare la polvere. Le lunghezze d’onda usate da VISTA per catturare questa immagine della Nebulosa di Orione sono lunghe circa il doppio di quelle percepibili dall’occhio umano.

Come immortalato già da molte fotografie di questo oggetto, realizzate in luce visibile, la nuova immagine a campo largo ripresa da VISTA mostra, al centro, la celebre forma a pipistrello della nebulosa e i suoi dintorni intrisi di fascino. Nel cuore di questa regione si trovano le quattro stelle brillanti che formano il Trapezio, un gruppo di stelle giovani e molto calde che sprigionano l’intensa radiazione ultravioletta che sta rischiarando l’area circostante e rendendo il gas incandescente.

Osservando la parte superiore dell’immagine, si notano delle strutture rosse, particolarmente interessanti e del tutto impercettibili se non nell’infrarosso. Nella maggior parte dei casi, si tratta di stelle giovanissime, ancora in fase di formazione, viste attraverso le nubi di gas dalle quali si sono formate. Queste giovani stelle emettono getti di gas con velocità dell’ordine di 700,000 chilometri all’ora. Molte delle strutture rosse individuano i punti in cui questi getti di gas si scontrano con il gas circostante ed “eccitano” le molecole e gli atomi del gas, che quindi emettono luce. Al di sotto della Nebulosa di Orione sono visibili anche alcune fioche strutture rosse, a dimostrazione che anche in questa zona della nube si stanno formando stelle, anche se ad un ritmo molto meno intenso. Queste strane strutture destano grandissimo interesse da parte degli astronomi che studiano la nascita e le prime fasi di vita delle stelle.

Questa nuova immagine evidenzia la capacità del telescopio VISTA di fotografare vaste aree del cielo, velocemente ed in profondità, nella parte dello spettro elettromagnetico cosiddetta del “vicino infrarosso”. Il telescopio ha appena cominciato a scrutare sistematicamente il cielo, e gli astronomi attendono un ricco “raccolto di scienza” da questo straordinario strumento dell’ESO.

Note

[1] La Nebulosa di Orione giace nella spada di Orione, il famoso cacciatore celeste, ed è uno degli oggetti preferiti da osservare in cielo, sia per semplici appassionati che per gli astrofisici. È difficile da vedere ad occhio nudo e, ai primi astronomi che la osservarono attraverso un telescopio, apparve come un piccolo ammasso di stelle blu-bianche circondate da una misteriosa nebbiolina grigio-verde. Questo oggetto fu descritto per la prima volta nei primi anni del XVII secolo, anche se non si conosce l’identità del suo scopritore. Il cacciatore di comete francese, Messier, ne fece uno schizzo particolarmente dettagliato verso la metà del XVIII secolo e, nel suo famoso catalogo, le attribuì il numero 42. Inoltre, egli identificò con il numero 43 un’altra regione, distinta e più piccola, situata appena sopra la parte principale della nebulosa. In seguito, William Herschel si interrogò circa la natura della nebulosa, ritenendo che potesse trattarsi del “caotico materiale alla base di Soli futuri”; gli astronomi hanno poi scoperto che quella nebbiolina non è altro che gas reso incandescente dalla intensa luce ultravioletta emessa da stelle giovani e caldissime, appena formatesi nei dintorni.

Ulteriori Informazioni

L’ESO (European Southern Observatory) è la principale organizzazione intergovernativa di Astronomia in Europa e l’osservatorio astronomico più produttivo al mondo. È sostenuto da 14 paesi: Austria, Belgio, Repubblica Ceca, Danimarca, Finlandia, Francia, Germania, Italia, Olanda, Portogallo, Spagna, Svezia, Svizzera e Gran Bretagna. L’ESO mette in atto un ambizioso programma che si concentra sulla progettazione, costruzione e gestione di potenti strutture astronomiche da terra che consentano agli astronomi di fare importanti scoperte scientifiche. L’ESO ha anche un ruolo preminente nel promuovere e organizzare cooperazione nella ricerca astronomica. L’ ESO gestisce tre siti unici di livello mondiale in Cile: La Silla, Paranal e Chajnantor. A Paranal, l’ESO gestisce il Very Large Telescope, l’osservatorio astronomico nella banda visibile più d’avanguardia al mondo. L’ESO è il partner europeo di un telescopio astronomico rivoluzionario, ALMA, il più grande progetto astronomico esistente. L’ESO sta pianificando al momento un Telescopio Europeo Estremamente Grande ottico/vicino-infrarosso di 42 metri, l’E-ELT, che diventerà “il più grande occhio del mondo rivolto al cielo”.

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Survey Telescopes PIO
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E-mail: rhook@eso.org

Questa è una traduzione del Comunicato Stampa dell'ESO eso1006.
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Sul Comunicato Stampa

Comunicato Stampa N":eso1006it
Nome:M 42, M 43, Orion Nebula
Tipo:• X - Nebulae
Facility:Visible and Infrared Survey Telescope for Astronomy

Immagini

Veduta all'infrarosso della Nebulosa di Orione con VISTA
Veduta all'infrarosso della Nebulosa di Orione con VISTA
Extracts from the VISTA infrared image of the Orion Nebula
Extracts from the VISTA infrared image of the Orion Nebula
soltanto in inglese
Infrared/visible comparison of the full VISTA Orion Nebula image
Infrared/visible comparison of the full VISTA Orion Nebula image
soltanto in inglese
Infrared/visible comparison of an extract from the VISTA Orion Nebula image
Infrared/visible comparison of an extract from the VISTA Orion Nebula image
soltanto in inglese

Video

ESOcast 14: Orion in a New Light
ESOcast 14: Orion in a New Light
soltanto in inglese
Zooming into VISTA’s infrared view of the Orion Nebula
Zooming into VISTA’s infrared view of the Orion Nebula
soltanto in inglese
Panning across the VISTA infrared view of the Orion Nebula
Panning across the VISTA infrared view of the Orion Nebula
soltanto in inglese
Infrared/visible crossfade of the Orion Nebula
Infrared/visible crossfade of the Orion Nebula
soltanto in inglese
3D animation of the Orion nebula
3D animation of the Orion nebula
soltanto in inglese
3D animation of the Orion nebula
3D animation of the Orion nebula
soltanto in inglese

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