Immagine della settimana 2012

23 aprile 2012

La Luna e l'Arco della via Lattea

L'ambasciatore fotografo ESO Stèphane Guisard ha catturato questo panaroma mozzafiato dal sito dell'ALMA, l'Atacama Millimeter/Submillimeter Array nelle ande Cilene. L'altopiano a 5000 metri d'altezza e dalla condizione climatica estremamente secca offre il sito perfetto per questo telescopio, la cui utilità è di studiare la luce proveniente dall'Universo in onde millimetriche e submillimetriche.

Le numerose parabole giganti dominano il centro dell'immagine. Quando ALMA sarà completato, avrà ben 54 di queste parabole dal diametro di 12 metri. Sopra la schiera di parabole l'arco formato dalla via Lattea agisce da splendente sfondo. Quando la foto panoramica è stata scattata, la luna stava costeggiando l'arco formato dalla via Lattea, irradiando le parabole di un lugubre bagliore. Le Nubi di Magellano Grande e Piccola, le più grandi delle galassie nane orbitanti la via Lattea, appaiono come due chiazze luminose nel cielo. Una meteora molto luminosa sta passando accando alla Nube di Magellano Piccola.

ALMA, una struttura internazionale è frutto della della collaborazione di Europa, Nord America, Est Asia e Reppublica del Cile. ESO si rende ambasciatrice per l'Europa come il National Radio Astronomy Observatory (NRAO) lo è per il Nord America e il National Astronomical Observatory of Japan (NAOJ)  per l'Est Asia. Assieme queste organizzazioni formano il Joint ALMA Observatory (JAO), controllando e commissionando le operazioni riguardanti ALMA.

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16 aprile 2012

APEX, la sentinella sul Chajnantor

Il telescopio Atacama Pathfinder Experiment (APEX) osserva il cielo durante una notte illuminata dalla luce lunare sul Chajnantor, uno degli osservatori situati più in alto ed a una condizione atmosferica secchissima. Tesori astronomici riempiono il cielo sopra il telescopio, testimonianza delle eccellenti condizioni offerte da questo sito nella regione di Atacama, in Cile.

Una delle luminose stelle sulla sinistra è parte della coda della costellazione dello Scorpius (Scorpione). Il "pungiglione" dello scorpione è rappresentato da due stelle brillanti e particolarmente vicine fra loro, attraverso il cielo e somigliante a una striscia di nuvole luminose  si vede la via Lattea.

In mezzo alla costellazione dello Scorpione e, sulla destra, del Sagittario, si può vedere un raggruppamento di stelle. Questo è chiamato Messier 7, detto anche Gruppo di Ptolemy. Sotto e leggermente a destra di Messier 7 si trova il gruppo di Butterfly, Messier 6. Più a destra, più in alto, proprio al limite della parabola APEX, si nota una nuvola leggera e luminosa. Questa è la famosa nebulosa Lagoon (vedi eso0936 per ulteriori informazioni)

Con una parabola principale da 12 metri di diametro, l'APEX è il più grande telescopio a onda submillimetrica con una singola parabola operativo nell'emisfero australe. Ma l'APEX sta solo aprendo la strada al più grande osservatorio submillimetrico al mondo, the Atacama Large Millimeter/Submillimeter Array (ALMA), il quale sarà completato nel 2013 (vedi eso1137). L'APEX condividerà lo spazio con le 66 antenne dell'ALMA sull'altopiano del Chajnantor a oltre 5000 metri d'altezza sulle montagne cilene. Il telescopio APEX è basato su un prototipo di antenna costruito per il progetto ALMA, e troverà molti bersagli che l'ALMA sarà in grado si studiare in dettaglio.

Il fotografo ambasciatore Babak Tafreshi ha scattato questa foto panoramica usando un teleobiettivo. Babak è anche il fondatore de "The World At Night", un programma finalizzato alla creazione e all'esposizione di fotografie mozzafiato scattate nei siti più belli e antichi del mondo su uno sfondo notturno di stelle, pianeti e eventi celesti.

Altre Informazioni

Il telescopio APEX è frutto della collaborazione dell'Istituto Max-Planck per la radio astronomia (MPIfR) e dell'Osservatorio Spaziale Onsala (OSO), con l'ESO come ente affidatario delle attività del telescopio.

ALMA, una struttura internazionale è frutto della della collaborazione di Europa, Nord America, Est Asia e Reppublica del Cile. ESO si rende ambasciatrice per l'Europa come il National Radio Astronomy Observatory (NRAO) lo è per il Nord America e il National Astronomical Observatory of Japan (NAOJ)  per l'Est Asia. Assieme queste organizzazioni formano il Joint ALMA Observatory (JAO), controllando e commissionando le operazioni riguardanti ALMA.

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09 aprile 2012

Attorno al Chajnantor — Un panorama da 360 gradi

Nonostante Cerro Chico raggiunga un altitudine di 5300 metri sul livello del mare, è solo una piccola montagna nel magnifico massiccio delle Ande. Infatti il suo nome significa semplicemente "piccola montagna" in Spagnolo. Comunque, a causa della sua posizione sull'altopiano del Chajnantor, la cima del Cerro Chico offre un punto panoramico eccellente e relativamente facile da raggiungere.

Questa foto panoramica a 360 gradi ha il fulcro a Nord-Est, dove è possibile vedere i vulcani più alti -- gran parte dei quali raggiunge l'altitudine di 5500 metri -- Al centro dell'inquadratura si trova il Cerro Chajnantor, a destra sull'altopiano si trova il telescopio Atacama Pathfinder Experiment (APEX), con alle spalle il Cerro Chascon. Più a destra, in direzione Sud-Est l'altopiano del Chajnantor è quasi del tutto visibile. In aggiunta al telescopio APEX, tre telescopi del complesso ALMA (Atacama LArge Millimeter/Submillimeter Array) sono visibili a destra. Ne sono stati aggiunti molti altri da quando questa foto è stata scattata.

Sulla sinistra del Cerro Chajnantor si trovo il Cerro Toco, più a sinistra a Nord-Ovest si vedono le forme coniche dei vulcani Lincancabur.

Sull'altopiano del Chajnantor, a 5000 metri di altitudine, l'aria è così rarefatta e secca che sembra non riempire mai i polmoni. Grazie a queste condizioni estreme, le radiazioni millimetriche e submillimetriche provenienti dall'Universo possono passare attraverso all'atmosfera terrestre sopra il sito, e essere captate da terra con i sensibili telescopi come l'ALMA e l'APEX.

L'APEX è frutto della collaborazione fra l'istituto Max Planck per la radio astronomia (MPIfR), l'Osservatorio Spaziale Onsala (OSO) e l'ESO. Questo telescopio è però operato dall'ESO.

ALMA, una struttura internazionale è frutto della della collaborazione di Europa, Nord America, Est Asia e Reppublica del Cile. ESO si rende ambasciatrice per l'Europa come il National Radio Astronomy Observatory (NRAO) lo è per il Nord America e il National Astronomical Observatory of Japan (NAOJ)  per l'Est Asia. Assieme queste organizzazioni formano il Joint ALMA Observatory (JAO), commissionando, controllando e commissionando le operazioni riguardanti ALMA.

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02 aprile 2012

La Silla, La prima casa per i telescopi ESO -- Passato e Presente

L'ESO compie cinquant'anni quest'anno, e per celebrare questo importante anniversario, vi mostreremo scorci della nostra storia. Una volta al mese per tutto il 2012, un'Immagine della Settimana (Picture of the Week) speciale, della serie "Passato e Presente" (Then and Now) mostra come le cose sono cambiate nei decenni nei siti della Silla e di Paranal, negli uffici dell'ESO a Santiago del Cile e nel quartier generale dell'ESO a Garching bei München, Germania.

L'immagine storica è stata scattata attorno agli anni '70 dai dormitori de La Silla, situati più in basso sulla montagna delle cupole dei telescopi. La foto guarda al punto più alto della montagna, dalla sinistra. La struttura metallica visibile accanto al picco non è un telescopio, ma una cisterna d'acqua per il sito. La cupola bianca in centro all'immagine appartiene al telescopio Schmidt da 1 metro, che ha cominciato a lavorare nel Febbraio 1972. Sull'estrema destra dell'immagine si vede l'altro telescopio ESO da 1 metro, appena individuabile oltre alla cresta collinare, e a sinistra si può vedere il telescopio Grand Prisme Objectif

Nella foto odierna, il dormitorio rimane, ma è stato ampliato durante le decadi, ma il più grande cambiamento è visibile sul picco sinistro de La Silla. Nel punto più alto si trovano il telescopio ESO da 3.6 metri, operativo dal novembre 1976 e ancora in uso. questo telescopio monta l'HARPS, il cacciatore di exoplaneti (vedi eso1134 e eso1214 per risultati recenti). Il telescopio da 3.6 metri incoronò La Silla, essendo il più grande e tecnologicamente avanzato telescopio sul sito. La cupola più piccola visibile di fronte al telescopio da 3.6 metri è il Telescopio Ausiliario Coudè, complementare al suo vicino.

Alla destra del 3.6-metri si trova il New Technlogy Telescope (NTT) da 3.58 metri, riconoscibile dalla forma squadrata. L'NTT che ha iniziato ad operare nel 1989, fu il primo ad utilizzare uno specchio controllato da computer, fu il precursore del Very Large Telescope, e fu usato anche per testare nuove tecnologie destinate poi a futuri apparecchi.

Anche oggi, La Silla resta un osservatorio molto attivo dove molte scoperte importanti vengono fatte. Sia l'NTT e il telescopio da 3.6metri hanno aiutato la ricerca astronomica e la scoperta dell'accellerazione dell'espansione dell'Universo -- scoperta valsa un Nobel per la fisica nel 2011.

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26 marzo 2012

Avreste voluto esserci?

Il fotografo francese Serge Brunier --uno dei fotografi ambasciatori ESO-- ha creato questo panorama a 360 gradi sull'altopiano del Chajnantor nel deserto di Atacama, dove ALMA, l'Atacama Large Millimeter/Submillimeter Array è in fase di costruzione.

La proiezione panoramica ha leggermente deformato la forma delle antenne ALMA, ma da veramente l'impressione che si avrebbe a stare in mezzo a questo impressionante nuovo laboratorio. La panoramica a 360 gradi mostra anche la completa isolazione in cui si trova l'altopiano Chajnantor; ad un altitudine di 5000 metri, l'orizzonte è praticamente del tutto sgombro, tranne per il picco di qualche vicina montagna.

Nonostante la costruzione di un complesso di telescopi così ambizioso in una terra così remota sia un progetto molto impegnativo, l'alta altitudine è perfetta per l'astronomia submillimetrica. Questo perchè il vapore acqueo nell'atmosfera assorbirebbe parte delle radiazioni submillimetriche, ma l'aria è molto più secca nei siti ad elevate altitudini come l'Chajnantor.

L'ALMA cominciò la sua prima osservazione scientifica il 30 Settembre 2011 con la schiera di antenne ancora parziale. Quando l'osservatorio sarà completo, l'impressionante vista di cinquanta antenne da 12 metri --come anche schiere di antenne più piccole, quattro da 12 metri e 12 da 7 metri-- renderà questo panorama isolato meno vuoto. Nel frattempo le fotografie come questa documentano i progressi di questa tecnologia futuristica.

ALMA, una struttura internazionale è frutto della della collaborazione di Europa, Nord America, Est Asia e Reppublica del Cile. ESO si rende ambasciatrice per l'Europa come il National Radio Astronomy Observatory (NRAO) lo è per il Nord America e il National Astronomical Observatory of Japan (NAOJ)  per l'Est Asia. Assieme queste organizzazioni formano il Joint ALMA Observatory (JAO), commissionando, controllando e commissionando le operazioni riguardanti ALMA.

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19 marzo 2012

Il VLT a caccia del leone

Il Very Large Telescope ha catturato un altro membro del gruppo di galassie chiamato Leo I, nella costellazione di Leo (Leone). La galassia Messier 95 si mostra fieramente faccia a faccia con l'obbiettivo, offrendoci una vista ideale della sua struttura spirale. Le braccia formano un cerchio praticamente perfetto attorno al centro galattico prima di diramarsi, creando con così un effetto a criniera di cui anche un leone sarebbe fiero.

Un altra impressionante caratteristica di Messier 95 è il suo nucleo d'oro ardente. Esso contiene anello stellare del diametro di quasi 2mila anni luce, dove la gran parte delle stelle della galassia vengono formate. Questo fenomeno occorre più spesso nelle galassie spirali barrate come Messier 95 e la nostra, la Via Lattea.

Rettifica! Per coincidenza Messier 95 è anche casa di una possibile supernova individuata il 17 Marzo 2012, i dettagli della scoperta sono consultabili qui. E un altra coincidenza è il fatto che sia la supernova che la galassia sono correntemente molto vicine a Marte, accanto le stelle della costellazione del Leone. Notare che le osservazioni utilizzate per questa Foto della Settimana furono fatte prima dell'apparizione della supernova, quindi in questa foto non è visibile.


12 marzo 2012

Una spolverata di neve sul deserto di Atacama

Le cupole del Very Large Telescope, situate sulla cima del Cerro Paranal, si crogiolano nel sole di un altro glorioso giorno senza nuvole. Ma qualcosa è diverso in questa immagine: un sottile strato di neve si è depositata sul paesaggio desertico. Non è qualcosa che si vede tutti i giorni, tutto il contrarrio infatti il deserto di Atacama è conosciuto per il numero quasi nullo di precipitazioni annue.

Molti fattori contribuiscono alle secche condizioni del deserto. Il massiccio delle Ande blocca le nuvole cariche di pioggia provenienti da Est, e il Massiccio Costiero Cileno da ovest. La fredda corrente Humbold in mare aperto crea un inversione d'aria fredda che impedisce alle nubi di formarsi. Una zona di alta pressione nel Sud-Est dell'Oceano Pacifico crea un circolo di venti, che a sua volta forma un anticiclone, che contribuisce a mantenere il clima della zona di Atacama molto secco. Grazie a tutti questi fattori, questa zona è riconosciuta come la più secca al mondo.

Sul Paranal, le precipitazioni annue misurano solitamente pochi millimetri, con il tasso di umidità spesso sotto la soglia del 10% e uno scarto di temperatura fra i -8 e i 25 gradi Celesius. Le secche condizioni del deserto di Atacama sono il fattore principale che ha spinto l'ESO a scegliere il deserto e in particolare Cerro Paranal come casa del Very Large Telescope. Mentre l'insolita nevicata ha interrotto per poco le secche condizioni del luogo, ha anche create una visuale di rara bellezza.

Questa foto è stata scattata dal fotografo ESO Stèphane Guisard il 1 Agosto 2011.

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27 febbraio 2012

Ruotare in azione

Il dinamismo del Very Large Telescope in azione è perfettamente catturato da questo insolito scatto, scattata subito dopo il tramonto quando il telescopio inizia a lavorare. Un esposizione statica da 26 secondi ha permesso al fotografo ESO Gerhard Hüdepohl di catturare il movimento della cupola, guardando attraverso l'apertura interna nel momento in cui l'apparecchio  comincia a ruotare. Le pareti girevoli della cupola sembrano un turbine in mezzo a cui è possibile intravedere in deserto di Atacama, mentre il cielo privo di nuvole offre uno sprazzo di fresco azzurro.

La struttura del telescopio, stazionaria nel centro dell'immagine, supporta uno specchio del diametro di 8.2 metri, progettato per immagazzinare luce dagli angoli dell'Universo. La cupola in sè è anche una meraviglia di ingegneria, muovendosi con estrema precisione e permettendo il controllo delle calde correnti d'aria che potrebbero disturbare le osservazioni.

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20 febbraio 2012

L'audace salita al Cerro Paranal

Le strutture ESO dell'Osservatorio Paranal, come anche la Residiencia, danno alle persone che lavorano al sito un riparo dalle aspre condizioni ambientali del deserto circostante. Inoltre offrono anche delle interessanti alternative a coloro che vogliono godersi la bellezza silenziosa e isolata del deserto di Atacama.

Fra queste alternative c'è la Star Track -la camminata delle stelle- che connette la Residencia con la piattaforma del Very Large Telescope (VLT), sul picco di 2600 metri del Cerro Paranal. Costruita nel 2001, la Star Track copre circa due kilometri di distanza, con un dislivello di 200 metri. L'ultima parte del percorso serpeggia sulla parte ovest della montagna, offrendo una vista unica.

Questa panoramica a 360 gradi trova come fulcro il Nord, quindi l'estrema destra e sinistra dell'immagine corrispondono al Sud. A Nord, si possono vedere la stanza di controllo del VLT e parte del Unit Telescope spuntare da una protuberanza del terreno che copre il resto della cima del Paranal. a Ovest, si vedono le nuvole sopra l'Oceano Pacifico, appena a 12 kilometri dal sito. A Est si scorgono la facciata e la cupola della Residencia

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13 febbraio 2012

Il cuore della Via Lattea

C'è molto da amare nell'astronomia, e -- in tempo per San Valentino -- la fotografa Julien Girard ci offre un esempio "dal cuore" in questa immagine. Un luminoso simbolo rosa d'amore appare fluttuante in contrasto sulla buia notte sopra l'Osservatorio del Paranal nel nord del Cile. Girard ha disegnato questo cuore in aria con l'aiuto di un laser durante l'esposizione da 25 secondi ad una macchina fotografica.

La regione centrale della Via Lattea sembra essere l'interno del cuore, mentre si strotola attraverso l'immagine. Le stelle della costellazione Corona Australis ( La corona del Sud) formano un luminoso arco di gioielli sulla cima della curva del cuore. La luminosità` diffusa a sinistra del cuore è causata dalla luce zodiacale, causata dall'illuminazione da parte del Sole delle polveri sospese nel sistema solare.

A destra sull'orizzonte, si vede il Very Large Telescope ESO (VLT), che appare sulla silouette del Cerro Paranal. La luce di una macchina che discende Cerro Paranal può essere vista sulla destra.

Julien Girard è un astronoma ESO che lavora al VLT, è una scienziata per le ottiche adattabili del NACO montate sull'unita 4 del Very Large Telescope. Ha caricato la sua foto sulla pagina Flickr dell'ESO, dove è stata scelta come immagine della settimana.

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30 gennaio 2012

Un ombra all'alba

In questa fotografia, scattata dal fotografo ESO Gianluca Lombardi, il Sole sto sorgendo e immergento il deserto cileno di Atacama di un familiare bagliore rossastro. Ma in questa immagine, risalente al 13 giugno 2011, ha anche catturato qualcosa fuori dall'ordinario: un ombra scura espandersi sull'orizzonte.

Gianluca scattò questa foto da Cerro Armazones, guardando a ovest. Armazones è la futura casa del più grande occhio dell'umanità sul cielo, l'European Extremely Large Telescope (E-ELT), il sole sorse dietro Gianluca al momento giusto per gettare una lunga ombra dall'alto dei 3060 metri d'altezza della montagna sull'atmosfera terrestre. L'ombra può essere vista raggiungere il vasto paesaggio del deserto, e continuare a sinistra dell'immagine.

La punta luminosa visibile sulla destra dell'immagine appartiene al Cerro Paranal, che raggiunge l'altitudine di 2600 metri, distante solo 20 kilometri da Cerro Armaziones è la casa del Very Large Telescope di proprietà ESO. Entrambi i siti dispongono di condizioni d'osservazione eccezionali. Sulla destra osserviamo il picco dove si trova il telescopio VISTA, e a sinistra, sull'orizzonte sono locati il campobase dell'osservatorio Paranal e il residence.

La tortuosa strada bianca nella parte inferiore sinistra della foto è la strada che si dirige alla vetta di Cerro Armazones.

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  • This image, as well as many more stunning shots from Gianluca Lombardi, can be found on his Flickr photostream.
  • Find more about the ESO Photo Ambassadors here.
  • Find out more about Cerro Amazones and the E-ELT here.

23 gennaio 2012

Galassia spirale barrata turbina nel cielo notturno

Questa immagine mostra la forma vorticosa della galassia NGC 2217, nella costellazione del Cane Maggiore. La regione centrale della galassia è caratterizzata da una scia di stelle all'interno di un anello ovale. Più esternamente una serie di bracci si avvolge quasi a formare un anello circolare attorno alla galassia.NGC 2217 è quindi classificata come galassia spirale barrata, e la sua apparenza circolare indica che la osserviamo dal davanti.

Le spirali esterne hanno un colore bluastro, che indica la presenza di stelle giovani molto calde, nate da una nube di gas interstellare. La zona centrale appare gialla, a causa della presenza di stelle più vecchie. È anche possibile vedere delle striature nere sulle braccia e il centro della galassia, queste sono date dalle strisce di polvere cosmica che blocca parte della luminosità delle stelle.

Si pensa che nella maggioranza delle galassie a spirale nel vicino Universo -- includendo la Via Lattea -- sia presente una barra di qualche tipo, e che queste strutture svolgano un ruolo importante nello sviluppo di una galassi. Essi possono, per esempio, incanalare gas verso il centro della galassia, aiutando a nutrire un buco nero situato al centro o a creare nuove stelle.


16 gennaio 2012

Le grandi antenne ALMA

Gli uomini che lavorano al progetto Atacama Large Millimeter/Submillimeter Array (ALMA) si trovano accanto a tre delle antenne del telescopio. Questa foto rende la grandezza delle parabole, che con i loro 12 metri di diametro misurano circa sette volte l'altezza di un uomo medio. Una volta completato, ALMA consisterà di 66 antenne di alta precisione, 54 di esse con parabole di 12 metri, come mostrato nell'immagine, e 7 avranno il diametro di sette metri. Il veicolo trasportatore a 28 ruote che si vede nell'immagine e che è stato in grado di trasportare le antenne da 100 tonnellate ciascuna è costruito nella stessa gigantesca scala.

Questa fotografia è stata scattata al campo base situato a 2900 metri d'altezza ai piedi delle Ande Cilene, dove le antenne sono state assemblate e testate. A sinistra e sul trasportatore si possono vedere le due antenne ALMA di provenienza Europea, mentre la terza sullo sfondo è stata fornita dal Giappone. L'antenna situata sul trasportatore è la prima a partire per il suo viaggio per il sito operativo di Array on the Chajnantor, fotografata in giugno 2011 (vedi eso1127). Da quanto la fotografia è stata scattata queste antenne ed altre simili sono state messe in funzione sul Chajnantor, e il complesso ALMA ha fatto la sua prima osservazione scientifica (vedi eso1137). ALMA è stata disegnata per studiare il freddo Universo -- le antiche radiazioni del Big Bang e i gas molecolari e la polvere dai quali stelle, pianeti e galassie sono state originate.

ALMA, una struttura astronomica internazionale è frutto della collaborazione di Europa, Nord America e Asia del Est in cooperazione con la Repubblica del Cile. L'ESO si fa portavoce dell'Europa per quanto riguarda le attività e delle costruzioni dell'ALMA, il National Radio Astronomy Observatory (NRAO) simboleggia il Nord America e il National Astronomical Observatory of Japan (NAOJ) il Giappone. Tutte assieme formano il Joint ALMA Observatory (JAO), fornendo controllo e management nel costruire, commissionare e operare  ALMA.

Venticinque antenne ALMA Europee sono state fornite dall'ESO attraverso un contratto con il COnsorzio Europeo, ALMA riceverà 25 antenne dal Nord America e altre 16 dal est Asiatico.


09 gennaio 2012

Mappare la materia oscura nelle galassie

Una moltitudine di galassie deboli, piccoli punti luminosi sparsi nel cielo oscuro, furono catturati dal Wide Field Imager montato sul telescopio da 2.2-metri di proprietà ESO e MPG situato al osservatorio La Silla in Cile. Immagini come quella mostrata sopra sono strumenti potenti per capire come sia distribuita la materia oscura nelle galassie.

Questa immagine è parte del rilevamento COMBO-7, un programma dedicato alla registrazione di immagini dettagliate di piccole porzioni di cielo attraverso filtri di 17 colori diversi. L'area compresa in questa immagine è comparabile alla grandezza della luna piena, ma migliaia di galassie possono essere identificate in questa piccola zona.

L'immagine è stata scattata in un periodo di tempo di quasi sette ore, che ha permesso alla fotocamera di catturare la luce da corpi poco luminosi e distanti insieme a quelli più vicini a noi. Galassie con una struttura chiara e regolare, com'è ben visibile nell'angolo in alto a sinistra, che sono tuttavia sono solo a qualche miliardo di anni luce da noi. Questi corpi così sfocati e fiochi sono talmente lontani da noi che ci sono voluti nove o dieci miliardi di anni prima che la loro luce raggiungesse la terra.

L'indagine di COMBO-17 è uno strumento potente per studiare la distribuzione della materia oscura nelle galassie. La materia oscura è una sostanza misteriosa che non emette o assorbe luce e che può sono essere identificata attraverso la sua forza gravitazionale. Alcune delle galassie poste più vicine assumono la funzione di lenti riflettenti, distorgendo la luce proveniente da galassie più lontane ma poste sulla stessa linea di osservazione. Misurando questa distorsione,  effetto chiamato lente gravitazionale, gli astonomi riescono a capire come la materia oscura sia distribuita negli oggetti che si comportano da lente.

La distorsione è debole, e quindi quasi impercettibile ad occhio umano. Comunque, date che scandagliare il cielo con 17 filtri permette di ottenere misurazioni molto precise, è possibile determinare se due galassie che appaiono vicine lo siano davvero. Dopo aver identificato le lenti gravitazionali, la distorsione può essere misurata in media su migliaia di galassie. Con più di 4000 lenti gravitazionai identificate, il metodo COMBO-17 è il metodo ideale per aiutare gli astronomi a capire meglio la materia oscura.

Questa immagine è stata scattata con tre dei 17 filtri del COMBO-17: B (blu, V (verde) e R (rosso), anche un raggio sensibile agli infrarossi è stato usato.

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03 gennaio 2012

Uno Sguardo al Passato -- L'Osservatorio La Silla Prima e Dopo

L'ESO compie cinquant'anni quest'anno, e per celebrare questo importante anniversario vi mostreremo scorci della nostra storia. Una volta al mese per tutto il 2012, una speciale Foto della Settimana comparativa mostrerà come le cose sono cambiate attraverso i decenni agli osservatori de La Silla e del Paranal, agli uffici ESO a Santiago del Cile e al quartier generale a Garching in Monaco di Baviera, Germania.

La nostra prima fermata in questo viaggio attraverso il tempo è a La Silla, il primo sito dove l'ESO abbia mai costruito un osservatorio. La foto storica  fu scattata fra i tardi anni '60 e i primi anni '70 dalla cupola del telescopio da 1.52-metri dell'ESO, che si accese la prima volta nel 1968. Una seconda fotografia scattata al giorno d'oggi, mostra quanto l'osservatorio sia cambiato attraverso i decenni. Si possono esaminare i cambiamenti muovendo il mouse attraverso la fotografia.

Nella foto storica, possiamo vedere il telescopio ESO da 1 metro sullo sfondo a destra, con il Grand Prism Objectif (GPO) che si intravede. Il terzo telescopio in questa foto è il telescopio Schmidt da 1 metro, sulla sinistra ad un livelo più alto si trovano le cisterne d'acqua dell'osservatorio.

Muovendosi attraverso il tempo fino all'attualità, possiamo vedere quanto l'osservatorio La Silla si sia evoluto, con l'aggiunta di telescopi sul sito. I telescopi ESO da 3.6-metri e il francese Coudè Auxiliary Telescope dominano il picco. Il forma angolare del New Technology Telescope (NTT) si intravede a sinistra, vicino alle cisterne d'acqua. La parabola di 15 metri di diametro dello Swedish-ESO Submillimetre Telescope (SEST) scruta l'orizzonte all'estrema destra.

La nuova fotografia fu presa da una posizione leggermente differente dalla cupola del telescopio ESO da 1.52-metri, quindi il GPO è nascosto dal telescopio ESO da 1-metro. La cupola bianca che è appena visibile dietro la parabola da 1 metro è il Danish 1.5-metre telescope. Al centro della foto vediamo la cupola argentata del telescopio da 2.2 metri dell ESO/MPG.

Anche se alcuni telescopi a La Silla, come l'ESO1-metre and ESO1.52metre and the SEST, non sono più in funzione, gli altri sono ancora in primo campo nell'osservazione astronomica. Il telescopio ESO da3.6-metri possiede l'HARPS, il primo macchinario per la caccia agli exopianeti (vedi eso1134 per risultati recenti). L'NTT è stato usato per aiutare a comprendere il motivo per cui si formano le stelle massive ( vedi anche eso1029). Entrambi i telescopi hanno fornito dati vitali che hanno portato alla scoperta dell'accellerata espansione dell'Universo -- una scoperta valsa il Premio Nobel per la Fisica 2011. Il telescopio da 2.2 metri di proprietà ESO/MPG ha anche prodotto una sorprendende quantittà di dati, da meravigliose foto a campo largo, agli studi sulle esplosioni di Raggi Gamma, l'evento più esplosivo nell'intero Universo.

 

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