Comunicato Stampa

Il pianeta più debole mai fotografato dalla Terra scoperto dopo oltre 10 anni di nascondino

15 Luglio 2026

Un gruppo di astronomi ha scoperto un terzo pianeta in orbita intorno alla stella Beta Pictoris. Il nuovo pianeta, Beta Pictoris d, è 100 volte più debole di Beta Pictoris b, il primo pianeta scoperto nello stesso sistema, ed è tra gli esopianeti più leggeri mai osservati dalla Terra. Dopo aver individuato il pianeta utilizzando il VLT (Very Large Telescope) dell'ESO (Osservatorio Europeo Australe), il gruppo ha scoperto che era nascosto in varie osservazioni di archivio risalenti a oltre un decennio.

"È stata una scoperta fortuita", afferma Ben Sutlieff, co-responsabile dello studio pubblicato oggi su The Astrophysical Journal Letters e astronomo dell'Università di Edimburgo, nel Regno Unito e aggiunge: "Inizialmente volevamo osservare meglio un pianeta già noto nel sistema, Beta Pictoris b, per vedere come si evolveva nel tempo". Tuttavia, quando il gruppo di lavoro ha iniziato ad analizzare le immagini del sistema, ha notato qualcos'altro, separato da Beta Pictoris b, che li ha condotti su un percorso completamente nuovo.

"'C'è qualcos'altro lì, l'avete visto?'", ricorda di aver detto Markus Bonse, astronomo dell'ESO in Germania e co-responsabile dello studio insieme a Sutlieff, mentre esaminava i dati. Per confermare la natura della scoperta, il gruppo ha consultato l'archivio dell'ESO, un catalogo delle osservazioni effettuate con gli strumenti dell'ESO. Hanno trovato un nuovo pianeta, Beta Pictoris d, in diverse immagini risalenti fino a 11 anni fa, inclusa una in cui era appena discernibile rispetto alla luce del vicino più grande, Beta Pictoris b. "Il pianeta d, a quanto pare, ha giocato a nascondino con noi per oltre un decennio e solo ora possiamo dire 'trovato!'", commenta Jayne Birkby, coautrice dello studio e astronoma dell'Università di Oxford, nel Regno Unito.

Il pianeta appena scoperto, come gli altri due del sistema, è un gigante gassoso come Giove o Saturno. Tuttavia, Beta Pictoris d ha un'orbita molto più ampia rispetto ai pianeti Beta Pictoris b e Beta Pictoris c. Inoltre, mentre i primi due hanno ciascuno una massa circa dieci volte superiore a quella di Giove, il nuovo pianeta è solo 2,4 volte più massiccio di Giove, il che lo rende uno dei più leggeri mai fotografati dalla Terra. Il pianeta è anche relativamente freddo e, quindi, estremamente debole rispetto alla stella madre.

La produzione di un'immagine diretta, in cui la luce di un oggetto viene catturata come in una fotografia, funziona solo per pianeti sufficientemente luminosi da essere visibili anche accanto alla propria stella madre, molto più brillante. Ottenere l'immagine diretta di un pianeta debole come Beta Pictoris d rappresenta quindi un risultato molto significativo. "Il nuovo pianeta è 100 volte più debole di Beta Pictoris b, il famoso pianeta nello stesso sistema, il che lo rende l'esopianeta più debole mai fotografato direttamente dalla Terra", spiega Bonse [1].

La prima chiara osservazione di Beta Pictoris d, che si trova a 63 anni luce da noi, è stata effettuata con lo strumento ERIS, installato sul VLT, da Sutlieff, Bonse e il loro gruppo. Un gruppo indipendente, guidato da Aidan Gibbs dell'Università della California, negli Stati Uniti, ha scoperto lo stesso pianeta utilizzando il telescopio spaziale James Webb (JWST), uno strumento delle agenzie spaziali statunitense, europea e canadese. Anche i loro risultati sono stati pubblicati oggi su The Astrophysical Journal Letters.

Per confermare la scoperta di un pianeta a partire dalla prima rivelazione, gli astronomi di solito devono effettuare osservazioni supplementari. Tuttavia, questo sistema era stato ampiamente studiato, con diverse immagini conservate negli archivi scientifici dell'ESO e del JWST. "Con nostra grande gioia, il pianeta è saltato fuori in precedenti osservazioni con SPHERE", aggiunge Birkby, riferendosi a un altro strumento del VLT utilizzato in precedenza per osservare il sistema di Beta Pictoris. Il pianeta d è stato individuato anche in osservazioni d'archivio ottenute da NIRCam, uno strumento del JWST. Ora che il gruppo sapeva dove cercare il potenziale nuovo pianeta, "si è scoperto che era da sempre nascosto nei dati!", conclude Birkby. Il coautore Valentin Christiaens, ricercatore presso il CEA Paris-Saclay, in Francia, aggiunge: "Il ritrovamento nei dati d'archivio di SPHERE non solo sono molto entusiasmanti in sé, ma suggeriscono anche che numerosi tesori come questo siano ancora nascosti negli archivi degli strumenti del VLT!".

Beta Pictoris è ora il secondo sistema, dopo HR 8799, in cui sono stati ripresi direttamente più di due pianeti. "I sistemi con più esopianeti di cui abbiamo immagini dirette sono come il 'Santo Graal' delle scoperte, perché possono insegnarci molto su quanto diversi possono essere gli esopianeti nello stesso ambiente di formazione", afferma Sutlieff [2]. Beta Pictoris d chiarisce anche un mistero del suo sistema planetario, poiché ha esattamente la massa e la posizione giuste per spiegare la particolare forma del disco di detriti circostante, costituito dai resti della formazione dei pianeti.

La scoperta di Beta Pictoris d con questa procedura favorisce ulteriori sforzi per ottenere immagini dirette di sistemi planetari in cui pianeti deboli potrebbero essersi 'nascosti in bella vista', anche con il futuro ELT (Extremely Large Telescope) dell'ESO. "Sembra che i pianeti abbiano molti amici", conclude Beth Biller, coautrice dell'articolo e astronoma dell'Università di Edimburgo, "molti dei famosi sistemi di esopianeti osservati direttamente sembrano contenere un grande numero di pianeti giganti nello stesso sistema ed è probabile che un numero ancora maggiore pianeti di massa inferiore sia nascosto in questi sistemi e potrebbero essere scovati dagli strumenti dell'ELT".

Note

[1] Beta Pictoris d è l'esopianeta più debole, se si considera la distanza dal sistema, di cui sia stata ottenuta l'immagine dalla Terra: il più debole cioè in magnitudine assoluta (che dipende dalle dimensioni e dalla temperatura), ma non in magnitudine apparente (dove anche la distanza contribuisce a rendere debole l'immagine).

[2] Beta Pic fa parte di un gruppo di stelle tutte della stessa età, alcune delle quali sappiamo che possiedono pianeti. Beta Pic d sembra essere quasi in gemello di uno di questi pianeti, 51 Eri b, il che implica che gli astronomi possono usarli entrambi come riferimento per i modelli di evoluzione e crescita dei pianeti nel tempo.

Ulteriori Informazioni

This research was presented in a paper to appear in The Astrophysical Journal Letters (https://doi.org/10.3847/2041-8213/ae80a0).

This paper, co-led by B. J. Sutlieff and M. J. Bonse, involves over 90 authors from around the world, including Belgium, France, Germany, Ireland, Italy, the Netherlands, Switzerland, the United Kingdom and Chile.

L'ESO (European Southern Observatory o Osservatorio Europeo Australe) consente agli scienziati di tutto il mondo di scoprire i segreti dell'Universo a beneficio di tutti. Progettiamo, costruiamo e gestiamo da terra osservatori di livello mondiale - che gli astronomi utilizzano per affrontare temi interessanti e diffondere il fascino dell'astronomia - e promuoviamo la collaborazione internazionale per l'astronomia. Fondato come organizzazione intergovernativa nel 1962, oggi l'ESO è sostenuto da 16 Stati membri (Austria, Belgio, Danimarca, Francia, Finlandia, Germania, Irlanda, Italia, Paesi Bassi, Polonia, Portogallo, Regno Unito, Repubblica Ceca, Spagna, Svezia e Svizzera), insime con il paese che ospita l'ESO, il Cile, e l'Australia come partner strategico. Il quartier generale dell'ESO e il Planetario e Centro Visite Supernova dell'ESO si trovano vicino a Monaco, in Germania, mentre il deserto cileno di Atacama, un luogo meraviglioso con condizioni uniche per osservare il cielo, ospita i nostri telescopi. L'ESO gestisce tre siti osservativi: La Silla, Paranal e Chajnantor. Sul Paranal, l’ESO gestisce il VLT (Very Large Telescope) e il VLTI (Very Large Telescope Interferometer), così come due telescopi per survey, VISTA, che lavora nell'infrarosso, e VST (VLT Survey Telescope) in luce visibile. Sempre a Paranal l'ESO ospiterà e gestirà la schiera meridionale di telescopi di CTA, il Cherenkov Telescope Array Sud, il più grande e sensibile osservatorio di raggi gamma del mondo. Insieme con partner internazionali, l’ESO gestisce APEX e ALMA a Chajnantor, due strutture che osservano il cielo nella banda millimetrica e submillimetrica. A Cerro Armazones, vicino a Paranal, stiamo costruendo "il più grande occhio del mondo rivolto al cielo" - l'ELT (Extremely Large Telescope, che significa Telescopio Estremamente Grande) dell'ESO. Dai nostri uffici di Santiago, in Cile, sosteniamo le operazioni nel paese e collaboriamo con i nostri partner e la società cileni.

La traduzione dall'inglese dei comunicati stampa dell'ESO è un servizio dalla Rete di Divulgazione Scientifica dell'ESO (ESON: ESO Science Outreach Network) composta da ricercatori e divulgatori scientifici da tutti gli Stati Membri dell'ESO e altri paesi. Il nodo italiano della rete ESON è gestito da Anna Wolter.

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Institute for Astronomy, University of Edinburgh
Edinburgh, United Kingdom
E-mail: ben.sutlieff@roe.ac.uk

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European Southern Observatory (ESO)
Garching bei München, Germany
E-mail: Markus.Bonse@eso.org

Jayne Birkby
Department of Physics, University of Oxford
Oxford, United Kingdom
E-mail: jayne.birkby@physics.ox.ac.uk

Valentin Christiaens
CEA Paris-Saclay, Université Paris-Saclay, Université Paris Cité, CEA, CNRS
Paris, France
Tel.: +33169083661
E-mail: valentin.christiaens@cea.fr

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Institute for Astronomy, University of Edinburgh
Edinburgh, United Kingdom
Tel.: +44 (0)131 668 8349
E-mail: bbiller@ed.ac.uk

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Questa è una traduzione del Comunicato Stampa dell'ESO eso2609.

Sul Comunicato Stampa

Comunicato Stampa N":eso2609it-ch
Nome:Beta Pictoris d
Tipo:Milky Way : Planet
Facility:Very Large Telescope
Instruments:ERIS, SPHERE

Immagini

Immagine VLT dell'esopianeta Beta Pictoris d
Immagine VLT dell'esopianeta Beta Pictoris d
L'esopianeta Beta Pictoris d negli anni
L'esopianeta Beta Pictoris d negli anni
Mappa del cielo nella zona di Beta Pictoris
Mappa del cielo nella zona di Beta Pictoris
Intorno a Beta Pictoris
Intorno a Beta Pictoris

Video

New exoplanet had been hiding for more than 10 years | ESO News
New exoplanet had been hiding for more than 10 years | ESO News
soltanto in inglese
Time-lapse of exoplanet Beta Pictoris d orbiting around its host star
Time-lapse of exoplanet Beta Pictoris d orbiting around its host star
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