Immagine della settimana

30 settembre 2013

Svelare stelle e galassie lontane

Questa fotografia, densa di galassie e stelle lontane, è un'immagine profonda ottenuta con il Wide Field Imager (WFI), una telecamera montata sul telescopio MPG/ESO da 2,2 metri che si trova presso l'Osservatorio di La Silla in Cile.

È stata scattata come parte dello studio COMBO-17 (Classifying Objects by Medium-Band Observations in 17 filters), un progetto che ritraeva cinque piccoli scorci di cielo con 17 diversi filtri ottici colorati. La superficie complessiva di cielo esplorata in ciascuno dei campi dei COMBO-17 equivale circa a quella della Luna piena e ha rivelato un numero enorme di oggetti distanti, dimostrando così quanto c’è ancora da scoprire nel nostro cielo.

L’immagine mostra una regione che era stata esplorata anche come parte del FORS Deep Field (FDF), un progetto che esaminava diverse aree del cielo in grande dettaglio e con grande profondità, usando lo spettografo FORS2, al momento installato sul Very Large Telescope di ESO presso l’Osservatorio di Paranal in Cile. Tuttavia queste immagini col WFI usano molti più filtri delle precedenti osservazioni con FDF e coprono aree di cielo più grandi, producendo immagini come quella sopra.

Questi piccoli scorci di universo hanno svelato decine di migliaia di stelle, galassie e quasar lontani, che erano in precedenza nascosti alla nostra vista e sono stati usati per investigare lenti gravitazionali e la distribuzione di material oscura in galassie e ammassi di galassie. 

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16 settembre 2013

Toconao vista dall’alto

Il piccolo villaggio di Toconao è l’insediamento più vicino al più grande progetto astronomico esistente, ALMA (Atacama Large Millimeter/submillimeter Array). Toconao ha meno di 800 abitanti e si trova a 2457 metri sul livello del mare in un’oasi naturale alimentata da un piccolo fiume di montagna alla periferia di uno dei deserti più secchi del mondo, quello di Atacama. Il fiume non scorre tutto l’anno, ma gli agricoltori locali hanno saggiamente costruito una rete di dighe e canali per regolare il flusso d’acqua, in modo da avere raccolti tutto l’anno.

Guardando quest’immagine da vicino, si possono vedere alcuni edifici costruiti con materiali come i mattoni o la roccia vulcanica, come la torre e le campane della chiesa di San Lucas sulla parte sinistra in basso della foto.

In parallelo al loro lavoro scientifico, lo staff di ALMA ha lavorato con gli anziani di Atacameño a Toconao ed altre zone per recuperare la loro visione culturale dell’universo, con lo scopo di preservare questa eredità culturale e scientifica per le generazioni successive.

ALMA supporta dal 2008 un programma di miglioramento culturale per la Scuola E-21, una scuola pubblica rurale a Toconao. Questo programma, approvato dalla comunità, si concentra sul miglioramento dell’istruzione in scienze ed inglese.

Questa immagine aerea è stata presa da due membri dell’equipaggio del ORA Wings for Science project (ORA Ali per la Scienza), Clémentine Bacri e Adrien Normier, i quali guidano un aereo speciale ecologico ultraleggero [2] per un viaggio di un anno intorno al mondo, con lo scopo di aiutare gli scienziati con le loro capacità aeree, dal campionamento dell’aria, all’archeologia, all’osservazione della biodiversità e alla modellazione del terreno in 3D.

ESO mantiene una collaborazione con questa organizzazione no profit. Cortometraggi e stupende fotografie prodotti durante i voli verranno usati per scopi didattici e per la promozione della ricerca a livello locale. La circumnavigazione è iniziata nel giugno 2012 e finirà nel giugno 2013 con un atterraggio al Paris Air Show.

Note

ALMA (Atacama Large Millimeter/submillimeter Array ), una struttura astronomica internazionale, è una associazione tra Europa, Nord America e Asia Orientale in cooperazione con la Repubblica del Cile. ALMA è finanziata in Europa dall’ESO, in Nord America dall’US National Science Foundation (NSF) in cooperazione con il National Research Council of Canada (NRC) e il National Science Council of Taiwan (NSC) e in Asia dell’Est dal National Institutes of Natural Sciences (NINS) giapponese in cooperazione con Academia Sinica (AS) a Taiwan. La costruzione e la gestione di ALMA sono condotte per l’Europa dall’ESO, per il Nord America dal National Radio Astronomy Observatory (NRAO), gestito da Associated Universities, Inc. (AUI) e per l’Asia dell’Est dal National Astronomical Observatory of Japan (NAOJ). Il Joint ALMA Observatory (JAO) dirige e conduce in maniera unificata la costruzione, commissione e le operazioni di ALMA.

[2] Il velivolo ultraleggero Pipistrel Virus SW 80 ha vinto un premio dalla NASA e usa solo 7 litri di carburante per 100 chilometri – meno di molte macchine.


09 settembre 2013

Vista d'aquila su Armazones

Questa scatto aereo spettacolare di Cerro Armazones, ripreso dall'ambasciatore fotografo di ESO Gerhard Hüdepohl, rappresenta quel momento meraviglioso per un fotografo nel quale tutto si combina per la fotografia perfetta. 

Hüdepohl è anche un ingegnere elettronico al Very Large Telescope (VLT) dell'ESO su Cerro Paranal, l'osservatorio ottico più avanzato al mondo nel visibile e fiore all'occhiello di ESO. Hüdepohl ha scattato quest'immagine mentre si trovava su di un volo commerciale da Antofagasta diretto verso Santiago. Poco dopo il decollo l'aereo aveva preso  il percorso aereo ideale per una foto aerea di Cerro Armazones - e Hüdepohl non avrebbe potuto chiedere condizioni migliori. Cogliendo al volo l'occasione, è stato capace di catturare questa prospettiva inusuale, fotografando questo terreno spettacolare da molto in alto. 

Quest'immagine mostra il deserto di Atacama con una nitidezza incredibile, con il sottile cammino a zigzag che spicca chiaramente dal terreno polveroso. Questa strada sterrata ritaglia il suo cammino fino alla cima di Cerro Armazones. Il sito è ora occupato da una selezione di strumenti di osservazione, ma ospiterà presto l'European Extremely Large Telescope (E-ELT), un telescopio di 40 metri che non solo risponderà alle attuali domande dell'astronomia, ma porrà e, speriamo, risponderà, a domande completamente nuove. 


26 agosto 2013

Scolpita dalle stelle.

Questa foto scattata dal VLT (Very Large Telescope) dell'ESO, a Paranal in Cile, mostra un dettaglio della famosa nebulosa ad emissione NGC 6357, distante circa 8000 anni luce da noi e situata nella coda della costellazione dello Scorpione, nel cielo del Sud. Il rosso che risplende nell'immagine è una caratteristica tipica di regioni che contengono una grande quantità di H II, ovvero idrogeno gassoso ionizzato.

La nube è immersa nell'intensa radiazione ultravioletta prodotta dall'ammasso stellare aperto Pismis 24, dimora di stelle giovani, massicce e blu, il quale la riemette nella luce visibile, nella caratteristica tonalità rossa.

L'ammasso stesso è leggermente al di fuori del campo di vista della foto, ma la sua luce diffusa illumina la nube nel lato destro dell'immagine.Questo scatto è un vero e proprio primo piano della nebulosa, con la sua rete di gas, le zone scure di polvere e le stelle brillanti appena nate o ancora in formazione.


19 agosto 2013

Notte Stellata a La Silla

Un velo di stelle particolarmente luminoso fa da sfondo a questa splendida immagine, realizzata dall’astronomo Håkon Dahle. La silhouette in primo piano appartiene allo stesso Håkon, circondato soltanto da un paio delle grandi cupole scure che sormontano le montagne dell’Osservatorio ESO di La Silla.

Molti astronomi professionisti sono anche volentieri fotografi – e come non capirli? I siti dell’ESO nel deserto di Atacama sono tra i migliori posti sulla terra  per osservare le stelle e, per lo stesso motivo, sono posti spettacolari per fotografare il cielo notturno.

Håkon ha scattato queste foto durante un soggiorno osservativo di una settimana presso il telescopio ESO/MPG 2.2. Nel corso di questo soggiorno, il telescopio è stato occasionalmente consegnato ad un altro gruppo di osservatori, dando così l’opportunità ad Håkon di ammirare il cielo notturno stellato, così come di catturarlo e mostrarlo a noi.

La Via Lattea è più luminosa nell’emisfero sud che nell’emisfero nord, a causa della direzione in cui la regione sud del nostro pianeta punta verso il denso centro galattico. Ma persino a sud, la Via Lattea appare piuttosto tenue nel cielo notturno. Per molti di noi l’inquinamento luminoso proveniente dalle città e persino la luna possono indebolire il debole bagliore della galassia, nascondendola alla nostra vista.

Uno dei migliori aspetti dell’Osservatorio di La Silla è che si trova lontano dalle luci luminose della città e così ha tra le notti più scure della terra. Anche l’atmosfera è particolarmente limpida e quindi non c’è la foschia a rendere la visuale più torbida. Il cielo su La Silla è talmente scuro, che si riesce a vedere l’ombra creata dalla luce della Via Lattea.

Håkon ha mandato questa immagine al Your ESO Pictures Flickr group. Il gruppo Flickr viene regolarmente rivisto e le foto migliori vengono selezionate e postate sulla celebre serie "Pictures of the Week" (foto della settimana) o sulla nostra gallery.

Credit:

ESO/H. Dahle


12 agosto 2013

La calma prima della tempesta

Questa magnifica immagine ritrae le galassie NGC 799 (sotto) e NGC 800 (sopra) nella costellazione di Cetus (La balena). Questa coppia di galassie è stata osservata per la prima volta dall'astronomo americano Lewis Swift nel 1885. 

Situate a una distanza di circa 300 milioni di anni-luce, la nostra vista frontale ci permette di renderci conto chiaramente della loro forma. Come la Via Lattea - la nostra galassia - questi oggetti sono entrambi galassie spirali, con caratteristici lunghi bracci che si arrotolano verso un "bulge" centrale brillante. Nei bracci prominenti un gran numero di stelle giovani, caldissime e blu si stanno formando in ammassi (i piccoli punti blu dell'immagine) mentre nel "bulge" centrale un grande gruppo di vecchie stelle fredde e rosse si concentrano in una regione quasi sferica. 

A prima vista queste galassie sembrano piuttosto simili, ma il diavolo si nasconde nei dettagli. A parte la differenza ovvia di dimensione, solo NGC 799 ha una struttura a barra che si estende dal "bulge" centrale e i suoi bracci spirali si sviluppano dalla fine della barra. Si pensa che le barre galattiche siano un meccanismo che permette al gas di fluire dai bracci spirali verso il centro, aumentando la formazione stellare. Una supernova è stata osservata in NGC 799 nel 2004 ed è stata chiamata SN2004dt

Un'altra interessante differenza è il numero di bracci spirali. La piccola NGC 800 possiede tre bracci spirali brillanti e nodosi, mentre NGC 799 ne ha solo due relativamente deboli, ma larghi. Questi iniziano alla fine della barra e si arrotolano quasi completamente attorno alla galassia formando una struttura che assomiglia ad un anello. 

A prima vista sembrerebbe che questa foto rappresenti due impressionanti galassie a spirale che coesistono pacificamente, ma niente  è più lontano dalla verità. Potremmo essere testimoni della calma prima della tempesta. Non sappiamo esattamente cosa ci porterà il futuro, ma tipicamente due galassie che si trovano abbastanza vicine, interagiscono sull'arco di centinaia di milioni di anni attraverso la forza gravitazionale. In alcuni casi si tratta solo di interazioni minori che causano distorsioni di forma, ma qualche volta le galassie entrano in collisione e si fondono in un'unica nuova galassia più grande. 

Quest'immagine è stata ottenuta con lo strumento FORS1 sul telescopio VLT di 8.2 metri di diametro dell'ESO in cima a Cerro Paranal. Essa include esposizioni attraverso tre filtri (B, V, R). Vi si possono riconoscere anche cinque asteroidi - Riuscite a trovarli tutti? Gli asteroidi si muovono tra le diverse esposizioni lasciando una striscia colorata nell'immagine.  


29 luglio 2013

Messier 100 - Il fasto del "grand design"

Le galassie a spirale sono di solito oggetti esteticamente molto belli, e ancora di più quando il disco viene visto frontalmente. Quest'immagine è un esempio particolarmente suggestivo: si tratta della galassia a spirale Messier 100, appartenente alla classe di galassie detta  "grand design" e che si trova nella parte meridionale della costellazione della Chioma di Berenice, a una distanza di circa 55 milioni di anni-luce dalla Terra. 

Messier 100 è caratterizzata da bracci a spirale molto ben definiti, ma contiene anche una debole struttura a barra nel centro, per cui viene classificata come galassia di tipo SAB. La barra non è facilmente visibile nell'immagine, ma gli scienziati sono stati capaci di confermarne l'esistenza osservando la galassia in altre lunghezze d'onda. 

Quest'immagine molto dettagliata mostra le caratteristiche principali di una galassia di questo tipo: le macchie rosse sono enormi nubi di idrogeno gassoso, che riemettono l'energia assorbita da stelle massive appena nate; la luminosità uniforme è prodotta da stelle più vecchie, di colore giallo e situate vicino al centro; le strisce scure che attraversano i bracci della galassia sono costituiti da polveri.

Messier 100 è uno dei membri più luminoso dell'ammasso della Vergine, l'ammasso di galassie più vicino alla nostra galassia, la Via Lattea. Esso contiene più di 2000 galassie, tra le quali spirali, ellittiche e irregolari. Quest'immagine è una combinazione di immagini, riprese con filtri rosso, verde e blu, provenienti dallo strumento FORS del telescopio VLT dell'ESO, situato all'osservatorio di Paranal in Cile.

 

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Foto del VLT


22 luglio 2013

L'NTT che gira come una trottola

Quest'immagine dinamica mostra il New Technology Telescope (NTT), che si trova all'osservatorio La Silla dell'ESO in Cile. La cupola del telescopio, dalla forma molto particolare, appare sfocata, perché la fotografia  è  stata scattata durante il movimento di rotazione del telescopio per puntare il bersaglio desiderato. Questa foto è stata ripresa con un tempo di esposizione di 30 secondi. 

Una delle prime cose che noterete in questa immagine è la forma peculiare dell'edificio che ospita il telescopio: se visto dall'esterno, esso presenta degli spigoli, al posto della consueta forma tondeggiante che normalmente caratterizza la cupola di un telescopio. Questo design è stato in seguito molto copiato, anche nel VLT dell'ESO, ma, quando il telescopio venne inaugurato, nel 1989, rappresentava una struttura all'avanguardia. 

Il design rivoluzionario del NTT mira a garantire una qualità dell'immagine ottimale. Per esempio con un accurato controllo della ventilazione che ottimizza il flusso dell'aria attraverso l'NTT, minimizzando la sfocatura causata dalla turbolenza dell'aria all'interno della struttura. Appena visibili nell'immagine sfocata sono i grandi deflettori d'aria che rappresentano una parte essenziale di questo meccanismo. 

Un'altra caratteristica all'avanguardia all'epoca della costruzione è lo specchio principale del'NTT. Non tanto per la sua grandezza - con i suoi 3.58 metri di diametro non è mai stato considerato particolarmente grande - ma per il suo design estremamente innovativo. Lo specchio è flessibile e può essere modellato in tempo reale per mantenere una forma perfetta, in modo che nessuna flessione o curvatura possa compromettere la qualità dell'immagine. ESO e l'NTT furono pionieri nell'utilizzo di questa tecnologia, chiamata ottica attiva, che viene ora comunemente utilizzata nei moderni telescopi. 

Attualmente l'NTT possiede due diversi strumenti che gli astronomi possono usare per condurre le loro osservazioni: SOFI (abbreviazione per "Son of ISAAC", uno strumento del VLT), che è uno spettrografo e camera ad infrarossi, e EFOSC2, uno spettrografo e camera progettato per osservare oggetti di debole luminosità. 

L'osservatorio di La Silla si trova nel sud del deserto dell'Atacama, a 600 chilometri a nord di Santiago del Cile, ad un'altitudine di 2400 metri. Quest'immagine è stata ripresa da Malte Tewes, astronomo presso il Politecnico federale di Losanna, in Svizzera. 

Malte ha inviato questa foto al gruppo Flickr di ESO. Questo gruppo è regolarmente recensito e le migliore foto sono selezionate per apparire nella nostra popolare serie Foto della settimana o nella nostra galleria. 

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24 giugno 2013

Luce lunare e zodiacale sopra La Silla

Quello che fluttua in alto sopra le nuvole e che potrebbe sembrare una città futuristica di un romanzo di fantascienza, è il più vecchio osservatorio di ESO, La Silla. Questa fotografia è stata presa dall'astronomo Alan Fitzsimmons mentre stava in piedi vicino al telescopio di 3,6 metri, appena dopo il tramonto. La Luna si trova appena fuori dal campo visivo di questa fotografia, e illumina l'osservatorio con una luce inquietante che si riflette sulle nuvole sottostanti.

La debole striscia di luce dorata appena sopra le nuvole è la luce zodiacale, causata dalla riflessione della luce solare sulle particelle di polvere che si trovano tra il Sole e la Terra. Questo evento raro è visibile solo dopo il tramonto o appena prima dell'alba in questo particolare periodo dell'anno e solo da siti molto buoni.

In questa fotografia sono visibili diversi telescopi. Per esempio, la grande struttura angolare alla fine della strada è il New Technology Telescope (NTT). Fedele al suo nome, quando fu completato nel 1989, questo telescopio possedeva molte caratteristiche rivoluzionarie tra cui l'uso pieno, per la prima volta, dell'ottica attiva, insieme ad un'architettura ottagonale rivoluzionaria della cupola. Molte delle caratteristiche del NTT sono poi state incorporate nel Very Large Telescope di ESO.

La cupola in primo piano a destra dell'immagine è il telescopio svizzero Leonhard Euler Telescope, di 1,2 metri di diametro, chiamato in questo modo in onore del famoso matematico svizzero Leonhard Euler (1707–83).

Alan ha inserito questa fotografia nel gruppo foto di ESO su Flickr. Questo gruppo di Flickr è regolarmente recensito e le migliori immagini vengono selezionate per essere pubblicate nella nostra popolare serie di "foto della settimana" o nella nostra galleria di foto.


03 giugno 2013

Tre pianeti danzano nel cielo di La Silla.

È una vera delizia sia per fotografi che per astronomi: i nostri cieli sono in questi giorni teatro di un fenomeno noto come syzygy -quando tre o più corpi celesti si allineano tra loro in cielo. Se i corpi celesti hanno longitudine eclittica simile, questo evento è anche noto come congiunzione tripla. Ovviamente, si tratta di un trucco dovuto alla prospettiva, ma ciò non lo rende meno spettacolare. In questo caso, i tre corpi sono tre pianeti, e l'unica cosa necessaria per godere di questo show è avere una buona visuale del cielo al tramonto.
Fortunatamente, ciò è accaduto all'ambasciatore fotografico ESO Yuri Beletsky, il quale ha avuto occasione di immortalare questa vista spettacolare dall'Osservatorio ESO di La Silla, nel Cile settentrionale, il 26 Maggio. Sopra le cupole circolare dei telescopi, tre pianeti del nostro Sistema Solare - Giove (in alto), Venere (in basso a sinistra) e Mercurio (in basso a destra) - si rivelano nel tramonto, impegnati in una danza cosmica.

Un allineamento come questo accade soltanto ogni qualche annoi. L'ultimo allineamento, infatti, è avvenuto a Maggio 2011 e non ce ne sarà un altro fino ad Ottobre 2015. Il triangolo celeste era visibile al meglio nell'ultima settimana di Maggio, ma potreste essere ancora in grado di intravedere i tre pianeti nella loro mutevole disposizione, durante il loro viaggio attraverso la volta celeste.


27 maggio 2013

Increspature attraverso il cielo cileno

A prima vista, quest'immagine affascinante può sembrare essere causata da una pietra lanciata in un lago. Tuttavia è il risultato del moto apparente delle stelle attraverso il cielo australe e da qualche magia compiuta dal fotografo. Quest'immagine è stata ripresa a Cerro Armazones, la cima di un monte a 3060 metri sopra il livello del mare, che si trova nel centro del deserto dell'Atacama, nelle Ande cileni.

Le lunghe strisce brillanti sono scie luminose di stelle, ognuna delle quali indica la traiettoria di una singola stella attraverso il buio cielo notturno. Lasciando l'otturatore della macchina fotografica aperto per un lungo periodo di tempo, si nota il moto apparente delle stelle, impercettibile ad occhio nudo. Tempi di esposizione di 15 minuti sono abbastanza lunghi per produrre quest'effetto, anche se i fotografi professionisti spesso combinano insieme varie esposizioni per comporre l'immagine finale.

Il numero incredibilmente grande di scie luminose in questa fotografia svela l'ottima qualità del cielo notturno di Armazones: l'atmosfera è estremamente limpida e non c'è inquinamento luminoso, grazie alla collocazione remota di questa montagna. Questa è una delle ragioni per cui questa montagna è stata scelta come il luogo che ospiterà in futuro il più grande occhio sul cielo del mondo: il prossimo European Extremely Large Telescope (E-ELT).


20 maggio 2013

Ammirando la galassia

Anche per l'astronomo più navigato resta difficile resistere ad una pausa da un indaffarato programma di osservazioni per fermarsi a puntare lo sguardo sul ricco cielo australe. Questa immagine è un autoritratto dell'astronomo Alan Fitzsimmons, che ha scattato la fotografia tra due sessioni osservative all'Osservatorio di La Silla dell'ESO.

Questa vivida fotografia mostra tutto il contrasto tra una semplice, ferma e scura figura sulla Terra e lo splendente ed intenso cielo stellato notturno. In questa immagine il cielo è dominato dall'enorme spruzzo di stelle e polvere che costituisce il centro della Via Lattea, la nostra galassia ospite.

Gli osservatori dell'ESO si trovano nel Deserto di Atacama nel Cile del nord, una regione molto scarsamente abitata caratterizzata da una combinazione di notti estremamente buie e terse condizioni atmosferiche, entrambi fattori determinanti nell'ottenere osservazioni di alta qualità.

La Silla è il primo osservatorio dell'ESO. Inaugurato nel 1969, è sede di diversi telescopi di diametro fino ai 3.6 metri. Con più di 300 notti limpide ogni anno, La Silla si trova in una posizione ideale per ospitare strumenti osservativi avanzati, ma rappresenta anche un meraviglioso luogo per fermarsi e semplicemente fissare lo sguardo nel cielo.

Alan ha inviato la fotografia al Your ESO Pictures Flickr group. Il gruppo Flickr viene rivisto regolarmente e le migliori fotografie sono selezionate per essere incluse nella nostra serie di Immagini della settimana o nella nostra galleria di immagini. 


13 maggio 2013

La Via Lattea brilla su La Silla ricoperta di neve

Ai confini del deserto di Atacama, lontano dalle città settentrionali del Cile contaminate dall'inquinamento luminoso, il cielo dopo il tramonto è nero come l'inchiostro.

Questo cielo così buio consente alcune delle osservazioni astronomiche migliori al mondo - e dall'alto dei suoi 2400 metri sul mare L'Osservatorio di La Silla dell'ESO gode di una vista che spazia su tutto il cielo notturno.
Eppure, perfino un luogo così remoto, situato a grandi altezze, dove l'umidità è estremamente bassa, non sfugge ai rigori dell'inverno, quando un manto di neve può ricoprire la montagna e le cupole dei telescopi.

Questa immagine mostra La Silla in inverno, sotto una pioggia di stelle della nostra Via Lattea, il cui piano si vede inclinato rispetto all'inquadratura. Nella foto si distinguono, da destra a sinistra, il telescopio dell'ESO di 3,6 metri di diametro, il New Technology Telescope (NTT), di 3,58 metri, il telescopio Schmidt dell'ESO di 1 metro e il telescopio MPG/ESO di 2,2 metri, con la cupola innevata. E' visibile, di fianco al telescopio di 3,6 metri del'ESO, la piccola cupola del telescopio ausiliario Coudè, non più utilizzato, mentre le riserve d'acqua dell'Osservatorio si trovano tra quest'ultimo e l'NTT.

La vista della neve a La Silla può sorprendere, ma i telescopi ESO sono situati a grandi altezze e sperimentano sia temperature molto calde che rigide nel corso dell'anno e talvolta sono soggetti a condizioni estreme.

Questa fotografia è stata scattata da José Francisco Salgado, un Ambasciatore Fotografo dell'ESO.


06 maggio 2013

Lore in movimento

In questa fotografia Lore, uno dei due trasportatori dei telescopi ALMA, sta portando una delle antenne di 7 metri di diametro di ALMA, l'Atacama Large Millimeter/submillimeter Array. Lore e il suo gemello, Otto, sono due veicoli di colore giallo vivo dotati di 28 ruote, costruiti appositamente per muovere le antenne di ALMA sull'altipiano di Chajnantor, a 5000 metri di altitudine. In questo modo possono riconfigurare la schiera dei  telescopi per potere osservare un oggetto astronomico nel miglior modo possibile. I trasportatori vengono anche utilizzati  per spostare le antenne tra Chajnantor e il centro di manutenzione, che si trova ad un'altitudine minore. 

ALMA possiede una schiera principale di cinquanta antenne di 12 metri di diametro, e una schiera aggiuntiva di dodici antenne da 7 metri e quattro da 12 metri, conosciuto come l'Atacama Compact Array (ACA). Nella fotografia Lore sta spostando una delle antenne più piccole, da sette metri di diametro, di ACA. Le antenne di 12 metri della schiera principale non possono trovarsi ad una distanza minore di 15 metri una dell'altra, altrimenti si toccherebbero. Questa separazione minima tra le antenne limita la dimensione massima degli oggetti che possono essere osservati nel cielo. Ciò significa che la schiera principale non può osservare le caratteristiche più larghe di oggetti estesi come le nube molecolari giganti della Via Lattea o le galassie vicine. L'ACA è stato progettato specificamente per aiutare ALMA con l'osservazione di oggetti estesi, perché le sue antenne più piccole di 7 metri di diametro possono essere posizionate più vicine una all'altra. 

Le spettacolari punte di ghiaccio in primo piano sono conosciute come "penitentes" (dallo spagnolo penitenti). Sono un curioso fenomeno naturale che si osserva nelle regioni in alta quota, tipicamente ad altitudini maggiori di 4000 metri sopra il livello del mare. Sono fini lamelle di neve temprata o ghiaccio che puntano verso il Sole, raggiungendo altezze da pochi centimetri fino a vari metri. 

ALMA, un osservatorio astronomico internazionale, è frutto di una collaborazione fra l'Europa, il Nord America e l'Asia Orientale, in cooperazione con la Repubblica del Cile. La costruzione e la gestione di ALMA sono condotte dall'ESO per conto dell'Europa, dall'Osservatorio Nazionale di Radio Astronomia (NRAO) per conto del Nord America e dall'Osservatorio Astronomico Nazionale del Giappone (NAOJ) per conto dell'Asia Orientale. L'osservatorio congiunto di ALMA (JAO: Joint ALMA Observatory) provvede alla direzione unitaria e alla gestione della costruzione, della messa in servizio e delle operazioni di ALMA.

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22 aprile 2013

Argento e blu a Paranal

Quello che potrebbe essere un bellissimo giorno chiaro dovunque nel mondo, è in realtà un giorno insolitamente nuvoloso all’Osservatorio dell’ESO a Paranal, nel deserto di Atacama. Poichè si tratta di uno dei posti più secchi della Terra, è molto insolito vedere nuvole in cielo. Molti astronomi ed ingegneri che passano del tempo sul sito trovano che il cielo senza nuvole sia una delle cose che più li colpisce del lavoro nel deserto di Atacama. Questa splendida foto panoramica a 360 gradi, fatta dal consulente ESO Dirk Essl con 15 esposizioni separate, ha catturato uno dei rari giorni nuvolosi a Paranal. Si possono vedere alcuni minuscoli, radi cirri sulle strutture del Very Large Telescope. Queste nuvole si formano a grandi altitudini e sono fatte di minuscoli cristalli di ghiaccio.

L’Osservatorio di Paranal riceve meno di 10 millimetri di pioggia all’anno: una delle ragioni per cui questa montagna a 2600 metri di altitudine è stata scelta come sito del Very Large Telescope (VLT) dell’ESO. Questo panorama include le quattro unità telescopiche del VLT e i quattro piccoli Telescopi Ausiliari nelle loro strutture arrotondate, uno sul davanti e gli altri tre più sullo sfondo. I sentieri sul terreno sono stati creati per poter spostare i telescopi in posizioni diverse.

Dirk ha presentato questa foto al gruppo Flickr "La Tua Foto ESO". Il gruppo Flickr viene regolarmente rivisto e le foto migliori vengono selezionate per apparire nel nostro famoso “Picture of the Week” (Foto della Settimana) o nella nostra galleria fotografica.

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15 aprile 2013

Sotto l’incanto delle Nubi di Magellano

Questa bellissima immagine dell’Atacama Large Millimeter/submillimeter Array (ALMA), nella quale si vedono le antenne del telescopio sotto un cielo mozzafiato, è di Christoph Malin, un Ambasciatore Fotografo dell'ESO. Questo, in particolare, è un fermo immagine preso dal filmato accelerato su ALMA, da lui stesso scrupolosamente montato, anch’esso disponibile su  ann12099.

Situato sull’altopiano di Chajnantor, a un’altezza di 5000 metri, ALMA è attualmente il più potente telescopio per lo studio dell’Universo nella banda millimetrica e sub-millimetrica. La costruzione di ALMA si completerà nel 2013 non appena tutte 66 le antenne ad alta precisione diventeranno operative.

Sopra le antenne si possono ammirare, splendenti nel cielo, la Grande e la Piccola Nube di Magellano. Due galassie nane, irregolari, relativamente vicine a noi, che sono visibili nel Cielo Australe anche a occhio nudo. Esse orbitano attorno alla Via Lattea e questo si evince anche dalla distorsione che esse mostrano, causata dall’interazione gravitazionale che subiscono nell’avvicinarsi alla nostra galassia.

L’osservatorio internazionale ALMA è nato dalla partnership tra Europa, Nord America ed Est Asiatico in cooperazione con la Repubblica Cilena. La costruzione e il funzionamento di ALMA sono gestite da ESO per l’Europa, dalla National Radio Astronomy Observatory (NRAO) per il Nord America, e dal National Astronomical Observatory of Japan (NAOJ) per l’Asia Orientale. E’, infine, il Joint ALMA Observatory (JAO) ad avere la leadership comune nonché a seguire la gestione dei lavori di costruzione, l’inaugurazione e l’entrata in funzione di ALMA.

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08 aprile 2013

Una scia splendente di stelle – Il sud della Via Lattea sopra La Silla

Questa fotografia panoramica, fatta da Alexandre Santerne, mostra il disco della Via Lattea, la nostra galassia, visto dall’interno, e una fredda notte invernale con uno spruzzo di neve sull’Osservatorio ESO di La Silla in Cile. Dal nostro punto di vista il disco della Via Lattea appare come una scia splendente di stelle che si estende attraverso il cielo. In questo panorama la Via Lattea è distorta ad arco a causa della ripresa a grandangolo.

Sulla sinistra della fotografia fa capolino dalla collina il telescopio dell’ESO da 3,6 metri, che ospita il celeberrimo cacciatore di esopianeti HARPS (High Accuracy Radial velocity Planet Searcher). Sull’estrema destra si trova il telescopio svizzero Leonhard Euler da 1,2 metri, costruito e gestito dall'osservatorio di Ginevra. 

Vi sono diverse ragioni per cui La Silla è in una posizione ideale per osservare il cielo notturno in generale e la Via Lattea in particolare. Primo, è situata nell’emisfero australe, dandoci così una vista migliore della ricchissima regione centrale della galassia. Secondo, si trova lontano dalla luce e dall’inquinamento urbano, ad un’altitudine di 2400 metri sul livello del mare, rendendo così le notti scure e l’atmosfera chiara.

Alexandre ha presentato questa fotografia al gruppo Flickr "La tua foto ESO". Il gruppo Flickr viene regolarmente rivisto e le foto migliori vengono selezionate per apparire nella famosa serie Picture of the Week (immagine della settimana) o nella nostra galleria fotografica. Da quando ha presentato la foto, Alexandre è anche diventato Ambasciatore fotografico dell'ESO.

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01 aprile 2013

Cerchio di stelle sopra la Residencia sul Cerro Paranal

Quest'immagine dell'Ambasciatore fotografo dell'ESO Farid Char, raffigurante il cielo australe notturno sopra l’”hotel” Residencia presso l'Osservatorio dell'ESO del Paranal in Cile, presenta una panoramica della volta celeste dinamica e ricca di stelle.

Per rendere le scie lasciate dal movimento circolare apparente delle stelle, è stata necessaria per Farid un'esposizione di 30 minuti per mostrare il movimento delle stelle causato dal moto di rotazione della Terra. Al centro vi è il punto apparentemente fermo del polo sud celeste. A sinistra e in alto sono visibili in maniera sfocata la Grande e la Piccola Nube di Magellano, galassie vicine della Via Lattea.

La cupola di vetro scuro sotto le stelle circolanti è parte del tetto dell'edificio della Residencia. Questa costruzione parzialmente sotterranea unica nel suo genere è utilizzata dal 2002 dagli scienziati e ingegneri dell'osservatorio. Durante la giornata, la cupola permette un'illuminazione a giorno all'interno dell'edificio, grazie ai suoi 35 metri di diametro.

All'osservatorio, situato su una montagna a un'altitudine di 2600 metri nell'arido deserto Atacama, le eccellenti condizioni astronomiche sono possibili a caro prezzo. Le persone che vi lavorano devono affrontare una luce solare intensa durante il giorno, un'umidità molto bassa e un'altitudine tale da lasciarle col fiato corto. Per aiutarle a rilassarsi e a reidratarsi dopo lunghi turni sulla cima della montagna, la Residencia è provvista di un’oasi artificiale con un piccolo giardino, una piscina che umidifica l'aria, una sala di ritrovo, una sala da pranzo e altri spazi ricreativi. La struttura può ospitare più di 100 persone.

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25 marzo 2013

La Galassia Perduta

Questa immagine rappresenta la galassia NGC 4535, nella costellazione della Vergine, su un bellissimo sfondo pieno di diverse galassie deboli e lontane. La sua forma quasi circolare mostra che noi la vediamo quasi di fronte. Nel centro della galassia vi è una struttura a barre ben definita, con scie di polvere che curvano bruscamente prima che i bracci di spirale si stacchino dalla fine della barra. Il colore bluastro dei bracci di spirale indica la presenza di un gran numero di stelle giovani e calde. Tuttavia, al centro vi sono stelle più vecchie e fredde che donano al rigonfiamento della galassia un aspetto giallastro.

Questa immagine visibile è stata fatta con lo strumento FORS1 del Very Large Telescope da 8,2 metri dell’ESO. La galassia è osservabile anche tramite un telescopio amatoriale più piccolo ed è stata osservata la prima volta da William Herschel nel 1785. Osservata attraverso un telescopio più piccolo, NGC 4535 ha un aspetto nebuloso e spettrale, il quale diede al prominente astronomo amatoriale Leland S. Copeland l’ispirazione per chiamarla “la Galassia Perduta” nel 1950.

NGC 4535 è una delle galassie più grandi e visibili del gruppo della Vergine, un gruppo gigantesco di 200 galassie, a circa 50 milioni di anni luce di distanza da noi. Anche se il gruppo della Vergine ha un diametro di poco maggiore del Gruppo Locale – il gruppo di galassie a cui la Via Lattea appartiene – esso contiene un numero di galassie 50 volte maggiore.


11 marzo 2013

Comete e stelle cadenti danzano nel cielo del Paranal

Un’immagine proprio bella questa, ripresa da Gabriel Brammer, uno degli ESO Photo Ambassadors, in cui vediamo il tramonto con la sagoma dell’Osservatorio del Paranal e due comete in cielo. Vicino all’orizzonte, a destra nell’immagine, la Cometa C/2011 L4 (PanSTARRS), la più brillante delle due con la sua coda brillante fatta di polvere illuminata dal Sole. Al centro dell’immagine, proprio sopra il versante destro del Cerro Paranal, vediamo una piccola sfera nebulosa verdognola, la coma, attorno al nucleo  della cometa C/2012 E6 (Lemmon) e anche una debolissima coda. Il colore verde è dovuto alla ionizzazione dei gas presenti nella coma dovuta alla luce del Sole. Si potrebbe quasi pensare che ci fosse una terza cometa fra le due presenti nella foto, ma l’oggetto luminoso che sfreccia fra le comete Lemmon e PanSTARRS è solo una stella cadente che, per caso ma opportunamente, è nel posto giusto al momento giusto.


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